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Da aspirascional a ispirascional

Pubblicato il 22 aprile 2011 da Flavia

Tema: le coincidenze. Il dolore. Il cambiamento. I segni.

Svolgimento: Ognuno ha i suoi tempi nei cambiamenti. Siccome i miei sono lenti, la vita stessa ha deciso di prendermi per le spalle e darmi una scrollata pesante. Ma siccome non bastava e io continuavo ad avere lo sguardo perso nel vuoto, mi ha mollato anche un paio di ceffoni. Al che l’ho guardata finalmente negli occhi e le ho chiesto “Beh? che vuoi?” “Ma che vuoi TU!” mi ha rimbalzato.

Un libro che ho appena finito dice che per superare il dolore bisogna passarci attraverso. E’ inutile cercare di tirare su chi è a terra fratturato parlandogli di ottimismo, si genera l’effetto opposto. Ma è dannoso anche il compatimento, e sviscerare tutto quello che  è successo, e tutte le radici e le loro più piccole diramazioni di cause ed effetto. Così lo rinnovi  e lo rivivi mille volte.
Magari, dice quel libro, un modo per attraversarlo è scriverselo tutto,  e vederselo davanti, e così affrontarlo, riuscire a ridimensionarlo, a smettere di sentirlo come insuperabile. Un altro  modo è chiedersi che cosa si può fare per peggiorare ulteriormente la situazione.

Sono provvidenzialmente in contatto con persone che affrontano con coraggio nuove vite, sono felice di conoscerle, e ho voglia di ascoltare i loro segni e smettere di fare la forte. Non è che non ci pensassi già prima, ma è che  non sapevo bene come si fa.

Giorni fa mi dico che è ora di smetterla di fare finta di parlare solo di lavoro con qualcuno per cui nutro stima e affetto, qualcuno senza il quale sarei come senza  una gamba e un braccio. Mentre medito su cosa dirle e quando, ricevo una sua lunga mail che mi dice che forse è ora di smetterla di fare finta di parlare solo di lavoro. Mi siedo, me la rileggo incredula, e piango.

Giorni fa mi siedo per una presentazione, e per la prima volta in vita mia, ho lasciato i miei pensieri scritti a penna su un foglio e non li ho messi in powerpoint. Non avevo tempo, non avevo voglia, non volevo formalizzare troppo la riunione, non lo so perchè l’ho fatto. E’ un dettaglio che per molti non vuol dire un emerito niente, ma per me significa cambiare completamente stile. Powerpoint ti rende un brillante presentatore, ma allo stesso tempo un comprimario, perchè mentre parli lo sguardo di chi ascolta va da te allo schermo e così via, cercando forse la cosa che lo annoia meno tra i due. Stavolta parlo con un CEO in giacca e cravatta, e quando un po’ timidamente gli leggo l’idea, dicendogli che l’ho appena buttata giù (invece era stato di domenica, i bambini mi facevano un casino immane irtorno e io avevo preso la penna e avevo fatto disegnini colta da improvvisa illuminazione), la luce che gli vedo negli occhi e il sorriso e il modo in cui mi dice “Questo è MOLTO carino” sono per me un segno del cielo. Sono finalmente diventata un’altra.

Non più aspirational, ma ispirational.
Aspirational nel gergo dei pubblicitari è quel qualcosa di finto che però piace, quell’irraggiungibile che attira il desiderio. Quel voler dire “io sono così, ho tutto sotto controllo, e anche se non ci credete, in fondo mi invidiate”.
Ispirational è quello che piace a me e basta, è quello che ispira me. E se ispira anche te, ne parliamo e ne esce di sicuro qualcosa di buono.

Giorni fa ho appuntameto per l’aperitivo con qualcuno che avevo sentito affine a me in molte cose, ma che alla fine della mia ultima esperienza di lavoro dipendente (o meglio tossico-dipendente) avevo perso di vista, forse per via della mia fuga precipitosa e dolorosa da tutto quel mondo. Ci sediamo a raccontarci. Dopo un’oretta mi alzo che barcollo. Ci siamo detti di più nel tempo di uno spritz che in due anni e mezzo fianco a fianco. Ho visto per un attimo un riflesso di  una me felice e risolta. Scesa dal treno, uscita dal binari: le stesse immagini che ho sempre usato anch’io per la mia storia, solo che mi sentivo come se mi fossi buttata dal treno in corsa  spaccandomi tutta.
Leggetelo, ne vale la pena. Non avrei mai potuto scrivere un self-coaching migliore di questo.

gridoallaluna.wordpress.com – scendere-dal-treno/

5 Risposte per “Da aspirascional a ispirascional”

  1. Grazie per la. condivisione, molto vero

  2. Chiara scrive:

    “Leggetelo, ne vale la pena. Non avrei mai potuto scrivere un self-coaching migliore di questo.”. Verissimo. Buona Pasqua, Flavia!

  3. Halyna scrive:

    cara Flavia,sono una mamma immigrata…sei molto forte …ero anche io cosi ,vorrei condevidere la mia esperienza personale,non basterebbe un libro da scrivere e non so se sono in grado di racontare -vivere la vita da immigrato,tante speranze…sta sera ho visto te in TV -complementi,mi piacuti i tuoi ragionamenti.

  4. Flavia scrive:

    Halyna, benvenuta. Questo posto è fatto per condividere, quindi non avere timore e scrivimi la tua storia; e se ti va la pubblico. ok? scrivi a Flavia@veremamme.it
    oppure vai qui http://www.veremamme.it/scrivimi/


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