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1. Da Roma a Città di Castello

Pubblicato il 29 maggio 2010 da Flavia

Bene, eccomi qui, mentre l’ometto dorme. Il primo giorno di viaggio ci ha stancati un bel po’. Ma allora com’è viaggiare da sole con un bambino?  Esaltante.
Certo la partenza non è stata delle più allegre. Dopo l’abbraccio del papà alla mamma fuggitiva, Pezzetto ha voluto ribadire più volte al fratellino, che non voleva lasciarci andare, che “questo viaggio è per noi, il prossimo sarà anche per te”. Per poi aggiungermi:  “Mi sa che mi mancherà”.
 Mi sono sentita esattamente così: colpevole di abbandono di tetto  coniugale e sottrazione di minore.

Ho scelto un borgo non troppo lontano come prima sosta, dal simpatico nome di Otricoli (uso ancora le care vecchie guide del Touring, e quella sui borghi d’Italia è una vera miniera). Qui siamo già in Umbria. Passeggiamo nei vicoli, e sono tutti per noi: c’è la cinta delle mura, le porte merlate, i passaggi che odorano di pietra umida, un pianoforte che suona, un piccolo museo con la riproduzione del Giove di Otricoli che è stato rinvenuto qui vicino.  Nessuna taverna però:  allora ci sediamo fuori dalle mura per una pizza al taglio. Quando ci scambiamo uno sguardo innamorato e Pezzetto finisce la sua pizza bruciacchiata sedendomi in braccio e riempiendomi di briciole, so che ricorderò questo viaggio e i suoi attimi di pace perfetta.  Anche se intanto i giovani vicini di tavolo si stanno mostrando i rispettivi tatuaggi.

Comunque lui ha capito subito lo spirito: abbiamo fotografato i nostri piedi che camminano, e mi ha chiesto “quale altro posto esploriamo ora?”.  Ci sono le rovine dell’antica Ocriculum poco distante, come sempre scarsamente segnalate, e decido di fermarmi a curiosare. La passeggiata è bella, il sentiero (stranamente) ben tenuto e senza cartacce, l’area molto vasta e con resti  a cui solo io posso  interessarmi (un pezzo di tomba a torre… grandi pezzi di terme… grandi edifici a più piani…è da qui che proviene la testa di Giove e un grande mosaico che ora si trova  ai Musei Vaticani…un pallone giallo sporchissimo del I sec. AC che Pezzetto trafuga e si porta  in braccio per la mia gioia…).  Un cartello dice “anfiteatro”, e mi inoltro subito nei prati tra l’erba alta gridando “aspettami lì!”, ma non riesco a trovarlo. Forse ci sono dentro, ma vedo solo l’erba.…che figura per un’esploratrice. Il Sole picchia duro, e il trekking si conclude al bar con un gelato (dove ci sono solo uomini e giornali sportivi).

