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4. Da Pisa a Bolano (SP)

Pubblicato il 01 giugno 2010 da Flavia

Stasera divido una casa con qualcuno che non ho neanche visto, ma solo sentito rientrare. E divido il letto con un bambino distrutto dalla stanchezza, che spero ardentemente di non aver fatto ammalare. Ma facciamo un passo indietro.

Arriva quel momento del viaggio, quel giorno in cui ti svegli una mattina e scopri che le tue energie (psicofisiche) hanno deciso di andarsi a fare un giro. Lui avrà già detto 55 volte “mamma” da quando ha aperto gli occhi, e tu ti senti sempre più nervosa perchè non trovi il reggiseno, per quanto assurdo ti possa sembrare: non allatti più da quasi tre anni e non hai certo fatto una maratona del sesso la scorsa notte. Scosti gli scuri e vedi che di fronte a te un muro di nebbia avvolge quelle che ieri erano dolci colline assolate.

Toscana Family Holidays a Pieve di Santa Luce, dove ci siamo svegliati stamattina, fornisce tutto l’occorrente per rendere indipendenti le famiglie con bambini e farle viaggiare “leggere”. Ci sono nove appartamenti con una cucina superfornita, ma io non ho portato con me latte e caffè e ho disperatamente bisogno di una colazione al bar… già normalmente non so che farci col microonde. Intorno non si sente nessuno, la tranquillità è assoluta, e dopo un po’ di lavoro al computer (io) e alla DS (lui), usciamo per la colazione, insieme al sole per fortuna, e riprendiamo vita. Dopo, Pezzetto decreta di aver visto piscine ogni giorno (eppure questa è bellissima): quindi niente bagno qui, oggi ci vuole il mare. Agli ordini. Salutiamo Mascia che gentilissima ci ha anche regalato pasta e olio, e ripartiamo. 

Dovete sapere che il bagaglio per me è una specie di rito. Dopo tanti anni ho ormai la mia organizzazione fissa, modello business e modello vacanza. In questo viaggio poi ho riesumato il mio zaino storico, quello dell’avventura, sì, proprio quello lì. Le tasche laterali sono per i solari e il bagnoschiuma (e il pezzo di Marsiglia). La tasca davanti per i libri (ne entrano fino a quattro-cinque, più uno in orizzontale sopra agli altri). Quando il beauty case non entra nel trolley, si aggancia alla cinghietta esterna di cui di solito sono dotati i buoni trolley.
Ok – lo so che così passo per paranoica, ma il fatto è che in questa occasione avrei voluto che Pezzetto avesse il suo bagaglio e facesse tutto da solo, invece per esigenze di spazio ho dovuto mettere tutta la nostra roba in un’unica valigia. Circondata dal caos, stamattina mi sono impuntata: “puoi piegare e mettere in valigia il tuo pigiama?”  “Ma se lo hai tirato fuori tu perchè non lo rimetti a posto tu?” “Piega e metti a posto il tuo pigiama!”. Insomma.  L’allenamento dei maschi deve essere una missione.

Ormai gli piace studiare con me il tragitto del giorno sulla cartina. Prima del mare, gli dico, voglio farti vedere una cosa molto bella qui, e punto il dito su Pisa. Ho parcheggiato un po’ troppo lontano dal centro però, e abbiamo fatto una lunga camminata sul Lung’Arno, mentre lui mi assillava chiedendo il gelato e io riflettevo sul mio rapporto approssimativo con la tecnologia: uso il navigatore del blackberry per il tragitto a piedi e segno il nome della via dove ho la macchina in una bozza mail, roba che se faccio invio per sbaglio in ufficio si chiederanno cosa cavolo devono fare in Via Giovanni Bovio. I numeri di telefono utili per il viaggio ce li ho invece sul taccuino, che ogni tanto tiro fuori anche per annotare pensieri (come questo sul mio rapporto approssimativo con la tecnologia appunto). Mediamente giro con lo zainetto in spalla, le chiavi della macchina in tasca, il Blackberry in tasca (ebbene no, non ho l’Iphone), e il taccuino in mano ogni tanto, e una penna in bocca.

Piazza dei Miracoli è valsa la scarpinata, e anche il ritorno di corsa per evitare che ci scadesse il ticket del parcheggio. Ora però è ora di pappa. E qui viene il bello del social surfing in diretta su Facebook: il social-cacciucco raccomandato da My. Seguo l’Arno fino alla foce, a Marina di Pisa mi fermo a chiedere indicazioni, e dopo un paio di chilometri di lungomare lo trovo: il Barbarossa, posto forse un po’ kitch all’esterno ma dalla vista gradevole all’interno (immortalata dalla foto) e soprattutto con un cacciucco che Pezzetto ha adorato.

A questo punto siamo pronti per goderci il mare della Versilia, che in macchina è proprio una bella gita: Camaiore, Viareggio, Marina di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Marina di Massa e pure di Carrara. Dopo un paio d’ore di spiaggia a Pietrasanta (ovunque vada, Pezzetto trova qualcuno con cui giocare e fare il bagno) siamo ripartiti per la destinazione finale di oggi: Bolano. Nel centro storico del borgo, molto caratteristico e molto vero, con una porta, un bar, una piazza, c’è la casa dove ci ospita Paola. E’ divertente pensare che non sarei mai capitata qui nella mia vita se non conoscessi il suo blog e il suo libro. Ho anche il suo secondo libro, ma devo ancora iniziarlo..
Un suo vicino viene al bar a portarmi le chiavi di casa, ma quando entriamo vediamo il giornale di oggi. Oh oh. Sta’ a vedere che le non le ho detto il giorno preciso e ora c’è qualcuno. Infatti, c’è sua sorella, ci dice Paola al telefono, ma non c’è assolutamente problema, la casa è grande. Nessun problema neanche per noi allora, ci appropriamo di una stanza.

Il ristorante consigliatomi da Paola ve lo consiglio anch’io: si chiama I Marchesi, e fa dei panegacci olio e parmigiano buonissimi. Il cameriere ci ha acceso il bicchierino con la candela e mentre dicevo “ma guarda che cenetta romantica” Pezzetto mi è crollato addormentato sul tavolo. Proprio quello dietro i fiori che si vede nella foto del sito. Ha detto che non si sentiva bene e presa dai sensi di colpa ho ripercorso la sgroppata di oggi. Non ha dormito in macchina, a differenza degli altri giorni. E se avesse preso un’insolazione sul lung’Arno? O il raffreddore per il bagno a mare? Mentre sta così sulla tavola, col viso appoggiato sulle mani che mi mostra il profilo, con gli occhi chiusi, è proprio uguale a quella foto in 3D che mi disse tanto sui suoi lineamenti ancora prima che nascesse: gli occhi uguali al papà, anche da chiusi, e nel resto del viso qualcosa di me, nel mento, negli zigomi.

Buonanotte Pezzetto. Speriamo che un buon sonno ora aggiusti tutto. Questa pazza di tua madre.

Bene, abbattetemi anche oggi.

2 Risposte per “4. Da Pisa a Bolano (SP)”

  1. Lanterna scrive:

    Nel caso, vedrai che un po’ di tachipirina metterà tutto a posto. Quindi oggi battello?

  2. my scrive:

    è vero, il ristorante da fuori è inquietante!
    meno male che è piaciuto al tuo uomo!


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