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Un'intervista su La Leche League

Pubblicato il 07 marzo 2010 da Flavia

La testimonianza di oggi è un’iniziativa congiunta, mia e di Mamma Imperfetta. I nostri blog sono molto diversi soprattutto perchè su VereMamme, come sapete, non si parla mai (tecnicamente) di gravidanza, parto, allattamento ed educazione. Ma entrambe abbiamo a cuore il benessere delle mamme, la loro testa e il loro cuore, la difesa della loro libertà, ed entrambe condanniamo le fazioni e le polemiche di ogni tipo. Ora, non esiste argomento più adatto a scatenare risse violente – tanto più violente quanto più si prova a prendersi in giro – come ho dovuto constatare con orrore sia qui che altrove, dell’allattamento (quando tento di spiegarlo a qualcuno “fuori” dall’ambiente delle mamme e del web, mi guardano sconvolti). E non esiste istituzione più controversa de La Leche League, in grado di suscitare faide sanguinose tra suoi sostenitori e suoi detrattori. Così abbiamo cercato una voce dell’ambiente LLL, una mamma che frequenta regolarmente i loro incontri, con un solo obiettivo: fare un po’ di informazione, ascoltare un punto di vista equilibrato, cercare di smetterla di litigare. Speriamo bene. La persona intervistata si chiama Ilaria Giromini.

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Ciao Ilaria. Innanzitutto presentiamoci. Cosa ci racconti di te?

Ciao!  Ho 33 anni, una bimba di due anni e mezzo, due gatti e anche un marito. Vivo in provincia di Genova in aperta campagna, diciamo pure in mezzo al bosco, ma sicuramente non è la sistemazione definitiva: sogno di abitare in città, in una qualsiasi città, con tutte le comodità e opportunità del caso. Sono laureata in biologia e lavoro da casa per un’azienda americana, ho fatto questa scelta per passare del tempo con mia figlia appena nata e per non essere legata ad orari particolari. 

Cosa ti spinge a diventare consulente de La Leche League?

Quando una mamma partecipa agli incontri della Leche League impara molte cose e riceve molto sostegno, al di la delle scelte personalissime che poi decide di fare. Questo sostegno da mamma a mamma spesso è fondamentale soprattutto durante i primi mesi. Alcune mamme che condividono in pieno la filosofia dell’Associazione decidono di prestare gratuitamente il loro aiuto proprio per rendere un pochino di quel bene e di quella sicurezza che hanno ricevuto.

Conosci il motivo per cui ti abbiamo contattata. E’ un po’ delicato: vorremmo provare a fare un po’ di chiarezza su alcune questioni che riguardano l’allattamento in generale e La Leche League in particolare. Solo chiarezza di informazione, senza alcuna polemica. Che ne dici, ci proviamo?

Una cosa di cui sono sempre stata convinta è che ogni mamma è in grado di allattare il proprio bambino dall’inizio e nella maniera corretta, ma deve ricevere le informazioni esatte e il sostegno necessario. questo ovviamente se questa mamma decide di allattare..perchè qui nessuno cerca di convincere nessuno…  quando partecipi ad un incontro della Leche League la prima cosa che ti viene detta è: prendi quello che ti serve e lascia perdere le cose sulle quali non sei d’accordo. Se una mamma vuole allattare, ma non ha la minima intenzione di condividere il sonno farà suoi i consigli su come attaccare al seno il bimbo e lascerà perdere il resto. Chiunque partecipa ad un incontro si rende conto di questa piacevole atmosfera di accettazione e di condivisione delle idee.   

I tentativi di ironia sulle cosiddette estremiste dell’allattamento scatenano reazioni furibonde perché considerati offensivi, si degenera addirittura in insulti. Ho capito a mie spese che non ci si può prendere in giro su questo tema. Ma perché secondo te è diventato un tema tanto scottante e cosa pensi di questi litigi?

