Smarrimenti necessari, e lavori fatti con passione

Pubblicato il 07 settembre 2010 da Flavia

Come prima o poi accade, a un certo punto ci si blocca. VereMamme deve cambiare, forse anche il nome, ma sicuramente deve andare insieme a me verso qualcosa di nuovo che ancora non so. Naturalmente, essere incapace di pianificare un cambiamento non è da me, e mi sconvolge (ho annotato su un foglio: “trovare una nuova idea”. Bene! Chiaro!)
Per questo ho ascoltato con particolare interesse un’intervista (la radio in macchina può essere fonte di improvvise illuminazioni), in cui il professore di turno diceva, in sostanza: ci preoccupiamo troppo di cercare l’equilibrio. L’equilibrio non esiste, se non quando ci lasciamo liberi di ascoltare noi stessi. Abbiamo dentro di noi un cavallo, che vuole le sue velocità, a volte il trotto, a volte il galoppo, a volte vuole fermarsi. Tenere le briglie sempre troppo strette ci provoca sofferenza.
E così “girare a vuoto” è una fortuna, perdersi è una fortuna. E’ un buon segno, perchè vuol dire che qualcosa ci sta chiedendo di provare delle strade nuove. Bisogna perdersi, ogni tanto.

Dunque resto persa per un po’, in attesa che le strade si manifestino da sè, come del resto è già successo tante altre volte in cui da un giorno all’altro le idee confuse si sono schiarite all’improvviso senza sforzo (fantastici quei cavalli quando ti lasci portare!), e intanto mi affido alle parole altrui.
A breve mi piacerebbe avere un nuovo Blog Cafè (alla fine è più forte di me: qualcosa in programma c’è), ma oggi vi ripropongo queste, sul lavoro e sulla passione, le due dimensioni che più mi piace esplorare insieme a voi.

“Magari chi non sa come lavora un avvocato non può capire che il lavoro quotidiano, soprattutto di un penalista, è piuttosto vario e fondato sull’intuizione e sulle ricomposizioni creative. Per questo l’approccio creativo al lavoro è una modalità nota ed è l’unica possibile quando cerchi una verità processuale che esula dalla Verità in senso assoluto (che mai potrà essere raggiunta).
Per trovare nei documenti processuali qualcosa che gli altri non hanno visto, ma che è già li, devi esaminarlo con un atteggiamento fantasioso.
L’analisi costruttiva dei lavori fatti male, poi, è all’ordine del giorno: se non impari dai tuoi errori, non accumuli esperienza, che per noi è come accumulare vite in un videogioco! Più ne hai, più sopravvivi e più risultati raggiungi.
Nella gestione del tempo, poi bisogna essere maghi: i nostri tempi sono o dilatatissimi, spalmati addirittura su anni, oppure rapidissimi, quando arriva l’urgenza vera, quella per la quale la scadenza fa la differenza tra la libertà o meno.
Quindi ci si allena a gestire entrambe le modalità temporali.”
(Silvia, avvocato)

 

“Amo i gatti. Per i loro zampini di velluto, e le fusa, e il naso bagnato.
Amo la loro intraprendenza, la faccia tosta, il loro pretendere.
Amo come si acciambellano fino a formare una perfetta palla di pelo, sul posto più morbido e caldo della casa. Amo la loro dignità, la loro eleganza.
Amo il fatto che avere un gatto è come avere una tigre in casa.”

(Mammainbluejeans, veterinario)

 

 ”Per la donna la decisione di cercare un percorso professionale di alto profilo nasce da una forte motivazione personale. Si potrebbe dire che mentre un uomo deve, una donna sceglie di fare carriera. Per questo spesso il lavoro ideale viene definito ‘creativo’.
“Un lavoro creativo, che consente libertà di pensiero, libertà d’azione”.

“Autonomia: poter creare, applicare la fantasia alle attività, valutare tutte le possibilità e, se utile e proficuo, poter innovare”.

“Fare qualcosa che sento mio e a modo mio”.

Creatività non intesa in senso stretto. Un lavoro è ‘creativo’ se permette una espressione di sé e delle proprie capacità. Ecco così subito un bello squarcio negli stereotipi: che vedono il lavoro manageriale chiuso nel mondo della razionalità, della necessità e dell’aridità economica. E che, per contrappasso, intendono il lavoro ‘creativo’ come para-artistico, tutto pulsioni e sregolatezza.Il lavoro manageriale, guardato dal punto di vista delle donne, può essere creativo.
(Luisa Pogliana, a proposito delle manager che ha intervistato)

 

Secondo me il lavoro non è una ragione di vita. Le nostre passioni lo sono, quelle sì.

Continuate con le vostre?

