Intolleranze

Pubblicato il 08 febbraio 2012 da Flavia

Ho deciso di adattare il simpatico gioco delle “158 cose che adoro e che parlano di me”, molto in voga nei blog di bon ton, in quello delle “poche ma sostanziose cose che mi fanno venire la voglia di tirare capocciate”.
Siamo nel capitolo autoconsapevolezza, si tratta quindi di un esercizio di esplorazione dei propri limiti. Infatti non dico di essere necessariamente nel giusto quando mi va il sangue alla testa, ma solo che si tratta di mie intolleranze, simili a quelle alimentari.

1. I padroni dei cani quando dicono “non si preoccupi, non fa niente”. Lui forse no, ma se continua a corrermi appresso abbaiando così, non garantisco di non fare niente io – tipo tirargli un calcio nei denti. Sere fa camminavo immersa nella nuvola del mio respiro, in una Milano gelida e innevata, e un simpatico animale mi si è avventato contro e si è fermato a circa tre centimetri dalla mia coscia, ringhiando, quando finalmente si è teso il guinzaglio. Quello che mi è uscito dalla bocca non era propriamente un’espressione da signora.

2. Essere interrotta mentre penso/scrivo/lavoro, per dover fare qualcosa di stereotipicamente femminile e materno tipo preparare da mangiare. Sentirmi in colpa se mi sforzo di fare finta di niente, aspettando che lo faccia qualcun altro. Di solito non lo farà.

3. La mancanza di puntualità. Non dico i 20 minuti di ritardo a un appuntamento o una riunione (oltre i quali, in effetti, comincio ad annoiarmi un po’) ma quella situazione in cui io sto aspettando che tu mi mandi qualcosa per andare avanti con qualcos’altro, e tu scompari. O peggio, continui a rassicurarmi che la cosa sta arrivando, dandomi scadenze come “entro stasera”, “entro ora di pranzo”, il “10 luglio” e non rispettandole mai.

4. Extra tempi, extra costi. Diciamo che io ti ho chiesto A e tu mi hai dato B. Possiamo discutere all’infinito del fatto che io non mi sia spiegata bene, o che tu mi abbia interpretato male, ma il succo è quello. Bene, ora per darmi A devi fare un altro po’ di lavoro, giusto? e pensi che sia giusto e normale che il tempo e il lavoro aggiuntivo vengano quantificati, e mi fai un preventivo. Io invece ti quantificherei una mano in faccia.

5. Se nessuno l’ha fatto ci sarà un motivo (no comment. E’ un inno allo spirito dell’innovatore, questa frase. Dedicata con grande affetto a qualcuno che me l’ha ricordata davanti a uno spritz)

6. Ridursi all’ultimo. Questo mi rende estremamente impopolare. Di solito lo fa tutto il mondo intorno.

7. Essere oggetto di aggressioni verbali – soprattutto arroganza e dileggio nella forma, a prescindere dalla sostanza. Spesso ciò si accompagna nella sostanza a vere e proprie lezioncine di vita da persone che si credono seriamente superiori. Il tutto senza poter rispondere a tono, oppure senza riuscire a rispondere affatto, oppure rispondendo e venendo accusata di avere un grosso problema.

8. Ricevere mail la domenica sera con richieste urgentissime per la riunione importantissima del lunedi mattina alle 9,30. Questo è chiaramente un mio problema, perché se qualcuno ha bisogno di una mano, non riesco proprio ad ignorare la richiesta. Ma l’ultima volta ho aspettato le 9,29 per premere invio.

9. I non si può fare “a prescindere”quando invece con un modo di pensare diverso, schiodandosi dal convenzionale e impegnandosi un po’ più in profondità si potrebbe fare, eccome. Questo lo odio perchè  odio essere sempre quella che insiste, quella che rompe, quella che scomoda.

10. E infine qualcuno che urla nelle mie orecchie nei primi, critici,10 minuti della giornata. Quelli in cui vorrei essere completamente da sola, a guardarmi il caffè.

6 Risposte per “Intolleranze”

  1. Mammafelice scrive:

    La 3 sono io. Lo ammetto. :P

  2. Flavia scrive:

    ma smettila MF!! ho in mente casi ben peggiori. Verso di te, te lo giuro, non ho mai avuto istinti di capocciate!

  3. mammachetesta scrive:

    Sembrano i miei.
    Giuro.
    Tranne il 3. Semplicemente perchè a me fanno incazzare anche i 20 minuti di ritardo se non mi si avverte.
    Lo considero una mancanza di rispetto.
    Grazie al cielo (o per sfortuna) ho sposato uno che è peggio di me. :-)

  4. silvietta scrive:

    le ho tutte, le intolleranze. è grave???


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