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Gita fuori port..one.

Pubblicato il 23 giugno 2010 da Simo2

A Pasquetta siamo stati a Mantova. Che ci vai a fare a Mantova? Vi chiederete. Semplice: la gita fuori porta. Vista la distanza è  più che altro fuori portone, ma a farla vicino casa son bravi tutti, e così ci siamo sparati due ore e 40 di auto (graziati dal Signore per cotanta audacia, visto che non abbiamo fatto manco un minuto di fila sia all’andata che al ritorno.)

“Amò, che si fa a Pasquetta? Qua mette brutto”

“Andiamo a Mantova, Simo.Dicono che è molto bella”

“Già, è tanto che me lo dici.Potremmo approfittare della festa, tanto chi vuoi che ci sia per le strade?”

“Certo Simo.Chi vuoi che ci sia? Se vediamo che c’è casino si torna indietro e si cambia meta”

“Ovvio”

Vedete perché lui mi ama? Perché lo assecondo e dimostro piena fiducia in lui.

“Andrea, ma lo sai che a Mantova ci abita Elisa?”

“Elisaaaa…..”

“Elisa. Un’amica mia,quella mora…blablabla, che ama i gatti blablabla…”

“Ottimo. Chiamala, e dille che andiamo da lei, così magari ci incontriamo”

Vedete perché io lo amo? Perché vivere con lui è semplice, è facile, e mi legge nel pensiero. E non solo è contento di farmi incontrare un’amica più mia che sua, ma tiene a questo incontro quanto me.

Lasciamo stare che Elisa è una bella ragazza…

Partiamo con tranquillità senza aver inserito Mirando (il navigatore). Per tutto il viaggio piove e io e Andrea ci scambiamo sguardi compiaciuti e complici che volevano dire “Sì, qua piove ma a Mantova c’è il sole. Ce l’hanno detto tutti i siti di Meteo che abbiamo visitato”.

A meno che quella cosa gialla e tonda nel disegnino non fosse un sole ma una meteorite infuocata che si abbatterà su Mantova proprio quando ci siamo noi.

Mentre sto parlando con Alice con la testa girata a malo modo come una Barbie rotta, sento Andrea che fa “Eccola!Ho visto la città!”

“Cos’ hai vist…?”

Ecco. Dirò una cosa che farà felice i mantovani. Mantova vista dal Ponte di San Giorgio è BEL-LIS-SI-MA. Sembra che ti dia il benvenuto. Tutta lì, che ti accoglie circondata dall’acqua. Facendo ponte San Giorgio in auto ho avuto la sensazione di essere su un ponte levatoio. L’acqua a destra e a sinistra (che sapete che non è un fiume ma un lago che una volta era un fiume…non c’ho capito una cippa lippa, ma fidatevi c’è l’acqua), la fa sembrare quasi una città delle fiabe. Mi è subito piaciuta un sacco. Ci infiliamo nel primo parcheggio che troviamo, quello sotto le mura al grido di “Qua non troviamo posto manco a pregà!” e invece (graziati per la seconda volta dal Signore per cotanta audacia), non riusciamo manco a fare mezzo giro del parcheggio che si libera pure un posto. Il parcheggio nei festivi è pure gratis.

Veramente miracolati. O paraculati. Fate voi.

Saltellando dalla contentezza come dei canguri strafatti di pasticche, andiamo alla volta di Mantova, non prima di esserci tappati a dovere. Invece di Pasquetta sembrava Santo Stefano. Un freddo porco che a Pasquetta non si sentiva dal ‘73. Alice incappucciata e armata della SUA macchina digitale sembrava una fotografa-nana in incognito. Io mi ero munita di una felpona con l’interno di pelo di pecora merinos incrociata a un bue muschiato, Andrea invece con una giacca a vento che pareva il cugino di Messner venuto a far Pasquetta in città.

E’ ovvio che avendoci avuto solo un giorno a disposizione abbiamo visitato solo il centro, ma Mantova è bella, ordinata e pulita. La raccomando.

“Simo, ti piacerebbe visitare Palazzo Te?”

“Io?”

“Sì”

“Te no?”

“Io sì. Come, te no?”

“Hai detto ‘te’. Perché solo io? Voi non venite?”

Devo continuare?

Intanto mando un mms pieno di speranze a Elisa.Magari lei è via, oppure c’è ma ha da fare, magari è a pranzo fuori, magari non ha voglia semplicemente di vedermi. Quindi fotografo un angolo qualunque del centro e glielo spedisco con su scritto “Indovina dove siamo?”

Dopo un nano secondo mi risponde “Ma sei a Mantovaaaa???Stupendo!Vediamoci!”

In quel preciso istante penso di averla amata. E poi è acuta! Ha riconosciuto la sua città! No, non è così facile. Sapete che se fotografate un angolo della mia, e me la fate vedere potrei dirvi tutte le città d’Italia fuorché quella? Non ho questo senso. Non la riconosco nemmeno quando la fanno vedere al tiggì regionale!Fatto sta che ci diamo appuntamento alle due. Nel frattempo decidiamo di mangiare, visto il languorino e ci guardiamo intorno alla ricerca di un posto, fino a che tutti e tre non guardiamo dalla solita parte con gli occhi a forma di hot dogs.

Prima di entrare chiama mia madre che vuole essere rassicurata sul fatto di essere arrivati sani e salvi alla meta. Fisicamente si intende. Di mente, sana, io non lo sono mai stata e lei lo sa bene.

“Ma vi siete portati i panini?” Ha sempre paura che moriamo di fame.

“No mamma, mangiamo qua”

“Che bello! Chissà che ristorante!Che pietanze!”

