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2. Da Cortona a Marina di Grosseto

Pubblicato il 30 maggio 2010 da Flavia

Pezzetto mi aveva fatto intendere, senza tanti giri di parole, che oggi avrebbe gradito una giornata più tranquilla, e anche a me dopo colazione non dispiace una pausa in piscina. Da una parte Marta fa una strana ginnastica rituale che mi ipnotizza (non ho idea di cosa sia), e i bambini parlano tranquilli, dall’altra io leggo sotto l’ombrellone.  Forse non immagina nemmeno quanto io apprezzi le persone essenziali e un po’ schive, che non ti riempiono la testa di chiacchiere, come ho l’impressione che sia lei. Un castello imponente domina dall’alto della collina di fronte, dicono che sia stato comprato da dei belgi. Al di là della strada bianca, Breon dà consigli a una sua ospite sull’addestramento del cane.  Mi chiedo come ci si senta a passare da New York City a Petrelle e dalle grandi mele ai grossi cani. Comunque ho la sensazione che vorrò tornarci, qui. Do una voce a Breon per dirgli che stiamo partendo, e lui urla “You’re kiddin’!!”

A mezzogiorno, dopo la foto e i saluti, ci mettiamo in macchina verso Cortona. Sono solo 25 km ma la strada è indescrivibile, una striscia stretta tra i boschi, che diventa tornanti, e poi discese, e poi strapiombi fin troppo vicini per i miei gusti. Pezzetto si meraviglia quando mi fermo tranquillamente in mezzo alla strada per scattare la foto del confine Umbria-Toscana, e ride: “non c’è nessuno mamma! nessuno!”. Interpretando male il navigatore arrivo, in cima a una salita, al Santuario di Santa Margherita (“invocata da coloro che sono in cammino di conversione”, quindi era destino) e da lassù il panorama arriva fino al lago Trasimeno, ed è una meraviglia.

Da facebook Luisa mi ha consigliato in tempo reale un fantastico posto dove mangiare a Cortona. Ci andiamo, ma è forse un po’ troppo elegante per due scappati di casa come noi (per le strade di Cortona c’è un sacco di gente  scicchissima e in tiro, mi sento un po’ a disagio con i jeans pescatora e gli infradito), e soprattutto è pieno. Ci eravamo persi nei vicoli strettissimi e per uscire dalle mura e trovare un parcheggio ci abbiamo messo un po’. Ce la caviamo con poco in un’altra onesta trattoria poco distante, di cui ricorderò il nome che sembra un incitamento alla firma della petizione per l’epidurale: “La croce del travaglio” (ma come gli è venuto?).

Le tre passate, ed è ora di ripartire dalla bella Cortona, questa volta puntando verso il mare. Alla fine di 130 km di guida, tra foreste, colline, magnifiche case di pietra, pianure, distese infinite di campi multicolori, passando per S.Giovanni D’asso e Montalcino e un’infinità di altri nomi sconosciuti (forse però ogni tanto varrebbe la pena di cambiare i setting da “percorso breve” a “percorso veloce”, eh, se solo sapessi come si fa), insomma alla fine di questa lunga traversata arriviamo a Marina di Grosseto. E lì, in una bellissima casa di fronte al mare, ci aspetta Lisa.
Pezzetto si è esaltato. Si è innamorato immediatamente di Public Enemy e si è sfrenato in giardino e in spiaggia mentre noi cenavamo lì al mare. Anche oggi alla fine della giornata ha trovato il senso e il premio di tanta strada. E anch’io.. insieme al gusto di parlare con le persone diverse che ho conosciuto grazie alla Rete.

Mi sto riappriopriando del concetto di viaggio che mi mancava da troppo tempo. Perchè, secondo la mia personale percezione dello spazio-tempo, arrivare in un posto e restarci qualche giorno è “vacanza”, interruzione, come dice la parola stessa, è il tempo che si ferma. Invece viaggiare è fluido, viaggiare è non fermarsi, è qualcosa che non si risolve in una partenza e in un arrivo, è il desiderio di andare oltre e vedere ancora, che ti divora e ti fa lasciare quella valigia lì, mezza aperta e mezza chiusa, senza disfarla mai. E il tempo col viaggio corre, galoppa, e la vita batte il suo ritmo con lui.
Per questo Pezzetto mi ha fatto sorridere oggi, quando mi ha chiesto “da quanti giorni siamo partiti?”

Uno solo :)

2 Risposte per “2. Da Cortona a Marina di Grosseto”

  1. bismama scrive:

    Beh….sei diventata il mio mito. Mi piacerebbe da morire fare quello che hai fatto con pezzetto. Rimango incantata davanti ai tuoi post!!!
    Brava!!

  2. Flavia scrive:

    Grazie dei complimenti Bismama, e credimi si può fare :)


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