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Scopri il tuo modo di essere donna e mamma: qui si parla soprattutto di te.

VereMamme.it è un punto di ritrovo per fare informazione, conversazione, e soprattutto coaching: non quello dei manuali di management, nè il training ansiogeno su allattamento e sonno, ma il nostro coaching motivazionale. Per essere unica, autentica, libera dai miti delle mamme perfette, in una parola: Vera. Senza perdere mai l'ironia...

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Il progetto MoMCoach è nato dalla collaborazione di VereMamme con Dol's e Coaching & Training Strategy Group. Per avere un'idea dei benefici del coaching, "Rifletti con la Coach" è la rubrica che vi dà la possibilità di raccontare dei casi concreti e porre delle domande. La nostra coach risponderà fornendo nuovi spunti e aiutando a vedere il problema sotto una prospettiva diversa. Proviamo?

 

Il Coach, artista del far domande e del riflettere, gioca il ruolo di specchio e catalizzatore.

Creatore o creatrice di una sinergia positiva, offre alle persone accompagnate uno sguardo nuovo su se stesse e sulle situazioni che affrontano, aiutandole così a migliorare la loro performance, incoraggiandone al tempo stesso l’evoluzione personale e professionale.

Jane Turner

 

> Chi è la nostra coach

> Inviaci la tua domanda  (sarà pubblicata insieme alla risposta)

> La presentazione del progetto MoMCoach

>Brochure Informativa MoMCoach (scarica pdf)

Rifletti con la coach - Indice dei post

lunedì
08feb2010

L'autorevolezza

Ciao!
Il mio problema è la non capacità di trasmettere autorevolezza.
Entrata da poco in una nuova azienda ho avuto la netta impressione che le persone in generale non percepissero né la mia posizione né la mia esperienza. Questo ha generato una scarsa considerazione da parte dei "managers" e un atteggiamento paritario da parte di persone di meno esperienza. La cosa curiosa è che ho percepito che le persone cogliessero le mie responsabilità solo dopo aver partecipato a un evento a cui vengono invitati solo i responsabili di azienda. Sembrava che avessero capito il mio peso solo dopo quell'evento.
Odio mettere per iscritto queste considerazioni perché nella mia  mentalità rifuggo dalle gerarchie e dal peso delle cariche ma sono anche un po' stanca di non vedermi mai riconosciuto un po' di rispetto.
La mia fama all'interno delle aziende è sempre di persona "fair" e noto con fastidio che avanzano sempre di più le persone più agguerrite e un po' aggressive. Non a caso i miei capi sono sempre di questa tipologia e non riesco mai a predominare rispetto a loro. Alla loro presenza mi faccio sempre piccola piccola.
La mia domanda è dunque: come tirare fuori la tigre che è in me? :)

Grazie,

Elena

 

Cara Elena,

partiamo con una semplice considerazione:  l’autorità la si acquisisce, in parte, con l’assunzione di uno status (in azienda riferito al grado gerarchico) ma l’autorevolezza è un qualcosa che si ottiene attraverso la relazione.    E il tipo di relazione che tu costruisci con gli altri dipende in primis da come tu ti percepisci  rispetto a loro e poi dai conseguenti  tuoi  comportamenti.  Gli altri rispondono “reattivamente”. 

Mi piacerebbe che tu potessi rivederti alla moviola, o comunque “fuori da te”, e provare di persona l’effetto che fai. Mi piacerebbe domandarti di raccontarmi parola per parola i tuoi primi incontri coi colleghi Manager ed i collaboratori, mi piacerebbe che mi descrivessi  le tue modalità di interazione, le parole che usi, la tua mimica, ciò che pensi  mentre sei con loro, ciò che provi. Quello che ti impedisce di mostrare ciò che sei veramente,  quel che sai, le tue capacità e competenze.  Come mai ti fai piccola piccola? Di cosa hai paura? Cosa succederebbe se altri ti vedessero come una persona autorevole? Cosa ci potresti perdere?
Queste sono solo le prime domande che ti farei per aiutarti a riflettere sulla cosa e ad individuaee quello che ti blocca. Fammi sapere se ti si accende qualche lampadina :) io sono qui.

