8 gennaio 2015: vita, lavoro e tecnologie

Pubblicato il 03 gennaio 2010 da Flavia

 Mi sveglio di soprassalto alle sette dopo una notte agitata, e in stato semicatatonico preparo il caffè. I due pezzettoni, che hanno quasi 11 e 8 anni, ronfano ancora. Il salentino è uscito prestissimo (imprecando come sempre contro la pioggia).

Mi siedo col caffè, e Nerina, la gatta-pantera che si è insediata in casa nostra tre anni fa, mi salta immediatamente in grembo piantandomi in viso due fari verdi. Mentre la insulto perchè stava quasi per rovesciarmi tutto addosso, le accarezzo il pelo nero lucido e assaporo due tra i miei più semplici e autentici piaceri di sempre: un gatto che fa le fusa e un caffè.

Guardo per riflesso condizionato l’I-Berry (la terza versione dopo lo storico lancio) e scorro la posta in arrivo, che il simpatico apparecchio mi proietta direttamente sulla tovaglietta della colazione. Sapete, erano anni che lo desideravo, ma ora con l’I-Berry posso proiettare direttamente le mie presentazioni su qualsiasi superficie: senza pc, e senza proiettore.
Mi sono appena abbonata a un servizio di Google (che è diventato un motore di ricerca semantico) chiamato Trendscope, che mi relaziona in tempo reale sugli articoli migliori e gli argomenti più “hot” (cioè più visitati e più commentati) tra i consumer expert blogs e i business blogs. H
o selezionato le categorie Consumer Packaged Goods, Fitness, Travels, Fashion, Education, Child development, e vari altri. Un misto di argomenti di interesse personale e professionale: la mia società infatti sviluppa blogvid  e ricerche su cultural markers, per clienti che spaziano dalle scarpe ai libri per bambini, da Bergamo Alta a Dubai. Ebbene, oggi nelle conversazioni di fitness, child development ed educational toys campeggia sempre la stessa cosa: “interact-bike” -  boh? Che sarà mai?

La webassistant (che ho chiamato Nerina, come la gatta) mi ha preparato la to do list della giornata, la scorro… e che è! Ci sono troppe cose; a Nerina mi sa che devo cambiarle i settings.

Ah ecco, quello che merita il primo clic della giornata è un avviso di FriendLink: Agnes sarà a Roma tra quattro giorni  (c’è questa applicazione dell’agenda che registra gli spostamenti e avvisa gli amici del network), così le mando subito una voicemail per dirle di incontrarci (cioè clicco su note vocali, registro, e premo “invia mail”, è molto più veloce che scrivere un messaggio digitando sulla tovaglietta della colazione). Non la vedo da due anni, cioè dalla mia ultima visita ad Atene, ma ci scambiamo battute stupide quasi quotidianamente con Chirp.

I bambini (see, bambini, ormai mi hanno quasi superato in altezza. seee, altezza!!) si sono alzati. Facciamo colazione con dei fantastici cereali inventati e ordinati online da loro 48 ore prima, e ci mettiamo in macchina. Li lascio a scuola (mi dispiace…ma il futuro della loro scuola non riesco a vederlo…) e proseguo.

Oggi ho prenotato un co-working a Fiumicino, vicino al porto (e non all’aeroporto) dove pranzerò con un cliente. Significa che in qualsiasi città mi trovi, posso avere un ufficio, una postazione wi-fi e anche una caffetteria. Sempre più centri di co-housing si sono dotati di aree di co-working. Mi piace girare tra ambienti diversi: ogni volta incontro persone interessanti con cui scambiare due chiacchiere in una pausa caffè, oppure posso chiudermi in una saletta riunioni (per fortuna si fanno molte meno riunioni di vent’anni fa). Il mio team di ricercatori, sviluppatori e conversation managers non ha una sede fissa, possiamo lavorare dove ci pare e incontrarci dove ci pare.

