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Benvenuti al BlogCafé

Spesso ci colpiscono gli stessi temi o viviamo esperienze simili, oppure non basta lo spazio di un commento per scambiarci opinioni. E non sempre per chi legge c'è il tempo di saltare da un blog all'altro per seguire un filo. Allora, ci sentiamo su VereMamme!

Il Blog Café di VereMamme è il luogo dove ognuno può contribuire con un suo post o un commento su un argomento proposto da noi, creando così il nostro indice di blogger e punti di vista.

È facile: l'argomento viene lanciato da VereMamme un venerdi, e rimane "caldo" fino al prossimo...Blog Café letterario.

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VereMamme on the Road

ANDIAMO.

Sì, MA DOVE?

NON LO SO, PERO' DOBBIAMO ANDARE.

Mamma e Pezzetto partono per un viaggio improvvisato, surfando per mezza Italia tra la vostra ospitalità, le vostre dritte sui luoghi più belli da scoprire, o semplicemente il vostro incoraggiamento. Ci ritroviamo qui: io posterò il diario di una fuga dalla città, e voi i vostri ricordi di viaggio per noi, o tutto quello che vi andrà. Tempo ritrovato per mamme in vena di avventure.

 

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Blog Cafè - Indice dei post

mercoledì
giu302010

Impressioni di libertà

Scendere dal treno in un piovigginoso pomeriggio di giugno inoltrato;

ritrovarsi da sola col proprio trolley e i propri pensieri a camminare, senza fretta, per le strade semideserte di una Roma impegnata a guardare in TV Italia-Nuova Zelanda;

sentir salire dallo stomaco una sensazione, quasi dimenticata, di libertà che inebria e ti stampa in viso un sorriso che non riesci a contenere;

nessuna nostalgia per gli affetti che hai lasciato circa 700 Km più in su;

in fondo, lo sai, loro ormai fan parte di te dandoti una sicurezza e una scioltezza nuove di cui una volta eri priva, ma allo stesso tempo ti hanno insegnato ad apprezzare ciò che anni fa temevi: la solitudine transitoria.

E’ stato bello vivere Roma per la prima volta da non turista;

è stato bello confondere la propria vita con quella di altre persone non turiste e scambiarsi opinioni più che apprezzare i sempre eterni e splendidi monumenti;

è stato bello, dopo 4 giorni di riscoperta della vita “da studente”, recarsi alla stazione ad accogliere i propri affetti: un abbraccio lungo come non c’era mai stato in quasi tre anni della sua vita di bimbo ipercinetico, un bacio da fidanzati all’uomo che hai sposato 5 anni fa;

è stato bello far conoscere al Tato alcuni luoghi in cui era stato nella sua vita prenatale: già, l’ultima volta a Roma era stata qualche mese prima della sua nascita….nella mia vita precedente.

Nessun rimpianto, nessuna nostalgia, solo tanta gioia in ogni intensissimo momento del mio soggiorno romano: mi ha fatto bene all’anima.

http://riflessidimamma.iobloggo.com/

sabato
giu262010

I momenti più belli

E' passato un mese dal MoM on the Road: di già. Un mese da quando ho preso con me un ometto e sono partita per vedere insieme a lui nuovi posti e bella gente. Il fatto è che tutti i miei diari di viaggio si sono sempre conclusi con una specie di hit parade dei momenti più memorabili, per cui non posso venir meno alla tradizione. Anche se l'ultimo parlava di barche a vela... e questo di piccole pesti.

LA SPOSA
Il momento della nostra partenza da Genova è coinciso perfettamente con l'uscita di una sposa dalla porta dei vicini. Proprio una sposa, sì, con l'abito bianco il bouquet e tutto quanto in regola. Vedendo le mie valigie accanto all'ascensore vorrebbe addirittura farmi passare. Ovviamente declino (non sia mai che ti faccia far tardi) e la incoraggio con un balbettio: "vai vai! e augu....cioè in bocca al lu..." (ma cosa si dice ad una sposa che sta prendendo l'ascensore?)

LA CACCA D'ELEFANTE
Al porto di Genova c'erano degli stands pieni di oggetti interessanti, provenienti da aziende di commercio equo-solidale. Io e Pezzetto non abbiamo resistito alle matite, ai blocchetti e ai portapenne fatti con la cacca d'elefante, e li abbiamo portati, tutti contenti, a casa Schenardi. Come mi aspettavo, l'idea ha riscosso un certo successo tra i ragazzi (tra pazzi scatenati ci si capisce).