Ioia



sabato
16gen2010

Il progetto MoM Coach: tutte le informazioni e le date

 

 

Allora, si parte! Vi piace il logo?

Il progetto MomCoach (scarica qui la brochure) è nato dalla collaborazione di VereMamme con altre due realtà, Dol's e Coaching & Training Strategy Group, che si sono ritrovate intorno ad uno stesso obiettivo: valorizzare la donna in tutte le sue espressioni. 

Le attività di MomCoach sono:

  • Aperitivo con il coach - Serate a tema moderate dal Coach
  • Percorsi di coaching in gruppo - Anche le mamme hanno un Coach
  • Corsi di Mom-Coaching - La mia mamma è un Coach 
  • Sessioni di Coaching individuali

 

Aperitivo con il coach          

Serate a tema moderate dal Coach per scoprire, di persona, cos'è il Coaching, perché funziona e come può diventare un aiuto per le mamme e i loro figli.  Ogni serata ha un tema centrale su cui si apre il confronto.  Cosa farà il Coach? Stimolerà  la riflessione,  aiuterà ad acquisire nuove prospettive, punti di vista, e  se necessario, vi sfiderà.

Gli incontri sono aperti a tutti.

Date: 23 febb – 30 marzo – 20 aprile – 25 maggio

Orario: 18.30 – 20.30

Sede: Milano, l’indirizzo sarà comunicato circa 15 gg. prima dell’evento

Iscrizioni: Gli aperitivi sono a numero chiuso, per 20 persone al massimo. Si prega di prenotare la propria adesione per tempo a info@coachingroup.it e confermarla entro la sera precedente. In caso di mancata conferma il posto sarà lasciato ad altre partecipanti.

 

Coaching  in gruppo

Un gruppo di mamme viene “guidato” da un Coach (da un minimo di 3 ad un massimo di 8 partecipanti), verso un obiettivo comune (ad es. trovare più tempo per sé, allontanare i sensi di colpa in ufficio o a casa, non "portare il lavoro a casa" una volta rientrate…) 

Il Coaching in gruppo prevede 6 sessioni di 2 ore cadauna, distanziate di circa 10 giorni l’una dall’altra e 2 sessioni individuali per ogni partecipante, su appuntamento. Le mamme tra un incontro  e l’altro maturano nuove consapevolezze, punti di vista e fanno esperienze che riportano al gruppo.  Il Coach stimola la discussione, il sorgere di nuove idee e soluzioni affinché tutte possano tornare a casa arricchite e avendo raggiunto il proprio obiettivo.

Ecco i primi temi:

Coaching in Gruppo (1)

TITOLO:         Riscoprirci dentro per ritrovarci fuori (scarica la scheda informativa)

Obiettivo:       Tornare ad essere soddisfatte del proprio aspetto fisico

Scheda di iscrizione

 

Coaching in Gruppo (2)

TITOLO:          Incontro di identità (scarica la scheda informativa)

Obiettivo:       Integrare e valorizzare l'essere mamma e donna che lavora

Scheda di iscrizione

 

Durata:           da febbraio a maggio 2010

Orari:              si può scegliere di seguire il gruppo del mattino o quello della sera; una volta fatta la scelta è consigliabile proseguire con lo stesso gruppo fino al termine.

Moduli:           mattino dalle ore 10.00 alle ore 12.00 – Coach: Ioia Rocco

Moduli:           sera dalle ore 18.00 alle ore 20.00 – Coach: Barbara Guastalla

Sede:              Milano zona P.ta Romana

Nr partecipanti ammessi: minimo 3 massimo 8

Costo:            € 1.620,00 (1.350,00 + IVA 20%) da pagarsi il 30% all'atto dell'iscrizione - 40% entro la terza sessione – 30% entro la quinta sessione

sconto 20% per le iscrizioni entro il 26 gennaio!

N.B. Si ricorda che oltre alle sessioni in gruppo durante il percorso ogni partecipante avrà diritto a 2 sessioni individuali.

