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<!--Generated by Squarespace Site Server v5.9.2 (http://www.squarespace.com/) on Wed, 17 Mar 2010 02:31:16 GMT--><rdf:RDF xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns:rss="http://purl.org/rss/1.0/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:admin="http://webns.net/mvcb/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:cc="http://web.resource.org/cc/"><rss:channel rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/"><rss:title>Il Giornale di Bordo VereMamme! 1.0</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/</rss:link><rss:description></rss:description><dc:language>it-IT</dc:language><dc:date>2010-03-17T02:31:16Z</dc:date><admin:generatorAgent rdf:resource="http://www.squarespace.com/">Squarespace Site Server v5.9.2 (http://www.squarespace.com/)</admin:generatorAgent><rss:items><rdf:Seq><rdf:li rdf:resource="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/3/11/la-legge-di-darwin-primo-episodio.html"/><rdf:li rdf:resource="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/3/7/unintervista-su-la-leche-league.html"/><rdf:li rdf:resource="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/2/26/il-racconto-di-antonia-realizzatrice-di-sogni.html"/><rdf:li rdf:resource="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/2/18/piccoli-grandi-bilanci-3.html"/><rdf:li rdf:resource="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/2/6/incontri-e-coincidenze.html"/><rdf:li rdf:resource="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/17/prima-di-tutto.html"/><rdf:li rdf:resource="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/16/prima-di-avere-bambini.html"/><rdf:li rdf:resource="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/5/da-tante-idee-focus-su-poche.html"/><rdf:li rdf:resource="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/3/8-gennaio-2015-vita-lavoro-e-tecnologie.html"/><rdf:li rdf:resource="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2009/12/28/cose-turche.html"/></rdf:Seq></rss:items></rss:channel><rss:item rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/3/11/la-legge-di-darwin-primo-episodio.html"><rss:title>La legge di Darwin - primo episodio</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/3/11/la-legge-di-darwin-primo-episodio.html</rss:link><dc:creator>piattini cinesi</dc:creator><dc:date>2010-03-11T16:42:40Z</dc:date><dc:subject></dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>&nbsp;Elena. 40 anni. giornalista.</em></strong></p>
<p>Certe volte quando parlo con gli altri mi rendo conto che non &egrave; una cosa tanto comune quella di essere rimasti in contatto con&nbsp; i compagni del liceo, specialmente se ci sei rimasto molto in contatto. Per essere chiari, cos&igrave; in contatto che non ti limiti a spiarli su Facebook, ma li senti tutti i giorni, e ti ci vedi, pure, per giunta, magari per un caff&egrave;.</p>
<p><em>- Non capisco come facciate ancora a sopportarvi dopo 20 anni</em> &ndash; ha detto Francesca, la segretaria del direttore.</p>
<p>- <em>Chi ti ha detto che ci sopportiamo?</em> - ho risposto io.</p>
<p>Ed &egrave; la verit&agrave;, perch&eacute; ogni volta che ci vediamo finisce che litighiamo e ci mandiamo a quel paese, ma senza di loro non saprei cosa fare.</p>
<p>Specialmente in periodi come questo, in cui mi sento una specie in via di estinzione, loro mi confermano che da qualche parte, nel mondo, esistono ancora esseri disadattati che lottano per non adeguarsi, strappando all&rsquo;inesorabile processo evolutivo una nicchia genetica in cui sopravvivere.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;----------------------------</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- <em>Quest&rsquo;anno delle elezioni tu non te ne occupi</em> &ndash; mi ha detto Stefano, il caporedattore, sedendosi sulla mia scrivania. E me lo ha detto cos&igrave; da vicino che potevo contargli i peli del naso.</p>
<p>- <em>E chi se ne occupa, allora?</em> - ho chiesto io, cercando di mantenere una faccia impassibile.</p>
<p>- <em>Veronica</em> &ndash; ha risposto lui, sfogliando il mio calendario da tavolo.</p>
<p>- <em>Veronica la tipa che &egrave; arrivata il mese scorso?</em></p>
<p>- <em>Esattamente</em> &ndash; ha detto lui continuando a sfogliare il mio calendario da tavolo.</p>
<p>- <em>Quella che si &egrave; rifatta le tette?</em> - Ho insistito io</p>
<p>Stefano ha smesso di colpo di sfogliare il calendario e mi ha fissata.</p>
<p>Ho sentito distintamente il suo respiro farsi pi&ugrave; affannoso.</p>
<p>- <em>Davvero si &egrave; rifatta le tette ?</em> &ndash; ha chiesto.</p>
<p>- <em>Si</em> - ho risposto io - <em>non te ne eri accorto?</em></p>
<p>-&nbsp; <em>Certo che me ne ero accorto</em> &ndash; ha farfugliato lui con una certa irritazione &ndash; <em>io queste cose le noto subito</em>.</p>
<p>-&nbsp; <em>Ah bene</em> &ndash; ho detto io &ndash; <em>almeno non avrai una delusione come DeGallis</em>.</p>
<p>-&nbsp; <em>Perch&eacute; DeGallis pensava che fossero vere?</em></p>
<p>-&nbsp; <em>Prima di toccarle s&igrave;</em></p>
<p>-&nbsp; <em>Ah perch&eacute; lui gliele ha toccate?</em> - mi ha chiesto con un risolino.</p>
<p>-&nbsp; <em>S&igrave;, <strong>lui</strong> s&igrave;</em> - ho detto io, sottolineando il <em><strong>lui</strong></em>.</p>
<p>Allora Stefano finalmente &egrave; sceso dalla mia scrivania ed &egrave; andato ad alitare cipolle in faccia a qualcun altro.</p>
<p>Certo come vendetta per avermi tolto le elezioni di quest&rsquo;anno &egrave; un po&rsquo; meschina, ma sempre meglio di niente.</p>
<p>Sempre meglio che consolarmi pensando che star&ograve; di pi&ugrave; con mio figlio, come mi ha suggerito Mara .</p>
<p>- <em>Con mio figlio</em> &ndash; le ho detto - <em>ci posso stare anche il mese prossimo</em>.</p>
<p>Le elezioni, invece, ci sono adesso.</p>
<p>&nbsp;----------------------</p>
<p>Certe volte Mara mi d&agrave; sui nervi.</p>
<p>La conosco da 25 anni e anche il primo giorno che l&rsquo;ho vista mi ricordo che mi dava sui nervi.</p>
<p>Con quel cappello bianco da matrimonio in campagna che non si capiva che c&rsquo;entrava con i jeans e lo zainetto Invicta a strisce viola.</p>
<p>-&nbsp; <em>"L&rsquo;ho preso a mia madre" - </em>&nbsp; ha detto, come se avesse fatto chiss&agrave; quale affare&nbsp; a rubare un cappello a sua madre.</p>
<p>Beh, allora aveva 15 anni ed era quasi giustificabile. Quasi.&nbsp; Il problema&nbsp; &egrave; che anche oggi che ha 40 anni continua&nbsp; a mettersi addosso roba vecchia e fuori moda.</p>
<p>- <em>E&rsquo; vintage</em> &ndash; dice.</p>
<p>- <em>Non &egrave; vintage</em> &ndash; cerco di spiegarle &ndash;&nbsp; <em>&egrave; brutto</em>.</p>
<p>Aveva una carriera assicurata, Mara. La scuola interpreti a Trieste, lo stage al Parlamento europeo, cinque anni a New York. Io dentro di me dicevo, vai Marta sei tutte noi, e intanto sognavo che un giorno l&rsquo;avrei raggiunta anch&rsquo;io a New York. Ristoranti, teatri, un appartamento al Village e tutti i maschi newyorkesi a nostra disposizione. E invece lei che fa, quella traditrice? Tra tutti i maschi newyorkesi va a scegliersi l&rsquo;unico collega italiano, e per di pi&ugrave; cretino.</p>
<p><em>- </em><em>Marta torniamo in Italia che li abbiamo i nostri affetti, quella &egrave; la nostra casa -&nbsp;</em> le ha detto lui.</p>
<p>- <em>Mandalo a quel paese</em> - le ho detto io.</p>
<p>Ovviamente ha preferito dare ascolto a lui e ci ha pure fatto tre figli.</p>
<p>L'altra sera&nbsp; al telefono si &egrave; lamentata che secondo lei dall&rsquo;agenzia per la quale lavora adesso la chiamano poco per via dei bambini.</p>
<p><em>- </em><em>No, Marta, non &egrave; per quello</em> <em>che non ti chiamano</em> - le ho detto</p>
<p>- <em>E perch&eacute; allora?</em></p>
<p>- <em>Per come ti vesti</em></p>
<p>Non c&rsquo;&egrave; niente come la sincerit&agrave; di un amico per farti apprezzare l&rsquo;ipocrisia.</p>
<p>-----------------------</p>
<p>- <em>Ma insomma, Elena,&nbsp; possibile che non ti dispiaccia neanche un po&rsquo; che ti abbiano tolto la conduzione del programma sulle elezioni? </em>&ndash; ha chiesto Francesca con la sua vocetta belante.</p>
<p>(Ecco perch&eacute; odio gli open space. Danno a chiunque il diritto di sedersi sulla tua scrivania ponendoti quesiti imbecilli.)</p>
<p>- <em>Certo che mi dispiace</em> &ndash; ho risposto</p>
<p>- <em>Oooooddiooooo come sei sincera</em>! &ndash; ha belato lei</p>
<p>- <em>Cosa vorresti che ti dicessi?</em> &ndash; le ho chiesto &ndash; <em>che sono contenta? Non ti sei accorta che sono mesi che scrivo articoli sul programma elettorale dei partiti e traccio le biografie dei candidati? Mi sono girata 14 province in meno di una settimana e ora arriva Veronica con la quinta di reggiseno, si prende i miei appunti e fa lei le interviste in diretta. Certo che mi dispiace!</em></p>
<p>- <em>Ah ma allora sei proprio nervosa, ti rode proprio questa storia, eh!<br /></em></p>
<p>io l&rsquo;ho guardata dritta negli occhi.</p>
<p>Naso a uncino, lentiggini sparse, bocca serrata da mi concedo solo dopo il matrimonio.</p>
<p>Non era certo tipo di cui avere piet&agrave;.</p>
<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Ma, senti un po' Francesca, ia programma partecipa anche Eugenio, quel tipo con cui esci?</em></p>
<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>S&igrave; certo, perch&eacute;?</em></p>
<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Ah ecco dicevo&hellip;. Non sai&nbsp; perch&eacute; sul tavolo di Veronica ci stanno delle foto di lei abbracciata con tutto lo staff&hellip;.</em></p>
<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Tutto lo staff?</em></p>
<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Tutto, s&igrave;, ....e no, sai.... te lo dico perch&eacute; mi pareva che nella foto Eugenio tuo, era quello pi&ugrave; abbracciato &hellip;&hellip; fossi in te andrei a dare un&rsquo;occhiata&hellip;</em>.</p>
