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Mamme libere professioniste

Pubblicato il 24 novembre 2009 da Flavia

Ho ricevuto tempo fa da Mamma in blue jeans e pubblico volentieri oggi, seguendo il filo di alcuni pensieri.

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Appartengo a quella categoria di mamme “libere professioniste”, spaventosamente sottorappresentata a parere mio.
Ho trent’anni, una laurea a 23 anni, una specializzazione e un ambulatorio che si tiene faticosamente a galla in questa crisi del cavolo.
sono un veterinario. e sopratutto sono una mamma: ho un figlio, Davide, di 16 mesi.
Lavoro dalle otto alle dieci ore al giorno. Amo il mio lavoro. Se potessi lo farei gratis. Adoro trovare l’anomalia nelle analisi, eseguire un intervento difficile. Tutte cose che, ho scoperto a mie spese, non vanno tanto d’accordo con la maternità.
La mamma libera professionista non ha niente alle spalle, se non un’ordine di appartenenza che (forse) ti pagherà uno straccio di pensione tra 30 anni.
Le mamme libere professioniste non possono assentarsi se il loro bimbo è malato. (a meno che non chiudano bottega)
Non hanno diritto alla gravidanza a rischio.
Non possono accedere a un mutuo se non hanno un garante.
Perchè di fare un figlio “non te lo ha ordinato nessuno”
perchè “tanto vale che chiudi e fai la mamma”.

Parlo di veterinari, architetti, ingegneri, avvocati, dentisti, biologi, medici… di donne giovani, che hanno avuto il coraggio di iniziare una cosa “loro” con quella sana dose di follia che ci vuole in questi casi. Di donne che  si portano il bimbo in ambulatorio, di donne che tengono i denti stretti e hanno il cuore in frantumi.

Non so bene il perchè di questa mail, se è perchè oggi ho l’animo pesante, o se in realtà cerco…solidarietà? altre mamme libere professioniste con cui confrontarmi? non so.

24 Risposte per “Mamme libere professioniste”

  1. lorenza scrive:

    eccomi!! sono una mamma libera professionista senza neanche un ordine a rappresentarla, un po’ per scelta un po’ perché mi ci sono ritrovata (come vedi, c’è sempre qualcuno che sta peggio di te, quando vuoi lamentarti ;-). E’ vero, i liberi professionisti hanno poche tutele ma hanno anche dei grossi vantaggi, a parer mio, e in primo luogo la possibilità di gestire orari e spazi di lavoro. Puoi portare in ambulatorio il tuo bimbo, cosa che le mamme che vanno in ufficio non possono fare. Puoi decidere di fissare un appuntamento 30 minuti dopo, per andarlo a prendere all’asilo (ipotesi, non so se va all’asilo!). Puoi scegliere di spostare gli appuntamenti alla sera, quando fa comodo per i tuoi clienti, e prenderti il pomeriggio libero. Stringi i denti, è difficile, difficilissimo, ma devi essere fiera di aver creato una cosa tua!!

  2. mammainbluejeans scrive:

    ciao! piacere di conoscerti.
    che lavoro fai?
    grazie per l’incoraggiamento… terrò i denti stretti e andrò avanti!

  3. ondaluna scrive:

    Cara Mammainblujeans,
    sono anch’io una libera professionista, e sono mamma da 3 mesi. Ho avuto una gravidanza a rischio, ho lavorato poco e niente, e il post parto sta risultando più difficile della gravidanza, perché oltre a stare male io, ho anche una bimba a cui badare e nessuno cui lasciarla.
    Ti dò tutta la mia solidarietà in un momento in cui la mancanza del mio lavoro mi deprime moltissimo. Rimanere a casa senza soldi, stare lontana da ciò che ho sempre amato fare e che mi è costato impegno, fatica, spese, sacrifici durati anni e anni. E ora, come voltando pagina, la musica e gli scenari sono completamente diversi.
    E ti dirò di più: la mia professione, come la tua, è una di quelle che meno la eserciti più ti "arruginisce", e ti fa perdere il senso di efficacia e di autostima.
    Il tuo piccolo ha un anno, la mia è ben più piccola, ed io faccio ancora i conti con la rassegnazione (o forse non ci si rassegna mai?) e spero che da domani (un domani che è sempre domani e mai oggi) vada un pò meglio.
    Ma la cosa più angosciante è che, se dal punto di vista professionale hai solo una "egoistica" voglia di riprenderti ciò che eri, dal punto di vista familiare hai la "materna" angoscia che senza soldi tua figlia non la puoi mica campare.
    Ecco qua: si dice "mal comune mezzo gaudio", spero le nostre lagne ti aiutino a sentirti meno sola.
    E se ti va, scrivimi pure.
    Ti abbraccio.