Mi fanno ridere queste cose. Ma come fai a dire ad una mamma cosa deve fare con suo figlio e cosa non deve fare? ma scherziamo? ogni mamma è la migliore mamma per suo figlio e solo lei prenderà le decisioni migliori per lui. Dobbiamo imparare a non giudicarci tra noi ma a darci sostegno indipendentemente dalle nostre scelte. Poi io sono una che difenderà alla morte l’allattamento al seno, il coosleeping, il marsupio e tutte queste cose che a molte sono sicura fanno rabbrividire, ma questo è il MIO modo di fare la mamma e non ammetto che qualcuno mi dica che è sbagliato perchè io non mi permetterei mai di dire a una mamma che sta sbagliando. Detto questo tutte le mie amiche mi chiamano mamma mucca e ne sono felice. Non è vero che non ci si può scherzare, e chi non ci scherza semplicemente non ha il senso dell’umorismo.

Parliamo di La Leche League, che spessissimo viene tirata in ballo nelle lotte tra le sue strenue sostenitrici e altre mamme invece fortemente critiche. Parlaci un po’ della tua esperienza con loro. 

io ho iniziato ad allattare la mia bimba senza troppi problemi, ma ogni volta che lei si attaccava io avevo una nausea terribile. Ho iniziato a perdere peso perchè non riuscivo più a mangiare e ci siamo preoccupati. Ho cercato aiuto su internet e ho trovato il loro sito. Ho telefonato e mi ha risposto una consulente molto gentile e preparata e mi ha invitato agli incontri. Alla fine la nausea non mi è passata ;-) ma ho capito l’importanza dell’allattamento e ho tenuto duro, modificando la mia alimentazione in modo da non perdere più  peso. Mi hanno dato molto sostegno in un momento in cui ne avevo bisogno e mi sono sentita subito in famiglia, ho imparato a seguire il mio istinto in molte cose e di non ascoltare le tantissime voci che una neomamma alle prime armi deve sopportare.
continuo a partecipare agli incontri, per noi è un piacevole rito ed una giornata in cui staccare dal lavoro e da tutto il resto; anche la mia befanina non vede l’ora perchè può giocare con gli altri bimbi e prendersi tanti complimenti.

In generale, esistono rischi di affidarsi a persone non ben preparate, in particolare sul web? Che tipo di credenziali deve ricevere una mamma che sta cercando un aiuto? Quali sono le figure più affidabili dentro o fuori LLL e che qualifiche hanno? Io ho le idee un po’ confuse su questo.

Per diventare consulente della leche league bisogna studiare almeno un paio d’anni e sostenere un esame. Se mi devo affidare a qualcuno per avere dei consigli pretendo  che abbia le conoscenze e la preparazione che deve. purtroppo sul web in tante si spacciano per quello che non sono e l’ufficio legale della Leche è spesso impegnato a sistemare queste cose. lo so è una cosa allucinante ma avviene anche questo. Se vuoi essere sicura che la persona con cui stai parlando è davvero una consulente basta andare nel sito della Leche e cercarla nell’elenco delle consulenti.

Secondo te l’allattamento è una scelta personale o un dovere morale?

Una domanda da un milione di dollari che mi costringe a dare una risposta che mi esporrà a fustigazioni. Il vero dovere morale è informarsi da persone preparate che sanno cos’è l’allattamento e andare oltre al consumismo che spesso ci porta ad effettuare scelte inconsapevoli. Una volta informata, una mamma deve fare delle scelte tenendo conto di mille fattori ma soprattutto della salute di suo figlio e della propria e poi deve essere disposta a cambiare idea anche un milione di volte se vede che per lei quella soluzione non va bene. 

L’incoraggiamento e il sostegno di una consulente possono diventare pericolosi per una mamma? Se sì, in quali casi e cosa viene consigliato?

