Tre anni di credits e le parole per dirlo

Pubblicato il 22 dicembre 2011 da Flavia

La prima parte della ricerca netnografica di cui parlavamo giorni fa è stata condivisa con “la grande azienda” proprio oggi. Mentre andavo alla riunione un po’ tesa, ricordavo di quando scrivevo cose così e  immaginavo di poter fare proprio questo: illustrare a qualcuno  il web e il contesto culturale in cui si parla di maternità oggi, andando molto al di là delle banalizzazioni. Non avremmo potuto raccontare tutto quello che abbiamo raccontato oggi se non avessimo saputo cosa cercare, grazie al fatto che vi frequento e che parlo con voi da allora – cioè da anni.

E così, mentre il lavoro prosegue ancora fino a marzo, mi farebbe piacere citare almeno  alcune delle parole che ho preso in prestito, spargendole come semi qua e là lungo le 130 (ugh) slides.

Per esempio.

Mamma in 3D, per il suo semplice e sentito profilo nel blog

Genitori Crescono, per la rubrica Genitori Sbroccano
e Mamma Imperfetta, per il post “Echepalle figlio mio”
(accolti da molti sorrisi complici)

Tachipirinha, Piattini Cinesi, ItMom per i loro fulminanti titoli e sottotitoli

Marilde, per le citazioni dal suo libro che mi accompagnano sempre, e per l’esempio dei suoi commenti che  sono come doni. E Wonder, invece, che ne ha ricevuti di gentili come pugni in faccia (“Non avrai più un capodanno tra amici decente per i prossimi dieci anni, non avrai più una serata sexy per i prossimi dieci anni (almeno) e questo avresti dovuto calcolarlo e pensarlo il momento che hai scoperto di essere incinta. L’hai voluta? Te la tieni, con tutto quello che comporta. Non lamentarti”, complimenti all’anonimo)

Professione papà, per la scuola dei papà e per parole come queste (sguardi commossi):
“I nostri bimbi hanno bisogno di lentezza, di tempo, di non correre, di non avere orari, di non avere programmi, progetti, procedure da rispettare, allenamenti da svolgere, programmi da portare a termine, partite da vincere, allenamenti da non disertare, allenatori da non deludere, compagni da non trascurare, lezioni da non perdere, compiti da recuperare, abilità da acquisire.”

Raperonzolo e Monica per le loro bellissime riflessioni sul blogging, in questo blog Cafè, e di nuovo Raperonzolo per l’ironia dissacrante sul confronto tra mamme nel nostro “manuale per mamme in crisi”

Ancora Piattini Cinesi per i suoi squarci sullo storytelling, che potete trovare anche qui, freschi di GGDRoma8

“Una delle prime cose che mi ha colpito quando ho cominciato a leggere i racconti dei blogger è stata la grande abilità di usare la scrittura. Non leggevo solo sfoghi o resoconti ma veri e propri scorci di vita, analisi di sentimenti, racconti che rimanevano impressi nella mente e diventavano esemplari. Non era solo una questione di lessico ma di strutture. Alcuni blogger sapevano usare le tecniche dell’anticipazione, dell’attesa, dello svelamento, della ripetizione, dell’intreccio.”

Paola Liberace per non aver mai lesinato nel controcanto, fornendomi altri punti di vista e altre fonti da approfondire – il che è esattamente il senso di questa rubrica,

Mariangela Ziller, rivoluzionaria: “Ma dobbiamo essere consapevoli di questa forza. Consapevoli che possiamo metterla al servizio di un cambiamento, consapevoli che potrà essere strumentalizzata. Come abbiamo pensato di poterci rivolgere alle altre mamme o alle aziende, potremmo pensare un giorno di rivolgerci alla politica.” (http://www.veremamme.it/2009/09/elite-e-masse/)

Sabrina, che mi ha fatto cercare belle parole chiave come sobrietà, semplicità, lentezza. Back to basic.

E poi tutti i vostri blog fantastici di crafting, cucina con i bambini, viaggi con i bambini, vita in green, natural parenting,… un panorama sconfinato di mamme ciascuna a modo suo.

Non è un elenco, tanto non lo finirei  neanche alla Befana.
Auguri, e grazie, a tutti – che lo sappiate o no.

———————

La vera anima che vibra dietro i nostri blog è quella di esserci presentate soprattutto come persone che, attraverso l’esperienza materna, cercano di capire, inquadrare, fare il punto sul proprio ruolo in ambito familiare, sociale, lavorativo, creativo, utilizzando poi questo punto di partenza per considerazioni più generali su società e istituzioni.” (Raperonzolo su http://www.veremamme.it/category/blogcafe/mamme-2-0-vogliamo-parlarne/)

Lascia un commento

Parliamone

email facebook friendfeed linkedin rss twitter wmi

Le conversazioni del Village

thetalkinvillage.com

E’ una lunga storia

Scarica il banner!

veremamme

Iniziative