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<!--Generated by Squarespace Site Server v5.9.2 (http://www.squarespace.com/) on Thu, 11 Mar 2010 00:35:54 GMT--><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><title>Manuale per mamme in crisi</title><subtitle>Manuale per mamme in crisi</subtitle><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/</id><link rel="alternate" type="application/xhtml+xml" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/"/><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/atom.xml"/><updated>2009-11-17T22:58:46Z</updated><generator uri="http://www.squarespace.com/" version="Squarespace Site Server v5.9.2 (http://www.squarespace.com/)">Squarespace</generator><entry><title>Prontuario di autodifesa: sopravvivere i "perché?"</title><category term="autodifesa"/><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/11/17/prontuario-di-autodifesa-sopravvivere-i-perche.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/11/17/prontuario-di-autodifesa-sopravvivere-i-perche.html"/><author><name>Raperonzolo</name></author><published>2009-11-17T22:52:53Z</published><updated>2009-11-17T22:52:53Z</updated><content type="html" xml:lang="it-IT"><![CDATA[<p>Raperonzolo vuole sfatare un mito, quello che vede il &ldquo;perch&eacute;&rdquo; dei giovani bipedi, una forma di innata curiosit&agrave; verso la realt&agrave; che li circonda, da soddisfare sempre e comunque con seriet&agrave; e in modo esaustivo. La gamma dei &ldquo;perch&eacute;&rdquo; &egrave; in realt&agrave; vastissima e va dai legittimi &ldquo;perch&eacute;&rdquo; di stampo newtoniano fino alla presa per i fondelli. Muoversi tra queste aree senza rimetterci la salute mentale &egrave; la vera sfida del genitore.<br />Ecco una guida sommaria e non del tutto esaustiva per districarsi nella giungla dei "perch&eacute;".<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Il perch&eacute; sistematico</span><br />Verso i tre anni il bambino s&rsquo;impossessa della parola magica. Il &ldquo;perch&eacute;&rdquo; &egrave; parola dotata di potere magnetico, una chiave d&rsquo;accesso al mondo degli adulti. Da prima ripetuta fino all&rsquo;ossessione, tanto per sentire il suono che ha e per capire che reazioni suscita, poi reiterata previa constatazione che in qualunque luogo e in qualunque situazione il &ldquo;perch&eacute;&rdquo; li rende il centro assoluto dell&rsquo;universo (una posizione in cui il treenne si sente pienamente a suo agio).<br />L&rsquo;uso sistematico del &ldquo;perch&eacute;&rdquo; &egrave; un&rsquo;arma potentissima contro la quale il genitore amorevole e disponibile non ha scampo. Il minibipede riesce ad accalappiare l&rsquo;attenzione in modo univoco e totalizzante. Vince sempre lui perch&eacute; non &egrave; minimamente interessato alla risposta, vuole solo protrarre il dialogo a tempo indeterminato.<br />&ldquo;Amore, mettiamoci le scarpe.&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute;?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; dobbiamo uscire&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute;?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; dobbiamo fare la spesa.&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute;?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; in casa non abbiamo pi&ugrave; niente da mangiare.&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute;?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; abbiamo gi&agrave; mangiato tutto.&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute;?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; per vivere bisogna mangiare.&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute;?&rdquo;<br />Si pu&ograve; andare avanti per delle ore finch&eacute; il genitore non cede per sfiancamento psicofisico.