Incoraggiamento e sostegno che diventano pericolosi? ma mi pare un controsenso.. incoraggiare significa sostenere una persona che ha deciso di fare una cosa, in questo caso allattare al seno..quello che credo che non sia chiaro, è che noi non siamo li a far delle crociate del tipo dai la tetta sennò sei mamma a metà. Ma a chi decide di farlo diamo tutto l’appoggio e il sostegno necessario. E’ logico che poi magari io preferisco scambiare opinioni ed esperienze con una mamma che fa le mie stesse scelte, ma credo che questo sia umano no? se mi chiedi un parere su cosa credo sia meglio io dico la mia, se mi chiedi aiuto io ci sono e so come dartelo.

insomma, alla fine lo so che ha il valore solo di un’opinione personale, ma esiste il rischio di “integralismo” secondo te? e quando?

a me piace definirmi mamma mucca allattona e un po’ talebana. tante amiche mi chiamano così e so che lo fanno con affetto. Insomma io ho fatto delle scelte quando è nata la mia piccola e le porto avanti perchè seguo il mio istinto. L’integralismo è questo: se imposti un certo discorso di allattamento e di mothering di solito ti trovi addosso mezzo mondo che ti critica e quindi devi farti un po’ dura…non so come spiegarmi, è difficile. devi abituarti a difendere le tue idee sempre e con tutti e quindi è possibile che ti resti un po’ di atteggiamento aspro. Faccio un esempio: mia figlia ha due anni e mezzo e prende il mio seno; se tu mi chiedi “ma allatti ancora?” io probabilmente mi irrigidisco perchè è una domanda che mi fanno troppe volte e troppo spesso tutti, e si permettono di giudicarmi . E’ possibile quindi che io mi chiuda a riccio con le persone che non hanno le mie stesse idee: lo so che è sbagliato, ma è un meccanismo di difesa come altri. La cosa che tutti dobbiamo imparare è il rispetto verso le scelte che ogni mamma fa per il suo bimbo perchè solo quelle sono giuste, solo lei sa cosa è meglio . Ecco qui sono talebana sul serio ;-) 

Infine uno scambio di vedute, del tutto personale. Ti dico di getto alcuni miei pensieri e tu mi dici le tue reazioni. Pronta? Allora: Io non me la sentirei mai di allattare fino a due, tre o quattro anni un bambino, lo vivrei come un attaccamento morboso per lui e per me. I miei figli sono stati allattati al seno circa sei mesi, poi sono rientrata al lavoro. Hanno avuto uno svezzamento facile e rapido, sono fortunata. Hanno dormito i primi mesi nella culla nella nostra camera, e poi nel lettino nella loro stanzetta. Se piangevano (e il primo ha avuto il sonno molto difficile) io mi alzavo, e poi mi rialzavo, e poi ancora, facendo a turno col papà. Non ho mai neanche lontanamente pensato che il loro bene fosse stare con noi nel lettone, né l’ho mai desiderato io. Mi piace pensare che il mio obiettivo come mamma sia quello di renderli indipendenti, mi piace pensare che una mamma e un papà possano e debbano essere interscambiabili. E poi ci sono i momenti di coccole e i momenti in cui…aria!!  Questa sono io, e so benissimo che ci sono mamme molto diverse da me. Ma detto ciò, significa che sono una madre “innaturale”, fredda e distaccata, di una generazione superata e sbagliata che mi ha allevata male,  una madre che non sa cosa sia l’affettività, e i cui figli soffriranno di gravi traumi? A te la palla…Picchia pure!!!

scrivo di getto pure io??? bello bello.

l’organizzazione mondiale della sanità e l’UNICEF hanno dato delle linee guida. allattamento al seno ESCLUSIVO sino ai sei mesi e in aggiunta a qualche alimento solido almeno sino all’anno d’età e sino ad oltre i due anni come integrazione all’alimentazione normale. quindi come vedi non siamo delle pazze furiose che si inventano delle cose;-) (aspetta, un po’ pazze furiose si, ma non ci inventiamo le cose :)