<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>S&igrave;...guarda&hellip;vado&nbsp; &hellip;ma non perch&eacute; non mi fidi di Eugenio, solo perch&eacute; voglio vedere come hanno allestito lo studio</em></p>
<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Ecco brava, vai, e poi me lo vieni a raccontare, che sono curiosa</em></p>
<p>L&rsquo;ho vista correre verso lo studio con una faccia aggrinzita come una prugna, ma confesso che non ho avuto piet&agrave; neanche in quel momento.</p>
<p>Marta dice che sono una vera cinica.</p>
<p>Dice anche che prima non ero cos&igrave;.</p>
<p>Forse ha ragione lei.</p>
<p>Io non ero cos&igrave; &hellip; ma mi ci hanno fatto diventare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>﻿</p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/3/7/unintervista-su-la-leche-league.html"><rss:title>Un'intervista su La Leche League</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/3/7/unintervista-su-la-leche-league.html</rss:link><dc:creator>Flavia</dc:creator><dc:date>2010-03-07T22:54:58Z</dc:date><dc:subject>La Leche League testimonianze</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La testimonianza di oggi &egrave; un'iniziativa congiunta, mia e di <a href="http://www.mammaimperfetta.it/2010/03/09/intervista-allattamento-scelta-o-dovere-morale/">Mamma Imperfetta</a>. I nostri blog sono molto diversi soprattutto perch&egrave; su VereMamme, come sapete, non si parla mai (tecnicamente) di gravidanza, parto, allattamento ed educazione. Ma entrambe abbiamo a cuore il benessere delle mamme, la loro testa e il loro cuore, la difesa della loro libert&agrave;, ed entrambe condanniamo le fazioni e le polemiche di ogni tipo. Ora, non esiste argomento pi&ugrave; adatto a scatenare risse violente - tanto pi&ugrave; violente quanto pi&ugrave; si prova a prendersi in giro - come ho dovuto constatare con orrore sia <a href="http://www.veremamme.it/manuale-per-mamme-in-crisi/2009/11/3/prontuario-di-autodifesa-le-mamme-talebane.html">qui</a> che <a href="http://www.gioia.it/Contro-i-talebani-dell-allattamento">altrove</a>, dell'<span style="text-decoration: underline;"><strong>allattamento</strong></span> (quando tento di spiegarlo a qualcuno "fuori" dall'ambiente delle mamme e del web, mi guardano sconvolti). E non esiste istituzione pi&ugrave; controversa de <a href="http://www.lllitalia.org/"><span style="text-decoration: underline;"><strong>La Leche League</strong></span></a>, in grado di suscitare faide sanguinose tra suoi sostenitori e suoi detrattori. Cos&igrave; abbiamo cercato una voce dell'ambiente LLL, una mamma che frequenta regolarmente i loro incontri, con un solo obiettivo: fare un po' di informazione, ascoltare un punto di vista equilibrato, cercare di smetterla di litigare. Speriamo bene. La persona intervistata si chiama Ilaria Giromini.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;-----------------------------------------------------------------------------</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ciao <span class="il">Ilaria</span>. Innanzitutto presentiamoci. Cosa ci racconti di te?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ciao! &nbsp;Ho 33 anni, una bimba di due anni e mezzo, due gatti e anche un marito. Vivo in provincia di Genova in aperta campagna, diciamo pure in mezzo al bosco, ma sicuramente non &egrave; la sistemazione definitiva: sogno di abitare in citt&agrave;, in una qualsiasi citt&agrave;, con tutte le comodit&agrave; e opportunit&agrave; del caso. Sono laureata in biologia e lavoro da casa per un'azienda americana, ho fatto questa scelta per passare del tempo con mia figlia appena nata e per non essere legata ad orari particolari.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><br /> <em>Cosa ti spinge a diventare consulente de La Leche League?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quando una mamma partecipa agli incontri della Leche League impara molte cose e riceve molto sostegno, al di la delle scelte personalissime che poi decide di fare. Questo sostegno da mamma a mamma spesso &egrave; fondamentale soprattutto durante i primi mesi. Alcune mamme che condividono in pieno la filosofia dell'Associazione decidono di prestare gratuitamente il loro aiuto proprio per rendere un pochino di quel bene e di quella sicurezza che hanno ricevuto.<br /> <br /> <em>Conosci il motivo per cui ti abbiamo contattata. E&rsquo; un po&rsquo; delicato: vorremmo provare a fare un po&rsquo; di chiarezza su alcune questioni che riguardano l&rsquo;allattamento in generale e La Leche League in particolare. Solo chiarezza di informazione, senza alcuna polemica. Che ne dici, ci proviamo?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Una cosa di cui sono sempre stata convinta &egrave; che ogni mamma &egrave; in grado di allattare il proprio bambino dall'inizio e nella maniera corretta, ma deve ricevere le informazioni esatte e il sostegno necessario. questo ovviamente se questa mamma decide di allattare..perch&egrave; qui nessuno cerca di convincere nessuno...&nbsp; quando partecipi ad un incontro della Leche League <strong>la prima cosa che ti viene detta &egrave;: prendi quello che ti serve e lascia perdere le cose sulle quali non sei d'accordo.</strong> Se una mamma vuole allattare, ma non ha la minima intenzione di condividere il sonno far&agrave; suoi i consigli su come attaccare al seno il bimbo e lascer&agrave; perdere il resto. Chiunque partecipa ad un incontro si rende conto di questa piacevole atmosfera di accettazione e di condivisione delle idee. &nbsp;&nbsp;<br /> <br /> <em>I tentativi di ironia sulle cosiddette estremiste dell&rsquo;allattamento scatenano reazioni furibonde perch&eacute; considerati offensivi, si degenera addirittura in insulti. Ho capito a mie spese che non ci si pu&ograve; prendere in giro su questo tema. Ma perch&eacute; secondo te &egrave; diventato un tema tanto scottante e cosa pensi di questi litigi?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Mi fanno ridere queste cose. Ma come fai a dire ad una mamma cosa deve fare con suo figlio e cosa non deve fare? ma scherziamo? ogni mamma &egrave; la migliore mamma per suo figlio e solo lei prender&agrave; le decisioni migliori per lui. Dobbiamo imparare a non giudicarci tra noi ma a darci sostegno indipendentemente dalle nostre scelte. Poi io sono una che difender&agrave; alla morte l'allattamento al seno, il coosleeping, il marsupio e tutte queste cose che a molte sono sicura fanno rabbrividire, ma questo &egrave; il MIO modo di fare la mamma e non ammetto che qualcuno mi dica che &egrave; sbagliato perch&egrave; io non mi permetterei mai di dire a una mamma che sta sbagliando. Detto questo tutte le mie amiche mi chiamano mamma mucca e ne sono felice. Non &egrave; vero che non ci si pu&ograve; scherzare, e chi non ci scherza semplicemente non ha il senso dell'umorismo.<br /> <br /> <em>Parliamo di La Leche League, che spessissimo viene tirata in ballo nelle lotte tra le sue strenue sostenitrici e altre mamme invece fortemente critiche. Parlaci un po&rsquo; della tua esperienza con loro.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;">io ho iniziato ad allattare la mia bimba senza troppi problemi, ma ogni volta che lei si attaccava io avevo una nausea terribile. Ho iniziato a perdere peso perch&egrave; non riuscivo pi&ugrave; a mangiare e ci siamo preoccupati. Ho cercato aiuto su internet e ho trovato il loro sito. Ho telefonato e mi ha risposto una consulente molto gentile e preparata e mi ha invitato agli incontri. Alla fine la nausea non mi &egrave; passata ;-) ma ho capito l'importanza dell'allattamento e ho tenuto duro, modificando la mia alimentazione in modo da non perdere pi&ugrave; &nbsp;peso. Mi hanno dato molto sostegno in un momento in cui ne avevo bisogno e mi sono sentita subito in famiglia, ho imparato a seguire il mio istinto in molte cose e di non ascoltare le tantissime voci che una neomamma alle prime armi deve sopportare.<br />continuo a partecipare agli incontri, per noi &egrave; un piacevole rito ed una giornata in cui staccare dal lavoro e da tutto il resto; anche la mia befanina non vede l'ora perch&egrave; pu&ograve; giocare con gli altri bimbi e prendersi tanti complimenti.<br /> <br /> <em>In generale, esistono rischi di affidarsi a persone non ben preparate, in particolare sul web? Che tipo di credenziali deve ricevere una mamma che sta cercando un aiuto? Quali sono le figure pi&ugrave; affidabili dentro o fuori LLL e che qualifiche hanno? Io ho le idee un po&rsquo; confuse su questo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Per diventare consulente della leche league bisogna studiare almeno un paio d'anni e sostenere un esame. Se mi devo affidare a qualcuno per avere dei consigli pretendo &nbsp;che abbia le conoscenze e la preparazione che deve. purtroppo sul web in tante si spacciano per quello che non sono e l'ufficio legale della Leche &egrave; spesso impegnato a sistemare queste cose. lo so &egrave; una cosa allucinante ma avviene anche questo. Se vuoi essere sicura che la persona con cui stai parlando &egrave; davvero una consulente basta andare nel sito della Leche e cercarla nell'<a href="http://www.lllitalia.org/index.php?option=com_content&amp;task=blogcategory&amp;id=46&amp;Itemid=53">elenco delle consulenti</a>. <br /> <br /> Secondo te l&rsquo;allattamento &egrave; una&nbsp;<em>scelta personale</em>&nbsp;o un <em>dovere morale</em>?</p>
