Piccoli grandi bilanci (1)

Pubblicato il 16 dicembre 2009 da Flavia

Si avvicina la fine dell’anno. Ne esce un post, a differenza dello stile variegato di VereMamme,  “fortemente d’opinione”: accolgo  e rispetto le scelte di tutti purchè siano vere e libere, ma ciò non vuol dire che non abbia delle nette posizioni. Piuttosto che lasciarle alla libera e qualche volta avventata interpretazione di chi capita qui, preferisco fare…diciamo… coming out. Farò il possibile per esprimermi in modo da non offendere nessuno, ma purtroppo in qualunque modo tu ti esprima, quando gli argomenti che tocchi sono sensibili, c’è sempre qualcuno che ha un nervo scoperto. A quel punto la differenza la fa la civiltà rispetto all’ignoranza. Eppure i commenti sono sempre benvenuti, soprattutto se contrari: è più utile un angolo visuale diverso dal mio che uno uguale al mio. E invece viviamo in un clima di tale ignoranza  dei fondamentali del vivere civile , per cui le differenze si fanno immediatamente violenza. Ho riflettuto a partire da questa tristezza dilagante, pubblica e privata, e a giudicare da quanto è risultato lungo (e pesante) tutto il discorso, sarà meglio dividere in puntate e riparlarne dopo Natale!


Cominciamo da una specie di carta democratica (di VereMamme… ma non solo).

Cosa non giudico
Le scelte consapevoli e i sentimenti autentici, sempre. Apertura e tolleranza massima verso chi segue la propria strada, raccontandola con serenità senza mettere mine sulle strade altrui.

Cosa invece giudico
La propaganda e la militanza aggressiva, sia in forma di attacco e astio contro scelte e sentimenti apertamente diversi dai propri, sia in forma di sottile manipolazione psicologica verso le persone  più fragili e confuse, alla ricerca delle proprie scelte (per esempio, le neomamme). Ma anche il dover sempre giustificare le proprie azioni “per denigrazione” di quelle altrui. Se fai A, spiegami A, non dirmi che B fa schifo. Questo è pontificare, non è spiegare.

Cosa apprezzo
Sopra ogni altra cosa, l’ironia,  la capacità scanzonata di sdrammatizzare, ridimensionare, relativizzare. E poi la capacità di esprimersi con pacatezza e sicurezza di sè, che esclude per definizione l’aggressione degli altri. Una volta avere dei figli e crescerli non era oggetto della quantità di condizionamenti mentali, riviste, libri, siti , discussioni violente e pressioni di tutti i tipi che siamo in grado di alimentare noi oggi. Ecco, apprezzo molto chi ce lo ricorda ogni tanto, fermo restando che la maggiore disponibilità di informazioni, entro certi limiti, aiuta a scegliere meglio.

 

Detto ciò.
Prendo spunto da molte discussioni che ho visto in rete, più o meno utili e piu’ o meno (purtroppo) civili, per chiarire innanzitutto a me stessa alcuni punti delicati – lo stile è un po’ bulldozer,  ormai lo conoscete e mi perdonerete, ma sono pur sempre  consapevole che si tratta di punti delicati.
Ecco i terreni in cui mi sono trovata in un anno di blog e social networks (VereMamme ha compiuto un anno il 19 novembre), terreni insidiosi in cui il passo verso le sabbie mobili e la “rissa nel fango” è un attimo.

1. Lavoro: downshifting, opting out, having it all e via disquisendo

Sono della generazione che voleva e vuole ancora tutto, cioè sia “la famiglia che la carriera” ,  e non vedo proprio perchè no, solo che stanno cambiando i modi  e i termini di questa “ricerca della felicità.” Penso che abbia sempre senso lottare perchè le future generazioni  siano più felici, e sono per la totale parità uomo-donna anche nell’accudimento dei figli: questa è la mia testa e la mia vita, punto, e so che esistono altri punti di vista che rispetto. Sono talmente femminista, parola che non disdegno affatto e non ritengo passata di moda ma solo da aggiornare continuamente,  che penso  – l’ho detto in varie occasioni e con varie slide :) – che l’emancipazione della  donna non sia affatto compiuta, ma appena iniziata, se non viene seguita al più presto da quella della donna-madre: ingabbiata nel  comodo pregiudizio nonchè nobile ideale per cui le responsabilità dell’allevamento dei figli sono tutte sue, o ancora ingabbiata in una concezione arcaica del lavoro che ci opprime  tutti.

