Il Blog di Ondaluna
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Ondaluna, diario di una gravidanza
Sono OndaLuna.
Onda perché le onde sono come i pensieri. La mente dell'uomo, come una marea nell'oceano sconfinato, ha onde che salgono e sbuffano, scendono, spruzzano all'improvviso; per poi tornare placide parole sussurrate appena. Apparentemente immobili, incessantemente vive.
E Luna come la Donna, tonda come il tempo che passa silenzioso sulle sue forme, misteriosamente mutevole nella fecondità della trasformazione, anche quella che non è evidente, anche quella che non si racconta.
Diario di una gravidanza - Indice >
Il diario di Ondaluna, ormai mamma da qualche mese, prosegue qui >
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La mia bimba è nata.
Una serie di eventi precipitosi l'hanno "miracolata" facendola nascere con un parto cesareo programmato in tutta fretta, che le ha salvato l'arrivo su questa terra. Era avvolta per due giri dal cordone, non sarebbe mai riuscita ad uscire, e al taglio cesareo è avvenuto subito un distacco di placenta (che non ha avuto conseguenze perché c'è stato un intervento istantaneo). Ginecologo Sereno aveva previsto tutto questo, e non finirò mai di essergli grata per aver evitato che succedesse il peggio.
Quando sono arrivata per il ricovero ero già ad un centimetro di dilatazione e se avessi rotto le acque a casa sarebbe stata una tragedia perché non sarei arrivata in tempo in ospedale.
Il parto è stato abbastanza traumatizzante, e devo ancora elaborarlo. Ma l'esperienza di vederla, baciarla, guardarla negli occhi per la prima volta, è stata un'emozione sconvolgente.
Contrariamente alle aspettative, è un minuscolo fagottino profumato d'amore.
Siamo a casa da poche ore, io sono esausta e un pò malconcia ma tanto felice. Lei invece è uno splendore.
Nei primi giorni sono stata molto male, e non sono stata in condizioni di alzarmi dal letto, di mangiare, di parlare, di condividere. Il post parto è stato difficile per una serie di motivi clinici. Ancora adesso non sono in piena forma, per vari motivi, ma sono a casa, e sono ansiosa di tornare alla vita "normale".
Mi emoziona essere tornata tra le mie cose.
Mi sento una persona totalmente diversa da quella che ha lasciato questa casa con un pancione enorme e piena di sofferenze, pochi giorni fa. Mi sento sconvolta fisicamente e psicologicamente. Da qualche parte dentro di me qualcosa mi dice che niente sarà più come prima, ma che per fortuna per certi aspetti sarà meglio di prima.
Molte cose che mi hanno fatto soffrire sono finite. Pensavo che partorire sarebbe stato l'attraversamento di qualcosa, l'inizio di un viaggio che sarebbe terminato sull'altra sponda del mare in tempesta, ed invece mi sono resa conto che la tempesta è durata 9 mesi, che l'ho attraversata tutta e per lungo tempo, e che quel parto è stato solo il momento finale, più tragico e violento, ma che era la fine di qualcosa che veniva da lontano.
Cose nuove sono nate con lei.
Un esserino minuscolo è con me da poche ore e mi ha dato già un potere ed una forza incredibili.
Ogni giorno mi sveglio e sento che posso finalmente lasciare andare, insieme alle lacrime e ad un dolore infinito, tante cose che chiedono finalmente aria per essere liberate.
Piangere è terribilmente liberatorio e mi guarisce giorno dopo giorno. E mentre allatto, e lascio uscire con le lacrime tutto quello che c'è dentro di me, guardo lei serena e sento che posso essere me stessa, nel bene e nel male, senza che lei nei sia minimamente turbata. Mi guarda con gli occhi pieni di amore e di convinzione sul fatto che non c'è niente in me contro di lei. E finalmente ho la certezza che lei lo sa.
Lei è davvero quella chiarezza nella mia vita che ho sperato potesse rappresentare per me, e in questo è già il dono più grande che la vita potesse farmi.
La decisione da poche ore è presa. Sarà un cesareo.
Ho provato a riposare, ma non sono riuscita per niente, ho troppe cose per la testa, troppe emozioni contrastanti che non mi permettono di rilassarmi e recuperare un pò le forze. Che poi negli ultimi giorni mi sono anche beccata la tonsillite ed ho dormito meno del solito.