<p style="text-align: justify;">Una domanda da un milione di dollari che mi costringe a dare una risposta che mi esporr&agrave; a fustigazioni. Il vero dovere morale &egrave; informarsi da persone preparate che sanno cos'&egrave; l'allattamento e andare oltre al consumismo che spesso ci porta ad effettuare scelte inconsapevoli. Una volta informata, una mamma deve fare delle scelte tenendo conto di mille fattori ma soprattutto della salute di suo figlio e della propria e poi deve essere disposta a cambiare idea anche un milione di volte se vede che per lei quella soluzione non va bene.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><br /> <em>L&rsquo;incoraggiamento e il sostegno di una consulente possono diventare pericolosi per una mamma? Se s&igrave;, in quali casi e cosa viene consigliato?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Incoraggiamento e sostegno che diventano pericolosi? ma mi pare un controsenso.. incoraggiare significa sostenere una persona che ha deciso di fare una cosa, in questo caso allattare al seno..quello che credo che non sia chiaro, &egrave; che noi non siamo li a far delle crociate del tipo dai la tetta senn&ograve; sei mamma a met&agrave;. Ma a chi decide di farlo diamo tutto l'appoggio e il sostegno necessario. E' logico che poi magari io preferisco scambiare opinioni ed esperienze con una mamma che fa le mie stesse scelte, ma credo che questo sia umano no? se mi chiedi un parere su cosa credo sia meglio io dico la mia, se mi chiedi aiuto io ci sono e so come dartelo.<br /> <br /> <em>insomma, alla fine lo so che ha il valore solo di un'opinione personale, ma esiste il rischio di "integralismo" secondo te? e quando?</em></p>
<p style="text-align: justify;">a me piace definirmi mamma mucca allattona e un po' talebana. tante amiche mi chiamano cos&igrave; e so che lo fanno con affetto. Insomma io ho fatto delle scelte quando &egrave; nata la mia piccola e le porto avanti perch&egrave; seguo il mio istinto. L'integralismo &egrave; questo: se imposti un certo discorso di allattamento e di mothering di solito ti trovi addosso mezzo mondo che ti critica e quindi devi farti un po' dura...non so come spiegarmi, &egrave; difficile. devi abituarti a difendere le tue idee sempre e con tutti e quindi &egrave; possibile che ti resti un po' di atteggiamento aspro. Faccio un esempio: mia figlia ha due anni e mezzo e prende il mio seno; se tu mi chiedi "ma allatti ancora?" io probabilmente mi irrigidisco perch&egrave; &egrave; una domanda che mi fanno troppe volte e troppo spesso tutti, e si permettono di giudicarmi . E' possibile quindi che io mi chiuda a riccio con le persone che non hanno le mie stesse idee: lo so che &egrave; sbagliato, ma &egrave; un meccanismo di difesa come altri. <strong>La cosa che tutti dobbiamo imparare &egrave; il rispetto verso le scelte che ogni mamma fa per il suo bimbo perch&egrave; solo quelle sono giuste, solo lei sa cosa &egrave; meglio . Ecco qui sono talebana sul serio ;-)&nbsp;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Infine uno scambio di vedute, del tutto personale. Ti dico di getto alcuni miei pensieri e tu mi dici le tue reazioni. Pronta? Allora: Io non me la sentirei mai di allattare fino a due, tre o quattro anni un bambino, lo vivrei come un attaccamento morboso per lui e per me. I miei figli sono stati allattati al seno circa sei mesi, poi sono rientrata al lavoro. Hanno avuto uno svezzamento facile e rapido, sono fortunata. Hanno dormito i primi mesi nella culla nella nostra camera, e poi nel lettino nella loro stanzetta. Se piangevano (e il primo ha avuto il sonno molto difficile) io mi alzavo, e poi mi rialzavo, e poi ancora, facendo a turno col pap&agrave;. Non ho mai neanche lontanamente pensato che il loro bene fosse stare con noi nel lettone, n&eacute; l&rsquo;ho mai desiderato io. Mi piace pensare che il mio obiettivo come mamma sia quello di renderli indipendenti, mi piace pensare che una mamma e un pap&agrave; possano e debbano essere interscambiabili. E poi ci sono i momenti di coccole e i momenti in cui...aria!!&nbsp; Questa sono io, e so benissimo che ci sono mamme molto diverse da me. Ma detto ci&ograve;, significa che sono una madre &ldquo;innaturale&rdquo;, fredda e distaccata, di una generazione superata e sbagliata che mi ha allevata male,&nbsp; una madre che non sa cosa sia l&rsquo;affettivit&agrave;, e i cui figli soffriranno di gravi traumi? A te la palla...Picchia pure!!!</em></p>
<p style="text-align: justify;">scrivo di getto pure io??? bello bello.</p>
<p style="text-align: justify;">l'organizzazione mondiale della sanit&agrave; e l'UNICEF hanno dato delle linee guida. allattamento al seno ESCLUSIVO sino ai sei mesi e in aggiunta a qualche alimento solido almeno sino all'anno d'et&agrave; e sino ad oltre i due anni come integrazione all'alimentazione normale. quindi come vedi non siamo delle pazze furiose che si inventano delle cose;-) (aspetta, un po' pazze furiose si, ma non ci inventiamo le cose :)</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono d'accordo con te che il compito di una mamma sia rendere indipendente il proprio figlio. Ma credo anche che si debbano seguire i suoi tempi, quindi se tu hai visto che i tuoi bimbi stavano bene nella culletta.. ...io personalmente per sopravvivenza ho preferito tenermela nel lettone. Sarei impazzita dopo pochi giorni e poi io sono una mamma un po' animale...mi piace annusarmela toccarla farmi mettere i piedini in faccia.<strong> credo che per renderli autonomi dobbiamo farci trovare quando ci cercano e lasciarli fare da soli quando ne hanno voglia. che meravigliosa cosa sarebbe trovare questo equilibrio. </strong>E poi la cosa dei gravi traumi ... &egrave; una panzanata. I bimbi hanno una capacit&agrave; di adattamento che noi ci sogniamo, ogni mamma fa le coccole come crede e come &egrave; capace. io la mia la coccolo tenendomela sulla pancia e facendola dormire con me perch&egrave; comunque lei non &egrave; ancora pronta a dormire da sola, e io questo lo accetto: a volte &egrave; pesante tenerla con me, ma di solito non lo &egrave;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grazie a Ilaria....alla mamma-mucca, alla sua leggerezza&nbsp; e alla sua disponibilit&agrave;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/2/26/il-racconto-di-antonia-realizzatrice-di-sogni.html"><rss:title>Il racconto di Antonia, realizzatrice di sogni</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/2/26/il-racconto-di-antonia-realizzatrice-di-sogni.html</rss:link><dc:creator>Flavia</dc:creator><dc:date>2010-02-26T22:58:44Z</dc:date><dc:subject>Make a Wish Italia testimonianze</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 110%;">Cara  Flavia,</span></p>
<p><span style="font-size: 110%;">Grazie per la  disponibilit&agrave; che hai immediatamente dato nell&rsquo;inserire il link di <a href="http://www.makeawish.it/">Make-A-Wish  Italia</a> nel tuo bellissimo &ldquo;Vere  Mamme&rdquo;.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-size: 110%;">La tua sensibilit&agrave; di  mamma ha immediatamente capito quanto sia importante che questa Associazione  nata nel 1980 negli Stati Uniti, quasi per caso, ed ora presente in pi&ugrave; di 35  paesi, sia conosciuta anche in Italia.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-size: 110%;">Non ci sono parole per  descrivere cosa riesce a fare la magia di un sorriso in un bambino gravemente  ammalato, isolato dal proprio mondo, dai propri amici. <strong>MAKE-A-WISH cerca di  ridare il sorriso a questi bambini attraverso la realizzazione del loro  desiderio del cuore. </strong><br /></span></p>
<p><span style="font-size: 110%;">Qualche parola per  dare la mia testimonianza della magia che ho incontrato in questo momento della  mia vita&hellip; per il resto, solo chi lo tocca di persona, in un modo o in un altro  pu&ograve; capire cosa c&rsquo;e&rsquo; dietro la parola &ldquo;MAKE-A-WISH&rdquo;&hellip;.</span></p>
<p><span style="font-size: 110%;">Era da molto tempo che  cercavo una onlus a cui dedicare il mio tempo, a favore di persone meno fortunate.  Sembrava facile, ed invece continuavo ad imbattermi in carrozzoni  di organizzazioni che non m&rsquo;inspiravano nessuna energia positiva,  anzi&hellip;</span></p>
<p><span style="font-size: 110%;">Il mio amico Marco mi sollecitava ad avvicinarmi a Make-A-Wish Italia, ma io per  varie ragioni non prendevo mai una decisione, fino a quel giorno in cui mi  lasciai convincere. Il giorno dopo ero gi&agrave; in treno verso Genova per fare l&rsquo;addestramento, e fu&hellip; amore a prima vista!&nbsp; Un  brulicare di volontarie che assomigliavano a tante formichina all&rsquo;opera, piene  di gioia, di pura energia positiva, di idee, di voglia di fare e di  rifare.&nbsp; Eppure, eravamo contornate da foto di bambini con  grandi occhi cerchiati di blu, senza capelli, ma con dei sorrisi  che non avevo mai visto in vita mia.&nbsp; Erano sorrisi di gioia che  facevano dimenticare le chemio, le radio, le lunghe e dolorose terapie alle  quali si sottoponevano giornalmente lasciandosi dietro i loro giochi, i loro  amici, la scuola, tutto&hellip;.</span></p>
<p><span style="font-size: 110%;"><strong>Il nostro scopo era  quello di realizzare i desideri pi&ugrave; strampalati e tutti erano validi</strong>, dal  visitare il Titanic, a diventare un leggendario cavaliere del medioevo o  una bellissima principessa.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-size: 110%;">E poi la mia prima  intervista, la mia piccola dolce Maila dai grandi occhi scuri ma brillanti come  il suo mare di Sardegna, che cantava per me, che ballava per me e continuava a parlare senza nessuna voglia di finire il nostro incontro.&nbsp; Maila voleva essere una principessa anche per un solo giorno, ma senza la  corona, lo scettro ed un lungo vestito come avrebbe potuto esserlo? La lasciai a  malincuore, ma da quel momento la mia mente non ha fatto che produrre idee per far sorridere Maila. E poi tanti altri bambini incontrati nei brevi  spazi tra un trattamento e un altro, per chiederci carrozze fatate, cavalieri, principesse, relitti da visitare o animali da coccolare, delfini che danzano per sorridere, dimenticare per qualche istante la quotidianit&agrave; della  propria malattia, e caricarsi d&rsquo;energie, di volont&agrave; e di forza per uscire dal tunnel&hellip; </span></p>
