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Come augurio, l’ascolto

Pubblicato il 22 dicembre 2010 da Flavia

“Mai più trasferte e riunioni sotto Natale. La città è un delirio” stabilisce Giuliana.

Come al solito, non mi dispiace far la spola tra treni, taxi, uffici, passando anche per la neve, la nebbia, la pioggia gelata. E non mi dispiacciono gli alberi di Natale nelle stazioni, le luci nelle strade, le bancarelle, le folle, prendere la macchina all’alba nel freddo e tornare a casa di notte.

Piuttosto, mi dispiace rendermi conto di quanta gente sia prigioniera di una vita non sua,  anche e soprattutto in questi periodi. Glie lo leggi negli occhi quando ti parlano di tutti gli impegni, dell’ansia dei regali. Non so, devo avere una particolare avversione dovuta a qualche trauma irrisolto, ma mi colpisce sempre il fenomeno dei riti collettivi a cui ci adeguiamo per forza.

In treno sono circondata da consulenti aziendali; li riconosci perché parlano al telefono di clienti e commesse importanti, usando il loro gergo, preoccupati di difendere la loro immagine professionale.  La donna seduta di fronte a me sarà mia coetanea ma ha l’aria stanchissima, ha chiesto a qualcuno al telefono come stanno i bambini, poi si è tuffata nelle mail e il suo viso è diventato un campo di battaglia: tic, scatti nervosi, movimenti bruschi. Quanto sia genetico e quanto risultato di anni di un lavoro atroce, non saprei  dire.
E poi non sopporto ascoltare le telefonate altrui; per me tutte le telefonate, anche quelle professionali, sono un fatto personale, discreto, quasi intimo, l’esatto contrario dello show che va in scena intorno a me ogni volta che prendo un treno.

Quest’anno, essendo ormai entrati nell’età dei ricordi consapevoli, voglio regalare ai Pezzetti un Natale tranquillo nella loro casa, con il loro albero, i loro pacchi, il panettone e il torrone sotto, e il loro presepe. Tutto quello che di buono ci rimane del Natale viene dalla nostra infanzia e dalle atmosfere che abbiamo conservato dentro, e allora ho insistito con i nonni perché questa volta vengano da noi. Nessuna frenesia, nessun rumore, nessun pellegrinaggio tra case di parenti (sto arrivando a casa, Pezzetti… Mi siete mancati in questo paio di giorni. E certo devo essere impazzita per concepire il desiderio del silenzio insieme a voi).

Ecco un pensiero natalizio, se vi va. L’ascolto è uno degli atti più liberi e responsabili che possiamo compiere – nessuno può costringerlo, nessuno può controllarlo, solo noi possiamo scegliere chi ascoltare – e tuttavia richiede delle capacità che nessuno ci insegna. E’ frutto di umiltà, delicatezza e cura verso gli altri. (*) Pertanto il mio augurio per quest’anno è: ascoltare.  Me stessa nel profondo, i bambini, le persone che mi possono arricchire. Creare sempre le occasioni per esercitare quest’arte, anche attraverso il mio lavoro. E avere in premio, anch’io ogni tanto, qualcuno che trovi bello ascoltarmi.

I miei migliori auguri, per degli  attimi colmi di silenzio e ascolto, a tutti voi.

 

(*) appena iniziato: L’arte di ascoltare, Manuale Pratico per apprezzare il silenzio e dar valore alle parole. Francesco Torralba, Rizzoli

8 Risposte per “Come augurio, l’ascolto”

  1. Ondaluna scrive:

    Quando parla la parte più intima di te è il momento in cui mi innamoro di te.
    Ma te lo avevo giù detto…

    ;-) Tvb.

  2. natalia scrive:

    Bellissimo augurio, grazie :)
    Ovviamente te lo giro con tutto il cuore a presto!

  3. Flavia scrive:

    wow Ondaluna non me l'avevi certo detto così :)))) auguri! anch'io ;)
    @ciao Natalia, che piacere sentirti! a presto!

  4. lorenza scrive:

    Bellissimo post, mi ha un po' commosso. E mi ha fatto pensare a Momo di Michael Ende, uno dei libri che più amo, una bellissima favola sull'ascolto e sui signori grigi (ecco come passeranno alla storia, i consulenti aziendali che vivono vite non loro…)

  5. Flavia scrive:

    evvai! ho persino commosso qualcuno? sento che sto arrivando a una svolta importante. vadio a leggermi l'oroscopo..
    (bacioni , Lorenza:))

  6. Mamma Cattiva scrive:

    Auguri Fla', sto recuperando qualche post perso qua e là e questo ci sta proprio bene.
    L'ascolto e il silenzio (nostro) necessario per favorirlo sono quanto di meglio possiamo augurarci. Non sarebbe male un solo giorno in cui praticarlo tutti. Pensa che forte, tutti zitti in cerca di qualcuno da ascoltare per scoprire che non c'è proprio nulla da sentire. Che pace! :)

  7. solitaMente scrive:

    E' uno splendido augurio che accolgo e cercherò di fare mio!!!
    Buon Anno Nuovo anche a te e ciurma :)

  8. Flavia scrive:

    @Già MC, sai che pace..;)
    @Benvenuta SolitaMente, buon anno!


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