IL DISCORSO ALLE COZZE
Pezzetto ha una passione per le cozze (spero che tale passione resti concentrata sui molluschi e non venga trasferita un domani al genere femminile); e l'abbiamo scoperto davanti a un magnifico cacciucco. Il suo approccio è stato molto cortese: "ciao amica coscia, ehm no, co-zza. Come va? Scusa ma ti devo proprio mangiare"

SULLE SPONDE DEL TICINO
Pavia, lungo le rive del Ticino, riserva degli scorci... esotici. Mi sono seduta lì con Lanterna, aspettando che si facesse ora di cena, ho scattato qualche foto che mi ha ricordato il Galles o altri posti molto più a nord, e poi le ho espresso un pensiero molto profondo: "Quindi è così, sedersi sulla sponda del fiume ad aspettare."

 

TRE CUCCIOLI E UN OMBRELLO
Senza commento.

 

E poi l'odore dei forni nel vicoli, le strade tra i boschi dell'Umbria... Sì, sì, dovremo proprio ripetere.

Naturalmente, se volete continuare la lista con i vostri momenti, siete i benvenuti qui nel Blog Cafè dell'estate.

mercoledì
giu232010

Gita fuori port..one.

A Pasquetta siamo stati a Mantova. Che ci vai a fare a Mantova? Vi chiederete. Semplice: la gita fuori porta. Vista la distanza è  più che altro fuori portone, ma a farla vicino casa son bravi tutti, e così ci siamo sparati due ore e 40 di auto (graziati dal Signore per cotanta audacia, visto che non abbiamo fatto manco un minuto di fila sia all’andata che al ritorno.)

“Amò, che si fa a Pasquetta? Qua mette brutto”

“Andiamo a Mantova, Simo.Dicono che è molto bella”

“Già, è tanto che me lo dici.Potremmo approfittare della festa, tanto chi vuoi che ci sia per le strade?”

“Certo Simo.Chi vuoi che ci sia? Se vediamo che c’è casino si torna indietro e si cambia meta”

“Ovvio”

Vedete perché lui mi ama? Perché lo assecondo e dimostro piena fiducia in lui.

“Andrea, ma lo sai che a Mantova ci abita Elisa?”

“Elisaaaa…..”

“Elisa. Un’amica mia,quella mora…blablabla, che ama i gatti blablabla…”

“Ottimo. Chiamala, e dille che andiamo da lei, così magari ci incontriamo”

Vedete perché io lo amo? Perché vivere con lui è semplice, è facile, e mi legge nel pensiero. E non solo è contento di farmi incontrare un’amica più mia che sua, ma tiene a questo incontro quanto me.

Lasciamo stare che Elisa è una bella ragazza…

Partiamo con tranquillità senza aver inserito Mirando (il navigatore). Per tutto il viaggio piove e io e Andrea ci scambiamo sguardi compiaciuti e complici che volevano dire “Sì, qua piove ma a Mantova c’è il sole. Ce l’hanno detto tutti i siti di Meteo che abbiamo visitato”.

A meno che quella cosa gialla e tonda nel disegnino non fosse un sole ma una meteorite infuocata che si abbatterà su Mantova proprio quando ci siamo noi.

Mentre sto parlando con Alice con la testa girata a malo modo come una Barbie rotta, sento Andrea che fa “Eccola!Ho visto la città!”

“Cos’ hai vist…?”

Ecco. Dirò una cosa che farà felice i mantovani. Mantova vista dal Ponte di San Giorgio è BEL-LIS-SI-MA. Sembra che ti dia il benvenuto. Tutta lì, che ti accoglie circondata dall’acqua. Facendo ponte San Giorgio in auto ho avuto la sensazione di essere su un ponte levatoio. L’acqua a destra e a sinistra (che sapete che non è un fiume ma un lago che una volta era un fiume…non c’ho capito una cippa lippa, ma fidatevi c’è l’acqua), la fa sembrare quasi una città delle fiabe. Mi è subito piaciuta un sacco. Ci infiliamo nel primo parcheggio che troviamo, quello sotto le mura al grido di “Qua non troviamo posto manco a pregà!” e invece (graziati per la seconda volta dal Signore per cotanta audacia), non riusciamo manco a fare mezzo giro del parcheggio che si libera pure un posto. Il parcheggio nei festivi è pure gratis.

Veramente miracolati. O paraculati. Fate voi.