Date:    Riscoprirci dentro

  • martedì 2 febbraio
  • giovedì 25 febbraio
  • mercoledì 9 marzo
  • martedì 23 marzo
  • mercoledì 21 aprile
  • martedì 4 maggio

Date:   Incontro di identità

  • mercoledì 3 febbraio
  • martedì 2 marzo
  • giovedì 18 marzo
  • martedì 30 marzo
  • venerdì 23 aprile
  • mercoledì 5 maggio

  

Corsi di Mom-Coaching

 La mia mamma, un coach!  Per le mamme che osano di più, ecco un percorso formativo che le porta a guardare con altri occhi la relazione coi propri figli, a condividere la filosofia del Coaching ed apprendere come aiutarli a diventare veri artefici del proprio futuro lavorando anche sui più importanti elementi dell’intelligenza emotiva.

E’ un percorso formativo della durata di circa 4 mesi che si sviluppa intorno a 10 mezze giornate per portare la mamma a diventare Coach dei propri figli.  Il Coaching stimola la riflessione, spinge all’azione, promuove e sostiene l’autostima, aiuta a diventare più consapevoli non solo delle proprie risorse e potenzialità ma anche delle scelte cui siamo  sottoposti ogni giorno.  Di fatto, agire come Coach coi propri figli li aiuta a trovare la propria dimensione, ad accettarsi ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte, a diventare realmente autonomi ed artefici del proprio destino.  E fa bene alla relazione genitori-figli.

Per diventare Coach dei propri figli è necessario, spesso, cambiare approccio, imparare ad ascoltarli  non solo con la mente ma anche col cuore, non giudicarli, aver voglia di capire di più e trovare la strada per farlo gradevolmente e non essere percepiti come invadenti. Vuol dire riuscire ad instaurare un rapporto di reale fiducia reciproca.

Nel corso dei 4 mesi di lavoro - e si sperimenta tutto in prima persona e poi sul campo – ogni partecipante avrà la possibilità di avere tre incontri individuali con la Coach-docente o un’altra persona del team (a scelta del partecipante).

Il corso è aperto anche ai papà.

 

Sessioni di Coaching  individuali

La mamma e il suo Coach! Ci sono diversi motivi per decidere di trovarsi  un partner che ci aiuti a raggiungere ciò a cui aneliamo e questo partner può essere il Coach.  Vuoi migliorare le relazioni con il marito o con i suoceri, prepararti ad affrontare la tanto temuta adolescenza dei tuoi figli, vuoi rientrare nel mondo del lavoro, vuoi scrollarti di dosso i sensi di colpa per…, vuoi tornare in forma fisicamente, ….

Sempre più persone trovano nel Coaching un sostegno ideale soprattutto perché il Coach ti rispetta:  rispetta le tue esigenze, i tuoi valori, non impone mai nulla come “dato” ma ti aiuta a trovare la tua dimensione delle cose che, per definizione, è sempre diversa da quella di altri.  Decidere di usufruire di Coaching significa investire e lavorare per qualcosa che per te è importante, sapendo che lo raggiungerai in tempi ridotti.

Le sessioni di Coaching, infatti, occupano un paio d’ore ogni 10/15 gg e, se l’obiettivo da raggiungere è chiaro, preciso ed effettivamente raggiungibile, di solito ne bastano cinque (se l’obiettivo non è ben chiaro si può arrivare anche a 10).

Già durante il percorso si notano diversi atteggiamenti, talvolta cambiamenti di comportamento, pensiero  e abitudini.

 

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Per informazioni telefonare al nr 02 3656.2641 o scrivere a info@coachingroup.it o visitare il sito www.coachingroup.it  

domenica
29nov2009

La coach risponde... a Silvietta

Cara Coach,

ho 34 anni: nella mia vita ho fatto (ovviamente) un sacco di scelte, alcune ragionandoci su, altre per passione. Lavorativamente, ho scelto molto spesso per passione e così mi trovo a dover convivere con la sensazione di essere rifuggita  dalle sfide. O meglio, di non aver cercato quello che davvero era il mio talento ma di essere andata a "perdere tempo" con altre sfide.
insomma.. per voler essere brava in tutto non sono brava in niente.

