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Vieni avanti, creativo

Pubblicato il 20 novembre 2009 da Flavia

Eccomi dunque, raccolta l’ispirazione a piene mani durante una mattinata fervida di contatti (traduco: una mattina trascorsa a smadonnare con un sacco di gente), dicevo eccomi a rispondere all’esilarante post di Mammaincorriera sul Direttore Marketing, e in un certo senso anche a quello sul cliente (perchè il direttore marketing è cliente rompiscatole di molti).

E’ innegabile: per ogni personaggio comico esiste la spalla ideale, per ogni medaglia il suo rovescio. Quindi eccomi qui, a parlarvi delle spalle perfette del Direttore Marketing.
Escludendo i fornitori di beni o servizi incontrovertibili e indiscutibili come: l’uomo che rifornisce di cialde la macchinetta del caffè, la signora della mensa e la signora delle pulizie, esiste  poi la variegata e controversa categoria dei fornitori di servizi immateriali: idee – e poi della loro realizzazione, si intende.

I consulenti strategici, i ricercatori di mercato, i revisori dei conti e i controllori di gestione avranno di solito vestito grigio, camicia azzurra, cravatta la cui massima concessione all’eccentricità è costituita da un orsetto Harrod’s. Questi consulenti di solito ti fanno un preventivo (“di assoluto favore vista la nostra relazione”) per un lavoro che sembra assolutamente perfetto, preventivo che poi però miracolosamente lievita, appena approvato e messo mano al progetto, perchè il dettaglio a b c, x e y non era previsto (colpa tua che non ci avevi pensato prima, è l’implicito messaggio che manda il direttore marketing control freak in crisi di tachicardia). In questo un partner di Mc Kinsey non è molto diversio da un muratore che si prende l’incarico di rifarti il bagno e poi ti dice, chessò, che la posa delle piastrelle non era mai stata affar suo o che la tinteggiatura del soffitto non era inclusa. Solo che mentre il muratore, quando minacci di non pagarlo, se ne frega, ti lascia tutto a metà e se ne va perchè tanto è pieno di lavoro dovunque si giri, il consulente ce sta a provà: per cui devi ingaggiare una strenua battaglia a colpi di preghiere alternate a  minacce ma alla fine gli converrà fare quello che vuoi. Particolarmente irritante quando si impunta con te e poi cede col tuo capo, questo potete facilmente immaginarlo.

Una specie diversa è quella che si sente investitia di una missione elevatissima: portare una ventata di CREATIVITA’ nel tuo grigio ufficio. Costoro tenderanno, a differenza degli altri consulenti,  ad assumere tinte sgargianti e pose da guru alternativi: jeans strappati, sneakers improbabili, per non parlare dei capelli e delle barbe.

Stiamo parlando dei creativi (titolo professionale che, a pensarci bene, fa veramente ridere).  Attenzione: il creativo archetipico è uomo, che vive in un mondo tutto suo, mentre l’account ideale è donna, per il suo innato istinto di mediazione tra i mondi e le follie altrui.

Il creativo cercherà caparbiamente e sistematicamente di convincere il Direttore Marketing, mentre l’account in mezzo palleggia e traccheggia,  che quello che lui/lei vorrebbe fare è una cazzata senza speranza , mentre la sua idea è l’unica possibile via di salvezza, e lo fa perchè deve giustificare a se stesso il suo lavoro e la sua stessa esistenza, che non avrebbe alcun senso se il cliente arrivasse alla soluzione da solo. Inoltre deve convincersi ogni giorno allo specchio di avere gli attributi e di non essere uno yes-man, per cui timbalzerà sistematicamente ogni richiesta con un “ci devo pensare bene”. L’account, vista la mala parata, cercherà disperatamente di non far parlare direttamente  il direttore marketing con il creativo, sforzo inutile perchè il direttore marketing come sapete viene preso regolarmente da attacchi di command-and-control e spara telefonate a raffica. Dunque, la tattica migliore per cavarsela in questo circo è far proporre al creativo la tua idea (parlo da direttore marketing, ovvio) facendogli credere che sia stata sua, esattamente quello che certe mogli fanno con i mariti e viceversa. Dal canto suo, il creativo porrà in atto delle contro- tattiche manipolatorie per far approvare la sua idea preferita, che di solito è totalmente stravagante e palesemente off-strategy; una di queste tattiche consiste nel presentare un ventaglio di proposte creative siffatto:

- proposta 1: carina ma inaccettabile per il tuo capo (e lui lo sa)

- proposta 2: semplicemente impresentabile (in gergo tecnico: nun se po’ vede’)

- proposta 3: la sua raccomandazione, fantastica

- proposta 4: eeh? lasciamo  perdere.

Non sto scherzando, l’ho visto succedere: durante una presentazione l’allora mio capo (direttore marketing) venne preso da un tale attacco di ridarella che chiese scusa tra le lacrime e uscì dalla stanza per riprendersi, lasciando me e il direttore creativo a guardarci, imbarazzatissimi.

I consulenti e fornitori del direttore marketing generano quindi una profezia che si autoavvera. Perchè facendo resistenza per definizione, non aiutano nell’opera di discernimento delle buone idee che possono essere migliorate con il loro aiuto dalle cazzate vere. La strenua resistenza del fornitore di idee porterà quindi a tre risultati:  un sottile senso di angoscia, inadeguatezza e insicurezza, un accanimento reattivo stile “adesso vediamo chi comanda”, e quindi una maggiore probabilita’ di fare effettivamente cazzate.

alla prossima!

 

ps. il titolo del post è una battuta famosa nell’ambiente che ho visto scritta, pochi giorni fa, sulla porta del titolare di un’agenzia di pubblicità. A proposito…. E’ un ex direttore marketing.

5 Risposte per “Vieni avanti, creativo”

  1. Mariangela scrive:

    A questo punto però potresti anche invitarmi come guest blogger e ti racconto l’account del fornitore di servizi immateriali…!! Te li dò io i direttori marketing….;-)

  2. Flavia TTV scrive:

    sorvolerò sull’ultimo paragrafo e dunque sul tentativo di dare una spiegazione a quello che racconti.
    però, vedi, devi capire che la storia dell’idea che uno deve far credere all’altro che è stata sua – insomma, ci siamo capite – la fa anche il direttore creativo, che 9 volte su 10 si rompe le scatole di insistere e applica il famoso principio di "attacca l’asino dove vuole il padrone". altroché :)

  3. Flavia scrive:

    @Mariangela sei ufficialmente invitata.. produci, produci!
    @Flavia TTV solo per chiarire che sei Giuliana eh! con il mio nome finito non si sa come lì’ da te :)

  4. piattini cinesi scrive:

    ah aha ah ho fatto autocoscienza sul ci devo pensare bene!
    adesso non avrò più il coraggio di dirtelo….
    e vado subito dal parrucchiere

  5. Mariangela scrive:

    @ Flavia: ok, accolgo l’invito con un bel salto nel passato. Ma, non me ne starai facendo un pò troppi? ;-)
    Quanto a Flavia TTV, finalmente capisco. Pensavo fosse una risposta a me e non riuscivo a raccappezzarmici! (piattins, controllami le doppie per favore ché, sai, sono il punto debole di noi trentini….)


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