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Il perch&eacute; inquisitivo</span><br />Verso i quattro anni il bambino comincia a porsi delle serie domande sul mondo, la propria esistenza e il funzionamento delle cose. I &ldquo;perch&eacute;&rdquo; sono molteplici, complessi, articolati e spesso surreali.<br />&ldquo;Perch&eacute; nascono i bambini?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; esistiamo?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; c&rsquo;&egrave; la luna?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; la notte c&rsquo;&egrave; il buio?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; al buio non si vede?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; i girini diventano rane?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; noi non possiamo volare?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; l&rsquo;acqua &egrave; bagnata?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; il fuoco brucia?&rdquo;<br />Il genitore &egrave; costretto spremersi le meningi dalla mattina alla sera e a cimentarsi nelle pi&ugrave; improbabili risposte, ma c&rsquo;&egrave; un problema: il quattrenne ha un potere di attenzione pari alla memoria d&rsquo;un pesce rosso. Se la risposta non &egrave; immediata, diretta e semplice, entro pochi secondi di "perch&eacute;" ne avr&agrave; gi&agrave; chiesti altri dodici. Il genitore annaspa e poi annega in un oceano di &ldquo;perch&eacute;&rdquo;.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Il perch&eacute; pragmatico</span><br />Il cinquenne &egrave; un essere astuto. Riscopre il treeenne che c&rsquo;&egrave; in lui ma massimizza i due anni di esperienza e furbizia alle spalle. Rispolvera il &ldquo;perch&eacute;&rdquo; sistematico e lo pragmatizza allo scopo di ritardare o non fare quello che gli viene chiesto.<br />&ldquo;Amore, spegni la TV, per favore.&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute;?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; ti devi lavare e vestire.&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute;?&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute; devi andare a scuola.&rdquo;<br />&ldquo;Perch&eacute;?&rdquo;<br />In questa fase si va avanti cos&igrave; circa venti volte al giorno ogni giorno per circa un anno.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Il perch&eacute; assoluto</span><br />Il seienne supera se stesso. I suoi &ldquo;perch&eacute;&rdquo; sono una miscela atomica di perch&eacute; sistematici, inquisitivi e pragmatici dal potere corrosivo pari a quello dell'acido muriatico che riversa sul genitore a ritmo costante, tanto da rendergli praticamente impossibile discernere tra i vari &ldquo;perch&eacute;&rdquo; che assumono una forma assoluta e onnipresente.<br />Il genitore &egrave; ormai stremato ed esausto. E&rsquo; a questo punto che cede alla fatidica frase che ha sempre criticato a tutti gli altri genitori:<br />"<span style="font-style: italic;">Perch&eacute; &egrave; cos&igrave; e basta!!!</span>&rdquo;<br />Naturalmente la grida nel momento pi&ugrave; inopportuno, proprio quando il figlio aveva espresso uno di quei legittimi &ldquo;perch&eacute;&rdquo; a cui il genitore avrebbe dovuto rispondere con seriet&agrave; e in modo esaustivo. <br /><br /></p>]]></content></entry><entry><title>Prontuario di autodifesa: le mamme talebane</title><category term="autodifesa"/><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/11/3/prontuario-di-autodifesa-le-mamme-talebane.