Probabilmente sono sempre stata convinta che "prima o poi" avrei capito e mi sarei messa a lavorare sul serio sul mio "vero talento", a camminare nella direzione verso cui voglio davvero andare (Flavia docet)
Adesso che sono "anche" mamma mi sono accorta che. .. sono vecchia e che il tempo per capire veramente che cosa voglio è ora, oggi, non domani. ma non so da che parte cominciare...

E' come se - per dirla alla Piattini - volessi guardare ai miei cocci in maniera positiva e ricomporli in un quadro nuovo, speciale (e che mi piaccia) ma nella fretta... non faccio altro che pensare che sono solo cocci da buttare...

Mi puoi aiutare?

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Cara Silvietta,

parto con alcune considerazioni: punto primo, se veramente pensi di essere vecchia a 34 anni chiudiamo subito il discorso; non vorrai aver a che fare con una decrepita coach! ;-)

Punto secondo:  scegliere di seguire le proprie passioni è una “possibilità/fortuna” che pochi sanno riconoscere e di cui pochissimi si avvalgono. Quindi, brava!

Mi sfuggono invece i collegamenti che fai fra la passione, la sfida e il talento. Da come ne parli tu sembrerebbe che le sfide non possano contemplare la passione e che il talento vada cercato… Dal mio punto di vista per sfidare le consuetudini e seguire le proprie passioni ci vuole un grande talento. Cosa ci sta dietro all’affermazione “seguire la passione = rifuggire dalle sfide”?

In questa prima parte della tua vita hai sicuramente fatto ed appreso tante cose. Forse è ora di fare un consuntivo, riconoscere ciò che hai appreso ed il valore delle esperienze vissute. Questo ti porterà a definire dove sei, quali sono le risorse a tua disposizione e pianificare il futuro in maniera più “certa” per raggiungere ciò che è importante per te.

La mia sensazione è che probabilmente la maternità ti sta spingendo a rivedere le tue priorità, a prender atto che la situazione è diversa: non sei più sola, le tue azioni ora influenzano anche la vita di altri… stai semplicemente maturando ed entrando in un mondo che conosci poco – da cui la sensazione di non esser brava in niente. Ma non è così, tranquilla.

Chiediti cosa è importante ora per te. Di cosa hai bisogno per realizzarlo; verifica ciò che già hai, già c’è e ciò di cui ritieni aver bisogno. Valuta come ottenerlo e organizzati. Pian piano le cose ti si chiariranno e vedrai qual è la strada da prendere.

Se hai particolare fretta, contattami ;-)

Ioia Rocco

 

 

 
martedì
24nov2009

Dubbi e risposte sul coaching (partendo dal tennis)

Giorni fa Ponti Tibetani ha dedicato un post al coaching ponendosi molte domande. Abbiamo coinvolto Ioia, la nostra coach,  per cercare di chiarire i suoi dubbi. Ma siccome Ioia cita un libro molto interessante e per me assolutamente affascinante, vi rimando anche a quello per imparare insieme qualcosa di più.

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Cara Monica

i tuoi dubbi e le tue domande sono assolutamente legittimi e ti ringrazio di averceli posti in maniera così diretta.

All’inizio avevamo pensato di pubblicare qualche articolo in più per parlare del coaching ma io temevo di rimanere troppo didattica. Mi sbagliavo ;-)

Dunque, partiamo dal nome: Coaching, cioè fare da coach = carrozza, vagone, il mezzo che ti facilita e velocizza lo spostamento da un posto all’altro: da uno stato presente ad uno stato desiderato. Da un punto di partenza ad uno di arrivo. Es.: da sportivo principiante a sportivo praticante; da leader in “erba” a leader riconosciuto e consapevole; da mamma che educa ad “istinto” a mamma che educa secondo un proprio progetto di crescita. Come vedi il Coach, la carrozza, non  può portare da nessuna parte se il Coachee (Cliente) non ha una meta, una motivazione ed i mezzi necessari per raggiungerla.

Definiamo Coachee colui che beneficia del coaching, cliente a tutti gli effetti perché decide di acquistare un mezzo di cui disporrà secondo i propri obiettivi e possibilità e NON paziente che invece si mette in cura da qualcuno che deciderà per lui la cura migliore. Se decidiamo noi cosa, come e quando acquistare, noi siamo clienti. Il Cliente può acquistare sia beni (oggetti) sia servizi (es l’uso di una palestra, un viaggio… un coach).