  4. SIlvia gc scrive:

    Cosa dire?
    Ha ragione Mammainbj ed ha ragione Lorenza. Le due facce della medaglia.
    L’ordine di appartenenza (nel mio caso quello degli avvocati) meglio neanche nominarlo. La pensione pare la prederemo a 70 anni e il contributo di maternità era una specie di mancia.
    Bisognerebbe avere il coraggio di mettere su un gruppo di professioniste motivate (in ogni professione), mettere insieme una lista e tentare una scalata ai propri Ordini di appartenenza. Bisognerebbe fare politica di Ordine, cercare il voto delle altre mamme e fare proposte serie.
    Poi invece negli Ordini ci sono solo uomini e uomini di potere, quindi anziani. Le donne che vengono elette non sempre sono madri.
    Perchè le madri libere professioniste, se lavorano, il tempo e la voglia di fare anche politica non sempre la hanno. E poi, come abbiamo detto più volte, le donne non fanno network, non fanno gruppo.
    Io ho deciso di rimanere a casa per i primi 8 mesi di vita di mio figlio, perchè proprio non me li volevo perdere e perchè avevo bisogno di restare ferma a riorganizzarmi la vita.
    Certo, il lavoro ho continuato a tenerlo in piedi da lontano, perchè noi possiamo sempre prenderci una pausa, ma in realtà non smettiamo mai.
    Questa scelta mi è costata un sacco di soldi. Tanti, davvero.
    Se quantifico le persone che ho dovuto pagare per sostituirmi, gli incarichi nuovi non presi, i clienti che nel frattempo si sono sviati altrove e i tempi lenti di ripresa al ritorno.
    Ma l’ho potuto fare. Ho potuto scegliere. E questa sarà sempre la mia grande ricchezza di professionista: io scelgo.
    Dopo ho ripreso ed anche con uno spirito diverso. Ho tagliato molti rami secchi ed improduttivi ed ho cercato di ottimizzare. Devo dire che gli anni dopo la maternità sono stati i più produttivi dal punto di vista professionale. Ora il momento critico lo sentiamo tutti noi: il lavoro non manca mai, mancano le persone che hanno soldi per pagarlo! Dovrà pur passare.
    Ad oggi sono convinta che una mamma che lavora è l’essere umano più produttivo che esista. Se poi è anche una libera professionista è una specie di funambolo estroso che trova tempo per tutto.
    Tante volte ho detto che, tornando indietro farei scelte diverse… ma temo che non sia poi così vero…

  5. Chiara 2 scrive:

    Ti tributo tutta la mia stima per due motivi: perché sei veterinaria (nessuno si è mai arricchito facendo il veterinario) e perché sei mamma senza paracadute. Ti dico sinceramente: mi auguro che tu abbia un compagno che possa aiutarti, o una famiglia, o tutt’e due, perché altrimenti non so come potresti fare.
    Le mie veterinarie hanno un piccolo studio che a malapena si sostenta, e sono in 3: 2 senza figli e una con una figlia avuta "da grande", senza una famiglia che le facesse da sostegno. Non so sinceramente come abbia fatto, ma non ha mollato e oggi sua figlia la aiuta con gli animali che stanno lì per alcuni giorni o con i cuccioli che vengono abbandonati sulla loro porta.
    Sono sicura che, tra i tuoi pazienti, c’è sicuramente qualcuno come me, che sarebbe perso se tu decidessi di non esercitare più.

