I do’s and dont’s della visita alla puerpera

Pubblicato il 26 febbraio 2012 da Flavia

Pubblico spudoratamente la nota della tripuerpera Chiara detta Dilo(reto), rispolverando la storica rubrica “Manuale per mamme in crisi”.

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Ci sono due tipi di visitatori che si presentano a casa della puerpera – Vengo a farti una visita.

In realtà ce n’è molti più di due di tipi, ma questi sono i più notevoli, ovvero la summa dei comportamenti abissalmente sbagliati e magnificamente corretti da adottare in simile circostanza.

Il primo tipo è quello del Visitatore Molesto. Il VM riesce a fare tutte queste cose e anche di peggio, con un po’ di concentrazione:

  • Arriva a casa senza preavviso, e alle ore più improbabili, tipo le 13 – “Mica stavi mangiando??” o le 21 – “Scusa, è un po’ tardi, ho finito adesso al lavoro
  • Viene portandosi dietro il figlio cinquenne, che per tutta la durata della visita tenta più e più volte di sopprimere il neonato  lanciandogli biscottini e infilandogli dita nella pancia, nella fontanella, negli occhi. Poi, a un certo punto, il bambino si illumina e chiede alla propria madre: “Mamma, posso prenderlo in braccio?”  La VM lo guarda rapita e, ignorando la presenza della puerpera,  gli risponde di slancio: “Ma certo, amore!”. In questi casi la puerpera si impone, e spesso il siparietto si chiude con un incidente diplomatico, sgradevole ma necessario ai fini della sopravvivenza del neonato.
  • Porta un regalo. E’ un giocattolo di plastica con cinque lucine intermittenti e quindici diverse melodie. Mentre la puerpera medita la rimozione forzata delle batterie, VM proclama trionfante che il giocattolo funziona a energia solare e si autoricarica se piazzato davanti alla finestra: “Praticamente non si spegne mai!”
  • Alla proposta della puerpera “Faccio un caffè?” VM risponde “Io se possibile un tè, grazie, e con una fettina di limone se ce l’hai”
  • Si avvicina al neonato di pochi giorni facendo smorfie ridicole, e strilla di gioia perché “Mi ha sorriso, guarda!” La puerpera lo osserva perplessa (un neonato che sorride a tre settimane?) ma glissa. Il VM, nel frattempo, mantiene una distanza di dieci centimetri dalla faccia del piccolo, ignaro di qualsiasi regola igienica e di profilassi antibatterica.
  • Mentre rimane alla stessa distanza, squilla il cellulare. Il VM lo estrae dalla tasca mentre una fragorosa suoneria trapana le orecchie dei presenti, e rimane abulico a osservare numero e nome del chiamante, per qualche secondo,  lasciando la suoneria a fare il suo dovere  a pochi centimetri di distanza dal neonato.
  • A questo punto il neonato piange. VM commenta: “Eh, ma quanto piange ‘sto bambino!”.
  • Dopo qualche secondo di osservazione, sentenzia: “Certo che piange: non lo sai tenere!” E se lo prende in braccio,  mettendo in scena una dimostrazione a beneficio della puerpera, che se è primipara vacilla sotto il peso di monumentali insicurezze, se invece ha esperienza osserva placida, e finisce per notare una similitudine tra VM e Chef Tony e i suoi coltelli, ma tace.
  • Nota a margine: in alcuni casi, il neonato irriconoscente a questo punto, effettivamente, cessa di piangere. La puerpera incassa, registra il tradimento e pianifica vendetta da consumare in futuro (tipo il giorno che  il figlio porterà la prima volta a casa la fidanzata).
  • La visita dure due o tre ore, durante le quali VM parla incessantemente dei propri problemi in famiglia/al lavoro. Non si cura degli sbadigli della puerpera, se non al decimo, quando lo sottolinea con un: “Ma che sonno hai!!”
  • Quando la puerpera si appresta ad allattare, tira fuori una serie di dogmi sull’allattamento che, come appare evidente, la puerpera ignora del tutto.  “Ma stai bevendo almeno un litro di latte al giorno? Non è che mi mangi il cavolfiore, eh? E la birra, mi raccomando, che fa latte!” e altre varie oscenità, per poi concludere: “E’ per quello che poi ha mal di pancia, sai?
  • A un certo punto si alza e dice che gli dispiace ma deve proprio andare. La puerpera dissimula un sollievo profondo, presto vanificato dalla frase “Ma torno presto, se ti fa piacere!”
  • Sul pianerottolo, in attesa dell’ascensore, si volta per l’ultima volta e conclude: “Riposati eh? Che ti vedo parecchio stanca. Se vai avanti così poi ti finisce il latte”.

