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Hai voluto la carrozzina? Spunti di sopravvivenza da 15 mamme che pedalano nel web.

Pubblicato il 29 settembre 2011 da Flavia

Tempo fa ricordavo che al liceo ero la blogger della classe.
Cioè: avevo preso una vecchia e grossa agenda di pelle, ci avevo scritto un titolo decorativo e suggestivo come “Diario di Bordo”, e lo usavo per documentare gli episodi  più esilaranti della nostra vita scolastica. C’erano i nick, c’erano i litigi, c’erano le battute più stupide. E siccome non ce l’avrei mai fatta da sola e il mio punto di vista sarebbe stato troppo parziale, mi attaccavo al polpaccio dei compagni per cercare di far scrivere, a turno, un po’ tutti. Ora ho quest’oggetto commovente pieno di grafie diverse, e di ritagli di giornale inseriti a (s)proposito nei racconti, con effetti surreali. Pieno pieno, fitto di momenti irripetibili.

Chi l’avrebbe mai detto, a distanza di venticinque anni, che dopo aver abbandonato una brillante e prestigiosa  carriera internazionale, avrei rifatto esattamente la stessa cosa? (In senso figurato almeno, perché ad attaccarsi al polpaccio sul serio ci ha pensato lei)
Certe passioni evidentemente non ti lasciano scampo… (o dovrei dire certe perversioni?)

A questo progetto ho partecipato sia in veste professionale – infatti è un lavoro  TTV, realizzato con Huggies e JWT – che personale. Sono lì in mezzo alle blogger co-autrici, con la mia bella scheda bio, e il mio capitoletto di cui vado orgogliosissima, e la mia mamma ancora non so.

Si dice di solito che confondere i due piani – personale e professionale  – sia un gran casino, e che ciò andrebbe assolutamente evitato.
Beh, lo confermo: è un gran casino e andrebbe assolutamente evitato.  Ma ne è valsa la pena. E forse è l’unico motivo per cui, di fronte alle tante difficoltà, sono ancora qui intera a raccontarlo.
Che ne sia valsa la pena lo dimostra anche  il reading improvvisato su un Frecciarossa,  con cui alcune di noi hanno distolto tutte le mamme della carrozza  dalle loro telefonate o dai loro pc (mamme sentimentali tipo “pucci pucci amoooore che faiii”, oppure divorziate in carriera con figli grandi) per coinvolgerle in una gran risata collettiva,e  liberatoria.

E poi certo, finora ho raccontato di me e cosa ho fatto e come e perchè… insomma, se mi abbattete avete anche ragione.  Se invete siete arrivati fin qui vi racconto di cosa parla il libro.

Anzi no, perché devo ancora finire di leggerlo tutto, ma so che quelle pagine, tra le loro grandi risate e anche le loro riflessioni, sono proprio come quel diario di classe: contengono la vita e le voci diverse di persone che si sono ritrovate insieme, con  poco o molto o nulla in comune, a  condividere la stessa esperienza e lo stesso pezzo di strada.

Naturalmente stiamo già volando verso le vette delle classifiche. Se poi ci aiutate a scalarle davvero, consigliandolo e regalandolo a tutte le amiche neomamme o future tali, sappiate che le autrici hanno destinato i loro proventi all’associazione “parole di Lulù”, quella di Niccolò Fabi.

6 Risposte per “Hai voluto la carrozzina? Spunti di sopravvivenza da 15 mamme che pedalano nel web.”

  1. Corro a comprarlo!
    PS: ma dillo alla tua mamma… :)

  2. Ester scrive:

    Lo comprerò e lo consiglierò alle mamme di Shea.
    Brave , la scelta di donare i proventi “parole di lulù” vi fa grande onore!

  3. Vale scrive:

    Ciao! Ho dato una “sbirciatina” al libro in libreria e l’ho subito inserito nella mia wishlist per Natale e come regalo per un paio di amiche neomamme. E se nessuno poi me lo regala, lo faccio da sola. Ora che so a chi vanno i proventi credo a maggior ragione sia il regalo natalizio perfetto! Grazie…


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