Saltellando dalla contentezza come dei canguri strafatti di pasticche, andiamo alla volta di Mantova, non prima di esserci tappati a dovere. Invece di Pasquetta sembrava Santo Stefano. Un freddo porco che a Pasquetta non si sentiva dal ‘73. Alice incappucciata e armata della SUA macchina digitale sembrava una fotografa-nana in incognito. Io mi ero munita di una felpona con l’interno di pelo di pecora merinos incrociata a un bue muschiato, Andrea invece con una giacca a vento che pareva il cugino di Messner venuto a far Pasquetta in città.

E’ ovvio che avendoci avuto solo un giorno a disposizione abbiamo visitato solo il centro, ma Mantova è bella, ordinata e pulita. La raccomando.

“Simo, ti piacerebbe visitare Palazzo Te?”

“Io?”

“Sì”

“Te no?”

“Io sì. Come, te no?”

“Hai detto ‘te’. Perché solo io? Voi non venite?”

Devo continuare?

Intanto mando un mms pieno di speranze a Elisa.Magari lei è via, oppure c’è ma ha da fare, magari è a pranzo fuori, magari non ha voglia semplicemente di vedermi. Quindi fotografo un angolo qualunque del centro e glielo spedisco con su scritto “Indovina dove siamo?”

Dopo un nano secondo mi risponde “Ma sei a Mantovaaaa???Stupendo!Vediamoci!”

In quel preciso istante penso di averla amata. E poi è acuta! Ha riconosciuto la sua città! No, non è così facile. Sapete che se fotografate un angolo della mia, e me la fate vedere potrei dirvi tutte le città d’Italia fuorché quella? Non ho questo senso. Non la riconosco nemmeno quando la fanno vedere al tiggì regionale!Fatto sta che ci diamo appuntamento alle due. Nel frattempo decidiamo di mangiare, visto il languorino e ci guardiamo intorno alla ricerca di un posto, fino a che tutti e tre non guardiamo dalla solita parte con gli occhi a forma di hot dogs.

Prima di entrare chiama mia madre che vuole essere rassicurata sul fatto di essere arrivati sani e salvi alla meta. Fisicamente si intende. Di mente, sana, io non lo sono mai stata e lei lo sa bene.

“Ma vi siete portati i panini?” Ha sempre paura che moriamo di fame.

“No mamma, mangiamo qua”

“Che bello! Chissà che ristorante!Che pietanze!”

“Mc Donald’s, mamma”

“Ah”

Dopo, con la panza piena e unti come le patatine fritte,mi metto a smanettare al cell, per l’incontro con Elisa. Lei mi manda un sms dove dice che non trova parcheggio.

Elisa? Che è di Mantova? Noi siamo forestieri  l’abbiamo trovato subito.C’è qualcosa che non torna.

Aspettiamo che Elisa giri in tondo come la ruota della fortuna e che si catapulti in piazza. Secondo voi che piazza abbiamo scelto per l’incontro? Piazza delle erbe. Infatti nell’ora dopo sembrava che avessimo fumato non solo l’erba ma anche un’intera piantagione di cannabis, da quante figure di merda abbiamo fatto.

Rettifico: ho fatto.

Per primo la vede Andrea (si sa:è un uomo) e mi dice “Io l’ho vista!” (si sa, mi mancano giusto una ventina di centimetri sennò l’avrei vista per prima io). Poi la vedo, bella e caruccia che si guarda intorno. Faccio un cenno che potrebbe essere tradotto in “Abbellaaa!!!Stoqqquaaa!!!” mentre Andrea assume un’espressione che potrebbe essere tradotta in “Meidei Meidei!Allarme rosso!”.

Ci abbracciamo e ci baciamo in mezzo alla piazza come due pazze, mentre Andrea e il moroso di Elisa  si scambiano una stretta di mano e parole di conforto.

Io sono stata molto cortese col fidanzato che non conoscevo “Abbello! Fatti bacià! Come stai? Comunque coraggio, ce la puoi fare, c’è di peggio nella vita”.

Al che lui ha guardato la fidanzata e ha detto “Elisa, se Simona la conoscevo prima, era meglio. Evitavo di fidanzarmi con te”.

Mi chiamavano Cupido.

Il tempo per vederci è poco ma Elisa ci propone “Ecco…diciamo…avete già pranzato?”

“Sì”

“Bene…dicevo…quindi siete a posto…bhè…”

“Che?”

“Cioè…insomma…CI SPARIAMO UN GELATO MAXI????”