<p><span style="font-size: 110%;">Che altro? La magia di un messaggio, di una  lettera, un sms ricevuto da noi volontarie che ci dice che grazie a noi Filippo, Marco, Gaia, Alessia ce la stanno facendo&hellip;. Questa e&rsquo; la  magia di Make-A-Wish!</span></p>
<p><span style="font-size: 110%;"><br /></span></p>
<p><span style="font-size: 110%;">Grazie cara Flavia, a  prestissimo</span></p>
<p><span style="font-size: 110%;">Antonia</span></p>
<p>﻿</p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/2/18/piccoli-grandi-bilanci-3.html"><rss:title>Piccoli grandi bilanci (3)</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/2/18/piccoli-grandi-bilanci-3.html</rss:link><dc:creator>Flavia</dc:creator><dc:date>2010-02-18T10:00:00Z</dc:date><dc:subject>Personale veremamme</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p>Avevo iniziato tempo fa una specie di sfogo, annunciando che avrei preso delle posizioni.</p>
<p>Ora la parte pi&ugrave; delicata del mio <em>coming out</em>, la pi&ugrave; difficile da strutturare, la pi&ugrave; facile a suscitare antipatie, &egrave; quella sui<strong> metodi e stili materni </strong>(o genitoriali, per essere politically correct).</p>
<p>Qui dentro infatti finiscono tutte le diatribe infinite su parto, allattamento, sonno, alimentazione, relazione mamma-bambino, stili educativi, e cos&igrave; via. Due - secondo me - sono i grandi mali che ci affliggono quando ci addentriamo in questo ginepraio.</p>
<p><strong>1. L'abbondanza e l'abuso di dati scientifici,</strong> cio&egrave; la disponibilit&agrave; di informazioni e di "pareri esperti" su qualsiasi minimo dettaglio, che porta facilmente a manipolazioni, laddove il senso di colpa &egrave;&nbsp; il vero e proprio DNA delle madri. Qualsiasi cosa tu voglia fare, c'&egrave; uno studio scientifico che dice che sbagli. Qualsiasi tesi tu voglia sostenere <em>contro un'altra</em>, c'&egrave; uno studio scientifico che fa per te. Non &egrave; una novit&agrave; che l'overload di informazioni generi paralisi decisionali. Metteteci lo stato di confusione mentale in cui ti getta un bambino, almeno il primo, e va a finire che i danni di tutte queste informazioni sono maggiori dei benefici.</p>
<p>In una commistione tra il senso sacro-religioso di una maternit&agrave; prepotentemente fisica, simbiotica, immutabile e universale (quando basta guardare un po' di storia e di geografia per capire che non &egrave; cos&igrave; sempre e dovunque), e la fede nella scienza del ventunesimo secolo, &egrave; nata una nuova specie di Inquisizione, con i suoi dogmi. <em>I primi quindici minuti di impriting</em> sono essenziali nella creazione della relazione tra mamma e bambino, &egrave; <em>scientificamente dimostrato</em>. (Presto, presto, datemelo, non lavatelo, altrimenti non mi baster&agrave; una vita per fargli recuperare il trauma). Il ciuccio e il biberon come oggetti del demonio. Dalla condanna della eccessiva medicalizzazione del parto, alla luminosa estatica esperienza del parto naturale, meglio se a casa.&nbsp; Il senso di colpa se fai il cesareo. Il senso di colpa se fai l'anestesia epidurale. Il senso di colpa se non riesci o non vuoi allattare. I pediatri da una parte, qualcuno anche un po' troppo sbrigativo,&nbsp; le "amiche" dall'altra, il marito in mezzo (poveraccio). Vincono di solito le guru informate sugli ultimi studi, sulle ultime verit&agrave; rivelate. Senso del sacro, comprovato dalla scienza: un mix infallibile.</p>
<p>Ora dir&ograve; una cosa forte, su cui molti dissentiranno, e va bene cos&igrave;. L'avevo gi&agrave; accennato <a href="http://www.veremamme.it/learning-veremamme/2009/4/19/i-dilemmi-delle-madri.html">qui</a>. Mi sembra che una conseguenza dell'overload di informazioni e della paralisi decisionale sia che molte donne, quando diventano madri, anzich&egrave; maturare verso l'indipendenza di spirito e di giudizio, facciano dei passi indietro nelle logiche adolescenziali del branco. Talvolta sono innocue e superate in fretta con un po' di esperienza personale, talaltra sono durature e sconfinanti nella setta. Non si accettano pi&ugrave; i consigli delle generazioni precedenti, il che pu&ograve; andare bene, ma si diventa preda del gruppo, il che pu&ograve; essere anche peggio. Il gruppo fa trend, fa cool, gli anglicismi impazzano (e poi dicono il marketing): in ospedale, <em>optare decisamente per il rooming-in</em> (<em>al primo l'ho fatto. al secondo, grazie ma anche no, fatemi dormire e portatemelo all'alba ... che dite? se piange gli avranno dato un po' acqua e zucchero?!? AH ORRORE, SHOCK!!)</em><br />Non si dice pi&ugrave; dormire nel lettone, che &egrave; negativo, ma <em>co-sleeping, </em>che &egrave; figo. Non si dice "smettila di fare i capricci, su, ti do un'altra cosa" ma, che ne so, fare un "<em>distract &amp; ridirect</em>". Ma non riusciamo neanche a sentirci un po' ridicoli?</p>
<p><strong>2. Le categorie e gli stereotipi fissi</strong>, peggio ancora se in guerra fra loro.</p>
<p>Prendete questo brano di <a href="http://www.ibs.it/code/9788804463979/ammaniti-massimo/crescere-con-figli.html">Crescere con i figli, di M. Ammaniti</a>, a proposito della "condizione mentale della donna nel primo anno di vita del figlio". <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donald_Winnicott">Winnicot</a> parla di <em>primary maternal preoccupation</em>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Stern_%28psicoanalista%29">Stern</a> di <em>costellazione materna</em>. Che cos'&egrave;? Si tratta di "un'organizzazione mentale temporanea (..) Durante il periodo in cui si afferma, la vita della donna ne &egrave; completamente dominata e ogni altro aspetto della sua vita passa in secondo piano". Bello, ma il problema sta nel prendere tutto come oro colato e dimenticarsi delle sfumature, talvolta neanche tanto sfumate.<br />Per esempio io durante il nono mese ho discusso al telefono, in lunghe chiamate internazionali, i dettagli del mio nuovo contratto: trasferimento da citt&agrave; estera A a citt&agrave; estera B, agenzia per la ricerca di casa, sostegno del coniuge, fisso e bonus, azioni, macchina, trasporto del gatto, e cos&igrave; via. Era giugno, avrei partorito a luglio, mi sarei trasferita a novembre. Nel frattempo avevo fatto altri colloqui per vedere se saltava fuori un altro lavoro per non dover continuare ad emigrare (non salt&ograve; fuori...per fortuna). Come mai non ho detto "che il mondo si fermi! sto per diventare madre, non esiste nient'altro! ne riparliamo tra uno, no, meglio <em>due</em> anni! Forse <em>tre</em>!" Ops, forse perch&egrave; non potevo. Ma, in verit&agrave;, perch&egrave; non mi &egrave; neanche passato per la testa. Forse perch&egrave; non rientro nell'ideale materno, ma piuttosto in quello antitetico e altrettanto stereotipico di "manager <a href="http://www.workingmothersitaly.com/forum/topics/donne-in-carriera-fredde-e">fredda e calcolatrice</a>". <br />Ero cos&igrave; ansiosa per l'incastro di tutte le nostre organizzazioni che a momenti mi prendeva il panico. "Come accoglieremo questo bambino? non abbiamo ancora una casa!" "Guarda che tutto quello di cui lui avr&agrave; bisogno &egrave; l'amore" mi disse il futuro pap&agrave;. Menomale che la semplicit&agrave; degli uomini pu&ograve; afferrarci per i piedi nei nostri deliri e riportarci per terra.</p>
<p>Ammaniti continua cos&igrave;: "La donna si comporta come un'innamorata. Quando incontra il suo bambino, dopo averlo sognato e fantasticato per tanto tempo, le sembra di incontrare il principe azzurro (...) Allo stesso tempo si stabilisce una specie di coreografia. La madre e il bambino si avvicinano e si allontanano in sincronia, si incontrano seguendo un ritmo profondo che solo loro due conoscono."<br /> Un brano simile, bellissimo, se letto nella fase magica dell'attesa, mi convince che la natura ha predisposto tutto cos&igrave; perfettamente che mi ritrover&ograve; trasformata di colpo e senza sforzo in una Madonna. Mi convince anche - se mai ce ne fosse bisogno -&nbsp; che San Giuseppe non pu&ograve; che essere uno sbiadito comprimario, perch&egrave; il miracolo della creazione &egrave; tutto mio, nelle mie insostituibili braccia (<em>un ritmo profondo che <span style="text-decoration: underline;">solo loro due</span> conoscono</em>). Quindi chi si alzer&agrave; la notte? La Madonna innamorata, &egrave; ovvio. E' nella natura delle cose. La natura dell'Amore non si mette in discussione.</p>
<p>Eppure io il miracolo della maternit&agrave; non l'ho mai visto cos&igrave;. Forse perch&egrave; sono una pessima madre pigra e menefreghista: l'unica Vera Suprema Verit&agrave; Materna &egrave; una strada faticosa, in salita, che impone sacrificio, che io evidentemente non ho abbastanza attributi per affrontare. (Mi sa che mi tocca specificare: il paragrafo appena concluso era sarcastico).</p>
<p>Il conflitto primario che ho visto in atto &egrave; quello tra chi si ritrova perfettamente a suo agio in una descrizione idilliaca e pensa che le altre che hanno qualcosa da obiettare siano schifose egoiste, e chi non ci si ritrova<em> affatto </em>e pensa che le altre siano tutte "insopportabile melassa". Per cui ecco "le decerebrate che fanno solo la mamma e si annullano" oppure "le stronze in carriera che pretendono ancora di andare in discoteca". Le stesse contrapposizioni stereotipiche si ripropongono, neanche tanto sottilmente, dietro il conflitto tra chi sceglie di stare a casa e chi sceglie di lavorare.</p>