L’ultimo fenomeno che ci sta appassionando sono i B2Blog, in cui le aziende sviluppano partnership, sinergie e alleanze strategiche con altre aziende, partendo dai suggerimenti dei loro consumatori. (E’ stato così, un caso di scuola oramai,  che la Virgin ha lanciato la prima scoo-car elettrica, l’ibrido tra auto e scooter che ha invaso il mondo. La gente si è stancata delle grandi città, si vive sempre di più in campagna. Si arriva in città su 4 ruote, ma poi si lascia metà auto nei megaparcheggi in periferia e l’altra metà diventa uno scooter coperto a tre posti, una specie di Ape Piaggio spaziale per intenderci. Nelle città circolano solo queste auto-scooter e altri mezzi elettrici. Nonostante questo, il casino rimane)

Mi siedo ad una postazione che mi ispira e collego il pc: i feed che ricevo sono intelligenti, vedono gli articoli e i post che ho letto di più ultimamente e me ne mandano degli altri di quel genere, mentre il resoconto della settimana stila la top ten degli articoli più letti in assoluto nel web per argomento scelto, e delle parole chiave che sono state usate per le ricerche. Vedo che nelle ultime 24 ore le conversazioni sulle biciclette per bambini, una delle categorie che sto monitorando per un cliente, è salito del 35%, strano. Che sarà successo? Ma come mai tutti postano su questa “interact-bike”? Vado su BikeTube, il canale dei patiti di bici, sottocategoria Kids, e vedo addirittura… la tribù di Brad e Angelina (amichevolmente separati, si riuniscono con i 9 figli multietnici per eventi di beneficenza): ieri si sono fatti vedere a Bangalore (lo sapete che i colossi mondiali delle produzioni cinematografiche ora sono in India?) con delle nuove bici che

Una videotelefonatata del cliente che sto aspettando mi interrompe. Mi anticipa che vuole organizzare un Generator sulle Brad-biciclette interattive e lanciarne almeno tre modelli nel giro di sei mesi. Sì…un Generator online, si può fare.

Appena finisco la telefonata, Giorgio mi compare in videochat e mi annuncia che il loro videopost con gli stivaletti porpora sta andando benissimo. Le consumatrici scelte tra le divoratrici di scarpe hanno avuto qualche commento incerto solo sul tacco, che i designers hanno provveduto a cambiare sottoponendo al loro giudizio altre tre opzioni nell’arco di un’ora. Il responso è stato unanime: su 230 commenti, l’85% diceva andate col porpora, è cool, e il tacco urbanposh ci sta benissimo. Si va avanti col progetto. Mi fa piacere, dato che tutto era cominciato con un mio post sulla semiotica del colore porpora  (…)

Sera.

I ragazzi sono a letto, e anche noi stiamo per cedere alla stanchezza… quando resto fulminata da un flashback. Siamo nel 2015! Ed io, a sedici anni, nel 1985, avevo scritto nel diario di bordo della nostra classe: “Ci rivedremo qui tra trent’anni!”. Suonava spaventoso, ma quella data è qui. E quel diario cartaceo su cui scrivevamo un po’ tutti, il precursore di tutti i blog, è qui a casa in qualche cassetto. Ma posso farlo diventare un’applicazione … Ho smesso di ricevere notizie sui miei compagni di classe da una decina d’anni, ormai, ma un’idea (una delle mie solite idee) mi prende. Vado su SchoolBook, che ha raccolto i dati di tutti i gruppi scolastici creati spontaneamente su Facebook dal 2008 ad oggi, cerco la mia città, l’anno della maturità e il nome del nostro liceo, e compare immediatamente una foto della nostra scuola com’era allora. Adesso posso cercare di raccogliere i ragazzi della IIIA in un evento …. ne vedo già qualcuno online. Per dormire c’è ancora tempo.


Liberamente ispirato da: Groundswell (Charlene Li/Josh Bernoff, Harvard Business Press).

I nomi e i concetti seguenti sono “inventati” da me,  tranne il Generator (una sessione creativa di una o due giornate),  il co-working,  il co-housing. Ma le tecnologie a supporto esistono già tutte, anzi di certo molte di più di quanto ne sappia io, finta geek ignorante.

