Le voci che sento

Pubblicato il 18 aprile 2010 da Flavia

Varie voci si inseguono nella mia testa in questo periodo, che, devo ammettere, è piuttosto difficile. E’ difficile perchè c’è un’azienda con cui collaboro per buona parte del mio tempo, ci sono le nostre varie attività web che stanno prendendo piede, c’è questo spazio (VereMamme) che penso e ripenso, c’è tutta la mia impazienza, le mie riflessioni non sempre luminose sul “da dove vengo e dove vado e soprattutto con chi”, e naturamente ci sono i miei bambini (dovrei dire “in cima a tutto?”. Non sempre. sarei solo un’ipocrita e una perbenista se lo dicessi).
Per stare meglio e non trasformarmi in un’ameba sul divano c’è anche la palestra (ieri mi hanno cacciata perchè volevo correre mezz’ora ma avevo Pezzetto intorno, che finita la sua lezione di nuoto vagava inopportunamente in sala pesi…), che sta dando ottimi risultati ma richiede un bel po’ di incastri organizzativi col papà, che ci va anche lui, e con la piscina del grande appunto. Spesso la famiglia, inclusa tata e pezzettino, si ritrova più lì al Fitness Club che a casa. La pulizia di casa per fortuna non rientra nella lista (lascio la zozzeria che ho appena detto alla vostra libera interpretazione), mentre un’amica o una pizza col salentino ci rientrano a stento.

Bene, ci siamo…quando il gioco si fa duro….lamentiamoci!!
E torniamo alle voci che sento (a proposito conoscete uno bravo?)

Ci sono delle iniziative interessanti in corso, che fanno riflettere sulla potenza della rete per fare autoconsapevolezza. Una è Il cervello di mamme e papà, di cui sposo completamente lo spirito tanto che il nostro contributo alla materia era iniziato già con un fantastico post piattinesco. Passare poi dai post ai fatti, beh, è fantastico che ci sia qualcuno che si organizza e comincia a farlo.

Un’altra iniziativa che voglio segnalare è un workshop su organizzazione aziendale e sensi di colpa, con Luisa Pogliana, promosso da Working Mothers Italy, che ha come obiettivo prendere coscienza dei problemi, dare nuovi strumenti di comprensione e un miglior modo di affrontarli. Mi sa che mi serve! Maria, presidente di WMI, mi ha chiesto di pensare anche a qualcosa di mio per il prossimo futuro e ne sono lusingata (ma non so se lei sa a cosa va incontro. Un workshop tenuto da me? si salvi chi può). L’oggetto? non lo so, suggerite voi :), ma io andrei sulle tecniche creative e sulla comunicazione.

Un’altra voce l’ho trovata nel gruppo “Executive moms” di Linked In, ed ecco una coach che mi provoca e mi piace:

“E se questa benedetta ricerca dell’equilibrio fosse sopravvalutata? Non è forse che lo stress che sentiamo perchè “non siamo in equilibrio” è dovuto all’idea che stiamo fallendo perchè non riusciamo a fare quella lezione di yoga o quella torta? Ok, respiriamo! Prendiamoci un momento e consideriamo la possibilità che quel “life balance” sia non solo irrealizzabile ma abbia anche un valore del tutto marginale. E che quelle di noi che si sentono male per la mancanza di equilibrio sono le stesse che non riescono a raggiungere delle aspettative eccessive, auto-imposte.
Come sarebbe se “non lavorassimo più al raggiungimento dell’ “equilibrio”? ci libererebbe del tempo? Ci libererebbe da un po’ di stress? Prendi questa, life balance. Questa settimana ho da lavorare 16 ore al giorno, andando avanti a caffè e barrette di Kit-Kat.
Ecco un’altra possibilità; la vostra definizione di life balance potrebbe non corrispondere a quello che vi dicono che il life balance dovrebbe essere. Che succederebbe se ripartissimo da zero? Se creassimo la nostra propria definizione? Se prendiamo un momento, ci concentriamo su di noi e ci chiediamo: mi sento in equilibrio? mi sento bene? perchè sì, perchè no? Riguarda l’uso e la quantità del mio tempo, o il tipo di esperienze che faccio?”

Partendo da qui, sto ripensando alla mia piramide dei bisogni e al tipo di esperienze che mi riempiono di senso e perchè, e…..
Ma ora passo la palla a voi. Ho dei bagagli da fare, porto i bambini dai nonni questo week end.

8 Risposte per “Le voci che sento”

  1. Ondaluna scrive:

    Ecco, stavo giusto pensando a quello che hai scritto in conclusione, mentre leggevo, prima di arrivare alla conclusione (a proposito: "conoscete uno bravo?" … TU che dici???)
    Mi colpisce sempre che, quando sembra che gli "equilibri" traballano, metti nero su bianco il punto della situazione. Utile, ammirevole, pragmatico. Continua a farlo, finché non scoprirai come puoi essere quando non farai più il punto della situazione. Vivrai di incertezze, confusione, e senso di smarrimento. Come dici? se ci starai male? Oh, sì! Ma scoprirai anche tante cose nuove. E belle.
    Questo è un augurio, e un incoraggiamento.
    Baci.