<p>Io, l'avrete capito, parto in seconda posizione (nasco stronza, insomma) ma mi analizzo molto e soprattutto&nbsp; cerco di non generalizzare mai la... melassa, di distinguere cio&egrave; tra chi segue davvero il cuore e chi senza saperlo si fa del male o fa del male ad altri, per cercare di rispettare un'immagine sacra. Oppure tra chi abbraccia tranquillamente il proprio stile pi&ugrave; naturale, senza requisitorie verso gli altri, e chi invece sommersa dalla frustrazione di non poter essere quello che vorrebbe, cerca rivincita criminalizzando le altre.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa contrapposizione che genera questa guerra tra donne, a ben guardare,&nbsp; ha delle basi scientifiche: quella tra <em><strong>madre facilitante</strong></em>, che asseconda totalmente il bambino e si lascia andare ai suoi ritmi, e <em><strong>madre regolatrice</strong></em>, che tende a imporre routine e abitudini, a renderlo precocemente indipendente, che "non vuole viziarlo."&nbsp; Io di certo, figlia di madre regolatrice e inguiaiata per giunta dal&nbsp; lavoro, sono per istinto regolatrice.&nbsp; Penso che tutto questo proteggere i bambini dalle frustrazioni non sia un buon insegnamento: nella vita non puoi sempre avere quello che vuoi, e soprattutto nella vita non troverai qualcuno che scatta ad ogni tuo comando, quindi puoi anche imparare ad aspettare un po' , e poi, meglio ancora, imparare a guadagnarti&nbsp; le cose a cui tieni. <em>Cum grano salis,</em> &egrave; ovvio: non &egrave; un discorso che farei ad un neonato di poche settimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti quello che molti psicologi dimenticano di sottolineare, &egrave; che gli esseri umani sono sfumati e variabili, e tra questi due estremi - assecondante, regolatorio - ognuno trover&agrave; i suoi equilibri, le sue vie che non devono essere per forza rettilinee. Qualche volta bisogna imporre, qualche volta bisogna andare incontro.&nbsp; Qualche volta coccolare, qualche volta staccarsi. E' l'eccesso costante dell'uno o dell'altro atteggiamento, che non va bene. E' cos&igrave; difficile da capire?&nbsp; Pare proprio di s&igrave;: e allora gi&ugrave; botte, guerre senza tregua tra il Bene e il Male. Che in realt&agrave; sono guerre tra poveri, che dovrebbero solo capirsi e aiutarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Mettiamola cos&igrave;: oggi la maternit&agrave; diventa troppo spesso un campo di battaglia in cui si &egrave; dimenticato il significato della tolleranza e del buon senso e in cui nessuno lascia in pace gli altri. E' diventata un grande mercato di opinioni, di categorie. Ogni categoria pensa che l'altra voglia dominare, assumere il controllo,&nbsp; e che quindi vada fermata. Ad ogni costo, incluso l'aggressione e la violenza.<br /><br /> L'unico modo di uscire da questa psicosi collettiva, &egrave; ancora una volta difendere la libert&agrave; di opinione e di scelta, insistere sul fatto che non esistono soluzioni uniche per tutti. Ogni volta che leggere o linkate uno "studio scientifico", ogni volta che siete tentati di giudicare una madre come buona o cattiva, per favore pensateci.</p>
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<p><em>post correlati</em></p>
<p><em><a href="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2009/12/16/piccoli-grandi-bilanci-1.html">Piccoli grandi bilanci (1)</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2009/12/18/piccoli-grandi-bilanci-2.html">Piccoli grandi bilanci (2)</a></em></p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/2/6/incontri-e-coincidenze.html"><rss:title>Incontri e coincidenze</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/2/6/incontri-e-coincidenze.html</rss:link><dc:creator>Flavia</dc:creator><dc:date>2010-02-06T17:31:11Z</dc:date><dc:subject>Diego Cugia Donne in rinascita Jack Folla Personale testimonianze</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p>Incontri: giorni fa mi &egrave; capitato di scambiare quattro chiacchiere virtuali con un lettore di VereMamme, che pur essendo di sesso maschile, giovane e per niente pap&agrave;, considerava molto interessanti alcuni spunti trovati qui. Gi&agrave; questo sarebbe stato molto bello, ma ancora pi&ugrave; interessante &egrave; stato scoprire, attraverso il suo <a href="http://beelandrea.blogspot.com/">blog</a>, un vero e proprio fenomeno cult, un programma radiofonico di cui ero completamente ignorante (che tristezza ritrovarsi fuori dalle culture giovanili... e che bello ritrovarne ancora qualcuna): <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Folla">Jack Folla di Diego Cugia</a>. Insomma ho dovuto studiare un po'.<br />Coincidenze: l'ultimo <a href="http://mammacattiva.blogspot.com/2010/02/mettersi-nudo-senza-vergogna.html">post</a> di Mamma Cattiva. Questo "Donne in rinascita", che mi ha fatto leggere Andrea, non posso che dedicarlo a lei (e a tutte noi)<strong>.</strong></p>
<p><strong>Donne in rinascita</strong></p>
<p><em>Pi&ugrave; dei tramonti, pi&ugrave; del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto &egrave; una donna in rinascita.<br />Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.<br />Che uno dice: &egrave; finita! <br />No, finita mai, per una donna. <br />Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. <br />Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.<br />Parlo di te, che questo periodo non finisce pi&ugrave;, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina &egrave; un esame, peggio che a scuola. <br />Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarder&agrave; deciderai<br />se sei all'altezza o se ti devi condannare.<br />Cos&igrave; ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.<br />E sei tu che lo fai durare.<br />Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; <br />che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perch&eacute; hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.<br />Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.<br />Sei stanca: c'&egrave; sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.<br />Cos&igrave; ti stai coltivando la solitudine dentro casa. <br />Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre:<br />"Io sto bene cos&igrave;. Sto bene cos&igrave;, sto meglio cos&igrave;". <br />E il cielo si abbassa di un altro palmo.<br />Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natale e Pasqua.<br />In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima; <br />ed &egrave; passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perch&eacute; non sai pi&ugrave; chi sei diventata.<br />Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'&egrave; stato un momento che hai guardato gi&ugrave; e avevi i piedi nel cemento. <br />Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.<br />Ed &egrave; stata crisi. E hai pianto. <br />Dio quanto piangete! <br />Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. <br />Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. <br />Cos&igrave;, improvvisamente.<br />Non potevi trattenerlo. <br />E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perch&eacute; l'aria buia ti asciugasse le guance? <br />E poi hai scavato, hai parlato.<br />Quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. <br />Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.<br />"Perch&eacute; faccio cos&igrave;? <br />Com'&egrave; che ripeto sempre lo stesso schema? <br />Sono forse pazza?"<br />Se lo sono chiesto tutte. <br />E allora vai gi&ugrave; con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. <br />Un puzzle inestricabile.<br />Ecco, &egrave; qui che inizia tutto. Non lo sapevi? <br />E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti cos&igrave;, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.<br />Perch&eacute; una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trasciner&agrave; sempre avanti.<br />Ti servir&agrave; una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova TE. <br />Perch&eacute; ti &egrave; toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. <br />Non puoi pi&ugrave; essere quella di prima. <br />Prima della ruspa. <br />Non ti entusiasma? Ti avvincer&agrave; lentamente.<br />Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, &egrave; come un diesel. <br />Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E' un'avventura, ricostruire se stesse. La pi&ugrave; grande.<br />Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.<br />Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.<br />Perch&eacute; tutti devono capire e vedere:<br />"Attenti: il cantiere &egrave; aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".<br />Pi&ugrave; delle albe, pi&ugrave; del sole, una donna in rinascita &egrave; la pi&ugrave; grande meraviglia. <br />Per chi la incontra e per se stessa. <br />E' la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti.</em></p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/17/prima-di-tutto.html"><rss:title>Prima di tutto.</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/17/prima-di-tutto.html</rss:link><dc:creator>Flavia</dc:creator><dc:date>2010-01-17T10:58:00Z</dc:date><dc:subject>Personale</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p>Una volta <a href="http://www.piattinicinesi.com/">Piattini</a>, nel riprendere il suo blog dopo una pausa di riflessione, &nbsp;ha scritto un post dal titolo &ldquo;<a href="http://www.piattinicinesi.com/prima-dei-nuovi-post/">Prima dei nuovi post</a>&rdquo;,&nbsp; ed io mi sono chiesta: cosa vuol dire?</p>
<p>Ma poi ho provato quella precisa sensazione. Quella per cui non ti decidi a fare i tuoi primi passi, lo &ldquo;scatto di crescita&rdquo; che ti aspetti (li abbiamo anche da adulti, altroch&egrave;), lo sprint fondamentale in questi primi giorni dell&rsquo;anno, &nbsp;perch&eacute; c&rsquo;&egrave; qualcosa da sciogliere, qualcosa che sta fermo l&igrave;&hellip; <em>prima di</em> <em>tutto quello che c&rsquo;&egrave; da fare</em>. Prima dei <a href="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2009/12/18/piccoli-grandi-bilanci-2.html">prossimi bilanci</a>. Prima di raccontare tutto quello che so e che mi piace su storytelling, conversazioni, strategie e tutto quello che mi accender&agrave;, &nbsp;prima di riorganizzarmi la vita intorno a nuovi progetti con <a href="http://www.thetalkingvillage.it/default.asp">The Talking Village</a>, MoMCoach ed... altro ancora. Insomma, <em>prima dei prossimi post</em>, mi tocca metterlo sul tavolo questo grumo, altrimenti non ingrano, non parto, mi ripeto solo &ldquo;non ce la far&ograve; mai&rdquo;.</p>
