Vi propongo questo modello molto personale per la gestione delle idee, nel caso in cui siate tra le persone (fortunate) in grado di produrne molte di più di quello che è umanamente realizzabile.
Si tratta di un ciclo continuo in cui ad ogni momento corrisponde un sentimento o capacità prevalente, e un verbo. Il segreto per non sentirsi impotenti o sommersi in tutto questo è proprio accettare questa natura ciclica delle cose, e cercare di “rimettere sempre in circolo” le idee.

Fase della Generazione – entusiasmo (pensare)
Nella vita di un cervello in ebollizione i momenti di tregua, calma relativa, o ozio creativo (cioè quando il fare lascia un po’ spazio al pensare, e se non succede mai…fatelo succedere per forza) sono quelli più propizi alla fasa generativa delle idee. In questa fase ci saranno quindi schizzi, appunti, note che – se non sufficientemente esplicative – rischierete di non capire quando le rileggerete. Annotate, dovunque siate (uscite dalla doccia, accostate la macchina), dotatevi di strumenti più o meno tecnologici (dal taccuino alla nota vocale dello smartphone, a Evernote) per registrare tutto, e poi cercate di ordinare le idee per argomenti (“casa”, “hobby”, “progetto irrealizzabile 1” “progetto irrealizzabile2”…). Occorre anche ordinare per urgenza, e per priorità: hanno urgenza elevata le idee facili da realizzare che producono vantaggi immediati, mentre hanno priorità alta quelle che richiedono pensiero, impegno , tempo, allineamento con altre persone (e sono quelle che tipicamente restano là, se non ci decidiamo ad affrontarle un passetto alla volta).
Fase del Confronto – realismo (comunicare)
Come anche i più misantropi dei creativi sapranno, da soli non andiamo lontano: abbiamo bisogno degli altri per portare in vita le idee. Qui entra in gioco la capacità di comunicare in modo comprensibile la nostra idea a qualcun altro. Ecco, le conversazioni che seguono la generazione di un’idea possono essere molto, molto frustranti, ma sono anche molto utili per accogliere i punti di vista che non avevate considerato nel vostro entusiasmo. Quello che secondo me è veramente importante in questa fase è questo: anche se vi scoraggiate e desistete da un’idea, non buttatela mai via. Create un “repository”, un archivio delle idee generate e mai eseguite. Visitarlo dopo sei mesi o un anno sarà illuminante (vedi: verifica e rigenerazione).
Se infine non siete d’accordo con una critica e decidete di andare avanti, ditelo chiaro e tondo a voi stessi e agli altri: “voglio provarci lo stesso”.
Fase dell’Esecuzione – resilienza (fare)
Dopo il confronto, le buone idee si modificano, si aggiustano, si trasformano in qualcos’altro. E poi arriva il momento fatidico in cui bisogna farle passare dal pensiero all’azione, e questo è il bello (per alcuni, a dire la verità, è il brutto). Occorre una buona dose di resilienza e resistenza allo stress per accettare gli inevitabili compromessi e le rinunce che la realizzazione di un’idea impone. L’idea può rivelarsi sbagliata, oppure non è affatto sbagliata in sé ma si rivela difettosa la sua esecuzione, e nessuno intorno capirà la differenza. Una frustrazione incredibile. Il pensiero positivo: stiamo imparando mille volte di più sporcandoci le mani nel confronto con la realtà, che se avessimo lasciato quell’idea nel cassetto. Un secondo pensiero positivo: per quanto imperfetto, quello che abbiamo realizzato c’è, è nostro, e prima non c’era. Solo questo merita un party, insomma diamoci una bella pacca sulla spalla anche se siamo tentati di sentirci soli e tristi.
Fase dell’Insoddisfazione – (grrrrrrrr)
Il “fare” perde il suo slancio, l’adrenalina cala, tutto quello che potrebbe essere migliorato comincia a prevalere su quanto già fatto e arriva a non farvi dormire. E’ dura, vi capisco, ma non vi scoraggiate: siete pronti per una nuova fase generativa! Pensiero positivo quando vorreste solo mangiare il cappello: se non vi sentite mai insoddisfatti, le idee non arrivano. L’insoddisfazione serve a rimettere in moto il cervello.
Fase della Verifica – pensare e imparare di nuovo
E’ qui che torna utile l’archivio delle idee mai perdute. Il confronto tra quello che è stato fatto e le tante cose che avevamo in mente, ci darà un sacco di insegnamenti e produrrà altre utili intuizioni. Alcuni vicoli che ci sembravano ciechi ora forse presentano nuovi possibili sbocchi. Altre idee accantonate per mancanza di risorse, ora magari possono essere affidate a qualcuno. Ritiratele fuori dall’oblio, date loro una nuova vita.
Fase della Rigenerazione – entusiasmo, ancora
E allora togliete il coperchio a quella scatola, rovesciate il contenuto e divertitevi a ricomporre i puzzle, lasciandovi trasportare nuovamente dall’entusiamo.
L’importante è ripartire. Come dopo un’azione (di calcio, di rugby, di basket), come dopo un tie break finito 17 a 15, o un round di cazzotti, quando vi sentite proprio così….pestati…. Rifiatate e ripartite. Avete segnato (o dolorosamente incassato) solo un piccolo punto, ma la partita è ancora lunga. La partita delle idee non finisce mai.
ps: ops, piccola nota. Questo post partecipa simpaticamente alla maratona delle idee indotta da IDEE PER LE MAMME, da Mamme Acrobate, da Working Mothers Italy. Aggiungete la vostra!







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