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VereMamme.it è un punto di ritrovo, di conversazione, e soprattutto coaching: non quello dei manuali di management ma il nostro coaching motivazionale. Per essere se stesse, ibere dai miti delle mamme perfette, per essere Vere,  e non perdere mai l'ironia.

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Il progetto MoMCoach è nato dalla collaborazione di VereMamme con Dol's e Coaching & Training Strategy Group. Per avere un'idea dei benefici del coaching, "Rifletti con la Coach" è la rubrica che vi dà la possibilità di raccontare dei casi concreti e porre delle domande. La nostra coach risponderà fornendo nuovi spunti e aiutando a vedere il problema sotto una prospettiva diversa. Proviamo?

 

Il Coach, artista del far domande e del riflettere, gioca il ruolo di specchio e catalizzatore.

Creatore o creatrice di una sinergia positiva, offre alle persone accompagnate uno sguardo nuovo su se stesse e sulle situazioni che affrontano, aiutandole così a migliorare la loro performance, incoraggiandone al tempo stesso l’evoluzione personale e professionale.

Jane Turner

 

> Chi è la nostra coach

> Inviaci la tua domanda  (sarà pubblicata insieme alla risposta)

> La presentazione del progetto MoMCoach

>Brochure Informativa MoMCoach (scarica pdf)

Rifletti con la coach - Indice dei post

mercoledì
giu092010

La risposta a Mara

Questa era la domanda di Mara (qualcuno si riconosce?). Ed ecco il messaggio della coach:

-----------

Cara Mara,
la tua lettera mi pare un soffocato grido d’aiuto e mi tocca profondamente.
Ad una prima lettura ho pensato che avessi rilevato dei “problemi” nella sfera familiare poi, invece, mi pare che il problema tu lo senta anche, e forse soprattutto, sul lavoro. Da cui la sensazione di fallimento.
Tocchi temi molto importanti: la differenza fra chi vorresti essere e chi ancora sei; il film che si ripete (che di solito significa che inconsciamente adotti qualche comportamento in maniera ripetitiva che alla fine genera sempre le stesse risposte -lo stesso “film”, potrebbe essere interessante scoprire qual è); la dicotomia fra chi sei e come ti presenti (o appari agli altri)…. Insomma sembra quasi che ci sia qualcosa che ti stia sfuggendo, qualche cosa che non riesci a cogliere pienamente di te e che non ti permette di progredire e costruire ciò che desideri. E questo ti genera un senso di instabilità.
Personalmente nelle tue parole sento un “movimento verso”. Verso quella donna che vuoi diventare (e magari manifestare).
Apri la tua mail con una specifica richiesta: un consiglio pratico. Ed eccoti ciò che posso dirti.
1. Ridimensiona i termini e ridurrai l’effetto negativo che hanno su di te (es. scoprirti un mostro-> scoprirti diversa; ho il terrore-> temo; (sentirti) un fallimento-> non ancora arrivata)
2. Trasforma le critiche in feed-back costruttivi: spesso le persone non ce l’hanno con te ma con le tue manifestazioni. Chiediti: cosa ho fatto o non ho fatto, cosa ho detto o non ho detto che può aver suscitato quell’impressione? Riflettici un po’ e poi sperimenta nuovi comportamenti.
3. Definisci chiaramente chi vorresti diventare: da cosa tu e gli altri vi accorgerete che lo sei diventata?
4. Confronta ciò che sei oggi con ciò che vuoi diventare. Cosa c’è che già va bene? Che cosa puoi aggiungere?
5. E in ultimo, cogli l’attimo. Fatti aiutare ad identificare ciò che ti impedisce di essere ed ottenere ciò che vuoi. Non so dove abiti ma credo tu sia nella condizione ottimale per ottenere da un breve percorso di coaching il massimo.
Spero di esserti stata utile. La tua coach
Ioia

lunedì
mag242010

Perchè all'improvviso mi sento un fallimento?

