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Lo confesso.

Pubblicato il 21 novembre 2012 da Flavia

Mi è passata la voglia. Ho perso l’energia per strutturare, portare avanti concetti, e poi ho l’impressione di averlo “già fatto”, di averlo “già detto”, di aver già combattuto quella battaglia. Ho una riserva di attenzione troppo fragile in questi ultimi mesi, da distribuire tra priorità familiari e da dedicare massimamente alla drammatica scarsità di risorse di questo frangente, per cui uno spazio positivo di incoraggiamento e approfondimento dedicato a me stessa e agli altri sembrerebbe un’eredità troppo pesante da mantenere.

Ma queste sono fasi e si possono superare, si possono sempre trovare nuovi spunti, mentre altri porteranno avanti quelli che avevo sperimentato anni fa, e va bene così.
Invece, ancora più in fondo, lo confesso, si è rotto qualcosa. Mi riferisco all’aspetto più intimo e personale dell’esperienza che si è srotolata bloggando variamente fin qui. Se poi in 18 mesi mi trovo per tre volte in attesa, in ambasce, davanti a una maledetta sala operatoria, tutte le altre persone e le motivazioni connesse non possono fare altro che evaporare.

La verità (ma la vedo lucidamente solo ora, dopo molto tempo) è che da quando alcune preoccupazioni serie hanno prodotto una imperdonabile mancanza di attenzione e una perdita di controllo su alcuni eventi (inaudito, inaccettabile eh), da quando sia la perdita di controllo che la reazione opposta immediata (l’ipercontrollo) hanno generato a cascata una quantità incredibile di battibecchi, intolleranze e aperti conflitti, da quando una mail denigratoria e delirante – e non era neanche la prima – si chiudeva con: “e comunque buona fortuna, si capisce che ne hai bisogno, da quello che scrivi qua e là ” beh sì, si è proprio rotto qualcosa dentro riguardo alla funzione positiva di un blog.
Mi sono svegliata una mattina di qualche settimana fa, emergendo proprio lì in quella terra strana tra il sonno e la veglia, rendendomi conto che stavo portando il conto con le dita dei nemici, stilando una classifica mentale in base alle loro parole o azioni più brutte. Anziché proteggere in un cantuccio privato le cose più belle che ho ricevuto, e dire che pure ne avrei, ero lì a fare il bilancio di quanta gente sulla mia strada si sia impegnata a farmi male. Non va bene.
Perché poi sapete, ci sono anche delle importanti e decisive distinzioni da fare: il “nemico giurato ideologico” magari ti serve a tracciare una strada e a seguirla, ma il non-amico che ti fa scorrettezze e poi scrive quella roba ti spappola il fegato, e l’ex-amico ti fa marinare nella tristezza meglio che nello yogurt. Offrire il mio fianco più autentico e indifeso a questa bella socialvarietà, mettere le mie storie nelle mani di (chi??) – ovviamente non c’è un motivo per farlo. Caso strano, proprio in queste ore sono quattro anni dai miei primi entusiasmi qui. Vedremo ora cosa uscirà dal fango.

8 Risposte per “Lo confesso.”

  1. giuliana scrive:

    l’entusiasmo arriva e poi latita, magari per tanto tempo, magari non torna più, chi lo sa. anche questa latitanza ci fa crescere, però, perché (magari dopo averlo a lungo negato) ci costringe a riflettere, a vedere con più chiarezza la strada che abbiamo percorso e quella che vogliamo davvero percorrere, per noi, non per gli altri.
    io nel giro di qualche settimana ho lasciato un blog che mi ha fatto divertire tanto e ne ho resuscitato un altro creato molti anni fa e mai usato – la cosa più complicata è stata ritrovare l’indirizzo e le credenziali per entrarci, per dire.
    capita.
    ma puoi alleggerire l’impegno, quello sì, non sentirlo più come una responsabilità (verso chi? i tuoi lettori? comprenderanno. il tuo page rank? chissene. il tuo kloutscore? vedi sopra). in termini molto semplici, ti ripeto quello che ha detto a me una carissima amica alla quale devo la spinta finale per la (ri)apertura del nuovo blog: non è più obbligatorio aggiornare il blog tutte le settimane, la nostra presenza online è ormai molto più modulata, ci si trova anche se non scriviamo come dei forsennati.
    e tra un post e l’altro ci sarà più tempo per pensare, non solo a cosa scrivere nel prossimo posto.
    un abbraccio

  2. supermambanana scrive:

    Fla’ hai presente quando hai i bambini piccoli, e ti sei appena creata una microroutine e tutto ti si sballa? E senti le tipiche frasi sconcertate, ma coooome, ma dormiva tuuuuutta la notte, ora non lo raccapezzo piu’. Senza rendersi conto che il “dormiva tutta la notte” era una cosa che accadeva da, metti, 3 settimane, e 3 settimane nella vita di un seimesenne sono praticamente 3 anni, tutto puo’ cambiare, per i dentini, per qualsiasi altro cavolo. Cioe’, la routine, non esiste, allora, e’ assurdo e “in denial” pensare di si, meglio pensare alla giornata. Tutto cio’ per dire che non e’ che sta cosa smette quando si diventa grandi, solo che i tempi sono piu’ allungati, ci vogliono quei tre anni, o tredici, o trenta, dipende da come va il lifecycle, ma alla fine il cambiamento che era in divenire, che era analogico non digitale, diventa manifesto, e lo senti. Quello che si e’ “rotto” e’ probabilmente la tua illusoria routine, perche’ non avevi fatto mente locale che stavano per cominciare a uscire i dentini. Io, a 45 quasi 46, mi sono svegliata cinica e anche parecchio rozza e raffazzona. Qualcosa sta bollendo in pentola, i dentini stanno per spuntare. Vedremo.

  3. Flavia scrive:

    mi siete piaciute molto, tutte e due :))

  4. mammachetesta scrive:

    Boss io ho chiuso uno spazio che mi aveva dato molto, per anni, perché era diventato la culla delle mie negatività.
    Non era più me è non mi faceva più sentire libera dal giudizio altrui.
    Poi col tempo ne ho aperto un’altro, quello che conosci tu, e mi ha donato nuova gioia, nuovi sfoghi, nuovi sogni e nuovi amici.
    Si cambia, con noi cambiano anche i blog che nascono, crescono, muovono o risorgono dalle proprie ceneri.
    E noi con loro.
    Trai forza e felicità da ciò che fai e se non ci riesci cambia, reinventa, sogna nuovi sogni.

  5. Flavia scrive:

    va bene lo farò… se la smetti di chiamarmi boss… :P

  6. Letizia scrive:

    E niente, vorrei dirti tante cose ma non me viene neanche una intelligente, tranne il fatto che ogni tanto mi affaccerò per vedere cosa accadrà alla Flavia che ho avuto modo di conoscere virtualmente e che mi piace! Per il resto, forse non trovo le parole perché sto vivendo una situazione simile alla tua. Nel mio piccolo mondo ho prestato anch’io il fianco alla bella socialvarietà, ma per ora, con il pretesto che il portale è in via di restyling, mi sto concedendo un bel “no grazie”, sono out. Vedremo..


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