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/11/3/prontuario-di-autodifesa-le-mamme-talebane.html"/><author><name>Raperonzolo</name></author><published>2009-11-03T22:28:39Z</published><updated>2009-11-03T22:28:39Z</updated><content type="html" xml:lang="it-IT"><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da non confondersi con le <a href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/10/13/prontuario-di-autodifesa-le-mamme-superego.html"><em>mamme superego</em></a>, le <em>mamme talebane</em> appartengono ad una nuova temibilissima categoria.<br />Cosa differenzia la <em>mamma talebana</em> dalla <em>mamma superego</em>? Innanzitutto il suo aspetto mimetico e camaleontico, e il fatto di aver trovato nell&rsquo;anonimato del web il suo habitat naturale.<br />La <em>mamma talebana</em> &egrave; un&rsquo;assidua frequentatrice dei forum di maternit&agrave; nei quali entra in sordina e ci resta un tempo indeterminato. Se sotto l&rsquo;icona dell&rsquo;utente sono presenti delle stellette (vedi 1 stella = novizia, 4 stelle = assidua), la <em>mamma talebana</em>, sotto il nick, esibisce&nbsp; dodici stelle e un numero d&rsquo;interventi a sei cifre, tanto da essere scambiata per la gestrice sito e trattata con la reverenza di un guru.<br />E&rsquo; una fervente promulgatrice dello stoicismo materno.&nbsp; Di solito ha tre o pi&ugrave; figli, nati tutti dopo travagli di settantadue ore, tutti insonni per almeno tre anni e tutti con problemi di allattamento. Per questo, il suo integralismo non ammette debolezze, n&eacute; fisiologiche o psicologiche. Il suo esempio, da s&eacute;, deve rappresentare un faro nella notte della mamma disperata. Promotrice della Leche League (cui aderisce con un fanatismo degno della Santa Inquisizione) non accetta alcun tipo di allattamento se non quello materno. Respinge fermamente l&rsquo;uso dell&rsquo;epidurale e di qualsiasi altra forma antidolorifica, n&eacute; crede in alcun metodo di addormentamento. Per la <em>mamma talebana</em> il diritto dell&rsquo;infante alla dedizione totale e totalizzante 24 ore su 24 da parte della madre prescinde qualsivoglia esigenza o difficolt&agrave; della genitrice.<br />Come promuove il proprio integralismo la <em>mamma talebana</em>?<br />Con parole dolci e comprensive. <br />Risponde ad ogni intervento, apparentemente con l&rsquo;intento d&rsquo;infondere coraggio, rendersi vicina e partecipe, in realt&agrave; ogni suo post &egrave; un manifesto la cui frase di chiusura suscita in qualunque mamma normale complessi di colpa di portata cosmica: &ldquo;&hellip; e ricorda che una mamma per amore pu&ograve; fare qualunque cosa.&rdquo;<br />Se allora Concetta scrive: <br />&ldquo;Il mio piccolo piange continuamente cercando di attaccarsi al seno, anche se non ne esce niente. La notte non dorme e urla, di giorno non dorme e urla. Sta crescendo pochissimo. Io non dormo da settimane, non riesco a fare pi&ugrave; niente, neanche a vestirmi la mattina, non ho nessun aiuto, sono sfinita, non ce la faccio pi&ugrave;, piango dalla mattina alla sera e a volte non ho la forza neppure di alzarmi. Non so che cosa fare. Sto pensando di passare al latte artificiale perch&eacute; ormai non posso pi&ugrave; andare avanti cos&igrave;.&rdquo; <br />La <em>mamma talebana</em> risponde: <br />&ldquo;Carissima, ti capisco, ci sono passata anch&rsquo;io, ma non cedere. Se vuoi il meglio per il tuo bambino devi insistere con il tuo latte. E tu vuoi il meglio per il tuo bambino, vero? Allora vedrai che ce la farai. Continua ad attaccare il piccolo ogni volta che lo chiede. Siamo noi che per amore dobbiamo adattarci e sacrificarci. E ricorda che una mamma per amore pu&ograve; fare qualunque cosa.&rdquo;<br />Concetta spegne il computer e si butta dalla finestra.