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Le cose che ho imparato ad aprile

Pubblicato il 26 aprile 2012 da Flavia

Che con la Signora puoi persino farci amicizia. La senti  volare e sbattere contro le finestre in una notte paurosa di vento, nella casa dove sei cresciuta, la vedi prendere per mano un padre anziano e portarselo via in pochi giorni. Subito dopo, mentre lo guardi in quella fissità che mai avresti immaginato che esistesse in natura, e gli racconti un po’ cosa hai fatto in questi ultimi tempi (lo sai papà che c’è una mia foto su un giornale, eccola, guarda) Lei ti posa davanti ad una ad una, su un bel vassoio,  tutte le cose che hai sempre avuto e che avevi dato per scontate fino a non vederle più.
Pochi giorni dopo ancora, arriva da destra con un soffio sul  viso. E ti sfonda il muso della macchina. Ti pieghi in due intorno alla cintura, come in una nuova nascita. Un attimo, così, mentre giri su te stessa, se per caso non fosse stato chiaro il senso di tutto. Scendi dalla macchina mentre la gente accorre spaventata e Le sussurri: “Messaggio ricevuto. Grazie.”

Che la vita cambia per sempre, ed esce dai binari. Non procede più in linea retta come su un treno lanciato a folle velocità che si lascia dietro tutto e tutti, ma rallenta e comincia a tracciare larghi cerchi, ritrovando paesaggi antichi. “Si perdono gli amici che non si vogliono più aspettare”, mi dice la persona, la più bella,  che mi ha conosciuta trent’anni fa e rivista poche volte da allora, mentre mi stringe  le mani per darmi forza. Messaggio ricevuto, grazie, posso solo rispondere. Anch’io ti aspetterò sempre.

Che c’è un sentimento giusto per ogni tempo e per ogni relazione, e va capito, va collocato, ed è sbagliato pretendere qualcosa di diverso. L’amicizia esiste solo nella completa accettazione, e quella è un miracolo che si verifica pochissime volte.
Che il lavoro è solo lavoro.
E che l’amore non è uno solo. Ha tante facce diverse e sono fortunata a vederle tutte.  E’ fatto di pelle,  di abbracci stretti e di lacrime, di distacchi e di ritorni. Che l’unico limite all’amore è il Rispetto. E che l’amore è l’unica cosa in grado di spegnere la Rabbia furiosa che mi prende ogni volta che mi sento  maledetta, umiliata e tradita.

Che non ho tempo da perdere in recriminazioni e lamenti, in giustificazioni e processi. Che sono quella che sono, e il tempo migliore è quello speso per capire come  star bene con quella che sono, anche nelle vite parallele che scorrono, e come esserci per quelli che mi amano. Piuttosto che dannarmi l’anima sforzandomi di farmi amare per quello che non sono.

10 Risposte per “Le cose che ho imparato ad aprile”

  1. mammachetesta scrive:

    Ti abbraccio forte piccola grande Flavia.♥♥♥

  2. silvietta scrive:

    lo so che le relazioni 2.0 sono quello che sono
    lo so che ci conosciamo poco
    lo so che le tue battaglie non sono le mie battaglie

    ma ti voglio bene.

    grazie. davvero grazie. sono commossa.
    francesca aka silvietta

  3. Isa scrive:

    Ti lascio un commento, nonostante l’emozione… Lo sai, tutto ciò rievoca in me, in modo molto vivido, la mia esperienza con la morte, su cui non mi voglio dilungare ora (un altro giorno forse..). Voglio commentare su ciò che si impara lungo il cammino della vita quando si viene colpiti in piena faccia da cose tragiche, da cui non si può più tornare indietro, che sia la morte, la malattia, o un incidente di auto, se ne esce cambiati per sempre.
    Si diventa persone migliori. non perché non eravamo persone per bene prima, ma perché queste esperienze ci mettono di fronte a noi stessi senza possibilità di fuggire più! Siamo costretti ad una riflessione su noi stessi, sul senso della vita in generale ma soprattutto, sul senso della nostra vita; il tempo prende tutta un’altra dimensione, ci accorgiamo che è veramente poco e prezioso e che non va sprecato più(me ne ricordo come una presa di coscienza abbastanza violenta quando è successo a me, undici anni fa quasi. Ho preso un paio di decisioni molto importanti allora – life changing, really). Il tempo va speso con chi se lo merita, con chi si ama, e dunque anche con e per se stesso ;) Star bene con se stessi è fondamentale, e prima che morisse mia nonna, non l’avevo capito veramente, almeno non completamente. Ora mi vengono le lacrime se ci penso … Ho perfino imparato a piangere, senza vergognarmi.
    Concludo, prima di emozionarmi troppo, su ciò che ho imparato anch’io lungo questo cammino: che la vita è bella, che va vissuta pienamente, e che ciò che veramente conta sono tre: l’amore e l’amicizia (ma quello l’ho sempre saputo; ho imparato la parte che riguardava me stessa ;) e la passione per quello che si fa.

    Ti mando un abbraccio affettuoso Flavia!

  4. Manu Acrobata scrive:

    Ti mando un abbraccio Flavia… e intanto leggo e rileggo il tuo post che ha tanto da insegnare…

  5. Flavia scrive:

    Vi ringrazio e vi abbraccio forte, tutte.

  6. alessandra scrive:

    Flavia, il tuo post mi ha commosso e ti abbraccio forte, anzi fortissimo. La Signora lo scorso ottobre si è portata via in pochi giorni anche il mio, di padre, anziano, sì, ma che ancora non aveva smesso di fare progetti… E qualche mese dopo una mia amica, nemmeno quarantenne, le è volata incontro, di sua volontà, perché pensava che quaggiù per lei non ci fosse più altro da fare… Tutto questo mentre affronto, con tutto il coraggio che posso ma anche con tanta paura, la prova più difficile: un figlio, piccolo, in difficoltà (e qui mi fermo). Anche io penso che il lavoro è SOLO lavoro, e che l’amore in tutte le sue forme non fa quasi mai soffrire, quando è amore davvero, se capisci cosa intendo… Ed è senz’altro meglio vivere tante “vite parallele” e trovare in ognuna di esse un pò di sé, piuttosto che sforzarsi di farle convergere tutte in un’ideale inesistente. La Signora, che ogni tanto mi passa a trovare, con un soffio in viso, o con un artiglio sui miei cari, me lo ricorda, ma io vorrei dirle che queste cose le so già da me, e preferirei, davvero, che lei mi stesse alla larga ancora per un pò…

  7. Flavia scrive:

    Alessandra, non so che dirti…grazie di essere passata a trovarmi e avermi lasciato questo commento. Certe volte è proprio dura trovare un senso, e se la morte vista “così a portata di mano” serve a formulare dei pensieri utili, allora è meglio fermarli prima che vengano risucchiati dalla quotidianità.

  8. marilde scrive:

    “Che la vita cambia per sempre, ed esce dai binari. Non procede più in linea retta come su un treno lanciato a folle velocità che si lascia dietro tutto e tutti, ma rallenta e comincia a tracciare larghi cerchi, ritrovando paesaggi antichi”. Pensavo, leggendo questa bellissima frase, che…no non riesco a pensare nulla. Solo, ti mando un abbraccio grande.

  9. Flavia scrive:

    Ciao Marilde, mi hai preceduta di poco….Ho visto ieri che sei tornata e ne sono felicissima!


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