Cara coach,

vorrei da te un consiglio pratico per risolvere i  problemi di relazione di cui sento di aver preso, tutto d'un tratto, una consapevolezza che fa molto male. E' come aprire gli occhi e scoprirsi un mostro. Credevo di avere tutto nella vita (un bel lavoro, il matrimonio, i figli) e invece ora mi sembra solo di vedere un triste film che si ripete spesso: qualcuno si "innamora" di me o di una mia idea, forse perchè appaio forte, sicura e indipendente, ma poi tutta questa indipendenza dà origine a incomprensioni e tutta questa sicurezza rovina la relazione e mi si ritorce contro. Anzichè vedere le mie fragilità e il mio bisogno di sostegno e comprensione (che ci sono, eccome!!), molte persone vedono solo egoismo/egocentrismo e si allontanano non sentendosi valorizzate da me. Almeno questa è la mia interpretazione. Abituata ad eccellere in tutto, credo che l'ammirazione altrui sia stata sempre la mia droga, fin da bambina: insegnanti, genitori, colleghi... Soffro moltissimo, quando cerco di mettermi nei panni degli altri in base a quello che mi dicono, per la differenza enorme che vedo tra la persona equilibrata e carismatica che vorrei essere diventata alla mia bella età di trentasei anni, e questa specie di ragazzina immatura, come mi sento quando ricevo delle critiche. Ho il terrore di mancare del tutto di una parte fondamentale per la riuscita dei rapporti umani: la generosità e la condivisione. Hai presente cosa risponde spesso la giornalista che tiene la rubrica delle lettere del cuore sulla rivista? "Mia cara, si rilegga, ha parlato solo di sè. Lei, cara signora, è una bella merda"

Ecco. Ho il terrore che tutte queste critiche siano fondate, ho il terrore che i miei figli un giorno mi dicano  "hai pensato solo a te stessa". Per quanto cerchi di prendere questa fase di profonda incertezza su me stessa come un'opportunità, non posso fare a meno di sentirmi completamente destabilizzata in tutto quello che ritenevo fonte di soddisfazione e gratificazione, e profondamente in crisi. Un fallimento insomma. Cosa devo fare?

Mara

lunedì
feb082010

L'autorevolezza

Ciao!
Il mio problema è la non capacità di trasmettere autorevolezza.
Entrata da poco in una nuova azienda ho avuto la netta impressione che le persone in generale non percepissero né la mia posizione né la mia esperienza. Questo ha generato una scarsa considerazione da parte dei "managers" e un atteggiamento paritario da parte di persone di meno esperienza. La cosa curiosa è che ho percepito che le persone cogliessero le mie responsabilità solo dopo aver partecipato a un evento a cui vengono invitati solo i responsabili di azienda. Sembrava che avessero capito il mio peso solo dopo quell'evento.
Odio mettere per iscritto queste considerazioni perché nella mia  mentalità rifuggo dalle gerarchie e dal peso delle cariche ma sono anche un po' stanca di non vedermi mai riconosciuto un po' di rispetto.
La mia fama all'interno delle aziende è sempre di persona "fair" e noto con fastidio che avanzano sempre di più le persone più agguerrite e un po' aggressive. Non a caso i miei capi sono sempre di questa tipologia e non riesco mai a predominare rispetto a loro. Alla loro presenza mi faccio sempre piccola piccola.
La mia domanda è dunque: come tirare fuori la tigre che è in me? :)

Grazie,

Elena

 

Cara Elena,

partiamo con una semplice considerazione:  l’autorità la si acquisisce, in parte, con l’assunzione di uno status (in azienda riferito al grado gerarchico) ma l’autorevolezza è un qualcosa che si ottiene attraverso la relazione.    E il tipo di relazione che tu costruisci con gli altri dipende in primis da come tu ti percepisci  rispetto a loro e poi dai conseguenti  tuoi  comportamenti.  Gli altri rispondono “reattivamente”. 