Io sono d’accordo con te che il compito di una mamma sia rendere indipendente il proprio figlio. Ma credo anche che si debbano seguire i suoi tempi, quindi se tu hai visto che i tuoi bimbi stavano bene nella culletta.. …io personalmente per sopravvivenza ho preferito tenermela nel lettone. Sarei impazzita dopo pochi giorni e poi io sono una mamma un po’ animale…mi piace annusarmela toccarla farmi mettere i piedini in faccia. credo che per renderli autonomi dobbiamo farci trovare quando ci cercano e lasciarli fare da soli quando ne hanno voglia. che meravigliosa cosa sarebbe trovare questo equilibrio. E poi la cosa dei gravi traumi … è una panzanata. I bimbi hanno una capacità di adattamento che noi ci sogniamo, ogni mamma fa le coccole come crede e come è capace. io la mia la coccolo tenendomela sulla pancia e facendola dormire con me perchè comunque lei non è ancora pronta a dormire da sola, e io questo lo accetto: a volte è pesante tenerla con me, ma di solito non lo è.

 

Grazie a Ilaria….alla mamma-mucca, alla sua leggerezza  e alla sua disponibilità.

 

 

15 Risposte per “Un'intervista su La Leche League”

  1. Laura GDS scrive:

    Che bella intervista! Grazie. Io non ho avuto bisogno per la Marmocchia dell’intervento della Leche League, ma ero protna ad andare da loro. Questo fino a quando non ho avuto durante il puerperio (che sappiamo essere un periodo emotivamente piuttosto delicato) un brutto incontro con una sostenitrice (non so se anche consulente) di LLL, facendomi radicalmente cambiare disposizione d’animo verso l’associazione.

    Grazie Ilaria per il tuo bellissimo e sensibile punto di vista, e grazie Flavia per la bella idea di far chiarezza.

  2. Flavia scrive:

    Grazie a te Laura. Intanto l’elenco ufficiali delle consulenti è una risorsa utile e va segnalata perchè altrimenti non sai nemmeno con chi parli. E poi, come dico sempre, la differenza la fanno le persone. Possiamo trovare qualcuno con cui ci troviamo bene, se no… possiamo scegliere un’altra persona ;)

  3. Chiara scrive:

    Ecco, io penso che il problema sia tutto lì: molte persone credono di essere in diritto di parlare a nome della LLL, anche se non sono consulenti ufficiali. Siccome di solito questo genere di persona non è equilibrata e rispettosa come Ilaria, l’immagine della LLL non trae grande beneficio da simili sostenitori.

  4. marilde scrive:

    Ottima idea quella dell’elenco delle consulenti. E grazie di queste parole equilibrate su un argomento che scatena di solito reazioni ben poco equilibrate.

  5. Mamma Cattiva scrive:

    Molto bella questa intervista e molto rispettoso l’approccio di Ilaria.
    Personalmente prima di partorire davo per scontato che avrei allattato. Se devo dire la verità non mi ero fatta nessuna particolare domanda. La mia ginecologa mi spiego come preparare il seno e lo feci nella mia totale incoscienza di quello che sarebbe stato dopo. Fatto sta che ho incrociato casualmente una collaboratrice di LLL e credo che quello sia stato l’unico momento in cui ho pensato che nn mi stavo ponendo tutte le domande a cui lei cercava di rispondere. Non era aggressiva ma molto invadente sì. Esprimeva una sua opinione ma io provai la sensazione che non avrei potuto avere via di scampo. Nessuna risposta se poi avessi deciso di non allattare. In una situazione in cui so che non si tratta di commettere un crimine io voglio poter scegliere e quella volta quella persona mi passò il messaggio che la cosa migliore era allattare al seno. E basta. Sentendo parlare Ilaria mi spiace essermi fatta un’idea da una sola persona ma in quei momenti si naviga a vista e io sono andata oltre.