 

11 Risposte per “Smarrimenti necessari, e lavori fatti con passione”

  1. M di MS scrive:

    Mio marito, che mi ha insegnato ad essere un po' zen, mi ha raccontato questa massima: se la via è chiara allora è chiara, se non è chiara non è chiara.
    Chiaro, no?
    Questo per dire che la creatività, lungi dall'essere irrazionalità secondo un certo stereotipo, segue un suo percorso illuminante, a strappi o ciclico, non importa. Non fare è già fare qualcosa, così come stare zitti è comunicare: stai già lavorando al tuo nuovo progetto.

    Quanto alle mie passioni…faccio veramente fatica a distinguere cosa sia lavoro e non lavoro, vivo una vita liquida, in una coppia liquida, in un società liquida. L'importante è sentirmi libera ed indirizzata verso una meta, la passione c'è in tutto. Mi sento un po' fortunata e un po' brava.

  2. Flavia scrive:

    bellissimo :) grazie!

  3. concordo con M. non so cosa sia lavoro e cosa sia passione…
    se hai tempo ascolta questo brano:
    http://www.youtube.com/watch?v=vGXys-PUcWk
    io lo adoro, mi piace l'idea che la vita sia passione, in quelloc he respiriamo, neòlle azioni e nei silenzi… e perchè no, anche nei cambiamenti di vere Mamme!

  4. piattiicinesi scrive:

    eh, parli a me di cavalli inetriori, che sono un sagittario nato nell'anno del cavallo di fuoco (tengo a precisare che non credo agli oroscopi). qui è tutta una passione…
    ho sempre pensato che la creatività sia una cosa che fa parte della natura umana, senza la quale l'esere umano non può andare avanti.
    la strada è sempre tortuosa, ma questo è il bello. e per essere veramente creativi ci vuole anche uan certa costanza, una sapienza del mestiere di fare le cose, di come farle, altrimenti si è solo fanfaroni.
    io mi sento spesso così, fanfarona, però ho una corda bella forte che mi lega alla sedia e un seggiolino eiettabile per alzarmi quando è ora.

  5. bismama scrive:

    Anche IlMaritoIdeale come quello di MdiMS mi ha insegnato ad essere zen. Proprio oggi l'ultima lezione che diceva "concentra le energie per noi. Quello che farai per gli altri varrà oro oggi ma meno di cacca domani". Ha ragionissima…ho deciso che penserò più a me, ai miei pensieri e alle mie passioni e progetti. Farò qualcosa per gli altri se questo farà strbene anche me, niente sarà più dovuto.
    Quindi, da oggi, la mia prima passione divento IO!

  6. bismama scrive:

    P.s. io non voglio che VereMamme sparisca o cambi nome…… daiii ti faccio gli occhietti dolci! ^_^

  7. Flavia scrive:

    @mammainbluejeans l'ho ascoltato subito e sono stata rapita :) grazie!

    @PIattins, yes, è una strada tortuosa… e nel mio caso ben venga anche il seggiolino eiettabile.

    @Bismama grazie degli occhi dolci ;)

  8. nuvola scrive:

    Qualcuno ha detto che bisogna perdersi per ritrovarsi…il problema è e se poi non ci si ritrova? Magari però si trova qualcun altro che ci piace di più. In questi giorni di cambiamento penso molto a questa cosa e anche al cavallo…colpita una volta da una dissertazione articolata con un distinguo tra l'essere come un cavallo e l'essere come un dromedario, in cui si spingeva per la qualità di vita offerta dal fare come il dromedario. Forse fare come il dromedario è più rassicurante ma se ogni tanto non si lascia libero l'istinto, la passione, se non ci si butta, non si sperimenta…cosa resta? Chissà se chi dissertava di cavalli e dromedari vota ancora per il dromedario? Secondo me no…

  9. Flavia scrive:

    Ciao Nuvola, benvenuta. Ho visto da te che hai dei cambiamenti in vista..? bello. ti auguro di affrontarli con la massima energia ed entusiasmo.
    Io non me lo chiedo neppure: decisamente cavalli in libertà. Ho sempre fatto upshifting (nel senso si incasinamento aggiuntivo e progressivo della vita) piuttosto che downshifting/dromedario… salvo appunto, prendersi delle salutari pause :)t

  10. Chiara 2 scrive:

    Arrivo in ritardo a commentare, ma tu sappi che ci sono sempre. In questi giorni, il discorso del lavoro per passione mi colpisce, perché forse ho trovato un modo per svoltare (temporaneamente, ma chissà quali ripercussioni ci potranno essere in futuro) e ritornare a fare qualcosa che mi appassiona.
    Se tutto va in porto, questo lavoro sarà nella città che amo. Il che significa 2 ore e mezza di treno AR, anche se probabilmente non tutti i giorni. E significa anche che forse avrò periodi in cui starò a casa, ma anche periodi in cui magari non vedrò i miei figli per 2-3 giorni di seguito.
    Varrà la pena? Chissà.

  11. Flavia scrive:

    Ciao Chiara, non sai il brivido che mi metti con queste novità. Se vale la pena il cambiamento e affrontare una vita più complicata invece di una routinaria, per fare qualcosa che ti appassiona? Non me lo chiedere nemmeno.


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