Mi piacerebbe che tu potessi rivederti alla moviola, o comunque “fuori da te”, e provare di persona l’effetto che fai. Mi piacerebbe domandarti di raccontarmi parola per parola i tuoi primi incontri coi colleghi Manager ed i collaboratori, mi piacerebbe che mi descrivessi  le tue modalità di interazione, le parole che usi, la tua mimica, ciò che pensi  mentre sei con loro, ciò che provi. Quello che ti impedisce di mostrare ciò che sei veramente,  quel che sai, le tue capacità e competenze.  Come mai ti fai piccola piccola? Di cosa hai paura? Cosa succederebbe se altri ti vedessero come una persona autorevole? Cosa ci potresti perdere?
Queste sono solo le prime domande che ti farei per aiutarti a riflettere sulla cosa e ad individuaee quello che ti blocca. Fammi sapere se ti si accende qualche lampadina :) io sono qui.

Ioia



sabato
gen162010

Il progetto MoM Coach: tutte le informazioni e le date

 

 

Allora, si parte! Vi piace il logo?

Il progetto MomCoach (scarica qui la brochure) è nato dalla collaborazione di VereMamme con altre due realtà, Dol's e Coaching & Training Strategy Group, che si sono ritrovate intorno ad uno stesso obiettivo: valorizzare la donna in tutte le sue espressioni. 

Le attività di MomCoach sono:

  • Aperitivo con il coach - Serate a tema moderate dal Coach
  • Percorsi di coaching in gruppo - Anche le mamme hanno un Coach
  • Corsi di Mom-Coaching - La mia mamma è un Coach 
  • Sessioni di Coaching individuali

 

Aperitivo con il coach          

Serate a tema moderate dal Coach per scoprire, di persona, cos'è il Coaching, perché funziona e come può diventare un aiuto per le mamme e i loro figli.  Ogni serata ha un tema centrale su cui si apre il confronto.  Cosa farà il Coach? Stimolerà  la riflessione,  aiuterà ad acquisire nuove prospettive, punti di vista, e  se necessario, vi sfiderà.

Gli incontri sono aperti a tutti.

Date: 23 febb – 30 marzo – 20 aprile – 25 maggio

Orario: 18.30 – 20.30

Sede: Milano, l’indirizzo sarà comunicato circa 15 gg. prima dell’evento

Iscrizioni: Gli aperitivi sono a numero chiuso, per 20 persone al massimo. Si prega di prenotare la propria adesione per tempo a info@coachingroup.it e confermarla entro la sera precedente. In caso di mancata conferma il posto sarà lasciato ad altre partecipanti.

 

Coaching  in gruppo

Un gruppo di mamme viene “guidato” da un Coach (da un minimo di 3 ad un massimo di 8 partecipanti), verso un obiettivo comune (ad es. trovare più tempo per sé, allontanare i sensi di colpa in ufficio o a casa, non "portare il lavoro a casa" una volta rientrate…) 

Il Coaching in gruppo prevede 6 sessioni di 2 ore cadauna, distanziate di circa 10 giorni l’una dall’altra e 2 sessioni individuali per ogni partecipante, su appuntamento. Le mamme tra un incontro  e l’altro maturano nuove consapevolezze, punti di vista e fanno esperienze che riportano al gruppo.  Il Coach stimola la discussione, il sorgere di nuove idee e soluzioni affinché tutte possano tornare a casa arricchite e avendo raggiunto il proprio obiettivo.

Ecco i primi temi:

Coaching in Gruppo (1)

TITOLO:         Riscoprirci dentro per ritrovarci fuori (scarica la scheda informativa)

Obiettivo:       Tornare ad essere soddisfatte del proprio aspetto fisico

Scheda di iscrizione

 

Coaching in Gruppo (2)

TITOLO:          Incontro di identità (scarica la scheda informativa)

Obiettivo:       Integrare e valorizzare l'essere mamma e donna che lavora

Scheda di iscrizione

 

Durata:           da febbraio a maggio 2010

Orari:              si può scegliere di seguire il gruppo del mattino o quello della sera; una volta fatta la scelta è consigliabile proseguire con lo stesso gruppo fino al termine.

