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Donne (la figlia che non sono e non avrò)

Pubblicato il 08 marzo 2012 da Flavia

E va bene, mi arrendo a  questo pensiero, perché anch’io provengo da una famiglia  femminile.
Per la precisione da una madre di tipo alfa_tradizionale, figlia di una nonna sarda di tipo…alfa_sardo, con due sorelle maggiori (molto maggiori), per un totale di tre madri, alfa, beta e gamma.

Le ultime due, almeno, ci hanno anche provato: a insegnarmi a non prendere di faccia i divieti, a incassare, ad aggirare, a non assumere posizioni di aperta ribellione, ma ahimè.  Senza alcun successo.

Non c’entra la festa della donna, oggi, ma c’entrano i ricordi, quelli sì, e i potere evocativo e curativo dell’infanzia, di cui ho appena parlato con qualcuno. Un ricordo lontano, di una mano che ha tenuto la mia accompagnandomi ogni giorno a scuola, e uno recente della stessa mano, che mi fa sempre tornare bambina al solo tocco, che ha stretto di nuovo forte la mia, assolvendomi (ma lei dice promuovendomi) come sorella, nel momento in cui mi sento addosso molte altre condanne in tutti gli altri ruoli, alcune davvero insopportabili e inique.
Un bel ricordo è anche il premio che vado a ritirare a circa otto anni, con la solita faccia che quando è emozionata è incazzata nera e guarda in basso, premio vinto a una mostra di disegno della scuola. Avevo riempito lo spazio di un grande foglio con una quantità incredibile di pupazzetti alla K.Haring  che facevano a cazzotti. Una colossale rissa insomma (ma sì, solo perchè adoravo Bud Spencer e Terence Hill…), e la gente si fermava davanti all’opera, allibita, a studiare tutte le variazioni di ganci e di calci che ero riuscita a immortalare.
Un ricordo terribile è una spinta data a mia madre che mi sta assalendo, gridando “toglimi le mani di dosso!”, e vederla cadere davanti a me al rallentatore. Le offro la mano sconvolta, e lei la rifiuta.
Ho deviato pericolosamente da questa razza di donne integre e lineari,  e sono stata graziata diventando madre di due maschi. Immaginavo una figlia, naturalmente, ma poi ho capito che ero capace di immaginarla solo come un riflesso di me stessa. Avrei avuto una figlia hello_kitty, ne sono sicura. Molto meglio, per me, un figlio che sia decisamente altro da me.

Quindi oggi mi ritrovo a pensare con affetto alla bambina che non sono mai stata e che mai avrò;  forse una bambina dolce, sensibile, premurosa. Docile.

14 Risposte per “Donne (la figlia che non sono e non avrò)”

  1. mammachetesta scrive:

    Miseria che post Flavia.
    Mi hai spiazzata.
    Commossa.
    o ti conosco da poco ma ti vedo forte, “tosta”, ma allo stesso tempo dolcissima e fragile.
    Credo che una bambina avrebbe imparato molto da te.

  2. Isa scrive:

    Concordo con Mammachetesta, penso anch’io che una bambina avrebbe imparato molto da te e sarebbe diventata una bella personcina! di certo, avrebbe cambiato anche te avessi avuto una figlia! :)))
    Per quanto riguarda la tua ultima frase, io che ti conosco da un po’ di anni, lo posso dire: dolce, sensibile e premurosa, lo sei! docile, no pero’ (e menomale!) ;-)
    Ma non sei solo questo; sei anche tosta; sul lavoro, sei precisa, esigente, perfezionista, persistente (con te stessa e con gli altri) e tante altre cose che lasciano poco spazio al tuo lato dolce, sensibile e premuroso per essere percepito. E’ molto difficile essere percepiti dagli altri per come si è veramente quando si intrecciano le due sfere, quella personale e professionale :(
    Spesso, vengo percepita come una “rompiscatole” sul lavoro, per vari motivi con i quali non vi annoierò oggi (lol), percezione per cui non si rendono forse conto che sono ANCHE una persona simpaticissima, spiritosa, e fun to be with! ;) insomma, they don’t see the real me! E in effetti, i miei amici più stretti sono al di fuori della sfera professionale… Bisogna sottolineare credo che avere amici e curare amicizie al di fuori della sfera lavorativa E’ UN LUSSO: ci vuole del tempo al di fuori di questa sfera!
    E per chi non ne ha?! se il lavoro divora tutto?!
    Le due cose messe insieme, sfere intrecciate e crudele mancanza di tempo che non sia divorato dal lavoro, sono credo gli ingredienti per una percezione parziale, qlche volta superficiale, altre volte errata della persona con chi si ha a che fare.
    Per fortuna, c’è sempre chi riesce ad andare oltre, ad apprezzare la persona nella sua complessità.
    Un abbraccio.