  6. Flavia scrive:

    io trovo molto utile la testimonianza di Mammainbluejeans perchè richiama l’attenzione su problemi della maternità diversi dalle polemiche più gettonate a proposito di aziende, i part time e le dimissioni in bianco e i congedi di maternità. qui si tratta di prendere la propria vita, organizzarla e fare scelte, come dice anche Silvia, senza delegare a nessuno e sapendo benissimo che il "lamento" non ti farà andare da nessuna parte.
    sono in una fase di riflessione su queste cose da un po’, per cui il suo messaggio è arrivato proprio al momento giusto.

  7. mammainbluejeans scrive:

    grazie a tutte, che catarsi meravigliosa è per me leggere le vostre risposte!

    che dirvi, mi rivedo un anno fa, quando davi era piccolo, in quello che scrive ondaluna: hai ragione cara, ti senti invecchiata di mille anni in pochi mesi, ma rassegnata no, mai. Mi sono aggrappata alol’unico punto saldo, la mia famiglia: mio marito, altra metà della mela, e il mio piccino. Avevo solo loro, e l’aiuto altalenate di una suocera ansiosa. Me lo sono fatto bastare. E’ stato un anno duro, ma ne valeva la pena. Ti assicuro, ondaluna, le cose migliorano.
    Mi trova daccordo Silvia l’avvocato, ma ti dico con gran delusione, che qui da me le mie amiche, libere professioniste come me, accettano la situazione con una rassegnazione irritante. Se facessimo partire un..qualcosa, dal web, sarebbe meraviglioso!
    A Chiara dico grazie, mamma senza paracadute è la definizione più calzante che mi sia stata data finora! e, non ti preoccupare, non ho intenzione di mollare!
    Io amo il mio lavoro. Anche quando dico il contrario. Amo quando le maestre di mio figlio mi dicono che "si vede che lui cresce a contatto con gli animali, è…delicato". Amo quando il mio piccolino mi viene atrovare in studio (raramente per motivi logistici) e i miei clienti se lo palleggiano, neanche fosse nipote loro.
    Sono in una fase di crescita, di ricerca di un "quid" che mi differenzi dalla maggior parte degli ambulatori, che si integri con il mio essere mamma.
    "mamme che sanno cosa vogliono"
    io lo so? credo di sì. mi mancano i mezzi, al momento, ma li toveremo.
    Jhon Lennon scriveva "there’s nothing you can do that can’tbe done", e io ci credo.

  8. Mamma Cattiva scrive:

    Intervengo come mamma non libera professionista ma che aspira a diventarlo. La scorsa estate mi sono trovata a fronteggiare un cambio lavoro e tra tutte è stata la scelta di cambiamento più prudente. Mi conoscete tutte ormai (mi sento proprio bene qui a parlare con voi) e quindi non sto dicendo che nella mia scelta non c’è stato bisogno di coraggio ma secondo me il vero coraggio è quello delle persone che scelgono l’imprenditoria, l’intraprendenza, il rischio dell’impresa. I miei familiari di origine sono tutti in proprio. Tutti sono scappati da lavori da "dipendente": mio padre, mia madre, mio fratello e mia sorella. Fin da piccola ho vissuto il loro fastidio per l’"azienda", per il livello di compromesso che devi accettare, per gli "yes" che devi sostenere. Nonostante questo mi sono sempre ritrovata a rinunciare alla cosa mia. L’estate prima di quest’ultima ci sono arrivata molto vicina ma poi ho avuto paura e ho lasciato questo sogno in un cassetto. Tutto questo per dirvi che vi stimo molto e che dovete tenere duro perché siete voi che potete cambiare il mondo. Avete la libertà per farlo. Con i piccoli si migliora. Veramente le cose cambiano radicalmente e l’impazzimento dei primi mesi si diluisce per lasciare spazio alla loro capacità di comunicazione e di farsi capire. Dopo ‘so soddisfazioni!!!
    Impagabile è fare un lavoro che faresti gratis, che renderà i vostri figli orgogliosi di voi. Un giorno spero di arrivarci anche io. Chissà…

