Coaching

L'autoconsapevolezza

Parlare alla macchinetta del caffè di un pensiero che ci gira per la testa da un po', con qualcuno di cui ci fidiamo. Fare un viaggio in treno. Giocare con nostro figlio senza pensare a nient'altro. Sentirsi vivere in quel momento. Può essere miracoloso, purché si sia capaci di ascoltare quel qualcosa che ci sta parlando, attraverso qualcuno o semplicemente attraverso le sensazioni di un attimo in cui ci sentiamo più del solito in contatto con la nostra realtà. Si chiama consapevolezza. Per vivere più consapevolmente, bisogna conoscersi. Capire i nostri valori per capire cosa desideriamo veramente. E accettare i nostri limiti per superarli, perché non si può migliorare qualcosa se ci rifiutiamo di vederla. Avere un bambino, a differenza di molte altre esperienze della vita, ci dà sempre questa opportunità.

Le nostre ombre

Pubblicato il 13 gennaio 2013

Ricordo che durante un workshop di autoconsapevolezza, la coach ci ha guidati in un esercizio di visualizzazione. Consisteva in questo: chiudi gli occhi, immagina di arrivare a una festa, dove ci sono gruppi di persone che parlano e socializzano. Nel… [...]

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Contro i pensieri limitanti

Pubblicato il 23 settembre 2012

Tempo fa l’avevamo chiamata “vocetta bastarda”; ma nel coaching in senso stretto si chiamano “self limiting beliefs”: pensieri autolimitanti. Si tratta di quei pensieri per cui ci convinciamo intimamente di non essere capaci di fare qualcosa o di non poterla fare. In questo modo ci auto sabotiamo, perché quelle convinzioni ci fanno porre in essere inconsciamente dei comportamenti tali da confermare le nostre convinzioni, che quindi si rafforzano ancora, e così via.

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Bisogni e motivazioni

Pubblicato il 28 maggio 2012

Mi imbatto ultimamente in vari articoli che parlano di motivazione, argomento che spesso mi incuriosisce… [...] (e mi appassiono analizzando gli alti e bassi della mia).
Si distingue tra motivazioni esterne (o condizionali) e motivazioni interne. Le motivazioni esterne sono premi

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La leadershiT e i sei bisogni fondamentali

Pubblicato il 27 novembre 2011

Primo spunto di riflessione
Sono più o meno a metà di “LeadershiT – rottamare la mistica della leadership e farci spazio nel mondo” di Andrea Vitullo, il cui progetto è tutto spiegato qui… [...].
Il suo titolo mi ha attirata

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Dalla Silicon Valley a Casalpalocco

Pubblicato il 09 ottobre 2011

Se una donna costantemente tra le top50 di Fortune negli ultimi anni, COO (Chief Operating Officer) di Facebook, e Vice President Global Online Sales and Operations in Google prima,  dice in 15 minuti le stesse cose semplici che io ho… [...]

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Le storie delle altre

Pubblicato il 27 febbraio 2011

La manager entra di corsa, in ritardo perchè ha avuto un contrattempo, ma impeccabile, minuta, tubino nero, sorriso socievole, dettagli curatissimi, e soprattutto scarpe semplicemente incredibili. Scoprirò sentendola parlare poco dopo,  che non mette MAI i pantaloni e MAI un… [...]

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Creatività e Leadership, consigli per un colloquio

Pubblicato il 13 giugno 2010

Un bel po’ di anni fa (purtroppo), da neolaureata e neomasterina sono stata assunta in Procter & Gamble dopo una  lunga selezione a base di test e colloqui. (Quando mi chiamarono per comunicarmelo mi trovavo ancora al Master, e corsi… [...]

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Le voci che sento

Pubblicato il 18 aprile 2010

Varie voci si inseguono nella mia testa in questo periodo, che, devo ammettere, è piuttosto difficile. E’ difficile perchè c’è un’azienda con cui collaboro per buona parte del mio tempo, ci sono le nostre varie attività web che stanno prendendo… [...]

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Quello che funziona per te

Pubblicato il 22 marzo 2009

“Success is doing ordinary things extraordinarily well” (J. Rohn)
Avevo appena concluso che nella vita è più produttivo concentrarsi sulle proprie capacità migliori, e avevo appena parlato di aree di “forza” e di “debolezza”… [...], quando mi imbatto in un

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Prendere coscienza dei nostri limiti

Pubblicato il 25 febbraio 2009

Nella nostra ultima conversazione...radiofonica… [...] abbiamo accennato all’accettazione di sé, con i propri pregi e i propri limiti. Non è semplice, l’abbiamo vissuto e lo stiamo ancora vivendo: l’arrivo di un figlio ci mette addosso una pressione incredibile. All’inizio per

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