Le condizioni non sono buone, ed anche se la bimba sta bene, c'è un'evidente sproporzione tra le sue dimensioni e quelle del mio bacino. Ginecologo Sereno è ormai certo che un parto naturale sarebbe lungo, faticoso, rischioso per le mie e le sue condizioni di salute. Ma non è solo questo: si sospetta un giro di cordone intorno al collo che le impedisce di incanalarsi. E così è urgente intervenire.
Ho passato gli ultimi giorni a piangere, pensando a quanto mi sono preparata a questo parto, per poi finire in un cesareo che mi toglie forza e capacità di fare.
Mi sono sentita "fallita" ed anche un pò responsabile davanti a questa decisione, ma Ginecologo Sereno (che per la cronaca è anche un nostro amico) mi ha detto "hey, è una decisione necessaria, non è una scorciatoia che stai scegliendo tu per vigliaccheria, ma una necessità medica per il bene tuo e di tua figlia".
Questo mi ha consolato, e spero che mi resti questa convinzione anche dopo.
Le abbiamo dato tempo di crescere per benino, siamo alla fine della 38esima settimana, praticamente a 39 verrà fuori. Sì, ora sono più convinta e tranquilla.
Vorrei dire altro su quello che ha portato alla decisione del cesareo, compreso il fatto che non è una di quelle tante scelte "facili" o "comode" che ormai sempre più spesso medico e gestante scelgono per evitare il momento del parto naturale. Ci sono dei particolari medici che hanno portato a questa scelta, necessaria, come detto, da un punto di vista clinico, che parlano di cose personali riguardo a me e anche a Ginecologo Sereno. Mi fido di lui, l'ho scelto apposta, so che avrebbe evitato il cesareo ad ogni costo se non fosse stato necessario (non per niente abbiamo aspettato tanto).
Proprio per il fatto di non averlo mai neanche per un istante tenuto in considerazione, non so niente sul cesareo, e mi sento presa da dubbi forse stupidi ma in questo momento per me sostanziali: le contrazioni di dopo, come sono, durano tanto... i punti quanti sono, fanno male... il digiuno, soffrirò la fame, soffrirò la sete...
E nello stesso tempo il mio counter segna ormai le ore: ormai è questione di ORE e vedrò mia figlia. Sarò madre. Tutto questo finirà, comincerà un nuovo capitolo, non soffrirò più quello che sto soffrendo in questi terribili giorni di immobilità nel letto a naso in su tra mille dolori.
E' una sensazione strana, e sono curiosa ma anche tanto spaventata di non sapere quello che mi aspetta.
Come saranno questi ultimi momenti di attesa? Mi sembrano troppi e troppo pochi. All'improvviso la mia percezione del tempo si è alterata, non capisco più come scorre e quello che sta succedendo.
Dato che ormai si tratta di poco, non faccio che fare le cose premettendo mentalmente a tutto la parola "ultimo": ultimo giorno, ultima colazione, ultima mail, ultimo post... ultimo prima di tornare a casa ed essere competamente diversa, è ovvio. E in quest'ultimo giorno mi dedicherò, appunto, agli ultimi preparativi: riguarderò le cose in valigia, ricamerò il giorno sul fiocco nascita, darò una sistematina per casa preparando il nostro ritorno, e nel pomeriggio mi dedicherò a depilazione, manicure e messa in piega. Se le mie condizioni fisiche me lo consentiranno, vorremmo andare, io e MisterG, a cena fuori.
E adesso dirò una cosa che prescinde dall'importanza che ha avuto per me scrivere questo diario ed entrare in contatto con voi, che specialmente nelle ultime ore mi state sostenendo in modo sostanziale e significativo (sento che avrò bisogno di voi al mio ritorno).
Di questa gravidanza ricorderò, tra le tante cose, un delirio da ultimi giorni in cui mi sono sentita fisicamente sola, proprio quando mi sarebbe servito avere un conforto emotivo e psicologico. Sono stati giorni, gli ultimi, in cui ho pianto senza consolazione, con la sensazione di non farcela più, di non riuscire a sopportare, di essere sfinita, di avere esaurito tutte le risorse.
Ho capito però che forse anche questo ha un senso: oltre le lacrime, alla fine di tutto questo (che ora ha davvero una fine certa), c'è la luce fuori dal tunnel. Forse è questo il segnale che è arrivato il momento di finire questo percorso e cominciarne un altro.