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Lo spirito del viaggio

Pubblicato il 02 agosto 2012 da Flavia

Lo spirito del viaggio è un’eccitazione che ti freme quietamente sotto pelle.  E della pelle ti apre tutti i pori, a uno a uno dopo il letargo, per poter assorbire il più possibile dall’esterno. Si rompe il guscio dei giorni tutti uguali e ti sembra di nascere di nuovo.

Nascere e ancora di più  rinascere, lo capisci solo viaggiando, non è nient’altro che aprire gli occhi sul nuovo, assaporare il passaggio da un elemento a un altro, sentire un’aria sconosciuta che ti brucia e tuttavia morire dal desiderio di respirarla tutta. Ti senti pronto, aperto. Ti si acuisce la vista nei particolari. Consideri in modo nuovo la bellezza, la vedi e la senti semplicemente nel tempo lento dei tuoi passi, quando puoi concederti di esplorare una stazione sconosciuta, nelle ore fortunate che precedono la partenza, e anche negli angoli sporchi.  E i binari, i nomi dei treni, i nomi delle destinazioni: quando tutto è diverso e sconosciuto ti impone attenzione, ti tiene i sensi all’erta. Quale migliore antidoto alla routine che ti aveva spento il cervello.

Oggi farei un giro del mondo in treno. Il cambiamento rispetto a prima è radicale: il viaggio mi metteva l’ansia di vedere quanto più possibile nel poco tempo a disposizione. Ora invece posso visitare una grande città o un piccolo paese con lo stesso spirito, avendo solo un’idea di massima di cosa voglio vedere e non piu’ un piano preciso, e consentendomi la libertà di spaziare, di immergermi nella sua aria. Deve essere l’eta’. E soprattutto il percorso del treno fa parte del tempo e dello spazio del viaggio, non c’è più la fretta di arrivare. Persino un bus, un furgone, una corsa o una pedalata, più gli spostamenti sono lenti più sono parte di un vero viaggio. Sono persino disposta a tornare un anno dopo nella stessa regione per vedere qualcosa di più – io che in altri tempi l’avrei considerato uno spreco, una volta piantata una bandierina.  Sono un’altra persona insomma, un’altra viaggiatrice.

E mentre ti aggiri in quei nuovi luoghi, allo stesso modo di uno scrittore che trova l’ispirazione di parole diverse per raccontare una storia, così cominci a formulare nuovi pensieri. La nostra voglia di fare nuovi progetti è al massimo, mentre siamo in viaggio. Perché il corpo che si muove in uno spazio nuovo,  porta con sè la mente e i suoi pensieri, e a loro dona nuovi territori. Liberandoli dal recinto, dalla prigione della loro casa abituale, che li costringeva a vedere solo limiti, solo confini. Questo è il dono più grande di quello spiritello inquieto che ogni tanto ci accende e ci spinge a partire,  quell’antica anima nomade che per fortuna da qualche parte ancora vive in noi.

Io credo che una persona possa pensare e sentire, esercitare creativita’ e indipendenza, trascorrere insomma una vita ricca e degna, anche senza avere avuto mai  (per esempio) una relazione stabile,  o dei figli. Ma non riesco a immaginare una vita  priva di viaggi. Non riesco a immaginare una vita sprecata rimanendo sempre negli stessi posti.

Buon viaggio, buoni pensieri nuovi, Sister :)

In viaggio con mio figlio, due anni fa: Mom on the road


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