Il Coaching nasce oltre venti anni fa, negli Stati Uniti. Timothy Gallway, un pedagogista dell’Università di Harvard  (nonché esperto di tennis) studiò i problemi che normalmente si presentano nell’insegnamento di due sport: il tennis e il golf. Da cui nasce il primo libro, quello che agitò per primo le acque accademiche che si occupano di apprendimento: The inner game of tennis. La parola inner, “interno” è stata adottata per indicare la condizione interiore del giocatore, ovvero, per usare le parole di Gallway, per portare alla luce il fatto che “l’avversario che si nasconde nella nostra mente è molto più forte di quello che troviamo dall’altra parte della rete”. Gallway sostiene che se un maestro di tennis, o meglio un coach (allenatore), è in grado di aiutare un giocatore a rimuovere o almeno ridurre gli ostacoli interni che impediscono una buona performance, allora il tennista inizierà a lasciar fluire la sua abilità naturale, senza bisogno di un grosso input di tipo tecnico da parte del coach. Sostanzialmente “liberare le potenzialità di una persona perché riesca a portare al massimo il suo rendimento; aiutarla ad apprendere anziché limitarsi a impartirle insegnamenti”. Dallo sport al business. John Whitmore, consulente inglese, si appassiona alla cosa e, dopo aver fondato una società che forma ed utilizza coach “sportivi” ha l’intuizione di traslare la metafora nel mondo del business. Come si fa ad insegnare ad un manager ad essere un bravo manager? Si può ma ancora meglio è aiutarlo a scoprire dentro di sé come diventarlo, secondo le proprie possibilità. Come ribadisce Gallway – “il vostro avversario sul campo da tennis è in realtà il vostro migliore amico, perché è lui che vi costringe a correre e a mettere in moto tutti i muscoli. Non è un buon amico se invece si limita soltanto a ribattervi la palla dritta sulla racchetta”.

Il passaggio dal mondo del business al life è stato un passaggio naturale. Ognuno di noi prima o poi nella vita si ritrova a “combattere” con qualche “avversario” che ci mette in difficoltà: un cambio di lavoro, la nascita di figli, il tempo che sembra non bastare mai, persone con cui fatichiamo a relazionarci…. Ora, l’apprendimento non ha limiti predefiniti: apprendiamo a scuola, sul lavoro, nella vita. L’apprendimento è parte della crescita dell’individuo, ciò che permette la sua evoluzione. Ecco perché il Coaching è un’attività adatta a tutti e a tutte le situazioni.

Spero di averti chiarito un po’ di dubbi. Se te ne restano altri, scrivici ancora. Grazie

Ioia Rocco

 

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mercoledì
04nov2009

Serata VereMamme e MoMCoach: vi aspettiamo!

 

 

Presentano


MOMCOACH: Coaching e Networking al femminile

Martedì 17 Novembre 2009
Ore 18.30
Via dei Pellegrini 14 - 20122 Milano


 Essere mamma oggi spesso significa voler conciliare maternità femminilità e lavoro.
 MomCoach è il nostro contributo per valorizzare la donna in tutte le sue espressioni
.


Con la speciale partecipazione di
Luisa Pogliana  autrice di Donne senza guscio

 

 

Ecco, è con una certa emozione che vi invito al nostro primo evento di coaching. Dopo un anno circa di conversazioni online con voi, da cui ho imparato davvero tanto, le idee di VereMamme si sono trasformate in un progetto concreto di valorizzazione delle donne, grazie alla fantastica squadra che ho trovato in Caterina e Ioia (tutto grazie al web..). Dopo averne parlato al MoM Camp di Roma, abbiamo organizzato questo incontro tutto per noi, per presentarvi il progetto e rispondere alle vostre domande. E' gratuito e siete benvenute, solo per ovvi motivi organizzativi dovete darci la vostra conferma. Come? Lasciando un commento a questo post e inserendo il vostro indirizzo mail (non viene pubblicato ma resta a me).

A presto!