<br />La <em>mamma talebana</em> trascorre probabilmente venti ore al giorno alla tastiera e falcidia con costanza capillare qualunque mamma sull&rsquo;orlo del baratro. Appena una mamma grida aiuto esponendo i propri spesso insormontabili problemi di allattamento o addormentamento; appena una mamma lascia trapelare il suo senso d&rsquo;inadeguatezza, Zac! La <em>mamma talebana</em>, guru del forum, venerata dalla comunit&agrave; come il nuovo Messia, cala sulla puerpera come una mannaia.<br />&nbsp;<br /></p>]]></content></entry><entry><title>Prontuario di autodifesa: le mamme superego</title><category term="autodifesa"/><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/10/13/prontuario-di-autodifesa-le-mamme-superego.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/10/13/prontuario-di-autodifesa-le-mamme-superego.html"/><author><name>Raperonzolo</name></author><published>2009-10-12T22:17:18Z</published><updated>2009-10-12T22:17:18Z</updated><content type="html" xml:lang="it-IT"><![CDATA[<p><br />Alcune tipologie di mamme sono nocive alla salute mentale della mamma in crisi. E&rsquo; importante conoscerle e riconoscerle al fine di procurarsi gli adeguati meccanismi di autodifesa.<br />La <em>mamma superego</em>, per esempio, &egrave; una mamma di stampo prevalentemente tradizionale, ancorata tanto ai vecchi costumi quanto alla convinzione che il resto dell&rsquo;umanit&agrave; materna le sia fondamentalmente inferiore. E&rsquo; una mamma che di solito frequenta la realt&agrave; terrena piuttosto che quella virtuale. Talvolta &egrave; la suocera o la cognata, spesso una conoscente o una collega. E&rsquo; caratterizzata da una concezione amplificata ed esagerata del proprio ego materno. L&rsquo;esaltazione nasce per&ograve; in realt&agrave; da un profondo senso d&rsquo;inadeguatezza. Vedi: solo mortificando l&rsquo;altrui genitorialit&agrave; riesce a convivere con la propria. Ecco allora che la <em>mamma superego</em> tende a mostrarsi e rivelarsi subito e senza mezzi termini. Lei &egrave; sempre un passo avanti all&rsquo;interlocutrice, fautrice di metodologie infallibili e il resto sono solo scuse,&nbsp; e ci tiene a puntualizzarlo. Se allora tuo figlio a due anni ancora non dorme &egrave; chiaro che sei una sega, i suoi tre figli a due mesi tiravano dodici ore. Se allatti sei mesi, lei ha allattato tre anni. Se brindi perch&eacute; a due anni e mezzo hai tolto il pannolino, i suoi a un anno gi&agrave; usavano il vasino. Se svezzi a sei mesi, lei a quell&rsquo;et&agrave; gli dava le bistecche. Se i tuoi figli a quindici mesi ancora non camminano, i suoi a nove frequentavano la pista di atletica leggera. I figli delle <em>mamme superego</em> sono dei mostri di precocit&agrave; in ogni campo dello sviluppo, tanto da far pensare che pi&ugrave; che esseri umani si tratti di creature bioniche o al limite di coniglietti Duracell.<br />La <em>mamma superego</em> &egrave; anche polemica per natura e sforna contrari a ritmi industriali. Se te sei rilassata, lei si faceva un mazzo cos&igrave;, che mica le cose erano cos&igrave; facili; se sei sull&rsquo;orlo di una crisi di nervi, lei tutti questi problemi non ce li ha mai avuti e via dicendo. <br />Grazie a questo approccio diretto, fortunatamente le <em>mamme superego</em> sono riconoscibilissime fin dalle prime battute e per tanto facilmente neutralizzabili. Basta dargli sempre ragione.<br />Altra storia sono le&nbsp; <em>mamme talebane</em> di cui ci occuperemo a breve.<br />&nbsp;<br /></p>]]></content></entry><entry><title>Come ti addormento il pupo: la mamma sfiancata</title><category term="come ti addormento il pupo"/><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/9/28/come-ti-addormento-il-pupo-la-mamma-sfiancata.