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Viaggi

Pubblicato il 16 aprile 2010 da Flavia

Amburgo, 2005
E’ la prima volta che parto da quando sono diventata mamma, Pezzetto ha sei mesi. Mancherò tutta la settimana, con lui c’è il papà e la nanny, e fa uno strano effetto. Pero’ ho una strana ebbrezza addosso, mentre raggiungo i colleghi al bar dell’hotel. Sono l’ultima arrivata nel team internazionale. Ridiamo insieme. Sto bene, mi dico, sto bene. Sono fatta per stare qui.

Orlando 2005
Stiamo cercando di capire se le signore della Florida hanno un problema con il calcare nell’acqua; quella infatti è una zona di acqua molto dura (zone rare, in USA). Le giornate sono faticose: lunghi gruppi di consumatrici che seguiamo dietro uno specchio, lavoro di scrittura e ri-scrittura di concetti, poi altri gruppi, e così via. Nel primo pomeriggio usciamo un attimo a prendere una boccata d’aria, è luglio e fuori il caldo è umido e appiccicoso. Ci sediamo sull’erba, sulle rive di un laghetto, e mentre guardo le anatre in lontananza i vestiti mi si attaccano addosso. Sono inquieta, dall’altra parte dell’oceano sia il papà che il piccolo hanno la febbre alta. Mi sento triste e preoccupata, ma passerà anche questa…

Atene, 2002
Sono in coda al semaforo e parlo al telefono, quando un “bum” fortissimo mi fa scattare. Mi giro verso destra, qualcuno è in piedi accanto alla macchina, vedo solo un casco. Prima che possa formulare un pensiero di senso compiuto, un altro bum e il finestrino del passeggero mi esplode in faccia. C’è riuscito al secondo tentativo, il bastardo. Al rallentatore vedo la mano che prende la borsa accanto a me, vedo la mia che cerca di acchiapparla e la manca solo di qualche millimetro. Sempre al rallentatore riprendo la conversazione: “scusami. ti devo lasciare. Mi hanno appena rubato tutto”. Stiamo organizzando il nostro matrimonio, c’erano i biglietti dell’aereo per andare a scegliere il luogo del ricevimento in Salento. C’era il passaporto. C’era il Moleskine su cui ci eravamo scritti le prime battute, e le prime frasi d’amore. La denuncia alla polizia greca reciterà “Enas agnostos andras…” “Un uomo sconosciuto…”, (un maledetto bastardo, penso io mentre il poliziotto scrive) che si è portato via i miei ricordi.
Il giorno dopo al consolato mi rilasciano d’urgenza “un foglio di rientro in Italia”. Ma non riescono a capire che non è “il rientro” il mio caso: io devo andare in Italia, si’,  ma poi devo rientrare ad Atene dove vivo…E passo tutto il giorno a spiegarglielo.

 

 

(continua…se vi va…)

 

8 Risposte per “Viaggi”

  1. Ondaluna scrive:

    Mi va, e mi chiedo cosa ti spinge a questo tuffo tra i ricordi…

  2. Chiara 2 scrive:

    E me lo chiedi? ;-)

  3. Flavia scrive:

    @Onda boh, magari mi scrivi in privato e me lo spieghi :)
    @Chiara sì…preferisco chiederlo…ho qualche dubbio ;)

  4. Isa scrive:

    vai avanti … siamo tutte orecchie ;)
    Lo sai, il tuo ricordo della prima volta che hai dovuto lasciare pezzetto dietro per andare a lavorare fuori, mi ha fatto ripensare a cio’ che mi ha detto un collega poco tempo fa. E’ papà da 5-6 mesi e dopo le vacanze di natale, quando è tornato al lavoro, mi ha detto: "non sono mai stato cosi’ felice di tornare al lavoro!" come lo è stato per te, una certa sensazione di ebbrezza per il fatto di potere respirare un attimo, di ritrovarsi con se stesso! dopo notte e notte insonni, si capisce, anche se, di getto, la prima impressione di chi sta ascoltando potrebbe essere di pensare"ma che cattivo/a padre/madre!" ;)

  5. Flavia scrive:

    @Isa, credo che in molti capiscano cosa voleva dire il tuo collega. E dire che quando lo disse un mio capo a una giovanissima me (cioè lontanissima dall’essere mamma), mi fece una pessima impressione :)
    ma ti assicuro che dover stare un’intera settimana fuori casa quando lui era così piccolo era tosto, i sensi di colpa erano subito in agguato. la sensazione di "essere sempre io" mi ha salvato.

  6. Mamma Cattiva scrive:

    Sai una cosa? Io sto cominciando a provare nuove sensazioni…quando sono via per lavoro e tutto sommato mi godo i lati buoni, non sento in agguato i sensi di colpa ma solo un’immensa nostalgia buona. Mi mancano e basta. Loro e il loro papà. Torno e sono felice di ritrovarli. E loro lo sentono e se la godono. Fanno un po’ le cozze ma a me non dispiace affatto.

  7. Raperonzolo scrive:

    Ah! coincidenza! L’unica volta in vita mia in cui sono stata borseggiata è stato a Roma 2 giorni prima del matrimonio. Dentro c’erano TUTTE le mie carte di credito e la carta d’identità per rientrare in Inghilterra 3 giorni dopo (il volo per il viaggio di nozze era da Londra). Non so per quel miracolo mi rifecero la carta d’identità in 24 ore e 3 giorni dopo al mio ritorno in Inghilterra la banca mi aveva già mandato i duplicati delle carte di credito. Botta di fortuna :-)

  8. Flavia scrive:

    MC, molto bello, anche a me piacciono molto i ritorni ;)

    Ciao Rapè, abbiamo una bella disavventura in comune allora… Io dovetti rifare la serratura della casa greca e rifare al volo una carta d’identità in un comune salentino…


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