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Tuttonostro. "Altri" spunti.

Pubblicato il 03 dicembre 2009 da Flavia

Un argomento controverso, una testimonianza rara e un messaggio  e che pubblico con piacere.

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METAMORPHE’

Presenta

T U T T O N O S T R O

di Alessandro Di Marco, Valentina Reginelli, Claudio Renzetti

con: Alberta Andreotti, Marika Cazzaniga, Alessandro Di Marco, Michela Fabrizi, Claudio Renzetti, Claudio Strinati

regia: Alessandro Di Marco e Claudio Renzetti

Tuttonostro affronta un argomento serio e toccante con toni leggeri e quotidiani, cercando di entrare in modo realistico nella vita di tre coppie, una etero e due gay, che si scontrano con il desiderio, la paura e la possibilità di avere un figlio. È uno spettacolo/testo che non vuole fornire soluzioni di nessun tipo, né indicare strade preferenziali, ma semplicemente mostrare uno spaccato, quanto più possibile rappresentativo, delle motivazioni che muovono una qualsiasi coppia impossibilitata ad avere figli indipendentemente dagli orientamenti sessuali. Infatti i temi trattati, come il diritto alla genitorialità, la fecondazione assistita di tipo eterologo, l’adozione per le coppie gay, definiscono un movimento che per la prima volta diventa trasversale, trovandosi a toccare realtà diverse e tradizionalmente anche in conflitto tra loro (come il movimento gay o lesbico rispetto al mondo eterosessuale). Forse questo è potuto accadere perché, di fronte a temi così scottanti, la conflittualità che nasce nella coppia non è da confinare solo nella coppia stessa ma si può estendere in generale all’essere umano in quanto tale, indipendentemente dalla sua appartenenza ad un determinato nucleo, sociale o familiare che sia. Tuttonostro quindi non prende una posizione, ma in questo modo si colloca tra quelli che vogliono sezionare la realtà con il bisturi per mostrarne le viscere più intime, lasciando allo spettatore il dovere di ricomporla e di comprenderne lo scopo.

Il teatro svela. Altre volte nasconde. Altre inganna. Proprio come la nebbia nei ricordi freddi di un bambino. E dalla nebbia può spuntare ogni cosa. Mostri o principesse e castelli incantati.

Cosa succede quando il pensiero ed il desiderio si scontrano con la paura, l’impossibilità, la burocrazia? Al centro c’è una possibilità: avere un figlio. Intorno ci sono le insicurezze, i condizionamenti sociali, i vincoli biologici. Tre coppie si raccontano attraverso il sogno, spesso conflittuale e non condiviso, di essere famiglia, agli occhi del loro cuore e del mondo intero. Tre storie che si accavallano e si sfiorano. Che si passano l’un l’altra la parola senza mai toccarsi. Sono sei vite che cercano di tratteggiare i contorni sfuggenti di un’illusione. O forse di una realtà che tra la nebbia scompare e ricompare.

 

Grazie

Metamorphè

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Cara Flavia,

ieri si è concluso il primo weekend di repliche a Formello [territorio difficile!].. oltre alla resa positiva degli attori in scena, nella pomeridiana già abbiamo potuto apprezzare lo spazio, terminata la replica, dedicato al confronto con alcune delle associazioni coinvolte.  In particolare, il rapporto nato con l’ass.ne Famiglie Arcobaleno: avere la possibilità di accogliere coppie che hanno vissuto sulla propria pelle le problematiche affrontate dagli autori in fase di scrittura e, successivamente nelle prove volte alla conseguente messa in scena, è stata già di per sé una conferma positiva – al di là delle nostre aspettative – del lavoro fatto.. toccare con mano per loro stessa testimonianza, la coincidenza tra contenuti e modalità espressiva dei temi al che hanno alimentato tutto ciò e l’effettiva immedesimazione di un pubblico “speciale”, per ciò che hanno vissuto in primis nella vita reale, beh, ha rappresentato un surplus emotivo per tutti che alimenta ancora di più l’attesa per le prossime date.

Ringraziandola a nome di tutti per il suo interesse,

Metamorphé

 

 

4 Risposte per “Tuttonostro. "Altri" spunti.”

  1. Flavia scrive:

    Mi rendo conto che commentare qui potrebbe essere impegnativo o potrebbe far venire il timore di polemiche – vista l’aria che tira in Rete certe volte. Allora molto semplicemente vi dico la mia sull’adozione da parte di omosessuali, e lo stesso vale secondo me per i single: sono 100% a favore. capisco tutti i timori legati al fatto che dovrebbero esserci ruoli educativi distinti, figure maschili e figure femminili, ma l’amore è tutto quello di cui un bambino ha bisogno, e tra l’abbandono in cui molti piccoli sventurati si trovano anche in famiglie all’apparenza "normali", e il vero amore di due mamme o di due papà, immagino di sapere che cosa un bambino sceglierebbe, se potesse.

  2. Chiara2 scrive:

    Scusa Flavia, spero che l’assenza di commenti a questo post non ti sia sembrata derivare dalla presenza di coppie omosessuali o cose del genere. È che l’adozione in generale è un tema molto complesso e si rischia di dire castronerie, soprattutto quando ci si trova nella comoda situazione di aver avuto due figli uno dietro l’altro senza problemi. In teoria sembra una cosa bellissima, ma in pratica muove molti interessi e suscita moltissime perplessità: chi valuta le coppie? Sulla base di quali parametri? Sono parametri corretti o sarebbero da rivedere?
    Io conosco due persone adottate. Una ormai grande, della mia età, adottata piccolissima, ha visto i suoi genitori adottivi separarsi poco dopo il suo arrivo ed è stata cresciuta da una madre nevrotica e sola. Tende a nascondere il fatto di non essere figlia naturale dei suoi genitori, anche se loro non l’hanno mai nascosto a nessuno.
    L’altro è un bambino di 3 anni, nepalese, con genitori finto-alternativi con un sacco di soldi. Anche lui, credo, avrà la sua dose di menate genitori-figli, indipendentemente dal fatto di essere stato adottato.
    Coppie gay che adottano? Single? Mi sembra così lampante che, tra un orfanotrofio e una famiglia che ti desidera (di qualsiasi tipo), è preferibile la seconda che ho detto. Puro buonsenso, mi pare :-)

  3. Flavia scrive:

    Ciao Chiara, figurati, avevo pubblicato ma senza dire subito la mia allora ho rotto il ghiaccio. Anche per me è buonsenso, ma per moltissimi no. comunque apprezzo che lo spettacolo non dia giudizi ma solo spunti con cui riflettere… bella iniziativa.

  4. Arianna Orazi scrive:

    Non fa nessuna differenza, conosco una delle Famiglie arcobaleno molto bene, la loro bimba è una bimba felice, serena, svolazzante.
    Insomma come io bimba nevrotica non sono mai stata.

    E allora non c’è neanche dibattito meglio una famiglia che ti ama che l’abbandono.


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