VereMamme su Glamour?!

Pubblicato il 03 dicembre 2010 da Flavia

 Lo sapevate che VereMamme è finito su Glamour di dicembre? Addirittura con servizio fotografico: potete vedermi, con i bambini, insieme ad altre testimonianze di “mamme cattive” (definizione facilmente equivoca, ma ci ritorno). Piattini ha detto: “tu su Glamour. Ci manca solo Sale e Pepe, e ho visto tutto”.
Se penso a due anni fa, alla mia urgenza di strillare al mondo che in ciascuna di noi esiste un modo non convenzionale di guardare alla maternità, che merita di venire fuori e guadagnarsi piena legittimità tra tutti gli altri, c’è da essere contenti del rumore che stiamo facendo ultimamente.

In particolare penso che VereMamme rappresenti un caso anomalo, con una risonanza che a volte va ben al di là dei due gatti che lo seguono. Chissà perchè? (qualche idea ce l’avrei, ma voi potreste dirmi la vostra. Si dice che allontano le grandi audience, ma essere me stessa e proporre idee concrete viene prima dell’audience…)

E’ piuttosto ironico che un articolo molto più azzeccato di altri nel cogliere lo spirito di una nuova generazione  venga da un magazine di moda (che dovrebbe riguardare solo l’esteriore..? l’apparenza?). Merito di una brava giornalista, che si chiama Francesca Tripodi. Molto più spesso ho visto articoli di quotidani che parlavano del numero incredibile di mamme che bloggano e di mamme che cercano nel web le risposte alle loro ansie e bisogni di informazione…è un angolo visuale riduttivo, e spesso cela una certa negatività verso il web, visto ancora da qualcuno (correggetemi se sbaglio) come lo strumento di comunicazione dei disadattati.  E quindi mamme sul web = donne sole, che cercano conforto reciproco. Ci mancano solo le ragazzine adescate su Facebook e il gioco dei benpensanti è fatto.

Questo articolo finalmente non è centrato sul mezzo, ma sul messaggio.

Bismama scrive “la sera vedo i bambini per un’ora e mezza, e so che non va bene, so che è troppo poco. Non è normale“. Ho fatto un salto e mi sono detta “Oh no! oh mio dio, io che per tutta la settimana sto con i bambini al massimo un paio d’ore la sera, per non parlare di quando viaggio!” Ma sai che c’è. Io sono contenta, e loro stanno bene, Pezzetto a scuola va benissimo, Pezzettino la mattina all’asilo mi abbraccia e mi bacia e corre via a giocare sereno, la buona notte e il buongiorno sono riti dolcissimi insieme. Quando io viaggio, il papà cerca di rientrare prima, e viceversa. I nostri lavori sono diventati più flessibili nell’ultimo paio d’anni. Essere mamme felici, o essere donne felici?, si chiede Bismama. Fare qualcosa per le “giuste misure ” (giuste, normali, ma in base a chi/cosa?), o piuttosto per essere veramente noi stessi, mi chiedo sempre io.

Ecco maggiori stralci della mia intervista, ovviamente ridotta di molto sul magazine per esigenze di spazio.

Perché ti consideri “un’ottima cattiva mamma”? 

Mi considero solo una persona come tutte le altre,con le sue risorse e le sue debolezze. Nè buona nè cattiva: non vorrei che ultimamente si abusasse del termine “cattive mamme” e lo si interpretasse come se all’improvviso un gruppo di scriteriate in Rete avesse lanciato la moda di fregarsene dei figli. Una volta sono stata citata da qualcuno come esempio di “donna in carriera che fa un figlio come un accessorio”, fantastico. Se ci giudichiamo e ci colpevolizziamo tra noi usando come metro di paragone la maternità (o la non maternità), il lavoro e le  scelte personali, vuol dire che c’è ancora tanta, tantissima strada da fare.

Ci fai degli esempi?

Sono “cattiva” quando mi scappano di bocca nel giro di due minuti almeno dieci frasi che i buoni genitori (stile SOS tata) non dovrebbero mai dire, quando per l’esasperazione divento autoritaria e urlo ordini, quando mi sento impazzire e piango se lui a due anni non mangia, invece di aspettare serenamente il prossimo pasto. Ma anche nel dirgli la mattina a colazione che sto partendo per lavoro e ci rivedremo tra tre giorni.
Soprattutto, sono “cattiva” se per tutte queste cose “orribili” non concepisco il senso di colpa: piuttosto, mi impegno a farne tante altre positive, con loro e per loro.

Chi è la “vera mamma” e quanto si distanzia dalla “mamma perfettina” (comprensiva, saggia, sollecita)?

Dietro molti blog e libri delle madri del 2010 c’è lo sforzo di rivendicare la propria autenticità e superare i tabù intoccabili della madre angelicata e sacrificale. La nostra vita è cambiata ed è infinitamente più complessa, eppure la madre ideale è rimasta quella: questo non va bene, ci fa male, ci lacera.
Ma di nuovo, non vorrei che “vera”, “cattiva” o”imperfetta” diventassero per molti solo uno stereotipo al contrario: nulla di più sbagliato. Ognuno deve poter seguire le proprie inclinazioni.

In cosa consiste la tua “imperfezione”?

Credo che consista nell’atteggiamento mentale per cui essere madre è solo uno degli aspetti della mia esistenza e non annulla tutti gli altri. Significa chiedersi cosa è meglio per loro e fare sempre il possibile, senza però avere il terrore di sbagliare e senza vergognarmi di mediare le loro esigenze con le mie. “Ora sei mamma, quindi loro vengono prima di tutto” è una trappola pericolosa, fonte di mille angosce e ansie da prestazione.

