Tips for coccing: Strategie piattinesche per venire a patti con se stessi

Pubblicato il 11 novembre 2009 da piattini cinesi

La frase del giorno (pensierino per riscaldarsi)

 - Ho deciso di pensare alla mia vita in termini di soluzioni e non di problemi

- E come va?

- Diciamo che sto affogando nelle soluzioni.

Il coccio del giorno (ovvero come sbrocco stamattina)

“Questo lavoro mi fa schifo, vorrei tanto cambiarlo ma non so che cavolo fare”

Oppure

“Non sto lavorando, vorrei lavorare ma non so che cavolo fare”

disclaimer (importante)

quello del lavoro chiaramente è un problema serio, che Piattins può risolvere solo in parte.

La parte creativa.

Per quella economica prego rivolgetevi altrove, che lei ha un karma in posizione polarmente oppositoria rispetto a qualsiasi forma di guadagno, fosse pure un cucciolo di cincillà.

Ma torniamo alla parte creativa.

Pensieri zerbinanti

Non so fare niente, anche se voglio cambiare non riuscirò a farlo, la situazione economica è deleteria e ostile, tutti trovano qualcosa di interessante tranne me, non mi sono mai laureata, ho sprecato le occasioni, sono rimasta troppo tempo in questo posto e ora sono inadeguata… (vi riconoscete?)

Obiettivo

Prendere a cocciate i pensieri zerbinanti, capire cosa non ci piace della situazione attuale, cosa ci piacerebbe fare, quali sono gli ostacoli  e magari cominciare a delineare una strategia pratica

Urlo di guerra

qualcosa di buono da cui ripartire ci dovrà pure essere in questo marasma, cribbio!

Lavoretto creativo

Materiale

Rivistine tipo “lamodaperchichaisordimaiono” o “misfondodarrosto” o ”mifaccioifattaccituoisetutifaiimiei”. Colla, forbici, tavolo, due ore libere

Esecuzione

Prendere “lamodaperchichaisordimaiono” o “misfondodarrosto” oppure ancora ”mi faccioifattaccituoisetutifaiimiei” e cominciare a sfogliarle, facendo attenzione a non incappare nella faccia di qualche politico perché altrimenti  è finita, non vi ripigliate più.

Cercate le immagini che più vi piacciono, quelle che vi fanno ridere, quelle che vi infastidiscono e quelle che vi suggeriscono qualcosa, anche se non sapete esattamente cosa.

Cominciate a separarle.

Da una parte quelle in cui vi riconoscete, anche solo come aspirational (ah!)

Poi quelle che detestate

E quelle che magari se non fosse che….. insomma i vostri blocchi, quello che vi paralizza come una statue in a piece of big salt

 Adesso avete già una prima mappa di come dovete procedere per mettere a fuoco il vostro progetto.

Poi pensate ad un fumetto, una didascalia, un’invettiva per ognuna di loro.

Fatele parlare, insomma, che di cose da dire ne hanno!

Trovate forza in quello che vi piace, eliminate quello che non vi piace, e usate i blocchi per capire cosa dovete risolvere dentro di voi.

 

Se poi da questo esercizio capite qualcosa, vi prego fatemelo sapere anche a me che ne ho tanto bisogno.

 

10 Risposte per “Tips for coccing: Strategie piattinesche per venire a patti con se stessi”

  1. Isa scrive:

    ah ah … ;) un po’ di leggerezza è proprio cio’ che ci voleva, eh!?! :-))))

  2. my scrive:

    bhè sì, leggerezza nei (bei) modi di Anna.
    Però leggerezza un corno, per chi ci si trova :-(

    ricordo ai tempi che furono, il mio psicologo mi disse " sei come una mosca nell’abitcolo di un auto, continua a sbattere di qua e di la’, s’affanna, ma non riesce a trovar la fessurina da cui uscire"

    ed è proprio così, la mamma che descrive Anna.

    Perchè tu ti ci puoi anche mettere di buona lena a ritagliar giornali, ma avrai sempre la vocina che ti fracassa: "che diavolo sto facendo con due figli da mantenere per trent’anni?"

    e dopo aver ritagliati torni a lavorare

  3. Flavia scrive:

    dai My! giornata storta? mi sa che qui dobbiamo fare esercizi di gruppo. Ciao a tutte sono Flavia, astemia di mohito dal… 2002, sono qui per raccontarvi… :)))
    Magari il 17 a Milano ci viene qualche altra idea.

  4. my scrive:

    nooooooo che giornata storta!
    è che io ripongo in piattins e nelle sue ricostruzioni creative ogni mia speranza e la prendo molto molto seriamente!

    io a milano non ci posso venire, sai com’è, allatto una bimba di tre mesi :-D

  5. Flavia scrive:

    non ti preoccupare, prima o poi verremo noi da te :)

  6. piattinicinesi scrive:

    @my ma va là che sei una forza, altro che vocina.
    e poi l’esercizio serve per uscire dall’impasse e capire cosa vogliamo fare, come vogliamo la nostra vita. riuscirci è fatica, sudore e mutuo da pagare

  7. lastaccata scrive:

    Io adoro questa donna! La voglio sposare ma non posso per due motivi:
    1) l’Italia non riconosce ancora i matrimoni gay
    2) Temo che la mia proposta di matrimonio potrebbe portarla ad indirizzare le forbici per ritagliare gli articoli verso il suo stomaco. E non potrei mai vivere con un rimorso del genere…

    GRANDISSIMA PIATTINS!
    Non ho capito granchè neanch’io di questo post, però mi ha regalato un sorriso.
    E oggi mi ci voleva proprio!

  8. Igra scrive:

    Già, vero. È un bellissimo esercizio ma sapendo che ho zero tempo mi viene l’ansia a farlo. Probabilmente sbaglio.

  9. piattinicinesi scrive:

    la staccata no guarda, già è difficile sopportare un uomo tutta la vita, figurati una donna! non ce la posso fa. non fa niente se non hai capito, tanto la comprensione della realtà è sempre relativa
    igra fallo a mente, o sull’autobus, o mentre cucini, o mentre la collega parla. le migliori idee creative vengono nel caos

  10. lastaccata scrive:

    Carissima Piattini, ma tu credi davvero che io non abbia capito il senso di questo post? Era solo per venire dietro alla tua ultima frase… Comunque, mi hai spezzato il cuore e questo non si fa, no no! Cacchiate a parte: hai ragione, è già difficile sopportare gli uomini, figuriamoci una come me!


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