Il diario di bordo della mia classe del liceo esiste davvero, ero la blogger della classe, e lo conservo gelosamente.


legenda di fantasia

I-Berry: ovviamente, Apple si è comprata il Blackberry :)

consumer expert blogs: blogs di consumatori particolarmente autorevoli ed esperti in determinate categorie di prodotti, nati dal settore Food e poi rapidamente cresciuti in tutti i settori di prodotti e servizi

business blogs: un’evoluzione dei corporate blogs, non si limitano a raccontare la storia e i prodotti di un’azienda, ma coinvolgono esperti di settore di tutto il mondo in discussioni sulle strategie e sugli ultimi trend economici. Di solito multi-editor, ma mentre i commenti sono aperti a tutti, per postare occorre un invito dell’azienda.

B2Blog: collaborazioni tra business blogs su determinati progetti, che sfociano in joint ventures e alleanze strategiche

blogvid: corporate blogs che usano prevalentemente video e canali user generated

cultural markers: marcatori culturali, un’evoluzione in chiave collettiva della teoria dei somatic markers. Applicata al marketing, indica quei prodotti o campagne di comunicazione che hanno la capacità di rappresentare, raccogliere e far evolvere i valori chiave della società. Un cultural marker è un benchmark, ossia un punto di riferimento per le ricerche semiotiche di quel settore o categoria di beni/servizi

webassistant: segretaria virtuale

voicemail: una email che contiene una breve nota vocale

FriendLink: evoluzione di Facebook, frutto di un gigantesco merge con LinkedIn, YouTube, Slideshare, Skype e ITunes

Chirp: Il nuovo nome di Tweeter :)  ovviamente, insieme a un milione di nuove funzioni


14 Risposte per “8 gennaio 2015: vita, lavoro e tecnologie”

  1. Silvietta scrive:

    bellissimo, Flavia! mo mi attrezzo anch’io: voglio assolutamente un futuro di scoo-Car!

  2. Silvietta scrive:

    ehi! grazie del link! :-)

  3. Silvietta scrive:

    cioè, dei link: hai messo assieme i collegamenti per una serie di sogni .. da trasformare in obiettivi! a presto, s

  4. giuliana scrive:

    la prima cosa che ho pensato è stata: hai bisogno di uno bravo.
    la seconda: mò ci mettiamo a lavorare su un paio di queste cose. alcune esistono, anche se in forma embrionale. forse la parte più difficile sarà far comprare blackberry da apple :D

  5. alessandra scrive:

    Oddio, a me più che un sogno sembra un incubo…. Io vorrei svegliarmi tra 5 anni e scoprire che:
    1. il cellulare non è mai stato inventato (figuriamoci il BB, che ormai è un prolungamento della mano di mio marito…);
    2. esiste ancora qualcuno che scrive lettere agli amici/amanti/parenti con carta e penna, e poi le imbuca pure (e qualcun’altro magari le recapita, eh…);
    3. hanno abolito il canone RAI, ci sono mille canali tematici e intelligenti, e UN SOLO programma volutamente trash. Ma fa ridere davvero, ed è Drive In!
    4. nella città dove vivo (Roma, quartiere Trieste) l’aria odora di buono, e la mattina non devo aprire le finestre per far cambiare l’aria…a Piazza Istria!!!!!!!
    5. tutto il mondo ha una moneta unica (il nome non ha importanza) e ovunque tutto costa proporzionalmente al reddito medio locale.
    6. esistono davvero treni e aerei superveloci, solo che sono anche supersicuri superpuntuali ….e low cost!
    7. mio marito e mio figlio sono sempre gli stessi…ecco magari uno un tantino più in forma, e l’altro un tantino più… no, il figlio è perfetto così.
    8. il mio peso è 50 chili. Non so se mi sono spiegata, ho scritto 50, cinque zero, cioé quanto pesavo a 25 anni (a novembre ne ho compiuti 37, e i chili sono 57, fa pendant….).
    Dite che è impossibile? Perché? In fondo Bobby Ewing non era mai morto……

  6. Silvia gc scrive:

    Ho solo 5 anni per mettermi al passo???