<p>Rispetto a quando <a href="http://www.veremamme.it/mamamablog/2008/11/22/ebbene-si-sono-una-mamma-manager.html">ho scritto questo</a> non sono pi&ugrave; la stessa persona, &egrave; inutile continuare a fingere. Quegli abiti mentali sono smessi, piegati&nbsp; e chiusi in un cassetto da molto tempo ormai, ma vorrei comportarmi come se li avessi ancora addosso, anzich&eacute; vedere finalmente i nuovi. Avevo sottovalutato lo scorrere del tempo di un blog. Avevo ragionato in termini statici (un sito) e non dinamici (un organismo vivente). Avevo piantato tanti bei paletti, cio&egrave; pensieri idee convinzioni, senza immaginare che ognuno di essi avrebbe preso vita, perch&eacute; &egrave; vivo come me (e menomale). E cos&igrave; qualcuno si &egrave; seccato. Qualcuno &egrave; diventato un tronco e continua ad aggiungere anelli di accrescimento. Qualcuno nuovo &egrave; spuntato, piccolo, fragile. <a href="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2008/10/26/da-web-illiterate-a-blog-freak.html">Avevo detto che il web</a> sarebbe stata una lezione per me, troppo abituata a pianificare a misurare, a confezionare e a lanciare, ma lo avevo detto prima ancora di viverlo <em>davvero</em>.</p>
<p>Non sto parlando solo di contenuti o di idee o di piani, come sono solita. Per una volta la smetto &nbsp;di essere sempre prepotentemente &nbsp;orientata all&rsquo;azione e ai risultati (&ldquo;fare&rdquo;) per tornare ai valori e ai sentimenti (&ldquo;essere&rdquo;), dove si annidano le ragioni per cui facciamo quello che facciamo, dove se ne sta abbarbicato questo benedetto &nbsp;&ldquo;prima di tutto&rdquo;.</p>
<p>Io non so che razza di idea vi siete fatti, ma l&igrave;&rsquo; dentro c&rsquo;&egrave; un sacco di lavoro da fare, ve lo dico io. Forse &egrave; ora di chiarirlo. Attraverso giorni e settimane intere in cui, per esempio, mi sento una madre inesistente (e mi viene da ridere perch&eacute; predico sempre che nessuno dovrebbe mai permettersi questi pensieri), per esempio perch&eacute; non sono in grado di nutrire Pezzettino, perch&egrave; il secondo si frulla o si ricorre ancora al vasetto di omogeneizzato, perch&egrave; quasi sempre preferisco liberarmi da quel momento e delegarlo alla tata, perch&eacute; in generale il mio rapporto con i pasti dei bambini &egrave; patologico, perch&eacute; se poi mi vedesse <a href="http://jolanda.filastrocche.it/2010/01/incontri-ravvicinati/">tata Lucia</a>, l&igrave;, in piedi accanto al tavolo con i due piatti davanti, in mezzo a loro due con l'aria di una condannata a morte, mentre infrango tutte le buone regole del buon rapporto col cibo chiamando a raccolta giochi, pregando e poi minacciando, mettendomi le mani nei capelli, sorridendo al piccolo e al tempo stesso ringhiando al grande che gli ruba le cose e lo fa urlare, imboccando anche il grande che ha una lentezza che mi fa uscire di senno, mentre il piccolo incamera bocconi che per&ograve; non manda gi&ugrave; e qualche volta sputa o vomita facendomi disperare, beh, quella appenderebbe subito le sue ottantacinque regole in giro per casa mia (facile no?), mi farebbe togliere la patria potest&agrave; e mi manderebbe di filato in una clinica psichiatrica. Questo per citare solo <em>un</em> problema. <br /> <br /> Ecco forse &nbsp;che cosa mi manca, che cosa mi intoppa, &egrave; che sono qui a dire che dobbiamo accettare e lavorare sulle nostre debolezze, che siamo persone e non supereroi, e poi non parlo quasi mai delle mie, di debolezze, perch&eacute; un antico vizio vuole che i problemi si superino con i cingoli, guardando avanti, agendo agendo agendo, altrimenti pi&ugrave; li si contempla e li si nomina e pi&ugrave; si legittima la loro esistenza.</p>
<p>Ora, eccomi qui finalmente, come i gatti che devono sputare le loro pallottole di pelo. Non so quanto spesso ci riuscir&ograve;, mi fa abbastanza schifo, ma fa bene alla salute.</p>
<p>﻿</p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/16/prima-di-avere-bambini.html"><rss:title>Prima di avere bambini</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/16/prima-di-avere-bambini.html</rss:link><dc:creator>Flavia</dc:creator><dc:date>2010-01-16T17:00:48Z</dc:date><dc:subject>Paola Liberace testimonianze</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p>testimonianza ricevuta da <a href="http://calamityjane.splinder.com/">Paola</a>, autrice di "Contro gli asili nido"</p>
<p>-------------------------</p>
<p>Prima di avere bambini, come molte donne &ldquo;in carriera&rdquo;, pensavo che bastasse un asilo nido. Un asilo nido, mi dicevo, risolver&agrave; il problema di mettere insieme il mio impegnativo lavoro e la cura dei miei bambini. Un asilo nido, possibilmente di qualit&agrave;, possibilmente aziendale, possibilmente aperto fino a tardi. Poi sono diventata mamma: e quando ho guardato mia figlia, quando ho passato i primi giorni, le prime settimane, i primi mesi con lei ho capito che non avrei potuto. Non avrei potuto semplicemente lasciarla a qualcuno mentre era ancora in fasce, tornare dietro la scrivania, e rassegnarmi a vederla per un paio d&rsquo;ore al giorno - ad essere ottimisti &ndash; a partire dai suoi primi, preziosi anni di vita. Non avrei potuto trasformarmi da sua madre in semplice spettatrice della sua crescita, della sua educazione, della sua vita.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ho prolungato finch&eacute; ho potuto la mia astensione di maternit&agrave;; al contrario di molte donne, meno fortunate, ho potuto permettermi di restare a casa per tutti i sei mesi di congedo parentale facoltativo, pagati per legge solo al 30% dello stipendio. Ma anche i sei mesi sono finiti: arrivata al decimo mese di vita di mia figlia sono dovuta rientrare al lavoro. Per un paio di mesi ancora, ho pensato, me la cavo: le due ore di permesso quotidiano per allattamento mi permetteranno di passare con lei almeno il pomeriggio. Ma cosa far&ograve; allo scadere dell&rsquo;anno di vita? Non volevo smettere di lavorare; volevo solo avere pi&ugrave; tempo per mia figlia. Volevo fare la mamma, non solo la manager.</p>
<p>Allora ho pensato di provare con la domanda di part-time: sarebbe stata la soluzione ideale per me. Ma non lo era per la mia azienda: quando ho presentato la domanda mi &egrave; stato opposto un netto rifiuto. &ldquo;Ragioni organizzative&rdquo;, mi &egrave; stato detto: a nulla &egrave; servito assicurare che, se fossi stata accontentata, sarei stata disposta a continuare a lavorare anche da casa, anche di sera, anche di notte, a stipendio ridotto, per recuperare il tempo &ldquo;perduto&rdquo;. Ero costernata, e arrabbiata: mi sentivo impotente, e raramente come in quel momento ho realizzato di non avere scelta. Ma invece di mettermi il cuore in pace, ho cercato di saperne di pi&ugrave;. Volevo capire se il mio problema fosse solo il mio: se qualcun altro avesse vissuto la mia stessa esperienza, se ci fossero altre donne, altre madri, altre lavoratrici a condividere la mia rabbia, ma anche i miei desideri.</p>
<p>Ho rispolverato la mia vecchia attitudine alla ricerca &ndash; mi sono laureata in filosofia alla Normale di Pisa -, e mi sono messa al lavoro. Ho consultato libri, ho confrontato dati, ho messo in fila articoli, report, ricerche; tutti quelli che ho potuto rintracciare, senza essere un&rsquo;esperta di welfare, n&eacute; un&rsquo;economista, o un&rsquo;analista di professione. Ho raccolto tutto, e ne &egrave; venuto fuori un quadro vagamente anomalo. Altro che sola: nella mia condizione c&rsquo;era una quantit&agrave; insospettabile di donne, ignorate dalle periodiche rivendicazioni sindacali, giornalistiche, politiche in nome delle pari opportunit&agrave;. Per&ograve; c&rsquo;erano, ed erano tante. Erano le donne giunte alle dimissioni dopo diciotto-ventiquattro mesi dal parto, non solo, e non tanto, per mancanza di un posto al nido, o di una baby sitter: ma perch&eacute; volevano stare di pi&ugrave; con i loro figli. Erano le donne che lamentavano in primo luogo la mancanza di flessibilit&agrave; lavorativa, la rigidit&agrave; degli orari, l&rsquo;indisponibilit&agrave; del datore di lavoro ad accordarsi su una nuova organizzazione dei tempi. &nbsp;</p>
<p>Il bello &egrave; che donne del genere non esistono solo in Italia: le ricerche condotte in Gran Bretagna hanno rivelato l&rsquo;esistenza di una maggioranza silenziosa di lavoratrici che non si riconoscono nei servizi sociali offerti dallo Stato alla famiglia, che alla famiglia vogliono pensarci personalmente, che non identificano pi&ugrave; la propria realizzazione <em>tout court </em>con una fulminante carriera. Queste donne non sono necessariamente casalinghe disperate, o matrone conservatrici: invece, sono sempre pi&ugrave; numerose le professioniste affermate che si dimettono. Come Gaby Hinsliff, la notista politica dell&rsquo;Observer (di simpatie progressiste), che ha detto basta per passare pi&ugrave; tempo con suo figlio Freddie di due anni. Apparentemente, Hinsliff aveva tutto: una luminosa prospettiva professionale, una tata h24, un marito disposto a fare il &ldquo;mammo&rdquo; per fare posto alle aspirazioni della moglie. Ma non bastava, evidentemente: come lei stessa ha spiegato, aveva tutto, ma le mancava una vita &ndash; e ha voluto riprendersela. &nbsp;Negli USA lo chiamano &ldquo;downshifting&rdquo;, ridimensionamento: delle proprie pretese, delle proprie entrate, ma anche della follia di una realt&agrave; lavorativa non pi&ugrave; a misura d&rsquo;uomo. &ldquo;Voglio ancora lavorare: solo, non cos&igrave;&rdquo;, ha dichiarato Hinsliff: potrebbe essere il motto di tutte.</p>