Inutile dire che abbiamo accettato. Mi guardo smarrita intorno. “Una gelateria….una gelateria…dove possiamo andare…una gelateria…”

In tre mi prendono per le spalle e mi fanno voltare. Ce l’ avevo dietro. Io, Alice e Elisa ci fiondiamo dentro prendendo al volo le ordinazioni degli uomini (vedete perché li amiamo? I due secondi netti ci hanno sparato due gusti, così. Uno dei due ha addirittura detto “Fai te”) e manca poco ci picchiamo per pagare, fino a che Elisa non mi ha zittito con un “Guai a te! Pago io che siete miei ospiti!” Manco fossimo seduti nel suo salotto. Vuoi vedere che è la figlia del Sindaco?

Abbiamo mangiato il gelato in piedi, nella stessa posizione di partenza, sembravamo 5 statue viventi, e c’è mancato poco che i passanti mettessero gli spiccioli nel berretto.

“Vi piace Mantova?” chiede Elisa.

“Certo! E’ proprio bella!”

“Cosa volete visitare?”

“Allora…ci piacerebbe Palazzo del Thè…”

“Palazzo Te, Simo”

“Vabbè, quello lì”

“Ah, sì, dovete andare da quella parte” Elisa indica est.

Andrea la guarda e lo vedo smarrito. Non vorrebbe mai contraddirla e cerca appoggio dal suo fidanzato che ha questa espressione :-o

“Ma…non è di là, Palazzo Te?”

“Ah sì? Forse hai ragione. Probabilmente è di là!”

Il fidanzato  ha preso Elisa per un gomito e ha sussurrato “Amore, sa più cose lui di Mantova che noi che ci abitiamo. Stai zitta”

Ma Elisa, caruccia caruccia, ha continuato “Il Castello ducale lo avete visitato? E’ di là se volete andare”

Andrea l’ha riguardata, ha fischiettato, ha guardato il ragazzo e ha detto “Orbene!C’è anche il castello ducale? Pensavo ci fosse solo PALAZZO DUCALE, che però è di là. Almeno da quello che dice la guida, ma può darsi che la guida sia stampata al contrario, sai a volte capita, voglio dire, o magari l’ho letta io alla rovescia, ci sta anche, può darsi che non abbia digerito il panino di Mc Donald’s e ho delle allucinazioni, se te che abiti a Mantova mi dici che è di là, io mi fido.”

“No, hai ragione, è di qua” Elisa non ci sta a capì più un cazzo e si giustifica con un “Ma io vivo in provincia”

Il fidanzato, dandole pedate per farla tacere, ha mormorato “Tesoro qua stiamo a fare figure di merda. Diciamo che abbiamo un appuntamento importante e andiamo via”.

Prima però di lasciarci ci siamo fatti scattare una foto di gruppo da una coppia di giovani (30 anni in due, alimortè). Il ragazzo, che somigliava vagamente a Demis Roussos, ci ha detto “Ma devo prendere anche lo sfondo dietro?” Io, ancheggiando ho risposto “Abbello, basto io per fare di questa foto un capolavoro!”

Io ne avrò scattate 98, ma ne valeva la pena. Datemi retta: Mantova è bella ed è da visitare. Magari senza di me e il mio senso dell’orientamento,  se non volete ritrovarvi nel cesso della signora Rosa, quando invece stavate cercando la Basilica di Sant’Andrea.

 

 da A Casa di Simo

martedì
giu222010

Olive ascolane Side 1 e Side 2

Side 1

 

Week end in quel di Ascoli Piceno sotto pioggia torrenziale. Ma nulla ci ferma. Con le super plastiche copri passeggino ci muoviamo implacabili tra le bancarelle del mercatino dell'antiquariato (si tiene ad Ascoli Piceno ogni terza domenica del mese) in cerca di qualcosa a cui fare posto a casa nostra. Vedo due lampade perfette per la nostra camera, perfette per i nostri comodini, perfette perchè di un colore rosso vivace per dare un pò di brio in una stanza di bianco e marrone vestita. Faccio l'azzardata scelta di chiedere un parere a Mr. Marito. Uno sguardo sbrigativo alle lampade e poi verso di me. Uno sguardo da caput. Lampade caput. Non se ne parla neanche. Questo ha detto lo sguardo. Incomincio a pensare di avere poco potere decisionale in questa famiglia.