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/9/28/come-ti-addormento-il-pupo-la-mamma-sfiancata.html"/><author><name>Raperonzolo</name></author><published>2009-09-28T21:57:43Z</published><updated>2009-09-28T21:57:43Z</updated><content type="html" xml:lang="it-IT"><![CDATA[<p><span >Metodo mamma sfiancata (detto anche ultima spiaggia).<br />E&rsquo; l&rsquo;alternativa al valium (al bambino) e gli psicofarmaci (alla madre). Quando la convivenza bambino insonne/mamma esaurita &egrave; giunto a livelli da pieno allarme rosso e si teme per l&rsquo;incolumit&agrave; di entrambi si ricorre al metodo che, diffuso dai vari Ferber (nei paesi anglosassoni) e Estivill (nei paesi mediterranei), a detta di molti trasforma i genitori in due nazi-fascisti.<br />Ferber, da bravo anglosassone, espone il sistema attraverso un rigoroso linguaggio scientifico pieno di dati, tabelle e statistiche davanti alle quali il genitore che non chiude occhio da quasi due anni si prostra estatico; Estivill invece, focoso latino, accattiva il genitore sfiancato con il suo umorismo visionar-allucinatorio. In sostanza, se riesci ad identificare tuo figlio con la bambina dell&rsquo;<em>Esorcista</em> sei a cavallo.<br />I due sistemi sono pressoch&eacute; identici: si possono utilizzare orologi o clessidre per una procedura di pianto controllato e cronometrato. Girando per forum di maternit&agrave; se ne deduce che i bambini vittime di questo sistema saranno traumatizzati al punto da dover andare in analisi gi&agrave; dal compimento del terzo anno; mentre i genitori, colti da rimorsi di coscienza, pur avendo bambini che dormono, non riusciranno mai pi&ugrave; a chiudere occhio (a meno che non si chiamino Himmler).<br />In realt&agrave; il vero metodo ultima spiagga &egrave; quello fai-da-te, quando all&rsquo;ottavo risveglio della settecentesima notte la mamma sfiancata, per puro istinto di sopravvivenza, dice buonanotte, chiude la porta, infila i tappi nelle orecchie e crolla in un sonno beato e profondo.<br />Chi invent&ograve; questa tortura la sapeva lunga. Per qualche ora di sonno ci si vende tranquillamente l&rsquo;anima al diavolo.<br /></span></p>]]></content></entry><entry><title>Come ti addormento il pupo: la mamma dedicata</title><category term="come ti addormento il pupo"/><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/9/22/come-ti-addormento-il-pupo-la-mamma-dedicata.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/9/22/come-ti-addormento-il-pupo-la-mamma-dedicata.html"/><author><name>Raperonzolo</name></author><published>2009-09-21T22:04:10Z</published><updated>2009-09-21T22:04:10Z</updated><content type="html" xml:lang="it-IT"><![CDATA[<div align="justify"><span style="font-family: arial;">M<span style="font-size: 110%;">etodo mamma dedicata: &egrave; il metodo della mamma paziente e amorevole che ritiene di dover assecondare il bambino entro certi limiti. Cerca per tanto di stabilire una routine e abituare gradualmente il pupo a dormire in determinati orari, in determinati luoghi e possibilmente da solo. Lo fa utilizzando una tecnica che alterna carezze e parole dolci alla fermezza della reiterazione. Se dopo averlo messo a dormire il bambino la richiama centocinquanta volte, lei torner&agrave; da lui centocinquanta volte e ogni volta ripeter&agrave; la solita carezza, il solito bacio, il solito commiato.<br />Una guerra di sfiancamento. Sfiancamento soprattutto per la mamma che tra la centesima e la centocinquantesima volta contempler&agrave; metodi alternativi compresi nella gamma che va dal Valium alla botta in testa, ma non ceder&agrave;.<br />Pu&ograve; durare degli anni ma la mamma dedicata stringe i denti e persevera:<br />bacino, carezza, commiato<br />bacino, carezza, commiato<br />bacino, carezza, commiato<br />bacino, carezza, commiato</span></span></div>
