Una coperta che sa di storia

Pubblicato il 13 novembre 2009 da mammainbluejeans

C’era una volta un ragazzo, diventato uomo troppo presto. Faceva l’ispettore didattico nel lontano 1937 (+o-) in un piccolo paesino sulla Sila. Era una persona seria, che parlava poco e sorrideva ancora meno. Un giorno dalla città arrivò una signorina, bionda e con gli occhi color pervinca, che aveva avuto l’incarico di fare da meastrina ai bimbi di quella zona.

Lei gli rubò il cuore, e se lo tenne nel taschino della giacca. Lui le portò un fiore di magnolia legato con uno spago, perchè così non si sarebbe rotta la corolla. Lei sorrise, coprendosi la bocca con la mano. Insieme lavoravano per togliere i bimbi dall’ignoranza, dal degrado e dalle malattie. A volte ci riuscivano.

Scoppiò la guerra, e lui partì, ufficiale, per difendere persone che non conosceva, in nome di ideali che sapevano di libertà e di mondi migliori. Le scriveva quasi tutti i giorni, usando il nomignolo di lei da bambina “Rirì mia…”così cominciano le sue lettere.

Alla prima licenza le portò una coperta da militare, brutta e grigia, perchè lei era freddolosa. Si sposarono per procura (lei in Italia, lui a Rodi) il 5 novembre del 1942.

Erano i miei nonni.

Sono volati in cielo tanto tempo fa, ma la coperta grigia e brutta è rimasta.

Da bambina la odiavo, perchè era davvero grigia e brutta e pesante e mi sembrava la pelle di un elefante. Non mi piaceva perchè era anche bruciacchiata in alcuni punti (souvenir di un’incendio  appiccato dal mafioso di turno -per sbaglio- alla casa in montagna), e quasi preferivo aver freddo piuttosto che tirarla fuori dall’armadio.

Poi ho iniziato a capire, e ad amarla.

Ha coperto mia nonna, e mia madre, e i miei zii. Questa estate ha scaldato mio figlio.

La stoffa è ruvida, la lana è infeltrita. Sa di stantio, come tutte le cose che mettiamo negli armadi e tiriamo fuori solo all’occorrenza. Ma sopratutto sa di storia. Non solo di quella dei miei nonni, novelli sposi in un mondo in subbuglio, ma di un’ era fatta di lampade a petrolio, di uomini partiti soldato e mai tornati, di quando la vita era difficile, ma bella. Sa di cose semplici. Di sentimenti autentici, di legami antichi, di gesti che parlano da soli.

Come un fiore di magnolia legato con uno spago.

 

Mamma in blue jeans

3 Risposte per “Una coperta che sa di storia”

  1. Flavia scrive:

    accidenti Mammainbluejeans…. sono sempre più senza parole!

  2. pocahontas scrive:

    ma questi nonni sono impareggiabili nel regalarci queste storie piene di poesia! che bel racconto! mi sembra quasi di poterlo vedere quel fiore di magnolia legato con lo spago….

  3. ondaluna scrive:

    Che meraviglia.
    La mia nonna aveva una coperta simile che col tempo, ormai invecchiata, cominciò ad usare per stirare, mettendola sul tavolo, quando gli assi da stiro non esistevano.
    Anche quella era una vecchia coperta militare color grigio.
    Ho negli occhi immagini piene di lei che stirava (tutto, anche i fazzoletti e le pezze per spolverare!) ed io che giocavo vicino a lei…


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