Cosa sappiamo fare?

Pubblicato il 04 settembre 2011 da Flavia

Si rientra al lavoro. Si viene colti da  un senso di vuoto e da una tristezza cosmica, quella codificata nel geniale incipit delle pubblicità delle crociere, per intenderci.
Proviamo, allora, a cibarci di qualche sano pensiero di autostima.

Tempo fa, durante una riunione (una di quelle strategiche in ufficio a Milano, e non da Checco a Trastevere, per citare Giuliana in questa fantastica intervista)  ho trovato particolarmente utile questa riflessione:

cosa sappiamo fare?

La trovo utile a prescindere, non solo per posizionarci nel mercato in modo distintivo rispetto alla concorrenza etc etc, ma perché è un pensiero fertile anche superare momenti difficili, e anche per valorizzare le naturali differenze tra le persone.

Non ditemi che non riuscite a mettere giù, carta e penna alla mano, una lista di cose che vi riescono bene. (No, per favore, ora non cominciate con le lasagne)
E la cosa interessante è che, per il gioco delle facce delle medaglie, si può sempre trovare un lato positivo anche nelle caratteristiche contrapposte.

Per esempio, nelle relazioni interpersonali:

So motivare gli altri con il mio entusiamo e so “accendere” gli animi

Oppure

Sono una persona realistica e posata, so calmare gli animi e so mediare nelle situazioni tese

Se in un team o un gruppo di amici (o una famiglia, che è come una squadra) esistono delle forti differenze caratteriali, si possono valorizzare. Vado avanti io se c’è bisogno di sbattere un pugno su un tavolo, va avanti lui se si deve riportare alla calma qualcuno che si è offeso (magari dopo che io gli ho sbattuto il pugno sul tavolo). Credo fermamente che ci sia bisogno di entrambe le cose per ottenere dei risultati, l’importante è darsi fiducia e delega nei momenti importanti (ma questa è una mia digressione).

E ancora:

So ragionare molto bene sulle strategie di lungo periodo (anche se poi mi dimentico i dettagli pratici quotidiani, ehm)
Sono molto pragmatica e orientata al risultato concreto di breve periosdo (anche se poi mi dimentico dove stavo andando, ehm ehm)

Avete altri esempi?

Ora fate la vostra lista – per ispirazione vi lascio una bella infografica  – e ripartite più grintose di prima!

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