Prontuario di autodifesa: sopravvivere i "perché?"

Pubblicato il 17 novembre 2009 da Raperonzolo

Raperonzolo vuole sfatare un mito, quello che vede il “perché” dei giovani bipedi, una forma di innata curiosità verso la realtà che li circonda, da soddisfare sempre e comunque con serietà e in modo esaustivo. La gamma dei “perché” è in realtà vastissima e va dai legittimi “perché” di stampo newtoniano fino alla presa per i fondelli. Muoversi tra queste aree senza rimetterci la salute mentale è la vera sfida del genitore.
Ecco una guida sommaria e non del tutto esaustiva per districarsi nella giungla dei “perché”.

Il perché sistematico
Verso i tre anni il bambino s’impossessa della parola magica. Il “perché” è parola dotata di potere magnetico, una chiave d’accesso al mondo degli adulti. Da prima ripetuta fino all’ossessione, tanto per sentire il suono che ha e per capire che reazioni suscita, poi reiterata previa constatazione che in qualunque luogo e in qualunque situazione il “perché” li rende il centro assoluto dell’universo (una posizione in cui il treenne si sente pienamente a suo agio).
L’uso sistematico del “perché” è un’arma potentissima contro la quale il genitore amorevole e disponibile non ha scampo. Il minibipede riesce ad accalappiare l’attenzione in modo univoco e totalizzante. Vince sempre lui perché non è minimamente interessato alla risposta, vuole solo protrarre il dialogo a tempo indeterminato.
“Amore, mettiamoci le scarpe.”
“Perché?”
“Perché dobbiamo uscire”
“Perché?”
“Perché dobbiamo fare la spesa.”
“Perché?”
“Perché in casa non abbiamo più niente da mangiare.”
“Perché?”
“Perché abbiamo già mangiato tutto.”
“Perché?”
“Perché per vivere bisogna mangiare.”
“Perché?”
Si può andare avanti per delle ore finché il genitore non cede per sfiancamento psicofisico.

Il perché inquisitivo
Verso i quattro anni il bambino comincia a porsi delle serie domande sul mondo, la propria esistenza e il funzionamento delle cose. I “perché” sono molteplici, complessi, articolati e spesso surreali.
“Perché nascono i bambini?”
“Perché esistiamo?”
“Perché c’è la luna?”
“Perché la notte c’è il buio?”
“Perché al buio non si vede?”
“Perché i girini diventano rane?”
“Perché noi non possiamo volare?”
“Perché l’acqua è bagnata?”
“Perché il fuoco brucia?”
Il genitore è costretto spremersi le meningi dalla mattina alla sera e a cimentarsi nelle più improbabili risposte, ma c’è un problema: il quattrenne ha un potere di attenzione pari alla memoria d’un pesce rosso. Se la risposta non è immediata, diretta e semplice, entro pochi secondi di “perché” ne avrà già chiesti altri dodici. Il genitore annaspa e poi annega in un oceano di “perché”.

Il perché pragmatico
Il cinquenne è un essere astuto. Riscopre il treeenne che c’è in lui ma massimizza i due anni di esperienza e furbizia alle spalle. Rispolvera il “perché” sistematico e lo pragmatizza allo scopo di ritardare o non fare quello che gli viene chiesto.
“Amore, spegni la TV, per favore.”
“Perché?”
“Perché ti devi lavare e vestire.”
“Perché?”
“Perché devi andare a scuola.”
“Perché?”
In questa fase si va avanti così circa venti volte al giorno ogni giorno per circa un anno.

Il perché assoluto
Il seienne supera se stesso. I suoi “perché” sono una miscela atomica di perché sistematici, inquisitivi e pragmatici dal potere corrosivo pari a quello dell’acido muriatico che riversa sul genitore a ritmo costante, tanto da rendergli praticamente impossibile discernere tra i vari “perché” che assumono una forma assoluta e onnipresente.
Il genitore è ormai stremato ed esausto. E’ a questo punto che cede alla fatidica frase che ha sempre criticato a tutti gli altri genitori:
Perché è così e basta!!!
Naturalmente la grida nel momento più inopportuno, proprio quando il figlio aveva espresso uno di quei legittimi “perché” a cui il genitore avrebbe dovuto rispondere con serietà e in modo esaustivo.

12 Risposte per “Prontuario di autodifesa: sopravvivere i "perché?"”

  1. Bellissima Rape’! Qualche tempo fa ho scritto un post su questo periodo magico del perché, ma mi ero fermata solo alla prima fase, quella dei 3 anni. Non mi sento preoccupata da quella dei 4 anni, ma quella dei 5 e dei 6 mi preoccupa da morire. Mi preparerò! Grazie per avermi avvisata.

  2. Isa scrive:

    Bellissimo post! Posso usarlo in classe?!? ;-))

  3. ondaluna scrive:

    MI TI CO !!
    In grandissima forma (come dice Flavia), davvero!

  4. piattinicinesi scrive:

    geniale, ma ricordati che poi arriva la fase dei perché dei genitori. perché ti metti quei capelli davanti agli occhi? perché vai in giro con quei pantaloni così scesi che ti si vedono le mutande? perché stai ore e ore a scaricarti suonerie dal cellulare? perché vi dovete dare appunatmento per uscire alle 10 dis era? non potreste fare alle 8, che io sto più tranquilla? e indovinate qual è la risposta del caro adolescente….

