Il ciclo di vita delle idee

Pubblicato il 01 aprile 2012 da Flavia

Vi propongo questo modello molto personale per la gestione delle idee, nel caso in cui siate tra le persone (fortunate) in grado di produrne molte di più di quello che è umanamente realizzabile.
Si tratta di un ciclo continuo in cui ad ogni momento corrisponde un sentimento o capacità prevalente, e un verbo. Il segreto per non sentirsi impotenti o sommersi  in tutto questo è proprio accettare questa natura ciclica delle cose, e cercare di “rimettere sempre in circolo” le idee.


Fase della Generazione – entusiasmo (pensare)

Nella vita di un cervello in ebollizione i  momenti di tregua, calma relativa, o ozio creativo (cioè quando il fare lascia un po’ spazio al pensare, e se non succede mai…fatelo succedere per forza) sono quelli più propizi alla fasa generativa delle idee.  In questa fase ci saranno quindi schizzi, appunti, note che – se non sufficientemente esplicative – rischierete di non capire quando le rileggerete. Annotate, dovunque siate (uscite dalla doccia, accostate la macchina), dotatevi di strumenti più o meno tecnologici (dal taccuino alla nota vocale dello smartphone,  a Evernote) per registrare tutto, e poi cercate di ordinare le idee per argomenti (“casa”, “hobby”, “progetto irrealizzabile 1” “progetto irrealizzabile2”…). Occorre anche ordinare per urgenza,  e per priorità: hanno urgenza elevata  le idee facili da realizzare che producono vantaggi immediati, mentre hanno priorità alta quelle che richiedono pensiero, impegno , tempo, allineamento con altre persone (e sono quelle che tipicamente restano là, se non ci decidiamo ad affrontarle un passetto alla volta).

Fase del Confronto – realismo (comunicare)
Come anche i più misantropi dei creativi sapranno, da soli non andiamo lontano: abbiamo bisogno degli altri per portare in vita le idee.  Qui entra in gioco la capacità di comunicare in modo comprensibile la nostra idea a qualcun altro. Ecco, le conversazioni che seguono la generazione di un’idea possono essere molto, molto frustranti, ma sono anche molto utili per accogliere i punti di vista che non avevate considerato nel vostro entusiasmo. Quello che secondo me è veramente importante in questa fase è questo: anche se vi scoraggiate e desistete da un’idea, non buttatela mai via. Create un “repository”, un archivio delle idee generate e mai eseguite. Visitarlo dopo sei mesi o un anno sarà illuminante (vedi: verifica e rigenerazione).
Se infine non siete d’accordo con una critica e decidete di andare avanti, ditelo chiaro e tondo a voi stessi e agli altri: “voglio provarci lo stesso”.

Fase dell’Esecuzione – resilienza (fare)
Dopo il confronto, le buone idee si modificano, si aggiustano, si trasformano in qualcos’altro. E poi arriva il momento fatidico in cui bisogna farle passare dal pensiero all’azione, e questo è il bello (per alcuni, a dire la verità, è il brutto). Occorre una buona dose di resilienza  e resistenza allo stress per accettare gli inevitabili compromessi  e le rinunce che la realizzazione di un’idea  impone. L’idea può rivelarsi sbagliata, oppure non è affatto sbagliata in sé ma si rivela difettosa la sua esecuzione, e nessuno intorno capirà la differenza. Una frustrazione incredibile. Il pensiero positivo: stiamo imparando mille volte di più sporcandoci le mani nel  confronto con la realtà, che se avessimo lasciato quell’idea nel cassetto. Un secondo pensiero positivo: per quanto imperfetto, quello che abbiamo realizzato c’è, è nostro, e prima non c’era. Solo questo merita un party, insomma diamoci una bella pacca sulla spalla anche se siamo tentati di sentirci soli e tristi.

Fase dell’Insoddisfazione – (grrrrrrrr)
Il “fare” perde il suo slancio, l’adrenalina cala, tutto quello che potrebbe essere migliorato comincia a prevalere su quanto già fatto e arriva a non farvi dormire. E’ dura, vi capisco, ma non vi scoraggiate: siete pronti per una nuova fase generativa! Pensiero positivo quando vorreste solo mangiare il cappello: se non vi sentite mai insoddisfatti, le idee non arrivano. L’insoddisfazione serve a rimettere in moto il cervello.

Fase della Verifica – pensare e imparare di nuovo
E’ qui che torna utile l’archivio delle idee mai perdute.  Il confronto tra quello che è stato fatto e le tante cose che avevamo in mente, ci darà un sacco di insegnamenti e produrrà altre utili intuizioni. Alcuni vicoli che ci sembravano ciechi ora forse presentano nuovi possibili sbocchi. Altre idee accantonate per mancanza di risorse, ora magari possono essere affidate a qualcuno.  Ritiratele fuori dall’oblio, date loro una nuova vita.

Fase della Rigenerazione – entusiasmo, ancora
E allora togliete il coperchio a quella scatola, rovesciate il contenuto e divertitevi a ricomporre i puzzle, lasciandovi trasportare nuovamente dall’entusiamo.
L’importante è ripartire. Come dopo un’azione (di calcio, di rugby, di basket), come dopo un tie break finito 17 a 15, o un round di cazzotti, quando vi sentite proprio così….pestati…. Rifiatate e ripartite. Avete segnato (o dolorosamente incassato) solo un piccolo punto, ma la partita è ancora lunga. La partita delle idee non finisce mai.

ps: ops, piccola nota. Questo post  partecipa simpaticamente alla maratona delle idee indotta da IDEE PER LE MAMME, da Mamme Acrobate,  da Working Mothers Italy. Aggiungete la vostra!

3 Risposte per “Il ciclo di vita delle idee”

  1. silvietta scrive:

    questo lo stampo e lo studio (come ho fatto con il 50% dei contenuti di questo blog ;))
    poi ti dico…. grazie, intanto!

  2. Flavia scrive:

    Ehm…è un post ostico? È da portare in bagno la mattina? ;)))

  3. Isa scrive:

    Molto interessante, grazie! un sacco di spunti su cui riflettere…
    Mi ricorda che mi ero già proposto, tempo fa, dopo un tuo post a prop di task management credo, di integrare alle mie to do list la differenza fra cose urgenti e importanti.
    There’s lots of space for improvement for me on this!! non perdo la speranza di farcela prima o poi ;)


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