  9. Flavia scrive:

    @Mamma Cattiva anch’io pensavo di avere zero spirito imprenditoriale e zero propensione al rischio – poi un giorno è scattato qualcosa nella testa e mi sono scoperta diversa. Ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi, non bisogna mai farsi violenza, ma sono convinta che se un desiderio è vero e profondo, trova prima o poi la sua strada.
    @mammainbluejeans ma tu mi butti qui una cosa come "ricerca di un "quid" che mi differenzi dalla maggior parte degli ambulatori, che si integri con il mio essere mamma" senza renderti conto che è un vero e proprio brief per trovare un posizionamento distintivo per la tua attività? getti un osso simile ad una che vuole far capire a tutti a cosa serve il marketing nella vita? ma io ti organizzo subito un brainstorming con le nostre creative nella rubrica mamme imprenditrici, per aiutarti a far decollare l’ambulatorio con qualche ideuzza innovativa. non preoccuparti, lo faccio volentieri perchè ho una gatta matta e prima o poi potresti tornarmi utile :))))))). che dici, ti va?

  10. mammainbluejeans scrive:

    magari!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    ti avviso però, io sono un cannone con bisturi e provette, ma di marketing eccetera non ne capisco un piffero. (anche perchè nessuno mi ha mai spiegato cosa sono)

  11. Chiara2 scrive:

    Se ti può aiutare, ti dico qual è il quid che mi fa andare dalle mie veterinarie (a quasi 20 km da casa mia) invece che dal veterinario sotto casa (che pure deve essere bravo, non ho mai sentito niente contro di lui).
    Quello che fa la differenza per me è il rapporto di fiducia reciproca che si è creato: io le ascolto e loro ascoltano me, si fidano della mia esperienza e delle mie sensazioni. Cosa che, per esempio, mi è capitata raramente con i medici, i pediatri in particolare.
    Inoltre, con loro parlo dei miei problemi a 360°: non solo quelli di salute, ma anche quelli di comportamento (vedi marcature, problema non ancora risolto ma speriamo). Loro si prendono a cuore anche queste sciocchezze, e magari non mi risolvono il problema ma mi passano materiale da "studiare" (vedi quando ero preoccupata che le mie gatte fossero gelose della mia prima figlia).
    Infine, dal momento che ho 4 gatte, per gli appuntamenti "fissi" tipo vaccinazioni vengono loro a casa mia. Oppure addirittura mi preparano i vaccini e, dopo avermi insegnato anni fa a iniettarli, lasciano che faccia io.

  12. Flavia scrive:

    ecco appunto, è semplicissimo: marketing significa cosa puoi offrire tu di speciale per cui la gente venga da te e poi ritorni da te. abbiamo avuto un esempio con chiara. che il dottore venga a casa, ci avevo pensato anch’io, è un bel servizio aggiuntivo. a me vengono già in mente molte altre cose. dammi solo un po’ di tempo che i prossimi giorni sono in viaggio, e ti organizzo una piccola sessione creativa :) mi piace. prima però, mandami (mail) un po’ di info, tipo: dove si trova l’ambulatorio, tipo generale di clientela (una cosa è la signora snob col cagnolino, una cosa una bestia come Chiara per dire, è lei che si definisce così eh), cosa desideri per il futuro (obiettivi). un bacio e a presto.