  5. Raperonzolo scrive:

    Aha! Vero, piattini. E’ solo che non ci sono ancora arrivata. Tornerò sul tema tra qualche anno ;-)

  6. lastaccata scrive:

    MITICA RAPERONZOLO! Il seienne, che Dio ci scampi e liberi dal seienne!
    Superboy compirà 6 anni il prossimo 22 febbraio e ad occhio e croce sto messa davvero maluccio.
    Ecco la domandina che mi ha posto proprio ieri sera a cena ( anche se, specifico, l’ha posta per la prima volta quando aveva appena 3 anni e, a cicli variabili, ogni tanto riparte alla carica):

    SUPERBOY:" Mamma, che cos’è il SESO?"
    STACCATA: " Cough, cough" ( suono onomatopeico che sta ad indicare imbarazzo e/o la morte prossima per soffocamento da mollica di pane) "SUPERBOY: " Mamaaaaaaaaaaa! Allora?"
    STACCATA ( Tentando di salvarsi in calcio d’angolo): " Ehmmm…. La parola SESO, amore, non esiste!"
    SUPERBOY (Affatto turbato) : " Già, ho sbagliato, intendevo dire: cosa significa la parola SESSO?"
    STACCATA ( Che sta instaurando senza ombra di dubbio un rapporto aperto e privo di falsi pudori con il figlio): " MANGIA!"
    SUPERBOY: ( Con il fare tipico di chi la sa lunga) : " Sesso significa MANGIA! Vuoi fregarmi, eh? Guarda che lo so che il sesso è quello che fanno gli uomini con le donne grandi…"
    Ecco, le domande dei seienni sono terribili, ma lo sono ancora di più per chi in casa ha una sorta di Marzullo lillipuziano…

  7. Flavia scrive:

    io sono alle prese coi perchè pragmatici cinquenni, tecniche dilazionatorie estenuanti messe in atto con un’aria di sufficienza tale da scatenare tutta la mia violenza!! Staccata mi hai fatto andare di traverso il caffè

  8. Flavia scrive:

    @Isa sono sicura che puoi usarlo!

  9. lastaccata scrive:

    Flavia cara, mi auguro che il caffè ti sia andato per traverso dal ridere e non nel leggere di come mi sia fatta cogliere in contropiede…
    Aggiungerei una postilla doverosa: il sesso gli uomini lo fanno solo con le donne GRANDI? Quindi io, che sfioro a malapena il metro e sessanta, dovrei rassegnarmi a raggiungere la pace dei sensi?

  10. Raperonzolo scrive:

    @staccata – Sveglio il tuo seienne. Il mio settenne conosce solo "sesso" come distinzione di genere e è convinto che i figli nascano automaticamente quando uno si sposa, tanto che non gli è molto chiaro come persone non sposate possano avere i figli e come sia possibile che i suoi due cuginetti siano fratello e sorella avendo due padri diversi. Non che sia una puritana, ma non è proprio ancora pronto a spiegazioni più anatomiche. In compenso i suoi perché di settenne sono molto scientifici. In questi giorni che è stato male mi ha chiesto:
    - Perché quando stai male le cose in bocca hanno un sapore diverso?
    - Perché quando stai male il cuore batte più veloce?
    - Perché quando stai male a volte continui a stare male anche se non hai più la febbre?
    Aiuto.

  11. lastaccata scrive:

    @raperonzolo: mio figlio è uno sciupafemmine senza possibilità alcuna di guarigione. Colpa del DNA: nella famiglia di mio padre militano da sempre uomini affascinanti, oggettivamente belli e anche un filino puttanieri. Lui è sempre stato molto interessato alle donne, fin dalla più tenera età, e ribadisco che ha chiesto per la prima volta come fosse il sesso al padre quando aveva tre anni. Erano in macchina, mio marito ha quasi causato un incidente per questo.
    Pensa che a cinque mesi, quando lo infilavo nell’altalena al parco, faceva già gli occhi dolci alle mamme più avvenenti, di solito more e formose. E sospirava alla loro vista, lo che è inquietante ma lo faceva davvero. Si è fidanzato per la prima volta a due anni e mezzo, quando ha inziato a frequentare la scuola materna, e accanto alla sua donna ufficiale non disdegnava la compagnia di un paio di concubine.
    Sempre alla stessa età, dopo qualche settimana di rapporto fisso, un bel giorno all’uscita di scuola mi ha annunciato serafico:
    " Sai, mamma… Non sono più fidanzato con Zoe…"
    " E come mai, amore mio?"
    " Perchè poi ogni giorno quando usciamo i genitori se la portano a casa."
    Ecco, forse voleva già intentare una convivenza, ma l’atteggiamento retrogado dei suoceri l’ha fatto desistere.
    Così ‘sto messa….
    PS: complimenti per i tuoi post, sei fortissima! E io in fatto di ironia e intelligenza sono molto selettiva, non mi entusiasmo per chiunque.

  12. L scrive:

    Fantastico!!!! ho 2 anni 9 mesi e 2 settimane per prepararmi psicologicamente.


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