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La leadership di Suor Maria Claretta

Pubblicato il 16 giugno 2011 da Flavia

Avreste mai immaginato che una delle nostre commedie preferite dei primi anni  ’90, Sister Act, contenesse una memorabile lezione di leadership? L’ho scoperto in un workshop sulla diversity nelle organizzazioni lavorative, dove si parlava in particolare degli stili delle donne, ma devo dire che i comportamenti che vedrete in questo video sono propri di chi ci sa fare con le persone – a prescindere dal genere.
Prima di tutto sgombriamo il campo dalla tentazione di associare la parola leadership all’autorità e anche all’autorevolezza, che è di solito considerata la sua cugina buona e viene usata tanto per essere politically correct. C’è, sì, una connessione ma non basta. Per quello che ci serve qui, su Ci Vorrebbe una Coach, la leadership consiste nella capacità di avere un impatto sugli altri, ecco tutto (e hai detto niente). Un coro poi, è un esempio perfetto di team di lavoro da guidare verso un obiettivo: c’è l’eterogeneità, che è la traduzione italiana corretta di diversity (rappresentata dalle sezioni: contralti, soprani, e con gli uomini anche bassi e tenori, tutti timbri e note e colori diversi), ci sono ruoli e compiti, e soprattutto c’è un risultato chiaro da raggiungere (un’esecuzione in perfetta armonia). Ho cantato in un coro a cappella da…giovane, ed è stata un’esperienza bellissima per me, non solo per l’emozione dei concerti, ma per quello che impari dal lavoro di squadra: perchè la tua voce si deve sentire, altrimenti non stai facendo la tua parte, ma non deve sovrastare le altre voci, e deve fondersi con loro, altrimenti si rovina l’armonia.
Ci sono almeno una ventina di cose che la grande Whoopi fa, o meglio porta in scena qui, cose che indicano grande intelligenza emotiva e una padronanza completa delle tecniche di influenza positiva sulle persone.

Vediamone alcune.

  • Osserva: il primo impatto del coro su di lei è disastrosamente comico, ma allo stesso tempo utile per fare una prima valutazione  delle risorse disponibili (il risultato è terribile, ma le risorse in realtà no):  idealmente infatti, vorrebbe prima stare in disparte ad ascoltare un po’.
  • Accetta la sfida: di fronte al classico “allora vediamo tu cosa sai fare” Suor Claretta non  si schernisce e non si tira indietro. Sa di essere brava.
  • Dimostra umiltà: posa lo strumento del comando (la bacchetta) e non assume un atteggiamento del tipo “siete una schifezza, ora vi faccio vedere io ”. Avete presente quanti capi appena arrivati in una posizione elevata denigrano il capo precedente e trattano il team in questo modo?
  • Sempre con umiltà e simpatia e mai in modo arrogante, dimostra competenze tecniche e dà subito piccoli suggerimenti
  • Fa del coaching individuale:  spinge i singoli componenti ad usare il proprio talento nel modo migliore (fa venir fuori la timida, ridimensiona l’eccessiva), convincendoli  in modo efficace e facendoli sentire apprezzati
  • Non scoraggia mai, non risparmia un “brava” che a noi sembrerebbe falso e invece è fondamentale per l’umore delle persone
  • Mostra subito un piccolo, ma significativo risultato: questo è molto motivante per il gruppo
  • Incoraggia ma senza illudere o sopravvalutare: “avete tenuto un accordo per tre secondi”, c’è ancora un lungo lavoro da fare
  • Fa un piano d’azione
  • Dichiara gli obiettivi e le attese
  • Si occupa non solo della tecnica, ma della relazione all’interno del team: “dovete ascoltarvi”
  • Trascina perchè ha carica, entusiasmo, passione
  • Mantiene una relazione positiva, anzi stringe un’alleanza con la precedente (e ostile) direttrice
  • In generale usa il sorriso, e non il grugno. Anche nella performance finale del coro il sorriso serve ad allentare la tensione (e ve lo confermo, quel gesto “sorridete” lo faceva anche la direttrice del mio coro.. che bel dettaglio, e che bel ricordo)
  • E infine, ovviamente, ha il coraggio di osare, e di proporre cose nuove.

Insomma la leadership è composta, a mio modesto avviso, solo per il 20%-30% di bravura tecnica, e per  il restante 70/80% di psicologia e relazioni.

D’accordo, questo era un film, ma solo perché vediamo tutte queste belle cose  in una sola scena. Ma non ditemi che non si possono applicare, con un po’ di attenzione, almeno una alla volta, nelle nostre piccole e grandi sfide quotidiane.

Un grazie speciale ad Alessandra Vesi per questo bellissimo spunto.

4 Risposte per “La leadership di Suor Maria Claretta”

  1. Isa scrive:

    fantastica questa analisi! Brava!
    a me piacerebbe che la gente applicasse alcuni di questi insegnamenti anche al di fuori della sfera lavorativa ;)

  2. Lanterna scrive:

    Accidenti, tutti i punti che elenchi coincidono con quello che cerco di fare quando insegno danza.
    Domani c’è lo spettacolo: appena ho il video lo posto sul Tubo e vediamo se i miei tentativi di leadership hanno dato buoni frutti ;-)

  3. Flavia scrive:

    in bocca al lupo!!! sono curiosissima di vederlo..


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