“Mc Donald’s, mamma”

“Ah”

Dopo, con la panza piena e unti come le patatine fritte,mi metto a smanettare al cell, per l’incontro con Elisa. Lei mi manda un sms dove dice che non trova parcheggio.

Elisa? Che è di Mantova? Noi siamo forestieri  l’abbiamo trovato subito.C’è qualcosa che non torna.

Aspettiamo che Elisa giri in tondo come la ruota della fortuna e che si catapulti in piazza. Secondo voi che piazza abbiamo scelto per l’incontro? Piazza delle erbe. Infatti nell’ora dopo sembrava che avessimo fumato non solo l’erba ma anche un’intera piantagione di cannabis, da quante figure di merda abbiamo fatto.

Rettifico: ho fatto.

Per primo la vede Andrea (si sa:è un uomo) e mi dice “Io l’ho vista!” (si sa, mi mancano giusto una ventina di centimetri sennò l’avrei vista per prima io). Poi la vedo, bella e caruccia che si guarda intorno. Faccio un cenno che potrebbe essere tradotto in “Abbellaaa!!!Stoqqquaaa!!!” mentre Andrea assume un’espressione che potrebbe essere tradotta in “Meidei Meidei!Allarme rosso!”.

Ci abbracciamo e ci baciamo in mezzo alla piazza come due pazze, mentre Andrea e il moroso di Elisa  si scambiano una stretta di mano e parole di conforto.

Io sono stata molto cortese col fidanzato che non conoscevo “Abbello! Fatti bacià! Come stai? Comunque coraggio, ce la puoi fare, c’è di peggio nella vita”.

Al che lui ha guardato la fidanzata e ha detto “Elisa, se Simona la conoscevo prima, era meglio. Evitavo di fidanzarmi con te”.

Mi chiamavano Cupido.

Il tempo per vederci è poco ma Elisa ci propone “Ecco…diciamo…avete già pranzato?”

“Sì”

“Bene…dicevo…quindi siete a posto…bhè…”

“Che?”

“Cioè…insomma…CI SPARIAMO UN GELATO MAXI????”

Inutile dire che abbiamo accettato. Mi guardo smarrita intorno. “Una gelateria….una gelateria…dove possiamo andare…una gelateria…”

In tre mi prendono per le spalle e mi fanno voltare. Ce l’ avevo dietro. Io, Alice e Elisa ci fiondiamo dentro prendendo al volo le ordinazioni degli uomini (vedete perché li amiamo? I due secondi netti ci hanno sparato due gusti, così. Uno dei due ha addirittura detto “Fai te”) e manca poco ci picchiamo per pagare, fino a che Elisa non mi ha zittito con un “Guai a te! Pago io che siete miei ospiti!” Manco fossimo seduti nel suo salotto. Vuoi vedere che è la figlia del Sindaco?

Abbiamo mangiato il gelato in piedi, nella stessa posizione di partenza, sembravamo 5 statue viventi, e c’è mancato poco che i passanti mettessero gli spiccioli nel berretto.

“Vi piace Mantova?” chiede Elisa.

“Certo! E’ proprio bella!”

“Cosa volete visitare?”

“Allora…ci piacerebbe Palazzo del Thè…”

“Palazzo Te, Simo”

“Vabbè, quello lì”

“Ah, sì, dovete andare da quella parte” Elisa indica est.

Andrea la guarda e lo vedo smarrito. Non vorrebbe mai contraddirla e cerca appoggio dal suo fidanzato che ha questa espressione :-o

“Ma…non è di là, Palazzo Te?”

“Ah sì? Forse hai ragione. Probabilmente è di là!”

Il fidanzato  ha preso Elisa per un gomito e ha sussurrato “Amore, sa più cose lui di Mantova che noi che ci abitiamo. Stai zitta”

Ma Elisa, caruccia caruccia, ha continuato “Il Castello ducale lo avete visitato? E’ di là se volete andare”

Andrea l’ha riguardata, ha fischiettato, ha guardato il ragazzo e ha detto “Orbene!C’è anche il castello ducale? Pensavo ci fosse solo PALAZZO DUCALE, che però è di là. Almeno da quello che dice la guida, ma può darsi che la guida sia stampata al contrario, sai a volte capita, voglio dire, o magari l’ho letta io alla rovescia, ci sta anche, può darsi che non abbia digerito il panino di Mc Donald’s e ho delle allucinazioni, se te che abiti a Mantova mi dici che è di là, io mi fido.”

“No, hai ragione, è di qua” Elisa non ci sta a capì più un cazzo e si giustifica con un “Ma io vivo in provincia”

Il fidanzato, dandole pedate per farla tacere, ha mormorato “Tesoro qua stiamo a fare figure di merda. Diciamo che abbiamo un appuntamento importante e andiamo via”.

Prima però di lasciarci ci siamo fatti scattare una foto di gruppo da una coppia di giovani (30 anni in due, alimortè). Il ragazzo, che somigliava vagamente a Demis Roussos, ci ha detto “Ma devo prendere anche lo sfondo dietro?” Io, ancheggiando ho risposto “Abbello, basto io per fare di questa foto un capolavoro!”

Io ne avrò scattate 98, ma ne valeva la pena. Datemi retta: Mantova è bella ed è da visitare. Magari senza di me e il mio senso dell’orientamento,  se non volete ritrovarvi nel cesso della signora Rosa, quando invece stavate cercando la Basilica di Sant’Andrea.

 

 da A Casa di Simo

Un commento per “Gita fuori port..one.”

  1. Flavia scrive:

    ciao Simo, benvenuta! Certo che siete dei personaggi niente male… :)


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