Moduli:           mattino dalle ore 10.00 alle ore 12.00 – Coach: Ioia Rocco

Moduli:           sera dalle ore 18.00 alle ore 20.00 – Coach: Barbara Guastalla

Sede:              Milano zona P.ta Romana

Nr partecipanti ammessi: minimo 3 massimo 8

Costo:            € 1.620,00 (1.350,00 + IVA 20%) da pagarsi il 30% all'atto dell'iscrizione - 40% entro la terza sessione – 30% entro la quinta sessione

sconto 20% per le iscrizioni entro il 26 gennaio!

N.B. Si ricorda che oltre alle sessioni in gruppo durante il percorso ogni partecipante avrà diritto a 2 sessioni individuali.

Date:    Riscoprirci dentro

  • martedì 2 febbraio
  • giovedì 25 febbraio
  • mercoledì 9 marzo
  • martedì 23 marzo
  • mercoledì 21 aprile
  • martedì 4 maggio

Date:   Incontro di identità

  • mercoledì 3 febbraio
  • martedì 2 marzo
  • giovedì 18 marzo
  • martedì 30 marzo
  • venerdì 23 aprile
  • mercoledì 5 maggio

  

Corsi di Mom-Coaching

 La mia mamma, un coach!  Per le mamme che osano di più, ecco un percorso formativo che le porta a guardare con altri occhi la relazione coi propri figli, a condividere la filosofia del Coaching ed apprendere come aiutarli a diventare veri artefici del proprio futuro lavorando anche sui più importanti elementi dell’intelligenza emotiva.

E’ un percorso formativo della durata di circa 4 mesi che si sviluppa intorno a 10 mezze giornate per portare la mamma a diventare Coach dei propri figli.  Il Coaching stimola la riflessione, spinge all’azione, promuove e sostiene l’autostima, aiuta a diventare più consapevoli non solo delle proprie risorse e potenzialità ma anche delle scelte cui siamo  sottoposti ogni giorno.  Di fatto, agire come Coach coi propri figli li aiuta a trovare la propria dimensione, ad accettarsi ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte, a diventare realmente autonomi ed artefici del proprio destino.  E fa bene alla relazione genitori-figli.

Per diventare Coach dei propri figli è necessario, spesso, cambiare approccio, imparare ad ascoltarli  non solo con la mente ma anche col cuore, non giudicarli, aver voglia di capire di più e trovare la strada per farlo gradevolmente e non essere percepiti come invadenti. Vuol dire riuscire ad instaurare un rapporto di reale fiducia reciproca.

Nel corso dei 4 mesi di lavoro - e si sperimenta tutto in prima persona e poi sul campo – ogni partecipante avrà la possibilità di avere tre incontri individuali con la Coach-docente o un’altra persona del team (a scelta del partecipante).

Il corso è aperto anche ai papà.

 

Sessioni di Coaching  individuali

La mamma e il suo Coach! Ci sono diversi motivi per decidere di trovarsi  un partner che ci aiuti a raggiungere ciò a cui aneliamo e questo partner può essere il Coach.  Vuoi migliorare le relazioni con il marito o con i suoceri, prepararti ad affrontare la tanto temuta adolescenza dei tuoi figli, vuoi rientrare nel mondo del lavoro, vuoi scrollarti di dosso i sensi di colpa per…, vuoi tornare in forma fisicamente, ….

