Non facciamoli.
In questo strano mondo dove tutti siamo chiamati a pensare alle stesse cose nello stesso momento, e a fare le stesse cose nello stesso modo, sfatiamo per una buona volta un altro mito.
Non facciamoli, i buoni propositi.
In due modi: smettiamola di chiamarli buoni propositi, e smettiamola di farli una volta all'anno per sentirci a posto, mettere il "tick" nella casellina, e poi chiuderli nel cassetto.
Smettiamola di "set ourselves for failure" con una specie di spreco collettivo di energia emotiva seguito dal rito della sfiga collettiva quando dopo un anno li tiriamo fuori dal cassetto per constatare che ne abbiamo mancati un buon 80%. Certo che non funziona, così.
Questo è un richiamo all'azione.
Chiamiamoli obiettivi, scegliamone pochi, e solo quelli in cui veramente crediamo. Come? Mettiamoci davanti un VOGLIO e un FARO', non un vorrei. Già questo fa una prima scrematura. Fin quando resteranno vaghi vorrei, i propositi sono solo una lista di sicuri e molteplici fallimenti da contemplare con mestizia tra un anno (ma ormai è invalsa una nuova terminologia: KICKS. I propositi dell'anno nuovo sono un'altra categoria masochistica molto ben definita di KICKS in the marons)
Gli obiettivi, quelli veri, diventano progetti, e i progetti richiedono una pianificazione, una review e un aggiustamento costante. Per alcuni ci si deve pensare una volta al mese, per altri una volta alla settimana, non certo una volta all'anno. Per pensare intendo sedersi a un tavolo, magari col proprio team che deve fare la sua parte (difficile andare da qualche parte se gli obiettivi restano solo nella nostra testa), e fare il punto: questo funziona, questo no, cosa dobbiamo migliorare? Va da se' che non siamo in grado di gestirne molti di più delle dita di una mano.
I buoni obiettivi (nel senso di obiettivi pensati bene, non nel senso di buoni propositi) hanno delle caratteristiche ben precise (ne riparleremo presto), ma per ora mettiamola così:
Se dovessero pagarti un bonus di, diciamo, 10.000 euro per ogni obiettivo raggiunto e potessi sceglierne 4 (perchè un quinto ti viene imposto dall'alto e non lo puoi negoziare) cosa sceglieresti? qualcosa di oggettivo e misurabile o qualcosa di vago, relativo e soggettivo? Andare in palestra o uscire a passeggiare almeno x volte alla settimana/mese, oppure essere una cognata/moglie/mamma "migliore"? E tra andare in palestra almeno 2 volte alla settimana per 7 mesi su 12 rispetto ad andarci 3 volte alla settimana per 12 mesi, cosa ti sembra più realistico in base alle tue capacità? Con quale obiettivo ti sentiresti di poter mettere al sicuro il tuo guadagno? Sono troppo venale? Lo so, sono esempi. E poi Flavia, esistono anche obiettivi morali! Certo, ma anche un obiettivo etico e spirituale come "essere più generosa con..." può essere tradotto in un piano e un criterio di misurazione. Iscrivermi ad un'associazione di volontariato. Telefonare una volta alla settimana a mia zia che è stata male. Non rispondere più male a mia suocera - max eccezioni consentite: 2 all'anno (lievi).
Ho visto discussioni accanite tra qualcuno che cercava di imporre un obiettivo e qualcun altro che rispondeva: "mi dispiace, ma non lo accetto, non è realistico". E' lì che ho imparato l'espressione "non voglio set myself for failure" ed ho pensato con ammirazione "beh però, così si fa, io pur di farlo contento gli avrei detto "ok guarda, farò del mio meglio" che non vuol dire un emerito niente. Nel mondo venale del business, che però è un grande insegnamento qualche volta per metter da parte le reazioni emotive e ragionare per cause e conseguenze e numeri primi, o ti prendi un impegno e lo rispetti e allora guadagni dei soldi, o non lo rispetti e allora perdi dei soldi. Quindi ti conviene discutere bene sugli impegni che ti prendi, e formulare i tuoi obiettivi in maniera inattaccabile.
E allora perchè non dovremmo fare la stessa cosa con noi stesse nella insopportabile versione angioletto di capodanno, guardandoci allo specchio e dicendoci "non farmi ridere per favore con questi 18 buoni propositi. Ora scriviamoci per bene 4-5 obiettivi, e lavoriamo con quelli, che basta e avanza."
Questo è un richiamo all'azione. E a un maggiore focus.
E se proprio vogliamo farli, i buoni propositi, facciamoli al contrario, prendendo esempio da questa simpatica Jenny. Ragionare al contrario non è un esercizio inutile, anzi: ribaltare le cose che si danno troppo spesso per scontate talvolta apre orizzonti nuovi e porta nuove soluzioni.