NB: ciascuno dei punti qui sopra sono frutto dell’esperienzadiretta, ovvero io sono stata omaggiata da gente simile negli anni, per fortuna distribuita su tre figli.

Contro il VM, esiste la specie del  V Perfetto. Se siete in procinto di far visita a una puerpera, segnatevi qualcuno dei punti qui sotto.

  • VP arriva il giorno definito, comunicato con quarantott’ore di anticipo, all’orario concordato con la puerpera.
  • Si presenta con qualcosa da mangiare. Se la puerpera possiede già uno o più figli, si presenta con qualcosa da mangiare che piaccia anche ai bambini. Se poi ha una confidenza estrema, si presenta con qualcosa che piaccia a tutti e che possa sostituirsi a un pasto (tipo una teglia di lasagne). La puerpera accoglierà il pacco con gli occhi lucidi e includerà VP nel testamento.
  • Appena entrato in casa, VP esclamerà “Stai benissimo, come non avessi avuto un bambino!” Questo punto è di importanza vitale, e richiede credibilità completa. In nessun caso ci si può esimere, è tuttavia possibile moderare l’entusiasmo se la puerpera avesse accumulato oltre i trenta chili, e non fosse riuscita a smaltirli dopo il parto.
  • Con lo stesso entusiasmo, esclama che il neonato è “Bello come pochi” e si congratula con la puerpera per aver fatto un tale capolavoro.
  • Alla domanda “Faccio un caffè?” VP risponde “Ci penso io, tu quanto zucchero?
  • Domanda subito “Com’è andato il parto?” e si sorbisce un’ora di racconto nei dettagli, mostrando attenzione e facendo domande, e manifestando grande stima per il coraggio della puerpera, con momenti di esaltazione nei punti critici (scollamento delle membrane, fase espulsiva, applicazione dei punti, calcio in faccia all’ostetrica). Da questo punto sono caritatevolmente esentate le VP in gravidanza.
  • Non, per alcun motivo, racconta del proprio parto. E’ qui per far visita alla puerpera, non per mettersi in bella luce. Al massimo è concesso un “E’ successo anche a me” se finalizzato a tranquillizzare la puerpera.
  • Dopo un po’ tira fuori un pacchetto con, a scelta: una confezione di tre body in cotone biologico autolavabili oppure un tenero e minuscolo pupazzetto di stoffa con un remotissimo campanello interno, creato da designer tedeschi, atossico e lavabile.
  • Dopo venti minuti guarda l’orologio e dice: “Sono stato fin troppo, è ora di andare”. Rinuncia alla dipartita solo su insistente, sincera richiesta della puerpera.
  • Al momento comunque di andare, annuncia: “Sabato ho tre ore libere. Se ti fa piacere vengo, ti organizzi con le poppate così puoi andare a farti un giro/una ceretta/un sushi con tuo marito/ un sonno  contunuo senza sveglia”. La puerpera guarda VP incredula, si commuove, medita di mollare il marito e trasferirsi a casa di VP, a prescindere dal sesso.

Un commento per “I do’s and dont’s della visita alla puerpera”

  1. margomr scrive:

    per fortuna mio marito , che grazie allle ferie accumulate era a casa in ambedue i post parti, teneva alla larga chiunque si avvicinasse alla porta di casa ,sopratutto la suocera di sopra….i pargoli le venivano portati di sopra a far visita in modo che la latteria potesse riposare un po visto le nottate bianche! erano ammesse solo le V perfetto!!


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