Sempre più persone trovano nel Coaching un sostegno ideale soprattutto perché il Coach ti rispetta:  rispetta le tue esigenze, i tuoi valori, non impone mai nulla come “dato” ma ti aiuta a trovare la tua dimensione delle cose che, per definizione, è sempre diversa da quella di altri.  Decidere di usufruire di Coaching significa investire e lavorare per qualcosa che per te è importante, sapendo che lo raggiungerai in tempi ridotti.

Le sessioni di Coaching, infatti, occupano un paio d’ore ogni 10/15 gg e, se l’obiettivo da raggiungere è chiaro, preciso ed effettivamente raggiungibile, di solito ne bastano cinque (se l’obiettivo non è ben chiaro si può arrivare anche a 10).

Già durante il percorso si notano diversi atteggiamenti, talvolta cambiamenti di comportamento, pensiero  e abitudini.

 

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Per informazioni telefonare al nr 02 3656.2641 o scrivere a info@coachingroup.it o visitare il sito www.coachingroup.it  

domenica
nov292009

La coach risponde... a Silvietta

Cara Coach,

ho 34 anni: nella mia vita ho fatto (ovviamente) un sacco di scelte, alcune ragionandoci su, altre per passione. Lavorativamente, ho scelto molto spesso per passione e così mi trovo a dover convivere con la sensazione di essere rifuggita  dalle sfide. O meglio, di non aver cercato quello che davvero era il mio talento ma di essere andata a "perdere tempo" con altre sfide.
insomma.. per voler essere brava in tutto non sono brava in niente.

Probabilmente sono sempre stata convinta che "prima o poi" avrei capito e mi sarei messa a lavorare sul serio sul mio "vero talento", a camminare nella direzione verso cui voglio davvero andare (Flavia docet)
Adesso che sono "anche" mamma mi sono accorta che. .. sono vecchia e che il tempo per capire veramente che cosa voglio è ora, oggi, non domani. ma non so da che parte cominciare...

E' come se - per dirla alla Piattini - volessi guardare ai miei cocci in maniera positiva e ricomporli in un quadro nuovo, speciale (e che mi piaccia) ma nella fretta... non faccio altro che pensare che sono solo cocci da buttare...

Mi puoi aiutare?

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Cara Silvietta,

parto con alcune considerazioni: punto primo, se veramente pensi di essere vecchia a 34 anni chiudiamo subito il discorso; non vorrai aver a che fare con una decrepita coach! ;-)

Punto secondo:  scegliere di seguire le proprie passioni è una “possibilità/fortuna” che pochi sanno riconoscere e di cui pochissimi si avvalgono. Quindi, brava!

Mi sfuggono invece i collegamenti che fai fra la passione, la sfida e il talento. Da come ne parli tu sembrerebbe che le sfide non possano contemplare la passione e che il talento vada cercato… Dal mio punto di vista per sfidare le consuetudini e seguire le proprie passioni ci vuole un grande talento. Cosa ci sta dietro all’affermazione “seguire la passione = rifuggire dalle sfide”?

In questa prima parte della tua vita hai sicuramente fatto ed appreso tante cose. Forse è ora di fare un consuntivo, riconoscere ciò che hai appreso ed il valore delle esperienze vissute. Questo ti porterà a definire dove sei, quali sono le risorse a tua disposizione e pianificare il futuro in maniera più “certa” per raggiungere ciò che è importante per te.

La mia sensazione è che probabilmente la maternità ti sta spingendo a rivedere le tue priorità, a prender atto che la situazione è diversa: non sei più sola, le tue azioni ora influenzano anche la vita di altri… stai semplicemente maturando ed entrando in un mondo che conosci poco – da cui la sensazione di non esser brava in niente. Ma non è così, tranquilla.

Chiediti cosa è importante ora per te. Di cosa hai bisogno per realizzarlo; verifica ciò che già hai, già c’è e ciò di cui ritieni aver bisogno. Valuta come ottenerlo e organizzati. Pian piano le cose ti si chiariranno e vedrai qual è la strada da prendere.

Se hai particolare fretta, contattami ;-)

Ioia Rocco