Tappa successiva: San Gemini, proprio dove c’è la famosa fonte. “Uno dei borghi più belli d’Italia” recitano i cartelli, anche se risultano un po’… overpromising.  In effetti il paese è pieno di scorci molto belli, di chiese, di panni stesi, di piazzette dove si sente odore di legna, e qualche volta di peperoni. Incontro ravvicinato con una vecchietta che apre l porta proprio mentre sistemo la macchina fotografica sui gradini di casa sua, zeppi di vasi di fiori…  Qualcuno tira qualcosa dalla finestra ad un’amica in strada, e ridono. Penso che la vita fuori dalle città sia come un altro pianeta, penso che la differenza la facciano i dettagli, e la tua capacità di assaporarteli. Il lavoro del futuro dovrebbe permettere, a chiunque lo volesse, di vivere fuori dalle città.
Proseguendo ancora verso Nord incontriamo il parco archeologico di Carsulae, la bella sorpresa della giornata. La biglietteria con sale annesse (una attrezzata per i bambini) è una bella struttura moderna e la ragazza a cui mi rivolgo per i biglietti vuole assolutamente farmi lo sconto: “E’ residente a Narni? A Terni? Dipendente del ministero?, insegnante? Oppure ha…?.” “Ma sì certo certo, ho un blog, posso recensirvi!” Ridiamo. Sa anche cos’è un blog, come dimostra la sua risposta: “In quel caso dovremmo fare troppi sconti! (forse ha letto qualche articolo sulle troppe mamme blogger ….?) “Facciamo cosi’: il bambino non paga,  ma non lo dica troppo in giro!” (ecco). Passati i tornelli del parco, lo scenario è bellissimo, e mi ritrovo di colpo nella situazione idilliaca delle mie esplorazioni greche: le tombe macedoni di Vergina, le tombe dei Re a Cipro, i santuari sconosciuti dell’Attica… pochissime persone, distese di prati e il ronzio degli insetti.  Solo che ora c’è anche lui, qui con me, penso: che bello.  Ecco, qui sì che si vede bene l’anfiteatro, Pezzetto, vieni a vedere… Ma Pezzetto è in piena crisi di panico per le api, e piange senza controllo. Mi costringe a scappare via.  “Non mi interessa questo posto scassato, non devi portarmi mai più dove ci sono le api!” Altro che parchi archeologici, quiete e idilliaci ronzii.

Ok, siamo stanchi. E’ ora di coprire, tutto d’un fiato, l’altra metà del tragitto di oggi, un centinaio di chilometri fino a Città di Castello. Lui si  stende sul sedile posteriore e dorme, mentre io mi godo le curve e i paesaggi, il verde infinito,  le comparse improvvise di casali o castelli. Naturamente litigo col navigatore,  ma alla fine  ci porta a destinazione, dai primi amici di Rete che ci ospiteranno.  Ma di loro vi  racconterò domani.

Mentre noi macinavamo chilometri, il papà e Pezzettino trascorrevano una giornata altrettanto dura e piena di impegni: hanno visto al cinema “Puzzole alla riscossa”.
Ci mancano. Li abbraccio col pensiero.
Ma, come ha detto Pezzetto, “dovevamo farlo”. Sì piccolo, dovevamo proprio. Sogni d’oro.

6 Risposte per “1. Da Roma a Città di Castello”

  1. Flavia scrive:

    Giorno 2
    qui prende pochissimo e finalmente sono riuscita a postare dal portatile di Simon, 9 anni. mi stacco da qui prima che mi prendano per una dissociata ;)

  2. Silvia gc scrive:

    Pensa a postare la sera e durante il giorno goditi il viaggio!
    Simon, attento… non te lo ridà più il portatile (nei pressi di Città di Castello ci sarebbe un Simon novenne che gira con un portatile con connessione???)

  3. Mamma Cattiva scrive:

    Grandissima Flavia. Stai facendo una cosa troppo bella! Altro che sentirsi in colpa per aver saltato un suo appuntamento di gara sportiva. Questa sì che è competitività creativa, quella con i luoghi, le soste e i confini geografici. Sei una grande!

  4. lastaccata scrive:

    Te l’ho già detto Flavia: hai avuto un’idea splendida! Ti imiterò, un giorno, quando inventeranno un Tom Tom adatto anche a chi, come me, possiede delle ridotte capacità mentali.
    Un abbraccio a te e a Pezzetto. Vi invidio un po’, ma senza cattiveria. Dopo tanti mesi di conoscenza dovresti aver imparato che non conosco il significato della parola "invidia".

  5. giuliana scrive:

    ma che bel resoconto di viaggio! si sente che questo momento te lo stai proprio godendo, brava.
    un abbraccio a pezzettino, che fra un po’ gli facciamo aprire un blog, anzi un social network per figli-di-blogger :)
    buona continuazione!

  6. M di MS scrive:

    Bella Carsulae.
    La conoscono in pochi, per questo è più affascinante.
    Buon proseguimento!


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