    Ah, comunque complimenti per l’azienda… T’ho detto che piano piano volevo cambiare settore, ora con la consulenza legale alla tua società sto sviluppando un sacco di altre idee…
    (beh, io la butto la…)

  7. Flavia scrive:

    @Silvietta grazie a te :)
    @Giuliana, ah ah lo so, lo devo ancora trovare quello bravo. comunque certo che ci stiamo già lavorando :)
    @Alessandra, grazie della tua visione, mi piace tutto ma purtroppo sono una malata di BB ed è davvero la prima cosa che guardo la mattina…
    @Silvia, ti tengo d’occhio, sta a vedere che da cosa nasce cosa ;)

  8. alessandra scrive:

    Ovviamente nel mio sogno ho volutamente calcato un pò la mano, tranne che per i punti 7 e 8. Però sinceramente c’é qualcosa che non mi torna… Tutta questa teconologia che in teoria dovrebbe farci risparmiare tempo e renderci più liberi il più delle volte ci condiziona. Forse perché avendo un cellulare in tasca ci sentiamo "in dovere" di usarlo per strada, al supermercato, sul treno (AAARGHHHH!!!!), per dire a tutti dove siamo e cosa facciamo ("ciao, sono nella sala d’attesa del dentista, ti pensavo"… che magari uno quasi un pò s’offende e ti risponde "che telepatia, anch’io ti stavo pensando, sono sul c….). O forse perché essendo dotata di pc e telefono aziendale i tuoi capi/colleghi/clienti/fornitori/consulenti si sentono in diritto di romperti l’anima H24. Forse perché la (sedicente) tua migliore amica che abita a 150 km di distanza non è mai venuta a conoscere tuo figlio (età 28 mesi!) però ti impalla la posta elettronica con le peggio cose (tipo le catene di s.antonio o i calendari dei superfighi!). O perchè non so più come fare a "disabbonarmi" alle malefiche suonerie di Jamba! O magari perché hai 100 amici in facebook ma sono tre mesi che non hai tempo/modo di andare al cinema o a mangiare una pizza. Perché hai 1258 foto di tuo figlio scaricate sul pc, ma quando tuo padre ti chiede di dargliene una da tenere nel portafogli lo guardi come un alieno…Forse anche perché sei sempre aggiornata sull’Ultim’ora di ogni testata online, ma un bell’editoriale su carta non te lo leggi più…. Forse perché con tuo marito, dirigente in carriera (io sono solo un "quadro intermedio", neanche d’autore, e rosico un pò, in effetti), anni fa prima del pupo siete andati 5 giorni a Lampedusa e lui ha passato un pomeriggio su uno scoglio in call conference!!!!! E peccato che non prendeva bene… Forse perché sei una vecchia (?!) nostalgica/romantica, e ti piacerebbe tanto che questa tecnologia che accorcia distanze, facilita transazioni, schedula appuntamenti, scaldasse anche un pò il cuore, insomma facesse sentire meno soli. A volte lo fa, come in questo blog, ma spesso no. Baci a tutte.

  9. LGO scrive:

    Fantastico!!!
    Un filino inquietante, forse ;-)
    Sarà che abito a pochi km da Piazza Istria…

  10. Flavia scrive:

    Alessandra, che dirti, hai ragione. Penso che le tecnologie siano solo dei mezzi, poi tutto dipende dall’uso che se ne fa, dalle regole di buona educazione (odio quella gente in treno), dal senso del limite (odio disturbare un collaboratore in vacanza). Accorciare le distanze e scaldare il cuore, sì, per me questo blog serve a questo, e anche il progetto The Talking Village…. Grazie delle tue parole :)

  11. Flavia scrive:

    LGO, fantastico, appunto!! ;)

  12. solitaMente scrive:

    Sinceramente mi è venuta una botta di tachicardia mentre leggevo (!) … poi penso ke a tutto ciò ci si arriva poco per volta e non di botto ed il ritmo cardiaco è sceso alla soglia normale :). Baci

  13. Flavia scrive:

    @solitaMente
    la tachicardia può anche essere adrenalina…può essere eccitante. Ovviamente questo post era solo per mio divertimento; e ognuno può esercitarsi immaginando il futuro che più lo ispira.

  14. Mamma Cattiva scrive:

    20 gennaio…mi ero persa questo post…io come Giuliana ho pensato che avessi bisogno di uno bravo ma ho pensato solo questo :)))
    A difesa della tecnologia dico che grazie a tutto questo ho conosciuto delle persone favolose e se il prezzo da pagare sono questi progressi ci sto, tanto poi basta ogni tanto staccare la spina e andarsene in montagna, nel 2015 da Silvietta che allora avrò già conosciuto…


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