Sotto la pioggia scrosciante l'ometto comincia a urlare 'macchineeeeeeeeeee' e non capiamo. Poi come un miraggio vediamo una bancarella di macchinine per bambini (Ma non troviamo pace neanche in un mercatino dell'antiquariato?!) e dopo difficile scelta fra una decapottabile e una cinquecento rossa riusciamo ad andare oltre. Sempre sotto pioggia sempre più incessante decidiamo di fare un salto (si fa per dire) allo spaccio della Tods. Lì riusciamo a prendere un caffè ma inorridiamo di fronte al quantitativo di persone presente. In effetti è sabato pomeriggio, piove e che cavolo fai se non ti chiudi in un centro commerciale, un outlet o lo spaccio della Tods?. Le offerte non mancano ma secondo me i prezzi si sono un pò alzati (ebbene sì non è la prima volta che facciamo questo salto). Ci sono anche le offerte sulle scarpe da bambino ma la folla mi impedisce di ragionare e anche di mettermi a provare le scarpe all'ometto. Per le scarpe alla besolina abbiamo tempo ancora qualche giorno forse(il grande lancio nel mondo dei bipedi è quasi ultimato). Davanti allo spaccio della Tods hanno posto incautamente anche quello di Prada. Come non entrare. La vedo, la provo. Una camicetta meravigliosa. Quei colori che fanno finalmente risaltare il tuo viso e ti fanno sentire figa (ogni tanto succede ma solo ogni tanto). 'Ne sono rimaste solo due della misura 38'. Ecco. Dopo quell'affermazione della commessa metto la parola fine al mio innamoramento. Non rimane che darsi all'alcool. Prima però torniamo ad Ascoli e facciamo un salto in libreria. La libreria è La Rinascita di Piazza Roma, alle spalle di Piazza del Popolo. E' una libreria che mi è sempre piaciuta. Giri tra i libri, ti siedi, ti prendi un caffè e lasci i pupi liberi di sfogliare nell'area dei libri per bambini. Ci sono spesso presentazioni di libri con gli autori. Ne siamo usciti con un libro nuovo da leggere per la nanna all'ometto e poi con un libro di cui ho letto la recensione qualche giorno fa. Si tratta di un libro di cucina. L'ho preso nonostante il mio rapporto non poco difficoltoso con i fornelli. Un libro sulle ricette di grandi chef per i bambini. Perchè quando io penso penso in grande. Da zero a mille in un secondo. Ovvero aspiro a trasformarmi in uno chef? Non credo di arrivare a tanto ma magari riesco a cogliere qualche spunto creativo per divertirmi e fare assaggiare qualcosa di diverso e non banale ai pupetti. Il libro è 'Il mio papà è uno chef' di Francesca Romana Barberini, edito da Guido Tommasi Editore. Le buone intenzioni ci sono ora vediamo se metto in pratica. Conclusione dignitosa con aperitivo nello storico Caffè Meletti proprio in Piazza del Popolo (succo per l'ometto e superalcolici per i parents..che ne hanno tanto bisogno!)

Side 2

 La pioggia ci ha regalato la sua presenza anche la domenica. Perchè smettere? Perchè far concludere degnamente il week end? Ombrellati, plasticati i passeggini abbiamo fatto un ultimo giro delle bancarelle. Ho rivisto le lampade. Le ho salutate con un 'Arrivederci'. Colazione con musica anni '70 (Patty Pravo boom boom)da Sestili, angolo Piazza del Popolo. Un piccolo caffè rinnovato di recente dove la mattina, al contrario dell'ora dell'aperitivo, si sta seduti tranquilli e si può leggere il giornale mangiando un ottimo cornetto. Non posso dire lo stesso dei cornetti di Meletti. Ma la bellezza di quel caffè stile Liberty che si affaccia sulla bellissima Piazza del Popolo è indiscutibile. Per pranzo decidiamo di sperimentare il ristorante di un agriturismo aperto da poco: Il Morrice a Pagliare del Tronto. Circa un 10-15 km da Ascoli. Dunque, tralasciando il fatto che arrivati lì scopriamo che si sta per celebrare il pranzo di una comunione e quindi folla, confusione e fortissimo brusio di fondo e tralasciando il fatto che ci aspettavamo qualcosa di un pochino più 'agreste', ma questa è questione di gusti, abbiamo mangiato bene (frittura mista ascolana notevole) e davvero troppo. Ci alziamo tutti trasformati in 'omini michelin' e barcollanti usciamo cercando di fare quattro passi per smaltire un pò di ciambelle sul girovita. Accanto all'agriturismo c'è un centro ippico. Che bello! L'ometto e la besolina, ma soprattutto l'ometto, impazziscono per il pony che gironzola allegro intorno a loro. Ci sono anche i cavalli. "Mamma i tavalli" (ebbene si la 'c' non ci piace. A noi ci continua a piacere la 't': tavalli, tarpeggiare e così via!). Ed è proprio lì che guardo davanti a me e vedo quelle colline meravigliose che mi mi fanno venire subito in mente i paesaggi di Tullio Pericoli, pittore e disegnatore nato nelle Marche. E' così bello a volte fermarsi. Anche solo per un secondo, tra un tavallo, la pancia piena e il sole che comincia ad affacciarsi tiepido. Non posso concludere senza la ricetta vera delle olive ascolane (tappa da Migliori a Piazza Arringo per mangiarle al cartoccio).La ricetta la riporto così,in 'lingua ascolana' assolutamente originale:

P FA' LA LIVA FRITTA C.VO 100 socca de liva 300 g. de carne de puorc 500 g. de carne de manz 300 g. de carne de ptò (tacchino) 150 g. de parmggià 1l. d'olie de seme 4 ova, olie, vì (q.b.) 1/2 cipolla na carota, nà crosta de sennera, u pà rattate n.cò de sale, pepe, na raccecata de noce mscata COME SE PREPARA L'IMPAST Pighia la liva e rcapa lu cice (a spirale) taglia la carota, lu sennera e la cipolla a pezzit mitli a rslà con n cò d'olie, mittece la ciccia taggliata a piezze ruosce, mettice nccò de vì bianc, fa coce pe na mezzora, puo macina tutte, mittece l'ouva,lu cace, e la noce mscata mestca tutte c...li mà Fà tutte pallette de carne e rimpce li socca de liva, passale su l'ova sbattute e puo su lu pà rattate. Se friie c na padella nera de ferre, e falle rselà. Buon appetito!

giovedì
giu172010

è come essere a casa

siamo scese dal treno e l’aria era pesante, salina, umidiccia

mammacheflashhhhhhh
arrivi alla stazione in mezzo al fermento della gente che parte e che arriva
senti la loro energia nell’aria, tipica di una stazione piena di gente
poi esci e….. wow che spettacolo, qui tutto brilla!
e improvvisamente sorrido perchè era come tornare indietro nel tempo e sentire la stessa gioia nel cuore di quando torni a casa dopo tanto…
si, ridevo da sola :)
girato a sinistra
ponte di calatrava
attraversato Piazzale Roma
percorro tutta fontamenta dei tre ponti
supero il ponticello di ferro, dove una volta c’era la libreria Patagonia di Vittorio (adesso fanno kebab)
proseguo per fondamenta Rosso e intravedo in fondo i Carmini…
qui io e la Nene ci imbarcavamo incinte sulla “zatterina” di Lele hahahaaa che ridere
prendo il ponte a sinistra e dell’altra parte del canale supero gli Armeni…qui sono stata alla mia prima festa studentesca, era solo il 1995…adesso sento l’eco di un pianoforte che suona e con il caldo che c’è sembra  un miraggio
ecco, un altro ponte, giro e sono in fondamenta San Sebastiano, vedo la chiesa…
oddiooo..in fondo c’è San Basilio, una volta c’erano Ricky e la Susi…dove ho festeggiato la laurea
è stato uno dei “miei baretti” concertini sprissetti e taaaanto amore
da li si partiva con il mitico gommone arancione in direzione Sessola passando per la Giudecca, oppure nelle giornate temerarie arrivavamo anche alle “vignoe”…in secca
sono arrivata campo San Sebastiano
la prima cosa che mi viene in mente è che per 3 anni, i miei ultimi 3 qui, ci sono passata almeno 50volte al giorno per andare a casa a Santa Marta
tutto mi è familiare, che bella questa senzazione
io sto ancora ridendo :D
poi vedo la casetta
…la Nene con la sua terza pancia
arrivate a destinazione alla 5° festa di Ciaccio
e io sono felicissima di essere di nuovo a Venezia!



domenica
giu062010

Il viaggio

29/5: Roma- Petrelle (Città di Castello) 30/5: Petrelle-Cortona-Marina di Grosseto 31/5: Marina di Grosseto-Pieve di Santa Luce (Pisa) 1/6: Pisa-Bolano 2/6: Bolano-La Spezia-Genova 3/6: Genova 4/6: Genova-Bereguardo (Pavia) 5/6: Bereguardo-Milano 6/6: Milano-Roma
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