  2. Flavia scrive:

    Cara Onda, ti ringrazio, ma conoscendomi la vedo una sofferenza enorme (vivere di confusione e smarrimento). Ho "fisicamente" bisogno di fare il punto e riprendere il controllo ogni tanto. Ti farà ridere, dato che appunto sei anche tu una brava (ma con una che mi conosce già non vale :) ma quando sono sotto stress o arrabbiata comincio a riordinare in giro. Carte, files, note spese, giocattoli, scarpe, biglietti da visita, qualsiasi cosa mi capiti a tiro. Sono grave vero…..?

  3. Ondaluna scrive:

    Grave? Rispetto a chi?
    A proposito: sai qual’è il significato dell’etimo di grave? Pesante. Il suo contrario? Lieve. Fai tu. Baci :-)

  4. Silvia gc scrive:

    Ecco qua, sono riuscita a leggerti solo ora. Proprio perchè anche io sono in un momento convulso: gc porta via tempo, stiamo mettendo in ballo diverse idee, si muovono molte cose, il lavoro "vero" è sempre sul filo del rasoio tra urgenze e questioni che richiedono mente lucida e nervi saldi, do una mano anche all’ingegnere per progetti suoi (che anche lui ha diritto a progettare qualcosa d’altro! qui in famiglia nessuno si acontenta del suo lavoro e via!), poi c’è il Sorcio, i compiti, gli amici, le feste, le riunioni a scuola, la piscina… Insomma, come hai visto, ci ritroviamo all’una di notte collegate alla chat di gmail…
    Eppure, con cinque o sei ore al massimo di sonno per notte, io mi sento piuttosto bene. Insomma, sto facendo quello che voglio fare.
    Allora questo è il mio equilibiro? Lo è qui e adesso. Potrebbe non esserlo più tra qualche tempo. Ma adesso funziona.
    Quindici giorni fa, circa, mi sono sentita in crisi: mi sembrava crollare tutto addosso. Mi stavo dicendo di aver fatto troppi passi, troppo lunghi, tutti insieme. Ho ipotizzato di mollare con qualcosa… Ed ovviamente sarebbe stato gc.
    Poi mi sono ripresa, ho ritrovato il bandolo, ho ritrovato il MIO equlibrio. E adesso, per adesso, mi va di andare avanti.
    Andrea mi sembra sereno, l’ingegnere sta per immergersi anche lui in orari impossibili con sua inconfessata soddisfazione… Che dire? Per ora funzioniamo.
    Siamo in un precario equilibrio, ma ci siamo…
    E’ così che funziona?

  5. Flavia scrive:

    @Onda, a posto, mi hai detto tutto :)
    @Silvia gc, immagino di sì… come camminare sul filo, ogni passo è un equilibrio momentaneo ("qui ed ora") fino al prossimo. Del resto la mancanza di sonno non può essere uno stato perenne, ogni tanto bisogna pur recuperare…e io sto facendo dei progetti a riguardo (ricordi tanto tempo fa, quando si parlava di fughe in moto?)

  6. Chiara 2 scrive:

    Ho passato quasi una settimana ad ascoltare le voci. Se vado avanti così, faccio la fine di Giovanna d’Arco ;-)
    Adesso un po’ di silenzio mi farebbe comodo!

  7. Emy scrive:

    Eh le voci…ma quanto rompono ste voci….bisogna proprio aprire la porta e guardarle in faccia ste voci sai?…si chiede il documento d’identità, se non rientrano all’interno degli inquilini del nostro corpo….calcio sul didietro e lancio fuori.
    Si perchè fanno solo confuzione, ci fanno sentire insicure di noi stesse, ci fanno mille paranoie (forse le tue no…le mie erano molto brave in questo).
    Ci rallentano…ci impediscono di ascoltarci dentro, con mille raccomandazioni, perbenismi, che se anche non li ascoltiamo perchè siamo adulte, e facciamo come ci sembra giusto, sono sempre li e ci fanno sudare ogni decisione.
    Ecco mi venuto in mente questo dal tuo post.

    Tra le varie tecniche io preferisco quella radicale…la più dolorosa, ma quella che dà risultati certi, e duraturi…una bella scavata a fondo, anche nel più putrido dei passati, a mettere al posto giusto le relazioni e le responsabilità, senza tralasciare nulla, il resto viene da sè…ogni persona è già meravigliosamente colorata ed efficiente dentro per natura.

  8. Flavia scrive:

    @Emy, grazie del tuo commento e benvenuta….molto bello, molto vero.


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