Cosa non sopporti dei doveri materni, cosa invece ti piace?
Non sopporto le intromissioni e i giudizi altrui che cominciano con gravidanza, parto e allattamento e continuano per molto ancora. Anzi incito apertamente alla ribellione. Si arriva all’assurdità di dividersi in fazioni in base a come partorisci, se/come allatti, i metodi di addormentamento, il passeggino il marsupio la fascia, la baby sitter, l’asilo nido…In Rete si arriva agli insulti. E’ pazzesco. Le nostre nonne si appoggiavano a un sapere condiviso femminile che di certo non lasciava troppo spazio a dubbi e domande, ma almeno non dovevano seguire mille teorie e mille dispute per il dovere di essere informate e “migliori delle altre”. E’ l’era dell’informazione, ed è difficilissimo, dopo aver ascoltato infinite voci… ascoltare solo noi stesse.
Dell’esperienza materna mi emoziona invece tantissimo l’idea di aiutare un’altra persona a nascere, crescere e a seguire la propria strada.

 

pdf Glamour 1 pdf Glamour 2


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Bilanci di VereMamme 2

11 Risposte per “VereMamme su Glamour?!”

  1. bismama scrive:

    Flavia, ti ho risposto anche nel mio post.
    Grazie per il commento e la citazione…ti incollo qui il mio commento

    Cosa dirti. Stiamo dicendo le stesse cose ma in maniera diversa. Io in effetti ho precisato che si può essere mamme felici della propria scelta ma non si può prescindere dal fatto che, questo, a volte comporta un'insoddisfazione…che spesso sfocia in sensi di colpa mostruosi.
    Quelli che io non ho.

    La frase che hai preso tu a modello, non a caso era scritta in corsivo. Non è "normale", ma in definitiva, normale rispetto a cosa? Io ho trovato la mia dimensione, a volte sbaglio nell'essere mamma…che è una delle cose più difficili e ansiogene del mondo (soprattutto in alcuni momenti tipo l'adolescenza) però riesco a capire se sto sbagliando guardando la mia immagine riflessa nei bimbi. Se loro mi vedono come una brava mamma non è perchè mi hanno idealizzata ma perchè lo sono! Quindi anche se passo poco tempo con loro, quel poco è speso bene.
    In ogni caso queste discussioni, questi articoli di giornaliste che vanno oltre lo stereotipo, servono a chi è già mamma, o a chi lo sarà, a insegnare che fare i genitori non è un "mestiere" nel quale puoi avere valutazioni o puoi paragonarti ai budget raggiunti dal collega della scrivania accanto. Ogni genitore cresce con il proprio bimbo…si cresce insieme imparando a vivere. A volte scendendo a compromessi, l'importante è che alla base di OGNI scelta ci sia la felicità e la dignità d'essere quel che si vuole essere.

  2. pontitibetani scrive:

    @flavia … che dire!!
    :-)
    mi piace.
    appena fatta la conferenza … pubblico l'articolo che avevo preparato in tema mamme "cattive" e rete.
    mi conforta tantissimo che senta grande affinità con tutte quelle pseudo-"mamme cattive"-blogger che in rete si sforzano di creare nuovi pensieri sull'essere madri …

    (prima non si può pubblicarlo, sarebbe come spacchettare i regali di natale prima del 25 dicembre, e qui ci starebbe stato a fagiolo!!!
    acc!
    un abbraccio.
    sono fiera, se si può dirlo, di guardare la strada che stai aprendo!!

  3. Flavia scrive:

    @bismama grazie mille per i pensieri. servono a crearsi ognuno i propri punti di riferimento. E' così che mi piace sfidare insieme a voi i vari concetti di "normale"…
    @Monica pontitib dacci il link per la conferenza. cercherò di esserci!

  4. Paolo Pugni scrive:

    Questo post e questo articolo sono stati citati qui oggi
    http://bit.ly/i1kMkB
    un pezzo sulla perfezione di famiglie e mamme
    Grazie
    Paolo

  5. Flavia scrive:

    Ho visto, Paolo, grazie mille!!

  6. Paolo Pugni scrive:

    grazie a te di essere passata a trovarci… o a controllare? ;-)
    Paolo

  7. Flavia scrive:

    ;)) beh, mi fa piacere avervi conosciuto intanto!! il titolo del vostro post mi sembrava positivo ma la… curiosità di vedere se qualcuno mi considera una disgraziata degenere c'è sempre! :))))

  8. polly5vm scrive:

    sono fondamentalmente concorde in tutto. Non esiste una mamma "cattiva" né tantomeno una mamma "perfetta". A mio avviso esiste una mamma, con le sue perfezioni e imperfezioni.

    ma nonostante io sia consapevole di non essere "perfetta" cerco ogni giorno di migliorarmi tendendo a quella "perfezione" che so esistere per i miei canoni e le mie possibilità.

  9. polly5vm scrive:

    sono fondamentalmente concorde in tutto. Non esiste una mamma "cattiva" né tantomeno una mamma "perfetta". A mio avviso esiste una mamma, con le sue perfezioni e imperfezioni.

    ma nonostante io sia consapevole di non essere "perfetta" cerco ogni giorno di migliorarmi tendendo a quella "perfezione" che so esistere per i miei canoni e le mie possibilità.

  10. polly5vm scrive:

    ops scusate il post doppio!!

  11. Flavia scrive:

    figurati Polly…:) grazie del commento


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