Para-Imprenditrici? Per ognuna c'è un brainstorming
Come avevo immaginato nei commenti a questo post e ispirata oggi da un post di Piattini, vorrei lanciare un nuovo esperimento.
Vi ricordate l'ambulatorio veterinario di mammainbluejeans? E' un esempio che mi ha fatto riflettere. Che abbiate un'attività in proprio, un lavoro dipendente o precario, c'è sempre un modo di rivitalizzarlo producendo nuove idee. Per produrre nuove idee occorre però guardare la realtà con occhi nuovi. Cosa molto difficile: il cervello usa scorciatoie creando modelli, in parole povere risparmia energie evitando di porsi ogni volta un problema in modo nuovo per trovare nuove soluzioni. Sarebbe come chiedersi ogni volta da dove cominciare per stirare una camicia. Il mio cervello ha sviluppato il suo modo, e segue quello. Lo stesso vale per i problemi personali o di lavoro: una volta sperimentata una soluzione che pensiamo che funzioni, la replichiamo per le situazioni simili. Questo è un pattern (un solco, un modello mentale) estremamente efficiente, che però ci ingessa in un unico modo di pensare, di tipo logico-deduttivo, e soprattutto ci disabitua completamente alla creatività.
(Interessante: che il cervello segua scorciatoie viene detto anche qui, nella teoria per cui prendiamo decisioni d'acquisto affidandoci ad alcune semplici sensazioni istintive).
Dalla necessità di liberare il pensiero da questi schemi ripetitivi e fissi (perchè "non si può scavare un buco diverso scavando più a fondo nello stesso punto") nascono i famosi brainstorming: tecniche che mettono da parte il pensiero logico ("verticale", che procede cioè per sequenze e deduzioni vere o false) e cercano di attivare tutta la potenza del pensiero "laterale", dove per un po' non c'è più vero e falso. Ecco perchè sono così divertenti.
Nella mia esperienza, però, per funzionare al meglio il pensiero creativo-laterale deve essere stimolato da un problema, da una sfida concreta e precisa. Non basta darsi come obiettivo un "cerchiamo delle nuove idee per questa attività", bisogna essere un po' più specifici. Allora, facciamo qualche prova? Ecco la sfida: una veterinaria molto competente e appassionata del suo lavoro vuole "riposizionare" il suo ambulatorio in modo così unico e distintivo, che la sua clientela verrà da lontano, rimarrà fedele e passerà parola. La compatibilità del suo ambulatorio con la sua vita di mamma rappresenterà, ovviamente, un fattore di serenità e successo.
Continuiamo nei commenti.
ps. A proposito di spirito di iniziativa, mi ha fatto piacere giorni fa parlare con una giornalista de La Stampa e vedermi poi citata nel suo articolo con un: "le più motivate si organizzano".

















gio, dicembre 3

