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5. Da Bolano a Genova

Pubblicato il 02 giugno 2010 da Flavia

Siamo a casa di Paola a Bolano, un borgo non lontano da La Spezia e dalle Cinque Terre. Dopo il crollo di ieri sera, Pezzetto per fortuna si è svegliato in forma. Devo confessarti una cosa, Paola: abbiamo fatto la doccia nella vasca con le paperelle, sì proprio quelle di varie dimensioni con il bandana rosa… Del resto avevi detto di fare come se fossimo a casa nostra…E, ah, un’altra cosa: il portasciugamani, quello con le ventose, ecco..non ce l’ha fatta. E’ caduto tante di quelle volte che alla fine ho dovuto finirlo e lasciarlo lì per terra, per non farlo soffrire troppo. Spero capirai…

Facciamo colazione e partiamo alla volta di La Spezia, dove prendiamo il treno per il Parco delle Cinque Terre: Pezzetto mi chiedeva da tempo di salire su un treno, perchè incredibilmente in quasi sei anni non l’aveva mai fatto. La prima fermata è Riomaggiore, e da lì comincia la famosa passeggiata dell’amore fino a Manarola. Il primo pensiero che ho avuto, a parte un notevole fastidio verso i mucchi di lucchetti in stile Ponte Milvio e Moccia, è stato: “Oddio, questa la racconterà al suo analista? racconterà di quando una fidanzata gli ha chiesto “Caro, andiamo a fare la passeggiata dell’amore?” e lui si è vergognato di rispondere “mah, non è niente di speciale, l’ho fatto da piccolo con mia madre”? Chissà. Superiamo Manarola e arriviamo camminando a Corniglia.

In macchina da Milano, un venerdì sera tardissimo, attraverso strade popolate da lepri e volpi, arriviamo a Corniglia e cerchiamo la camera che ho prenotato. C’è una vecchietta che ci accoglie, e la stanza non ha il bagno (è nel corridoio), ma ci sembra tutto perfetto. Il giorno dopo, anzichè avviarci verso la famosa passeggiata dell’amore (tanto decantata dai vari colleghi e colleghe milanesi che per anni mi avevano sbrodolato i loro week end fighissimi in coppia), cerchiamo una spiaggia. Ci arriviamo dopo un tunnel buio e spaventoso, è una vecchia galleria di una linea ferroviaria dismessa, ma quando sentiamo l’inconfondibile rumore di un treno che si avvicina ci si rizzano i capelli sulla nuca. Ma no, per fortuna il treno passa nel tunnel affianco, che corre parallelo…

Io e Pezzetto arriviamo a Corniglia dalla strada a tornanti quando c’erano almeno due alternative: le scale (ben 382 gradini) oppure, meglio ancora, la navetta. Ma noi no, siamo instancabili masochisti. Appena sbuchiamo nel centro storico riaffiorano i ricordi di quei primi week end col salentino: la piazzetta della prima colazione, la terrazza panoramica dove ci affacciammo di notte e vedemmo le lucciole. Avevo dieci anni di meno, tutta le libertà e le ambizioni ancora intatte, e gli avevo già detto: appena mi promuoveranno, partirò non so ancora per dove. Lui non si fece scoraggiare. E neanch’io…

Riprendiamo il trenino sotto un inaspettato acquazzone, ma alla prossima tappa, Monterosso, pare che non sia caduta neanche una goccia, fa caldo e torna il sole. tanto che ci mettiamo in spiaggia. Pezzetto acchiappa sotto le grinfie i soliti bambini malcapitati con cui giocare, e si catapulta tra le onde.

“Che ne dici, vuoi fare un’altra tappa (mancherebbe Vernazza all’appello) o andiamo dagli amici che ci aspettano?”
“uhmmm…gli amici”
“ok”
Alle cinque siamo di nuovo a La Spezia a riprendere la macchina (in condizioni sempre peggiori..ormai sembra un mezzo pesante di artiglieria di Desert Storm), e un centiniaio di chilometri ci separano dalla destinazione dei prossimi due giorni: Genova. Nel cuore di Genova, in un bel palazzo antico, ci sono loro, i fantastici Edoardo e Maddalena con i loro quattro bambini. Vi dico solo che Pezzetto si è piazzato in camera loro a dormire, e la serata mi ha dato solo un piccolo assaggio di quello che ci aspetta. E’ impazzito, eccitatissimo, strafatto di felicità insomma.

A domani.

 

2 Risposte per “5. Da Bolano a Genova”

  1. Lanterna scrive:

    Che cretina, lo sapevo anche che volevi andare alle Cinque Terre e non ti ho dato neanche uno straccio di indirizzo! Dove avete pranzato?

  2. erounabravamamma scrive:

    ma non ti devi preoccupare! il porta asciugamani con le ventose si riattacca passando le ventose prima sotto l’acqua calda, poi sotto l’acqua fredda (basta un istante). felice che abbiate usato le paperelle! bacioniiiii
    paola (erounabravamamma)


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