<p>A queste donne volevo, dovevo parlare. Volevo far conoscere il nostro punto di vista; volevo far sapere che un asilo nido, quand&rsquo;anche disponibile, qualificato, sempre aperto non era al vertice dei nostri desideri, volevo dire chiaramente che quella di fronte a cui eravamo state messe era una scelta obbligata, o per meglio dire una rinuncia obbligata: o la famiglia, o il lavoro. Cos&igrave;, ho raccolto le mie ricerche e le mie riflessioni, ho fatto quattro conti, ho aggiunto qualche proposta, e ho scritto un libro. Ho spiegato senza giri di parole come la penso sulla maternit&agrave;, sull&rsquo;educazione dei bimbi, sulla responsabilit&agrave; dei genitori: ma soprattutto, ho chiesto piena libert&agrave; di scelta, perch&eacute; queste sono le mie idee, e ogni genitore deve poter decidere in base alle proprie. La stessa libert&agrave; che vige nei paesi europei che spesso vengono citati come modello, perch&eacute; abbondano di asili nido: ma pochi ricordano che abbondano anche di part-time, di congedi parentali prolungati e interamente retribuiti, di assegni familiari degni di questo nome.</p>
<p>La mia storia non &egrave; ancora finita. Dopo la prima, ho avuto un altro figlio, e il copione si &egrave; ripetuto, identico. &ldquo;Bisogna organizzarsi&rdquo;, mi hanno detto in azienda, consegnandomi il secondo rifiuto alla seconda domanda di part-time. Chiss&agrave; cosa significher&agrave; questo per me: per molte altre mamme ex manager &ndash; quelle che ho conosciuto presentando il mio libro, e che mi hanno raccontato le loro storie -, ha voluto dire dimettersi, inventarsi un lavoro, improvvisarsi imprenditrici. Di una cosa sono certa: la mia strada non passer&agrave; per una rinuncia, n&eacute; al lavoro, n&eacute; ai miei figli.﻿</p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/5/da-tante-idee-focus-su-poche.html"><rss:title>Da tante idee, focus su poche</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/5/da-tante-idee-focus-su-poche.html</rss:link><dc:creator>Flavia</dc:creator><dc:date>2010-01-05T15:33:24Z</dc:date><dc:subject>Brainstorming Marketing testimonianze</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p>Quello che abbiamo fatto qualche settimana fa insieme a <a href="http://mammainbluejeans.blogspot.com/">MammainBluejeans</a> &egrave; stato un piccolo e utile <a href="../../mamme-imprenditrici/2009/12/3/para-imprenditrici-per-ognuna-ce-un-brainstorming.html">esperimento di brainstorming</a> applicato alla propria vita e al proprio lavoro. Con piacere condivido con voi le sue conclusioni dopo quella sessione e vi rilancio un altro piccolo compito creativo: trovare insieme un nome! Allora, come chiamereste il blog professionale di un veterinario? Me ne aspetto delle belle.</p>
<p>----------------------</p>
<p>cara Flavia,<br /> innanzitutto BUON ANNO!<br /> Ti avevo lasciata con la promessa di una mail pensata e ripensata... eccomi qui, un po in ritardo, ma eccomi.<br /> Allora, ecco il frutto del brainstorming.<br /> 1-il blog del veterinario. un "diario di bordo" dove informare sulle malattie, su cosa si deve fare o NON fare, su cui mettere gli annunci dei cuori solitari, dei gatti smarriti eccetera... Per scrivere le storie dei miei pazienti, fare recensioni di libri, informare sulle mostre..insomma, un bel guazzabuglio di idee.<br /> 2- il sito web: risistemarlo e imparare ad usarlo per bene.<br /> 3- mettere da parte i soldini per fare il corso da pet therapist il prossimo anno. Sto prendendo contatti per lavorare con un circolo arci, ma serve necessariamente un titolo di specializzazione.<br /> <br /> Volevo ringraziare te e tutte le blogger per le idee e il sostegno.<br /> Adesso manca solo il nome del nuovo blog. Mi piacerebbe che lo sclegliessero le bloggers: ognuna dice la sua. poi si fa un sondaggio e... si parte!</p>
<p>grazie ancora e a presto, Mammainbluejeans</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>post correlati</em></p>
<p><em><a href="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2009/11/24/mamme-libere-professioniste.html">Mamme libere Professioniste</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.veremamme.it/mamamablog/2009/12/10/para-imprenditrici-per-ognuna-ce-un-brainstorming.html">Para-Imprenditrici? per ognuna c'&egrave; un brainstorming</a><br /></em></p>
<p><em><a href="http://www.veremamme.it/principi-coaching/2009/1/20/a-proposito-di-focus-la-regola-dell-8020.html">A proposito di focus: la regola dell'80/20</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.veremamme.it/mamamablog/2009/3/31/la-radio-di-veremamme-presenta-il-brainstorming-che-roba-e.html">La radio di VereMamme presenta: il brainstorming, che roba &egrave;?</a></em></p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/3/8-gennaio-2015-vita-lavoro-e-tecnologie.html"><rss:title>8 gennaio 2015: vita, lavoro e tecnologie</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2010/1/3/8-gennaio-2015-vita-lavoro-e-tecnologie.html</rss:link><dc:creator>Flavia</dc:creator><dc:date>2010-01-03T21:42:00Z</dc:date><dc:subject>Futuro Marketing Marketing 2.0 Personale Tecnologie Web 2.0; Web 3.0</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p><span><span class="full-image-float-left ssNonEditable"><span><img src="http://www.veremamme.it/storage/future-pt.jpg?__SQUARESPACE_CACHEVERSION=1262941312594" alt="" width="199" height="199" /></span></span>&nbsp;Mi sveglio di soprassalto alle sette dopo una notte agitata, e in stato semicatatonico preparo il caff&egrave;. I due pezzettoni, che hanno quasi 11 e 8 anni, ronfano ancora.<span> </span>Il salentino &egrave; uscito prestissimo (imprecando come sempre contro la pioggia). </span></p>
<p><span>Mi siedo col caff&egrave;, e Nerina, la gatta-pantera che si &egrave; insediata in casa nostra tre anni fa, mi salta immediatamente in grembo piantandomi in viso due fari verdi. Mentre la insulto perch&egrave; stava quasi per rovesciarmi tutto addosso, le accarezzo il pelo nero lucido e assaporo due tra i miei pi&ugrave; semplici e autentici piaceri di sempre: un gatto che fa le fusa e un caff&egrave;.</span></p>
<p><span>Guardo per riflesso condizionato <em>l'I-Berry</em> (la terza versione dopo lo storico lancio) e scorro la posta in arrivo, che il simpatico apparecchio mi proietta direttamente sulla tovaglietta della colazione. Sapete, erano anni che lo desideravo, ma ora con l'I-Berry posso proiettare direttamente le mie presentazioni su qualsiasi superficie: senza pc, e senza proiettore.<br />Mi sono appena abbonata a un servizio di Google (che &egrave; diventato un motore di ricerca <em>semantico</em>) chiamato <em>Trendscope</em>, che mi relaziona in tempo reale sugli articoli migliori e gli argomenti pi&ugrave; &ldquo;hot&rdquo; (cio&egrave; pi&ugrave; visitati e pi&ugrave; commentati) tra i <em>consumer expert blogs </em>e i<em> business blogs</em>. H</span>o selezionato le categorie <em>Consumer Packaged Goods, Fitness, Travels, Fashion,<span> </span>Education, Child development</em>, e vari altri. <span>Un misto di argomenti di interesse personale e professionale: la mia societ&agrave; infatti sviluppa <em>blogvid</em>&nbsp; e ricerche su <em>cultural markers</em>, per clienti che spaziano dalle scarpe ai libri per bambini, da Bergamo Alta a Dubai. </span>Ebbene, oggi nelle conversazioni di fitness, child development ed educational toys campeggia sempre la stessa cosa: &ldquo;interact-bike&rdquo; -&nbsp; boh? <span>Che sar&agrave; mai?</span></p>
<p><span>La <em>webassistant </em>(che ho chiamato Nerina, come la gatta) mi ha preparato la to do list della giornata, la scorro... e che &egrave;! Ci sono troppe cose; a Nerina mi sa che devo cambiarle i settings.</span></p>
<p><span>Ah ecco, quello che merita il primo clic della giornata &egrave; un avviso di <em>FriendLink</em>: Agnes sar&agrave; a Roma tra quattro giorni&nbsp; (c&rsquo;&egrave; questa applicazione dell'agenda che registra gli spostamenti e avvisa gli amici del network), cos&igrave; le mando subito una <em>voicemail </em>per dirle di incontrarci (cio&egrave; clicco su <em>note vocali</em>, registro, e premo "invia mail", &egrave; molto pi&ugrave; veloce che scrivere un messaggio digitando sulla tovaglietta della colazione). Non la vedo da due anni, cio&egrave; dalla mia ultima visita ad Atene, ma ci scambiamo battute stupide quasi quotidianamente con <em>Chirp.</em></span></p>
<p><span>I bambini (see, bambini, ormai mi hanno quasi superato in altezza. seee, altezza!!) si sono alzati. Facciamo colazione con dei fantastici cereali inventati e ordinati online da loro 48 ore prima, e ci mettiamo in macchina. Li lascio a scuola <em>(mi dispiace...ma il futuro della loro scuola non riesco a vederlo...)</em> e proseguo. </span></p>
<p><span>Oggi ho prenotato un <em><a href="http://www.7thfloor.it/2007/11/02/coworking/">co-working</a></em> a Fiumicino, vicino al porto (e non all'aeroporto) dove pranzer&ograve; con un cliente. Significa che in qualsiasi citt&agrave; mi trovi, posso avere un ufficio, una postazione wi-fi e anche una caffetteria. Sempre pi&ugrave; centri di <em><a href="http://www.cohousing.it/">co-housing</a></em> si sono dotati di aree di co-working. Mi piace girare tra ambienti diversi: ogni volta incontro persone interessanti con cui scambiare due chiacchiere in una pausa caff&egrave;, oppure posso chiudermi in una saletta riunioni (per fortuna si fanno molte meno riunioni di vent'anni fa). Il mio team di ricercatori, sviluppatori e <em>conversation managers</em> non ha una sede fissa, possiamo lavorare dove ci pare e incontrarci dove ci pare.<br /></span></p>
