Irina e la sua creatura: Reoose, il sito del riutilizzo

Pubblicato il 17 settembre 2011 da Flavia

Irina e Luca hanno appena creato Reoose, un eco-store del riutilizzo e del baratto asincrono. Vediamo un po’  di cosa si tratta.

Tra i tantissimi comunicati che ricevo, quello di Irina ha attirato la mia attenzione: per la passione sincera con cui ha scritto, per il tema molto attuale, per la qualità dell’idea e delle meccaniche con cui funziona, per le buone pratiche di consumo e ri-consumo che è bello e utile diffondere. E anche per le buone pratiche del web: il sito è veramente carino e interessante. Ne è nato uno scambio di mail e un piccolo approfondimento che vi propongo qui.

Ciao Irina, raccontaci di te.

Sono di Mosca, trasferita in Italia nel ’97, e laureata a Milano.
Ho seguito la mia passione per il marketing lavorando per multinazionali come Ferrero, L’Oreal, Gillette… Poi sono arrivati i miei stupendi due bambini (Sofia di 4 anni, e Antonio di 1 anno).
L’idea di Reoose ci è venuta per caso in un brevissimo viaggio in Olanda. Il creatore è mio marito, Luca, che di mestiere fa il creativo.

(Ciao Luca. Se fai il creativo ti consiglio di leggere questo e soprattutto questo, ma non mandarmi a quel paese eh?)

Pensavamo al futuro dei nostri figli, a cosa possiamo fare di buono per loro….. E cosi’ quando a Luca è venuta quest’idea abbiamo detto: “ecco il progetto da realizzare!”.

Cos’è esattamente Reoose?

Reoose si rivolge a tutte le persone che hanno una certa sensibilità verso il tema dell’inquinamento, riutilizzo, diminuzione dei rifiuti.
Noi mamme siamo piu’ sensibili emotivamente e quindi siamo disposte ad unirci per migliorare il futuro dei nostri figli. Ed è proprio questa reazione che vuole provocare Reoose: appartenenza ad un gruppo per combattere insieme per un mondo piu’ ecologico, piu’ pulito.. Iscrivendosi e pubblicando i propri oggetti usati viene loro assegnato un valore in crediti. Quando si “vende” quell’oggetto si guadagnano i crediti, che possono essere accumulati e spesi per “comprare” altri oggetti, o per essere donati ad alcune Onlus.

Una compravendita senza denaro, insomma. Ma parliamo anche dell’aspetto imprenditoriale. Quali sono state le difficoltà?

Non ho mai avuto difficoltà a buttarmi in qualcosa di nuovo. Mi piacciono i cambiamenti, anche perchè credo che i cambiamenti migliorino sempre la vita… La difficoltà principale è stata piuttosto l’incertezza: “piacerà anche ad altri oltre a noi? apprezzeranno la nostra idea?”
Anche la realizzazione del sito è stata lunga e tortuosa. Perché strada facendo ci venivano continuamente nuove idee per migliorare l’esperienza dell’utente.

(ne so qualcosa nel mio piccolo. Una vera tortura eh? eppure si dice che quando si progetta un sito bisogna avere tutte le idee chiarissime sin dall’inizio. Nulla di più irrealistico)

Chi è il team di Reoose?

In Reoose siamo in due, io e Luca,  e abbiamo una bravissima collaboratrice che ci aiuta nella comunicazione del sito. Io mi occupo di quello che ho sempre fatto – il marketing, la stesura di una strategia di sviluppo e di promozione. Luca continua a generare le idee che verranno implementate nel sito a fine 2011… L’obiettivo è che il modello Reoose possa essere replicato in tutto il mondo e stimolare un nuovo modo di fare baratto, semplice, veloce e innovativo: un baratto 2.0!

(Ma è un team fantastico, nel lavoro e nella vita: un creativo e un direttore marketing! Uno le idee, l’altro le strategie. Qualcuno direbbe che è incredibile che abbiate combinato qualcosa di buono. Qualcun altro direbbe: d’accordo, ma allora chi lavora? Scusa scusa Irina, oggi mi ha preso un po’ così)

Scherzi a parte: a Irina e a Luca vanno tutti i miei  in bocca al lupo, e ora vado a caricare sul loro sito i due cancelletti Ikea che non mi servono più e mi riempiono lo sgabuzzino, per guadagnarmi crediti per quella borsetta di Gucci che…. ehm.

3 Risposte per “Irina e la sua creatura: Reoose, il sito del riutilizzo”

  1. Flavia scrive:

    per non essere insultata sulla storia del direttore e del creativo devo aggiungervi, per chi non mi conoscesse, che sono un ex direttore marketing di grandi multinazionali…. ;))

  2. luca Leoni scrive:

    Tranquilla Flavia, anche io sorrido quando penso al mio lavoro!!! :))
    Grazie per lo splendido articolo.
    A prestooooooo.
    Luca

  3. Flavia scrive:

    prego ;)


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