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7-8 Da Genova a Milano, passando per Bereguardo

Pubblicato il 05 giugno 2010 da Flavia

Abbiamo dormito per ben due notti a Genova, sia perchè gli Schenardi sono troppo simpatici, sia perchè la città merita un po’ di tempo e di calma. La giornata è splendida, si potrebbe prendere il battello per Portofino, ma ci sono già stata per lavoro anni fa (ai bei tempi, quando i piani marketing si presentavano “outdoor” a Rapallo) e non muoio dalla voglia di tornarci: preferisco perdermi nei vicoli. Il nostro piccolo rito prevede, come ieri, la focaccia per Pezzetto e il caffè per me, passando per San Lorenzo. Poi mi tuffo senza meta nei vicoli stretti e vengo assalita dagli odori, soprattutto quello delizioso dei forni. Ma anche quello delle tante pescherie. In una piazzetta sbucata all’improvviso davanti ai nostri passi ci sono bancarelle di anticaglie, quel genere di cose in cui mi perdo a lungo, e tra i libri scovo un’edizione di Moby Dick del ’56, con l’incisione della balena sulla copertina e anche la custodia intatta. “Glie la posso lasciare per 8 euro” dice l’ambulante. Io gli chiedo indicazioni e mentre lui gentilissimo mi spiega che sono esattamente a metà strada tra il Porto Antico e Via Garibaldi, io approfitto per dirgli che ho 7 euro, altrimenti devo cambiare 50, e, insomma.. tra un genovese e una salernitana… Lui, gentilissimo, non esita e accetta. Su Facebook commento che tutti quelli che ho incontrato da quando sono qui sono carinissimi con me e Pezzetto, e i miei ospiti Schenardi rispondono che sono tutte comparse assoldate da loro. Oppure sono io che sorrido a tutti, non lo so. E un’altra cosa: moltissimi ti danno il tu, il che mi piace assai.

Grazie alla cronaca in diretta su Facebook, riceviamo una dritta molto interessante da Chiara: in via Canneto il Lungo (e noi siamo proprio là vicino, mi dice un vecchietto) c’è una bellissima libreria per bambini, che si chiama L’Albero delle Lettere. Io e Pezzetto ci passiamo un bel po’ di tempo e alla fine usciamo con due libri bellissimi, uno dei quali, naturalmente, per Pezzettino. Dopodichè, seguendo il navigatore del Blackberry, mi ritrovo lontanissimo da dove volevo andare e, colti dallo sconforto e dalla stanchezza, saltiamo sul primo autobus che passa, e poi sul trenino del porto (tutto per noi) per arrivare al Museo del Mare. Sempre a proposito di gentilezza: pur avendo perso i biglietti non so dove all’interno del museo (oramai non vi meravigliate più, giusto?), non mi hanno fatto alcun problema per farci entrare nel sommergibile, che è attraccato all’esterno (e comunque avrei ben insistito: avevamo pagato la bellezza di 27 euro… ).

Dopo pranzo a casa Schenardi (in nove a tavola) si riparte: la prossima fermata è Bereguardo. I saluti sono allegri perchè tanto ci rivediamo domani al Mom Camp. Pezzetto dorme, e il tempo del sonno è quello che ci vuole per passare da un sommergibile a una cascina con tante mucche. Anche questa è un’esperienza che desideravo fargli vivere: gli animali, la casa in campagna, la… colazione con lo yogurth buono e il miele! Ne abbiamo approfittato per fare tutti insieme una bella passeggiata a Pavia per cena, e insomma, siamo alla fine, e fino alla fine è stato tutto perfetto. Dovrò fare, come nella mia migliore tradizione di tanti anni fa, un bilancio del viaggio con la “top ten” dei momenti  più significativi, ma sarà un lavoro difficile, ce ne sono stati troppi. Intanto ancora una volta grazie dell’ospitalità, Chiara e Luca. Il sonno da voi è stato placido, e incredibilmente senza neanche una zanzara in camera da letto (oppure è il repellente di cui ci siamo spalmati che ha funzionato alla grande).

L’ultimo giorno lo abbiamo trascorso a Milano, The Hub, in piacevole compagnia sia per i grandi che per i piccoli. Giuliana con il nostro The Talking Village e Iolanda (Filastrocche / Fattore Mamma) hanno partecipato all’organizzazione del Mom Camp. Io ho fatto un piccolo intervento su Mom on the Road, l’idea e lo spirito, consigliando a tutti sinceramente di provarlo.

C’erano la Farmacia e Chiara, ho visto Wonder, Mamma Cattiva, il Mercatino dei Piccoli, Letizia di Bilingue per Gioco, Ci_polla, Smamma, e per la prima volta anche Professione Papà e Mamma Felice. Tra gli interventi sul tema lavoro, che mi appassiona sempre e su cui vorrei vedere passi avanti più concreti, segnalo Marisa Montegiove, di Manager Italia, per il progetto Fiocco in Azienda, e l’arrabbiatissima Valeria, con cui è partito un acceso dibattito (perchè dopo aver avuto figli siamo considerate meno sul lavoro? Eh. Forse perchè tutta la  cultura, il vissuto e l’immaginario del lavoro in Italia sono completamente sbagliati, e dal momento in cui giustamente non hai più 16 ore per l’ufficio, diventi automaticamente una schiappa. Discorso troppo lungo).

Pezzetto si è scatenato fino all’ultimo secondo della giornata. Alla fine ho delegato a Giuliana, che ci ospita stasera: “non so più che fare per metterlo a letto, dagli tu una botta in testa..”. (Il connubio con il suo Gabriele l’abbiamo definito un’associazione a delinquere).

Ok, ci siamo. Domani, domenica, si torna a casa. E così quest’anno farò anche il compleanno on the road.

5 Risposte per “7-8 Da Genova a Milano, passando per Bereguardo”

  1. Silvietta scrive:

    anche se non scrivo ti seguo sempre e questo viaggio, i tuoi resoconti e il tuo spirito mi sono davvero piaciuti un sacco. prima o poi spero di farlo anch’io! s. p.s. peccato essermelo perso per l’ennesima volta, il momcamp!

  2. Flavia scrive:

    Grazie Silvietta, mi fa piacere saperlo. Sì, fallo, lo raccomando a tutti… Al prossimo camp magari….

  3. Chiara 2 scrive:

    Sai che ci ho messo un po’ a capire che la foto ritraeva il mio bigliettino? La campagna fa male al cervello, lo dico sempre!

  4. farmaciaserrage scrive:

    E’ stato un piacere sia dal vero che leggere le altre tappe ,adesso fonderemo un club di reduci dove si può iscrivere solo chi ti ha ospitato!Ricordati che Pezzetto ha un cinquenne su Skype che lo aspetta!

  5. Flavia scrive:

    Chiara e Farmacia, siete troppo forti, davvero ;)


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