<p><span>L&rsquo;ultimo fenomeno che ci sta appassionando sono i <em>B2Blog</em>, in cui le aziende sviluppano partnership, sinergie e alleanze strategiche con altre aziende, partendo dai suggerimenti dei loro consumatori. <em>(E&rsquo; stato cos&igrave;, un caso di scuola oramai,&nbsp; che la Virgin ha lanciato la prima scoo-car elettrica, l'ibrido tra auto e scooter che ha invaso il mondo. La gente si &egrave; stancata delle grandi citt&agrave;, si vive sempre di pi&ugrave; in campagna. Si arriva in citt&agrave; su 4 ruote, ma poi si lascia met&agrave; auto nei megaparcheggi in periferia e l&rsquo;altra met&agrave; diventa<span> </span>uno scooter coperto a tre posti, una specie di Ape Piaggio spaziale per intenderci. Nelle citt&agrave; circolano solo queste auto-scooter e altri mezzi elettrici. Nonostante questo, il casino rimane)</em><span> </span></span></p>
<p><span>Mi siedo ad una postazione che mi ispira e collego il pc: i feed che ricevo sono intelligenti, vedono gli articoli e i post che ho letto di pi&ugrave; ultimamente e me ne mandano degli altri di quel genere, mentre il resoconto della settimana stila la top ten degli articoli pi&ugrave; letti in assoluto nel web per argomento scelto, e delle parole chiave che sono state usate per le ricerche. Vedo che nelle ultime 24 ore le conversazioni sulle biciclette per bambini, una delle categorie che sto monitorando per un cliente, &egrave; salito del 35%, strano. Che sar&agrave; successo? Ma come mai tutti postano su questa &ldquo;interact-bike&rdquo;? Vado su <em>BikeTube</em>, il canale dei patiti di bici, sottocategoria Kids, e vedo addirittura... la trib&ugrave; di Brad e Angelina (amichevolmente separati, si riuniscono con i 9 figli multietnici per eventi di beneficenza): ieri si sono fatti vedere a Bangalore (lo sapete che i colossi mondiali delle produzioni cinematografiche ora sono in India?) con delle <em>nuove bici che</em>...<br /></span></p>
<p><span>Una videotelefonatata del cliente che sto aspettando mi interrompe. Mi anticipa che vuole organizzare un <em>Generator </em>sulle Brad-biciclette interattive e lanciarne almeno tre modelli nel giro di sei mesi. S&igrave;...un Generator online, si pu&ograve; fare.<br /></span></p>
<p><span>Appena finisco la telefonata, Giorgio mi compare in videochat e mi annuncia che il loro videopost con gli stivaletti porpora sta andando benissimo. Le consumatrici scelte tra le divoratrici di scarpe hanno avuto qualche commento incerto solo sul tacco, che i designers hanno provveduto a cambiare sottoponendo al loro giudizio altre tre opzioni nell&rsquo;arco di un&rsquo;ora. Il responso &egrave; stato unanime: su 230 commenti, l&rsquo;85% diceva andate col porpora, &egrave; cool, e il tacco <em>urbanposh</em> ci sta benissimo. Si va avanti col progetto. Mi fa piacere, dato che tutto era cominciato con un mio post sulla semiotica del colore porpora&nbsp; (...)<br /></span></p>
<p><span>Sera.</span></p>
<p><span>I ragazzi sono a letto, e anche noi stiamo per cedere alla stanchezza... quando resto fulminata da un flashback. Siamo nel 2015! Ed io, a sedici anni, nel 1985,<span> </span>avevo scritto nel <em>diario di bordo</em> della nostra classe: &ldquo;Ci rivedremo <strong>qui</strong> tra trent&rsquo;anni!&rdquo;. Suonava spaventoso, ma quella data &egrave; qui. E quel diario cartaceo su cui scrivevamo un po&rsquo; tutti, il precursore di tutti i blog, &egrave; qui a casa in qualche cassetto. Ma posso farlo diventare un'applicazione ... Ho s</span><span>messo di ricevere notizie sui miei compagni di classe da una decina d&rsquo;anni, ormai, ma un&rsquo;idea (una</span><span> delle mie solite idee) mi prende. Vado su <em>SchoolBook</em>, che ha raccolto i dati di tutti i gruppi scolastici creati spontaneamente su Facebook dal 2008 ad oggi, cerco la mia citt&agrave;, l'anno della maturit&agrave; e il nome del nostro liceo, e compare immediatamente una foto della nostra scuola <em>com&rsquo;era allora.</em> Adesso posso cercare di raccogliere i ragazzi della IIIA in un evento .... ne vedo gi&agrave; qualcuno online. Per dormire c&rsquo;&egrave; ancora tempo.</span></p>
<p><span><br /></span></p>
<p><em>Liberamente ispirato da: <a href="http://www.forrester.com/Groundswell/index.html">Groundswell</a> (Charlene Li/Josh Bernoff, Harvard Business Press).</em></p>
<p><em><span>I nomi e i concetti seguenti sono "inventati" da me,&nbsp; tranne il Generator (una sessione creativa di una o due giornate),&nbsp; il co-working,&nbsp; il co-housing. Ma le tecnologie a supporto esistono gi&agrave; tutte, anzi di certo molte di pi&ugrave; di quanto ne sappia io, finta geek ignorante.</span></em></p>
<p><em><strong>Il diario di bordo</strong> della mia classe del liceo esiste davvero, ero la blogger della classe, e lo conservo gelosamente.</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><br /><em>legenda di fantasia<br /></em></span></p>
<p><em><strong>I-Berry</strong></em>: ovviamente, Apple si &egrave; comprata il Blackberry :)</p>
<p><em><strong>consumer expert blogs</strong>: blogs di consumatori particolarmente autorevoli ed esperti in determinate categorie di prodotti, nati dal settore Food e poi rapidamente cresciuti in tutti i settori di prodotti e servizi<br /></em></p>
<p><em><strong>business blogs</strong>: un'evoluzione dei corporate blogs, non si limitano a raccontare la storia e i prodotti di un'azienda, ma coinvolgono esperti di settore di tutto il mondo in discussioni sulle strategie e sugli ultimi trend economici. Di solito multi-editor, ma mentre i commenti sono aperti a tutti, per postare occorre un invito dell'azienda.</em></p>
<p><em><strong>B2Blog</strong>: collaborazioni tra business blogs su determinati progetti, che sfociano in joint ventures e alleanze strategiche<br /></em></p>
<p><em><strong>blogvid</strong>: corporate blogs che usano prevalentemente video e canali user generated <br /></em></p>
<p><em><strong>cultural markers:</strong> marcatori culturali, un'evoluzione in chiave collettiva della teoria dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Somatic_markers_hypothesis">somatic markers</a>. Applicata al marketing, indica quei prodotti o campagne di comunicazione che hanno la capacit&agrave; di rappresentare, raccogliere e far evolvere i valori chiave della societ&agrave;. Un cultural marker &egrave; un benchmark, ossia un punto di riferimento per le ricerche semiotiche di quel settore o categoria di beni/servizi</em></p>
<p><em><strong>webassistant</strong>: segretaria virtuale <br /></em></p>
<p><em><strong>voicemail</strong>: una email che contiene una breve nota vocale</em></p>
<p><em><strong>FriendLink</strong>: evoluzione di Facebook, frutto di un gigantesco merge con LinkedIn, YouTube, Slideshare, Skype e ITunes</em></p>
<p><em><strong>Chirp</strong>: Il nuovo nome di Tweeter :)&nbsp; ovviamente, insieme a un milione di nuove funzioni</em></p>
<p><em><br /></em></p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2009/12/28/cose-turche.html"><rss:title>Cose turche</rss:title><rss:link>http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2009/12/28/cose-turche.html</rss:link><dc:creator>Flavia</dc:creator><dc:date>2009-12-28T21:56:00Z</dc:date><dc:subject>Personale bagno turco</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p>La parte pi&ugrave; accogliente della palestra che frequento vicino casa &egrave; il centro benessere, e <a href="http://luccioleelanterne.blogspot.com/2009/12/merry-christmas-turco.html">un post di Chiara</a> poco tempo fa mi ha fatto ricordare Istanbul e gli hammam. Ora, nella nebbia del bagno turco si fanno incontri particolari. Talvolta ravvicinati: una signora &egrave; entrata e senza vedere granch&egrave; si &egrave; seduta direttamente in braccio a un tizio, che pare aver gradito. Un'altra volta un giovanotto molto tonico ha attaccato discorso con me, l'unica altra occupante che riusciva a intravedere tra i vapori, e nel giro di dieci minuti ho scoperto che a. ha cinquant'anni portati molto bene, e b. che si occupa di intelligenza emotiva. "Ma davvero? cio&egrave;?" "Cio&egrave; hai presente l'aggressione a Berlusconi? Se ci fossi stato io non sarebbe successa" "Perch&egrave;, avresti insegnato l'intelligenza emotiva a Berlusconi?" (la mia domanda &egrave; ironica ma indicativa di come, in generale, penso che andrebbero evitate le aggressioni)&nbsp; "No.. perch&egrave; guardando posso capire immediatamente le intenzioni delle persone. Sono io che ho arrestato quello che cinque anni fa gli ha tirato un cavalletto" (ammetto di non essere a conoscenza <a href="http://www.repubblica.it/2004/l/sezioni/cronaca/aggrebe/rischia/rischia.html">dell'episodio</a>, comunque recuperando l'articolo ho notato dei toni molto pi&ugrave; leggeri di oggi: fu "una bravata") "Ma pensa. quindi sei un po' come quello di <a href="http://magazine.foxtv.it/2009/09/04/lie-to-me-le-bugie-hanno-le-gambe-corte/">Lie to me</a>, capisci subito se qualcuno mente?" "No, non fino a quel punto" "Ti occupi di sicurezza, insomma?" "Si, sono un funzionario di Polizia. Un'altra volta ho <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proiezione_%28lotta%29">proiettato</a> una che stava per...". Proiettato? Ops, pensavo di parlare di intelligenza emotiva e invece ho davanti un vero poliziotto, con arresti di donne nel curriculum. Meglio stare attenta.<br /><br />Giorni fa, nonostante un raffreddore devastante o forse proprio per quello, ho deciso di fare i... suffumigi nel bagno turco, mentre Pezzetto faceva nuoto. Ero l&igrave;, a godermi la solitudine immersa nei miei pensieri gocciolanti, quando &egrave; entrata una ragazza e si &egrave; seduta di fronte a me. A quel punto ho fatto una figuraccia terribile; sono stata colta da un attacco di tosse. Ho visto formarsi la nuvoletta dei suoi pensieri: ma come, ma che schifo, tu mi riempi di bacilli il bagno turco, ed io sto pure qui ad inalare? E' schizzata immediatamente via, ed io sono tornata a godermi la solitudine.</p>]]></content:encoded></rss:item></rdf:RDF>