Coaching

“La sola libertà che meriti questo nome è quella di perseguire il nostro bene a nostro modo, purché non cerchiamo di privare gli altri del loro. Gli uomini traggono maggiore vantaggio dal permettere a ciascuno di vivere come gli sembra meglio che dal costringerlo a vivere come sembra meglio ad altri” (J. Stuart Mill, “Saggio sulla libertà”).

Miti da sfatare

La maternità è infestata da miti, alcuni antichissimi, altri recenti, alcuni religiosi, altri culturali, e da un’infinità di luoghi comuni che ci condizionano. Non avremo tutti le stesse opinioni a riguardo, ma per essere autentiche e fedeli a noi stesse dobbiamo imparare a riconoscerli, anche quando ci crediamo immuni, e a liberarcene quando ci fanno del male.

Introduzione al coaching

Ascoltare davvero, magari parlare di sé da un altro punto di vista, e poi ascoltare ancora, e meglio. Ci si incontra per un po’ e ci si lascia con un dubbio – che esista anche un altro modo di vedere le cose, che esistano molti altri modi. Ognuno, ascoltando qualcosa o qualcuno al di fuori di sé, si libera dai percorsi obbligati della propria mente, si arricchisce di un dubbio. Dubbi: domande di cui è cosparsa la lunga strada che porta a cosa voglio veramente IO. Se non ci fossero i dubbi, non ci sarebbe la libertà. Coaching è un termine un po’ troppo di moda, per rendere fattibile qualcosa che ci capita un po’ troppo raramente: realizzare quello che vogliamo. Anche, e soprattutto, come madri.

I principi

Quattro parole chiave, quattro concetti che una mamma esplorerà nel profondo, che lei lo sappia o no. Autostima, Autenticità, Empowerment, Focus. Per realizzare i suoi desideri, sono ingredienti da dosare in abbondanza. Cosa vuol dire? Partiamo da qui.

L’autoconsapevolezza

Parlare alla macchinetta del caffè di un pensiero che ci gira per la testa da un po’, con qualcuno di cui ci fidiamo. Fare un viaggio in treno. Giocare con nostro figlio senza pensare a nient’altro. Sentirsi vivere in quel momento. Può essere miracoloso, purché si sia capaci di ascoltare quel qualcosa che ci sta parlando, attraverso qualcuno o semplicemente attraverso le sensazioni di un attimo in cui ci sentiamo più del solito in contatto con la nostra realtà. Si chiama consapevolezza. Per vivere più consapevolmente, bisogna conoscersi. Capire i nostri valori per capire cosa desideriamo veramente. E accettare i nostri limiti per superarli, perché non si può migliorare qualcosa se ci rifiutiamo di vederla. Avere un bambino, a differenza di molte altre esperienze della vita, ci dà sempre questa opportunità.

Capacità, competenze e talenti materni

Immagina di venire promossa. Una promozione che va persino al di là delle tue aspettative. All’inizio pensi di non essere assolutamente all’altezza, ma hai una mente sveglia e impari in fretta. Con un po’ di esperienza scopri i tuoi talenti naturali: la creatività, la flessibilità, la gestione delle priorità…. e molto altro. Una palestra per la testa, un catalizzatore di energie. Certo, ci vuole fiducia nelle tue capacità, e un po’ di pazienza. Essere mamma non è proprio così?

L’intelligenza emotiva

Ma in fondo le capacità più importanti che sviluppa una madre sono quelle che riguardano i sentimenti, più che l’intelligenza razionale. La conoscenza delle proprie e altrui emozioni. Il pensiero positivo, l’empatia, la soluzione dei conflitti, la capacità di fare da filtro alle emozioni negative. Tutto questo è l’intelligenza emotiva delle mamme

Azione

Applicare alla mia vita gli stessi principi di un business plan? Stabilire obiettivi, strategie, tattiche? Sì, se i miei valori mi guidano verso gli obiettivi da raggiungere, e le mie capacità sono le risorse da utilizzare. Liberarsi dalle cattive abitudini e dai cattivi pensieri è faticoso, ecco perchè serve focalizzarci su un piano. Ma magari non serve una presentazione in powerpoint…

Parla con la coach

“Parla con la Coach” è la nostra nuova rubrica, che darà la possibilità a tutti di raccontare dei casi concreti e porre delle domande. Risponde Ioia Rocco, coach professionista.