<div align="justify" style="font-size: 110%;"><span style="font-size: 110%;">bacino, carezza, commiato</span></div>
<div align="justify" style="font-size: 110%;"><span style="font-size: 110%;">bacino, carezza, commiato</span></div>
<p><span style="font-size: 110%;">&nbsp;</span></p>]]></content></entry><entry><title>Come ti addormento il pupo: la mamma angelicata</title><category term="come ti addormento il pupo"/><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/9/4/come-ti-addormento-il-pupo-la-mamma-angelicata.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/9/4/come-ti-addormento-il-pupo-la-mamma-angelicata.html"/><author><name>Raperonzolo</name></author><published>2009-09-03T22:20:01Z</published><updated>2009-09-03T22:20:01Z</updated><content type="html" xml:lang="it-IT"><![CDATA[<div align="justify" ><span >Metodo mamma angelicata: ovvero, non imporre abitudini, regole o metodi, piuttosto assecondare il bambino sempre in merito a tempi, durata e luogo della nanna. Lo sa lui se ha sonno o no. Solo lui conosce i suoi ritmi. </span></div>
<div align="justify" ><span >Per la mamma angelicata, il bambino &egrave; un Dio onnipotente e omniscente, dotato di conoscenze interplanetarie, di sincronismi impeccabili (ma a noi incomprensibili). Creatura in s&eacute; perfetta, non pu&ograve; essere in alcun modo indirizzata, pena la sua corruzione e traumatizzazione. Per questo la mamma angelicata la si trova canticchiando allegramente facendo girare trenini alle quattro del mattino. Se ha sei figli se li porta tutti e sei nel lettone. Non ha un&rsquo;esistenza (o necessit&agrave;) al di fuori della cura dei figli. La mamma angelicata si trasforma da persona in strumento, con una dedizione che &egrave; di per s&eacute; culto. Guidata da fede e illuminazione divina, la mamma angelicata sopporta stoicamente la stanchezza, l&rsquo;alienazione, l&rsquo;isolamento e vive questo stato come una forma di trascendenza. Meno dorme il bambino e pi&ugrave; lei si eleva.<br />Questo metodo &egrave; sconsigliatissimo per le mamme "normali". Le incoscienti che lo attentano senza l&rsquo;innata ispirazione divina sono quelle che poi finiscono per lanciare il figlio dalla finestra.</span></div>
<p><span >&nbsp;</span></p>]]></content></entry><entry><title>La mamma tetta instabile</title><category term="allattamento"/><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/6/24/la-mamma-tetta-instabile.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/6/24/la-mamma-tetta-instabile.html"/><author><name>Raperonzolo</name></author><published>2009-06-23T22:36:58Z</published><updated>2009-06-23T22:36:58Z</updated><content type="html" xml:lang="it-IT"><![CDATA[<p><span style="font-family: arial; font-size: 110%;">La mamma tetta instabile &egrave; il tipo pi&ugrave; comune. Tra tutte &egrave; la pi&ugrave; volenterosa. Crede fortemente nell&rsquo;allattamento al seno ed &egrave; pronta a qualsiasi sacrificio. Fin da prima di restare incinta ha gi&agrave; messo le cose in chiaro con tutti, marito, madre, parenti e amici: IO ALLATTERO&rsquo; AL SENO!!!<br />Purtroppo questo tipo di madre &egrave; caratterizzata da una produzione di latte assolutamente indecorosa. La montata (scarsa) le arriva poco prima della menopausa. Nel frattempo, malgrado che la mamma tetta instabile non abbia che poche gocce di colostro e un neonato pi&ugrave; affamato d&rsquo;un barracuda, gli esperti del settore le dicono di non, (ASSOLUTAMENTE NO, NIET, NEIN!!!) sognare manco per sogno di dare al bambino il latte artificiale (piuttosto la fame, piuttosto l&rsquo;arsenico ma latte artificiale NO!) Da questo momento in poi, quello della mamma tetta instabile &egrave; generalmente un calvario senza fine. Dopo la prima sequenza di nottate insonni, pianti