  3. Isa scrive:

    Dimenticavo:
    La foto…. ;) MITICA! :))))

  4. Lucia scrive:

    Che emozione, ti sei tirata fuori proprio tutta: mi sento imbarazzata a guardare dentro la serratura, ma ti sei messa a nudo senza filtri e ci vuole tanta forza. Forza femminile. :-)

    • Flavia scrive:

      non so Lucia, mi meraviglio un po’ delle vostre reazioni…ti assicuro che mi sembra di aver tirato fuori solo un 20-30%, LOL.

  5. Letizia scrive:

    E’una meraviglia questa bambina che fa le boccacce. E te lo dico da mamma di una bimba. La mia, fortunatamente, e te lo dico con orgoglio, non ha niente di me. Perché io tendenzialmente sono stata sempre docile, accomodante,buonista,una che a volte si è fatta anche calpestare, credo. Mia figlia non è cosi,me lo dimostra già da ora,e ti parlo di una nanetta non ancora treenne.E non perché è nella fase terrible. L’ho capito quando a cinque mesi mi ha strappato il biberon dalle mani perché voleva mangiare da sola, continuo a pensarlo ora perché rifiuta di pettinarsi e si presenta all’asilo conciata come Patti Smith e se le chiedo un bacio mi fa una pernacchia:D Magari sbaglierò a non correggerla come mi hanno consigliata, ma io sono felice che dimostri già da ora di essere determinata. E’ quello che le auguro di essere da grande. Determinata e dolce, mai docile. E’ uno dei motivi per il quale l’ho chiamata Elisabetta. Lo so, sarò pazza, ma le auguro che venga rispettata, sempre, come la regina più potente al mondo, quella alla quale bisogna chiedere il permesso per porgerle la mano.Nel frattempo tento di non fare confronti con il mio ometto, che invece ha preso tutto da me, è solare, si.. ma tanto, troppo sensibile, come me, ed è il motivo per il quale sono tanto protettiva con lui, perché spero che non soffra da grande. Ecco, questo per dirti che anche il ricordo meno bello che tu hai da bambina con tua madre, dovresti vederlo in un’altra ottica. Qualcosa mi dice che la tua mamma è tanto orgogliosa di te.

    • Flavia scrive:

      Grazie Letizia, che bella condivisione il tuo commento.
      (sì, mia madre è la più grande testarda permalosa e incapace di dialogo che conosca, ma ha sempre detto di essere orgogliosa di me – anche se qui si aprirebbe un altro discorso lungo e complicato :)

  6. silvietta scrive:

    aspetta un po’: ti avrebbe odiato dalla culla? una bambina? com’è possibile che il mio io bambina terrorizzato dal puerperio abbia trovato così tanto appoggio proprio da te?
    a volte penso che tu non percepisca quanto la tua forza contenitrice possa essere materna.

    grazie di tutto quello che dai, e darai.
    buona strada, di cuore!

  7. roberta scrive:

    wow!
    la scena di tua madre che cade al rallentatore toglie il fiato.
    mia figlia è molto diversa dalla me bambina.
    però anche io sono molto diversa dalla me bambina.
    è bello vedere crescere questa piccola donna, forte come una tigre e fragile come una margherita. come molte donne vere.
    spesso siamo ingombranti l’una per l’altra, ma non dura molto.
    la nostra è una storia d’amore passionale ;)
    r


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