  6. Flavia scrive:

    ognuno resta influenzato dalle proprie esperienze, e la cosa più umana è poi eleggerle a regola generale, anche se non dovremmo. E poi c’è la soggettività. nel tuo caso MC, quella che ti è sembrata invadenza e mancanza di scelta, per un’altra persona potrebbe essere stato invece un valido aiuto. comunque mi ha colpito il riferimento di Ilaria all’ufficio legale che deve combattere contro il millantato credito di alcune persone… e sono d’accordo che è nostra responsabilità selezionare le fonti di informazione giuste.

  7. lastaccata scrive:

    Fervida sostenitrice dell’allattamento al seno, ho avuto enormi problemi con Ale che invece di succhiare mordeva il seno. L’ho partorito senza fare un fiato, ma attaccarlo più volte al giorno equivaleva per me al varcare la porta dell’inferno. In più, apparentemente sembrava che non avessi latte a sufficienza. Ho chiesto consiglio a persone che immaginavo fossero qualificate. La loro sensibile risposta? Rassegnati, non hai latte.
    Non era vero: ne producevo poco per i bisogni di Alessandro MAGNO, anche perchè riuscivo ad attaccarlo soltanto 2 volte al giorno e per il resto tiravo il latte e glielo davo con il biberon. Ciò era controproducente: il tiralatte si limita a tirare fuori, ma non stimola la produzione così come invece fa la suzione del bebè.
    Ne avevo una quantità sufficiente per non farmi desistere dal mio intento, ma ho dovuto comunque avviare l’incubo dell’allatamento misto per non farlo morire di fame.
    Ad un passo dalla disperazione, quando Ale aveva 2 mesi e mezzo mi sono rivolta alla LLL. In un solo incontro mi hanno insegnato dei veri e propri esercizi da far fare al bambino, prospettandomi i vantaggi dell’allattamento al seno, ma senza per questo "lobotomizzarmi" con idee "talebane" ( virgolettato perchè penso che allattare anche oltre l’anno di vita del bebè non sia da fanatiche, ma sia una semplice scelta. Io personalmente non la condivido, ma non è questo il punto).
    Cosa ho ottenuto da questa esperienza? Appoggio, calore, e un aiuto concreto per non sprofondare nella depressione.
    Volevo allattare mio figlio, mi hanno regalato gli strumenti per farlo. In due sole settimane la produzione è aumentata da 400 ml giornalieri a quasi un litro.
    Poi, intorno ai 6 mesi di vita del piccolo, il latte se n’è misteriosamente andato.
    Mi è dispiaciuto, ovvio, ma ho comunque vissuto il piacere di allattarlo finchè ho potuto. Questa era la mia volontà, questo mi ha offerto la LLL senza impormi altro.
    Non posso far altro che dir loro grazie, dal più profondo del mio cuore.
    Ho parlato di loro nel mio libro, e sapete qual è stata la mia più grande soddisfazione? Sapere che una mamma, leggendo quel capitolo, ha scoperto l’esistenza della LLL e proprio come me ha ripreso ad allattare la figlia quando ormai tutto sembrava perduto.
    Senza volerlo, le ho regalato di nuovo il sorriso. Regalare un sorriso alle mamme è per me una sorta di missione, sapere di esserci riuscita non grazie alle baggianate che ho vomitato nel testo, ma con la mia testimonianza di mamma che voleva allattare e non ci riusciva è stata la mia più grande soddisfazione da quando ho iniziato a scrivere.
    Questo significa LLL: offrire un’opportunità alle mamme che desiderano allattare, non imporre idee estremiste così come vaneggiano alcune.
    I tempi e i modi sono una libera scelta, l’aiuto è invece incondizionato e disinteressato. Per me questo è stato importantissimo.
    Grazie ancora!

