Vivere e danzare #incamerunconclaudia

Pubblicato il 06 novembre 2012 da Flavia

Quand’è l’ultima volta che ho danzato?

Me lo chiedo perché me lo chiede Claudia, con la sua grazia consueta, mostrandomi  immagini in cui la musica è più forte delle difficoltà, e regala sorrisi a tutti.

Queste immagini.

Allora l’ho chiesto a Pezzetto: ti è mai capitato di sorridere e ballare nonostante i cattivi pensieri? Abbiamo fatto un piccolo inventario insieme, prima di addormentarci.

La mia canzone preferita di Natale, mi dice, fa così: “It’s Christmas, we are at home for Christmas, it’s a special time of the year”… E me la ricordo tutta e mi rende allegro, dice. Le sue mani si muovono, accennano il ritmo.

Oppure quella volta in seconda che avevo sbagliato tutta la pagina e ho dovuto rifarla con lo scotch, ma è andata bene lo stesso. Si capisce che avrebbe ballato dal sollievo.

Oppure quando doveva venire il diluvio, giorni fa, e lo abbiamo aspettato con le candele. Ma poi è durato poco poco. Ballando sotto la pioggia.

Oppure, aggiungo io, quella mattina di pioggia in taxi, stanca e pessimista come mi capita in tante albe di viaggio, quando spinta da un impulso irresistibile ho chiesto al tassista se quello che stava ascoltando in macchina era il suo gruppo rock: era impossibile non immedesimarsi, le sue dita sul volante stavano mimando perfettamente quell’assolo di chitarra, lo stavano eseguendo tutto davanti ai miei occhi. Sì, mi ha risposto, è la mia band, ci chiamiamo The Drivers, e io sono il chitarrista. Beh, siete forti. Se un giorno cercherete una cantante, il mio indirizzo ce l’ha, gli dico.

Pezzettino mi ha già dato la buonanotte ma poi, sentendo parlare di musica e balli, salta di nuovo  giù dal letto e mi ricorda il nostro saluto rituale: ci mettiamo uno di fronte all’altro, prendiamo la ricorsa, e poi facciamo tre saltelli, piedi larghi, mani sui fianchi e petto in fuori, fino a far sbattere le nostre pance. Sembriamo i muppet e ridiamo come stupidi, e dalla mia pancia lui si arrampica direttamente tra le mie braccia per prendersi  una dose extra di baci e coccole.  Non lo facevamo più, a pensarci, da quando lui è stato ingessato.

Possiamo ballare sotto la pioggia, possiamo sempre danzare con le nostre idee e lasciarle volteggiare nell’aria, anche quando ci sembra che sia tutto buio, anzi proprio allora. Dopo le danze di questi amici in Camerun e grazie agli occhi dei bambini, ci credo ancora di più.

Questo post sostiene la campagna P&G per Unicef “insieme contro il tetano neonatale”

Potete raccogliere il testimone da Claudia, con questa o con le prossime puntate del suo diario di viaggio, e proseguire il suo racconto magari proprio insieme ai vostri bambini. Si fa così:

  • Se volete partecipare col vostro blog, inserite un video con un embed, e aggiungete il vostro racconto o punto di vista linkando al sito www.missionebonta.it. Se vi va, qui trovate anche il banner delle ambasciatrici di Claudia, realizzato gentilmente da bismama. Se usate twitter, ricordate di segnalare il vostro post @claudiaporta e @dashperunicef. Inserite l’hashtag #incamerunconclaudia
  • Se volete partecipare tramite Twitter o Facebook, segnalate il video che vi piace con un commento, citando sempre @dashperunicef e #incamerunconclaudia

I vostri contributi verranno raccolti in un’apposita pagina su “La casa nella prateria”. I più pertinenti verranno inoltre condivisi sui canali di P&G e Unicef e potrebbero essere presi in considerazione per le loro iniziative sociali future.

4 Risposte per “Vivere e danzare #incamerunconclaudia”

  1. bismama scrive:

    Bellissimo! ^_^
    Poi appena ci vediamo questo saluto di panze me lo fai vedere però! ;)

  2. Claudia Porta scrive:

    Ehi, non sapevo che cantassi! Ora devi farmi sentire!
    Grazie per aver raccolto il testimone, e grazie anche per tutto il resto!


Lascia un commento

Parliamone

email facebook friendfeed linkedin rss twitter wmi

Le conversazioni del Village

thetalkinvillage.com

E’ una lunga storia

Scarica il banner!

veremamme

Iniziative