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Marilde Trinchero – Reclusioni di corpi e di menti

Pubblicato il 21 dicembre 2012 da Flavia

Sono  alle ultime pagine delle “Reclusioni” di Marilde Trinchero.

Avevo ricevuto da lei il pdf  appena terminato – un grande piacere e onore – ma ho aspettato di incontrarla alla Fiera “Più libri più liberi” a Roma, per immergermi poi completamente nel colore e nell’odore delle pagine (sono molto materica coi libri, li annuso, non sono ancora convertita alla lettura in digitale e forse mai lo sarò).

Centocinquanta pagine che hanno  il dono di scorrere lievi, nonostante l’impegno e la sostanza che contengono, tanto che mi viene spontaneo tagliarne così il titolo, con la familiarità di un’amica a cui si abbrevia il nome.

Ma la parola “reclusioni”, pur rappresentando il filo conduttore delle sue storie,  forse non è pienamente indicativa delle sensazioni  che la loro narrazione regala,  e non rende giustizia al messaggio finale del libro, che ho trovato liberante.

Un paio di spunti:

Il modo di Marilde

Non vorrei riflettere tanto sui contenuti, che lascio alle vostre esplorazioni  personali (è un libro perfetto per una notte davanti al camino, invece non ce lo vedo da leggere di corsa  in metro, per dire), quanto sulla forma di Marilde. Quella mi colpisce sempre in modo particolare. Qualche volta il modo in cui usa il linguaggio mi richiama una gentilezza, un’eleganza e una delicatezza quasi “d’altri tempi”, e sorrido perché per contrasto immagino sempre le mie parole scagliate fuori con violenza come quando da adolescente mi allenavo al muro (ma infatti non scrivo mica libri, io!)­.
Dicevo: molto spesso mi capita di ragionare su forma e contenuto, su significanti e significati, perché mi rendo conto di quanto i primi siano determinanti per far arrivare i secondi.  Le forme influenzano potentemente la nostra percezione perché sono soprattutto indicative di una personalità, del suo cuore e della sua testa. La scrittura di Marilde è accogliente come un bozzolo morbido: la prima parola che mi viene in mente è rispetto, la seconda ascolto, la terza completezza. Lei crea un territorio protetto, “concluso”, in cui qualsiasi storia trova un posto, e un senso.  E’ questo il suo talento, qualsiasi cosa ci racconti. Ed esprime infatti lo stesso talento e la stesso passione che ha messo nel suo lavoro di arteterapeuta.

Le donne di Marilde

Parlare di femminile con Marilde non è mai scontato. Per esempio: non ho mai avuto voglia quest’anno di pronunciarmi sulla violenza e sul femminicidio (parola orribile) nonostante condivida tutto il senso di emergenza del problema. Ma mi respinge fortemente quella retorica della donna-vittima di cui siamo infarcite, nostro malgrado. Parlando di donne, fra donne, si finisce sempre per sentirsi in un ghetto, in una razza a parte e ­-  mi dispiace dirlo così – una razza sfortunata e svantaggiata, prigioniera del suo stesso senso di oppressione. Non mi piace. Solo con Marilde mi trovo veramente a mio agio su certi argomenti.

Il mio passaggio preferito?

“Quando un cambiamento è così repentino sarebbe necessario un tempo di verifica prima di crederlo definitivo. Le crisi sono spesso occasione di trasformazione e apprendimento, tuttavia giungere a decisioni affrettate può essere rischioso. I cocci con i quali ci si ritrova a fare i conti richiedono un tempo per assestarsi e prendere nuove forme. Bisognerebbe osservarli prima, domandarsi da dove arrivano, perché, cosa significano, e solo in seguito con parte di quegli stessi cocci si potranno costruire nuove strade, abitare nuove forme”

E anche questo:

“Quando siamo alle prese con un nuovo progetto, quando diventiamo genitori, quando iniziamo qualcosa di nuovo, è probabile che veniamo fagocitati. Del resto, nelle varie stagioni della vita – perché è di questo che parliamo quando parliamo di tempo, della nostra vita, dal nascere al morire –, è naturale che esista un’alternanza di ritmi, una ciclicità. Di fronte al nuovo tendiamo tutti a correre un po’, a investire tempo ed energie. È naturale e bene che sia così, ma dobbiamo ricordare anche un tempo dell’anima, un tempo più interiore, un tempo dell’ascolto di noi.
Un tempo che accompagna le varie stagioni della vita rispettando la loro differenza, la loro peculiarità. Un tempo che scorre e attraversa, dalla nascita alla morte. “

Infine: l’argomento che ho trovato più affascinante sono i segreti di famiglia, le ricorrenze, le strane ripetizioni, i pesi e i copioni che si trasferiscono da una generazione all’altra se non vengono nominati e risolti.  Come non ripensare alla mia data di nascita uguale a quella della nonna paterna, donna ironica, enigmatica, pochissimo espansiva, sposata – immagino – per dovere dopo aver perso il vero amore giovanissimo nella grande guerra (è tutto ciò che mi è dato sapere, ma conservo qualche cartolina che ha ormai quasi cent’anni), che avrà avuto un colpo quando la sua prima nipote – mia sorella – ha sposato un ragazzo che portava lo stesso nome e cognome di quel perduto amore. E sempre lei un giorno mi disse (avrò avuto 11 anni): “sei nata come me il 6 – 6 – e anche 69, con un altro 6 e un altro ancora rovesciato. Il numero del diavolo!”

E io bambina ho preso questa eredità con me: l’anti- il contro- , il ribelle, per scelta e vocazione. In suo onore oggi su twitter sono:  @FlaviaRubino666

Grazie Marilde.

Marilde Trinchero – Reclusioni di corpi e di menti (Ed. Magi 2012 – collana “parole d’altro genere”)

3 Risposte per “Marilde Trinchero – Reclusioni di corpi e di menti”

  1. marilde scrive:

    Grazie Flavia,
    oggi è una di quelle giornate lente che negli anni ho imparato a regalarmi. Niente corse nei negozi, niente frenesia natalizia. E che regalo queste tue parole! Il capitolo sui segreti di famiglia è di tutti gli argomenti che ho trattato quello che mi fa desiderare di scriverne ancora, in futuro. Chissà! E anche tu scrivi che nella tua storia ci sono di queste date che ricorrono. Ma poi… porta lo stesso nome del perduto amore di tua nonna, il marito della nipote… è notevole. E affascinante. Sì, sì, le teorie trangenerazionali aprono varchi importanti, e confermato l’importanza della memoria. Quella autentica!

  2. marilde scrive:

    e confermano… non confermato!

  3. Flavia scrive:

    ti dico solo che mia madre sta per iniziarlo anche lei, ora spero di estorcerle qualche segreto…


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