  8. Flavia scrive:

    @Staccata, come sempre in poche righe (ahah! ma guarda che sei fantastica così, sono io che non ho resistito alla battutaccia) hai portato una bella testimonianza. Questa cosa mi meraviglia tantissimo: a seconda dei racconti che capitano, sembrano "angeli edemoni"!! :) . Non resta che raccomandare l’uso dell’elenco ufficiale linkato nell’intervista, e ribadire ancora una volta che sono le singole persone a fare la differenza…

  9. lastaccata scrive:

    Già, quando mi impegno so essere stringata :-)
    Aggiungo una banale ma doverosa osservazione: secondo me la cosa più intelligente da fare quando si è madri è scremare i consigli, adottando quelli suggeriti dall’istinto.
    Questo vale per l’allattamento così come per tutte le altre tematiche.
    Per inciso: non sono gli altri a condizionarci, ma noi a cadere vittime dei condizionamenti.
    E’ probabilissimo che qualche mamma sia incappata in una consulente pressante e non semplicemente propositiva e che questo possa aver disturbato la sua individualità.
    Ma proprio in quanto individuo, sta a noi scegliere e domandarci:
    "Sono qui per migliorare la qualità dell’allattamento oppure per aderire ad idee che non condivido pienamente?"
    La risposta, almeno per quanto mi riguarda?
    " Traggo ciò che è utile per me, decido io se e quando allattare. "
    Il tutto con molta semplicità e con rispetto reciproco.
    E’ un pò la chiave segreta per vivere in società.
    Che perla filosofica che vi ho regalato oggi, eeeeeeeeeeh?! :-)

  10. Sara scrive:

    indipendentemente dal parere espresso, sono molto perplessa che si chiami una persona qualsiasi a parlare a nome di una associazione. la tizia di mamma imperfetta poteva chiedere a LLL direttamente no?
    ma forse LLL ha ben altro da fare , io sono stata aiutata un sacco da loro, ho parlato almeno con 4 persone diverse e non avete idea di quanto le ho tartassate di telefonate. secondo me non hanno tempo per queste polemiche!
    mammadidani

  11. Flavia scrive:

    @staccata, sono molto d’accordo, davvero saggio. grazie

    @Sara, perchè sei aggressiva? L’articolo è proprio tutto l’opposto di una polemica. Quella intervistata non è una persona qualsiasi, ci ha messo nome e cognome e io e "la tizia" Mamma Imperfetta garantiamo della sua attendibilità e discrezione. Non vedo qual è il tuo problema

  12. lastaccata scrive:

    Grazie Flavia. Mi hanno definito in molti modi, ma è la prima volta che qualcuno mi dice che sono saggia. Sono commossa, e ti giuro che non sto scherzando come di consueto.

  13. mammadidani scrive:

    flavia, internet ha molti limiti, non so come tu possa aver immaginato che ero aggressiva :D.. ho detto che ero ”perplessa”… essere perplesse è sinonimo di aggressivi? ti assicuro che non è proprio quello il mio intento.
    tu mi dici che’ voi ‘ garantite la attendibilità.. cioè la persona intervistata è una profonda conoscitrice dell’organizzazione? in base a cosa ? ha un attestato? è una consulente? un certificato di frequenza? LLL vi ha detto di parlare con lei?
    in tal caso alzo le mani :)

  14. Flavia scrive:

    ok scusa mammadidani, era un’impressione :D dovuta al fatto che hai detto "hanno ben altro da fare che queste polemiche etc".. e qui non c’è polemica.
    sì certo, la persona è una profonda conoscitrice dell’organizzazione e la frequenta, come diciamo su. sul fatto di dover chiedere il permesso a LLL per parlare con qualcuno, non ci penso nemmeno :). sono libera di riportare esperienze ed opinioni riferite da una persona a titolo personale, come in questo caso. Se mi metti in contatto con qualcuno che voglia parlare ufficialmente in nome e per conto della LLL ne sarei felice, ma pare che sia un po’ difficile :)

  15. Flavia scrive:

    e aggiungo: in quel caso il titolo sarebbe un’interviota A LaLeche e non più un’intervista SU… ;)


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