dell&rsquo;infante (ormai ridotto ad una manciata di ossa) e crisi depressive della mamma, un caleidoscopio di persone intervengono a dire la loro: "sono coliche" (il pediatra), "&egrave; viziato" (la nonna), "&egrave; trascurato" (l&rsquo;altra nonna), "&egrave; nervoso" (la zia), "fanno tutti cos&igrave;" (la vicina di casa). Quando la povera mamma tetta instabile, alla vista del bambino che si attacca e si ristacca piangendo disperato, decide di osare e dargli un "aggiuntina" (che lui prosciuga per poi crollare nel pi&ugrave; beato dei sonni), verr&agrave; travolta da una marea di vituperi. Senza darsi per vinta, pur dormendo sette minuti a notte, le prova tutte: attacca il bambino ad una tetta col bostik, mentre si tira il latte dall&rsquo;altra tetta; beve cinque ettolitri di acqua al giorno, tanto che cominciano a crescerle le squame; acquista una piantagione di finocchi; mangia sei bistecche a colazione e dodici polli per cena, chiede consiglio a Vanna Marchi e all&rsquo;astrologo Omar. Malgrado gli sforzi per&ograve; &egrave; sempre un passo indietro: se lei produce 20ml il beb&eacute; ha bisogno di 50, se lei arriva a 50 lui &egrave; gi&agrave; a 100 e quando infine dopo sforzi sovrumani che le fanno guadagnare il Premio Nobel della tetta lei arriva ad un impensabile 80ml, lui ha gi&agrave; superato i 200. A quel punto la mamma tetta instabile manda a**an*ulo la tetta e annega il figlio in una vasca di latte (artficiale).</span></p>]]></content></entry><entry><title>La mamma tetta esagerata</title><category term="allattamento"/><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/6/15/la-mamma-tetta-esagerata.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/6/15/la-mamma-tetta-esagerata.html"/><author><name>Raperonzolo</name></author><published>2009-06-14T22:28:13Z</published><updated>2009-06-14T22:28:13Z</updated><content type="html" xml:lang="it-IT"><![CDATA[<p><span >Questa &egrave; una mamma molto comune. Ha una montata lattea pressoch&eacute; immediata stile cascate del Niagara. Passa dalla terza all&rsquo;ottava misura in tre quarti d&rsquo;ora (tanto che al posto del reggiseno &egrave; costretta ad utilizzare due gru). Il latte le sgorga a fiotti da solo (la si riconosce oltre che dal balconcino prosperoso dalle patacche sul davanti del vestito). Sfortunatamente questo tipo di mamma arriva generalmente dotata di pupo altamente disappetente o incapace di attaccarsi o disinteressato alla tetta oppure tutti e tre i casi insieme. La mamma tetta esagerata fa di tutto per cercare di sbarazzarsi del latte. Impiega ore per ogni poppata per attaccare il figlio (il quale dopo tre ciucciate molla la presa e lei deve ricominciare daccapo). Pompa all&rsquo;infinito ettolitri di latte che surgeler&agrave; nel suo freezer, in quello dei vicini, dei parenti, dell&rsquo;ospedale. Surgeler&agrave; abbastanza latte da sfamare per un anno tutti i neonati del pianeta. Malgrado gli sforzi per&ograve; la mamma tetta esagerata &egrave; incapace di evitare l&rsquo;ingorgo. Le tette si fanno dure come palle da bowling, finch&eacute; non le viene la mastite. Quando guarisce, il suo beb&eacute; ha imparato ad attaccarsi e gli &egrave; venuta finalmente fame. Purtroppo per&ograve; a lei &egrave; andato via il latte.</span></p>]]></content></entry><entry><title>La mamma tetta calibrata</title><category term="allattamento"/><category term="allattamento"/><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/6/9/la-mamma-tetta-calibrata.