Non mi piace che la  parola “carriera” associata alla “donna” e alla “mamma” prenda all’improvviso delle derive semantiche negative e dispregiative, mentre per un uomo rimane un obiettivo apprezzabile. Sono, sì, per il downshifting sia per gli uomini che per le donne  (ridurre ritmi e obiettivi di carriera), quando lo si vuole, ma non per l’opting out (guarda caso questo solo delle donne: cioè in pratica smettere di lavorare quando si  hanno figli). Che poi un concetto che proviene dal mondo anglosassone (in UK e in USA magari puoi davvero uscire e  poi ricollocarti dopo qualche anno) da noi diventa il rimedio di Pulcinella, ma  con un nome molto figo. Comunque va benissimo se qualcuno vuole fare “opting out”, ma non deve  proporlo a chiunque come LA giusta filosofia di vita da abbracciare dal momento che sono diventata mamma.
Credo nelle priorità, che cambiano nelle varie fasi della vita, ma non credo nel sacrificio. Non mi piace il tono rassegnato del “devi fare una scelta, qualcosa devi sacrificare” ripetuto  alle donne fino alla nausea e ora rimesso a lucido come macro-trend sociologico di moda, corredato di dati statistici.

(continua)

 

Un grazie particolare, sin da ora, ad alcuni post che mi hanno fatto riflettere

Mamma in 3 d

Mamma in corriera

Impromptu

Manager di me stessa

15 Risposte per “Piccoli grandi bilanci (1)”

  1. supermambanana scrive:

    Flavia!!!!! Ti bacerei se fossi qua. Il sacrificio!!! Anzi, il sacrifiZio. aaaarrrggghhh :-)

  2. Isa scrive:

    Ecco come si fa! "à bon entendeur, salut!" :-)))

  3. Chiara scrive:

    Oooo, questa è una cosa troppo grossa per commentarla qui e ora. Ci provo da me e ti metto il link, perché l’argomento mi interessa e voglio sviscerarlo bene.

  4. paola scrive:

    che bello che esisti, che bello che esterni così bene quello che in tante di noi ribolle dentro confusamente … sapessi che dolore trovare tanto dell’atteggiamento d’imposizione e di giudizio negativo, che tu descrivi, in altre stesse mamme e donne!

  5. Flavia scrive:

    @Chiara, aspetta almeno la seconda puntata, che il punto 1 non è ancora chiuso!! (ho dovuto tagliare perchè, davvero, troppo lungo e pesante altrimenti)
    @Isa sì :) ma il discorso è già più ampio di quello che sembra…
    @Paola grazie, in effetti ci vuole tempo per passare dal ribollire confuso alla consapevolezza… l’importante è non scottarti ma usare la "lava" come buon fertilizzante…

  6. Flavia scrive:

    @supermambanana, a te allora dedico questo
    http://www.veremamme.it/miti-da-sfatare-coaching/2008/12/4/sacrificio-e-abnegazione.html
    uno dei primi manifesti di intenti di un anno fa, quando ancora non ci conoscevi :)

  7. Silvia gc scrive:

    muble…. muble….
    questo bilancio ha l’aria di andare lontano….
    fin qui ci siamo… andiamo avanti!

  8. Do minore scrive:

    Quoto Silvia. Questo bilancio si prospetta interessante. Grazie del link e a presto

  9. mariangela scrive:

    quoto silvia e do minore, facci leggere il resto presto, presto!!!

  10. ITmom scrive:

    aspetto con ansia il resto, poi dirò anche la mia. in maniera sempre civile, tranquilla!

  11. Mamma in 3D scrive:

    Ciao Flavia, grazie del link. Già mi aveva fatto piacere il tuo commento da me, perché sono anch’io assolutamente convinta del fatto che le scelte di tutti, purché siano vere e libere, vadano accolte e rispettate e penso che questa affermazione abbia a maggior ragione valore quando la stima è reciproca fra persone che esprimono le loro nette posizioni e che magari le riconoscono molto diverse fra loro, soprattutto nella loro applicazione.
    Tu avevi preso in prestito una mia frase di là, ora lo faccio anch’io qui da te: Cosa apprezzo. Sopra ogni altra cosa, l’ironia, la capacità scanzonata di sdrammatizzare, ridimensionare, relativizzare. E poi la capacità di esprimersi con pacatezza e sicurezza di sè, che esclude per definizione l’aggressione degli altri. Penso che questo sia un punto di partenza irrinunciabile per un dialogo intelligente… quindi ora aspetto con interesse il seguito :-)

  12. Flavia scrive:

    ehilà grazie per l’interesse. allora mi toccherà continuare anche prima di Natale :), almeno sul punto 1 …
    Itmom e Mammain3D, voi siete proprio un esempio sanissimo, sia di ironia che di civiltà… baci.

  13. silvietta scrive:

    bello, mi piace… attendo il resto. però intanto mi piace molto quello che hai puntualizzato sul Downshifting, perchè credo di non riuscire a dirlo altrettanto bene: quando cambiano le priorità si può scegliere di cambiare modo, non lasciarsi costringere a sminuirsi …

    bello, grazie. ..
    e il resto???

  14. marilde scrive:

    Sì, sì, ti toccherà continuare. Mi piace tutto il post, ma Non credere nel sacrificio, ecco, lo scolpirei nella pietra ( se fossi capace…)


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