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/6/9/la-mamma-tetta-calibrata.html"/><author><name>Raperonzolo</name></author><published>2009-06-08T22:02:09Z</published><updated>2009-06-08T22:02:09Z</updated><content type="html" xml:lang="it-IT"><![CDATA[<p><span style="font-family: arial; font-size: 110%;">Questo tipo di mamma ha la montata lattea il giorno stesso in cui il neonato decide di avere fame. Produce non troppo latte, n&eacute; troppo poco (riesce sempre a metterne un po&rsquo; da parte per far fronte alle emergenze). Ha tette non troppo grandi n&eacute; troppo piccole che crescono di due misure (non una di pi&ugrave; non una di meno). Ha capezzoli dalla forma perfetta dove l&rsquo;infante impara subito ad attaccarsi senza problemi. E&rsquo; calma, serena, sempre sorridente ed arriva sempre dotata di un poppante calibrato che non ha mai troppa fame n&eacute; troppo poca; cresce abbastanza ma senza ingrassare troppo; si accontenta quasi sempre e quando piange la mamma lo culla volentieri per ore e ore senza mai sentire la stanchezza. Perde i chili della gravidanza in tre settimane. Allatta esclusivamente al seno per quasi due anni e non le si vedono mai un paio di occhiaie. Questo tipo di mamma a differenza della mamma arcadico-bucolica esiste nella realt&agrave;. Purtroppo sar&agrave; sempre la vostra compagna di stanza in ospedale o vostra cognata o la vostra vicina di casa o quella che incontrate tutte le mattine al parco ma mai voi. </span></p>]]></content></entry><entry><title>Tette al vento</title><category term="allattamento"/><category term="allattamento"/><id>http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/6/4/tette-al-vento.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/6/4/tette-al-vento.html"/><author><name>Raperonzolo</name></author><published>2009-06-03T22:25:43Z</published><updated>2009-06-03T22:25:43Z</updated><content type="html" xml:lang="it-IT"><![CDATA[<p><span style="font-family: arial; font-size: 110%;">Bisognerebbe sempre fare come ha fatto la mamma, ma se la mamma apparteneva alla generazione delle "tette liberate"... che fare? Per la neo mamma della nuova generazione "tetta reintegrata" non c&rsquo;&egrave; esitazione. I fatti parlano chiaro. Nuovi studi hanno dimostrato che se un&rsquo;infante non ciuccia dalla tetta materna: a) avr&agrave; anticorpi paraplegici; b) svilupper&agrave; l&rsquo;intelligenza d&rsquo;un tacchino d&rsquo;allevamento; c) peser&agrave; 180 chili all&rsquo;ingresso della scuola materna; d) svilupper&agrave; un tale numero di allergie che entro il compimento del decimo anno dovr&agrave; vivere rinchiuso sotto vuoto dentro un sacchetto di soia.<br />"Allatter&ograve; al seno!!! " grida la nuova mamma. Nonostante che lei (come buona parte dei suoi coetanei figli di mamme liberate) abbia avuto un totale di tre raffreddori da quando &egrave; nata, sia sotto peso e non sia allergica neanche al vetriolo.<br />Allora si documenta. Sull&rsquo;allattamento sa tutto: posizioni, dieta, orari. Fin dal terzo mese di gravidanza partecipa a corsi e seminari. Legge interventi su forum online. Entra in corrispondenza con esperte tettologhe. Chiede ad un&rsquo;astrologa l&rsquo;oroscopo del capezzolo. Come in economia, l&rsquo;allattamento al seno funziona su un principio infallibile di legge di domanda e dell&rsquo;offerta, tanto incrementa la domanda, tanto accresce l&rsquo;offerta. Nella casistica delle neo-madri (come ci spiega la manualistica ad hoc) &egrave; infatti impossibile fallire: si farebbe parte di una non casistica irrilevante e non scientificamente provata (leggi: se non ci riesci sei una sega).<br />La neo mamma ha un&rsquo;idea chiara dell&rsquo;allattamento. Purtroppo &egrave; un&rsquo;idea di tipo arcadico-bucolico con scarsissimo raffronto nella realt&agrave; (mamme/madonne che allattano armoniosamente infanti vigorosi e sempre sorridenti). Pi&ugrave; comuni invece le mamme di cui parler&ograve; nei prossimi post.</span></p>]]></content></entry></feed>