  13. piattinicinesi scrive:

    io sono stata precaria per anni, che è come dire libera professionista per forza. non è facile, no, per niente.
    la tua lettera e le risposte mettono però l’accento su un aspetto importante che non va sottovalutato ed è la passione per il lavoro. il lavoro quando è scelto è identità, impegno sociale, relazioni con l’esterno. rinunciare a questo è terribile, ed è un ‘ingiustizia

  14. Silvia gc scrive:

    Mammainbluejeans, in un ambito del tutto diverso dal tuo, io quel quid lo sto cercando e trovando nell’integrazione tra genitoricrescono.com ed il mio lavoro.
    Sembrava una cosa paradossale solo un anno fa, ma nel giro di questi 12 mesi le cose hanno preso una piega tale che io sto credendo nella mia differenziazione professionale attraverso quello che ora è ancora un blog, ma che potrebbe evolvere.
    Questo è un modo per integrare i due aspetti di mamme e professionista.
    Sto reindirizzando il lavoro molto sul diritto di famiglia, lasciando un po’ indietro quello che, fino a qualche tempo fa, avrei definito "linfa vitale" e cioè il diritto penale. Quella la consideravo la mia vocazione e la mia professione e, il diritto di famiglia, un modo collaterale per differenziare e garantire un introito costante e discreto.
    A questo punto, però, mi sento cambiata io. Mi interessano di più quei temi e mi ci sto scoprendo benissimo dentro. Ed allora intervengono doppie e triple integrazioni (avvocato penalista e matrimonialista – definizione pessima e riduttiva – vanno ad unirsi in un livello di specializzazione superiore, creando una nicchia di interesse, il tutto diffondibile e gestibile grazie al web e alle relazioni che ne derivano).
    Insomma quando ti accorgi che a 40 anni hai una gran voglia di rimescolare tutte le carte… secondo me è sempre un buon segno. E mi sa che se non fossi stata mamma e libera professionista, tutto questo fermento non lo avrei vissuto.

  15. Laura.ddd scrive:

    La vostra discussione e le vostre esperienze sono interessantissime. Concordo con mamma cattiva e con piattini, soprattutto sul fatto che fare il proprio lavoro con passione è una cosa già di per sè preziosissima. Ognuno ha i suoi tempi, è vero, ma le cose pian piano maturano e, anch’io continuo a coltivare il mio sogno nel cassetto (gutta cavat lapidem…)

  16. Silvietta scrive:

    Discussione interessantissima, davvero!

    La vivo a metà, per cui so di essere privilegiata: un part time da dipendente (che, si, mi ha dato il coraggio di affrontare la maternità) in cui però pago mese per mese il privilegio dei diritti connessi alla maternità
    e un mestiere da freelance in cui credo ma in cui soprattutto sento di poter far parlare quella parte importantissima che c’è in me e che – come sottolinea bene Silvia GC nelle cui parole mi ritrovo – ha bisogno di poter scegliere!

    comunque, complimenti per la forza con cui porti avanti la tua vocazione!

  17. farmaciaserrage scrive:

    Compreso che ovviamente una scelta come la tua oltre a non avere maternita’ ed i 5 mesi di blocco obbligatorio sia almeno bilanciata dal piacere di fare un lavoro gratificante .Comporta di lavorare fino all ‘ ultimo giorno prima come ho fatto io per tutti e 4i miei , a brevissimo tempo dopo il lieto evento perche’ se sono abituati a sentirti telefonicamente ti chiamano lo stesso se gli devi risolvere un problema poco importa che tu abbia partorito .
    Tieni duro perche’ l’ entusiasmo che trasmetti per il tuo lavoro e’ la benzina piu’ grande .Dove lavori ?Magari nasce qualche collaborazione qui su Vere Mamme sarebbe un ottimo modo di fare rete tra mamme!

  18. bianca scrive:

    Ciao! Anch’io sono un avvocato, e ho faticosamente costruito il mio studio, in collaborazione con alcuni colleghi. Certo, come molte hanno già osservato, fare la libera professione può dare il privilegio di stabilire e organizzare i propri tempi, però è anche vero che per qualunque cosa tu ci devi essere, nonostante tutto. Ho due bimbe, di 4 e 2 anni, e entrambe le volte ho lavorato fino all’ultimo giorno, perchè altrimenti mi sarei trovata a dover mandare via i clienti faticosamente conquistati, e entrambe le volte, poi, a poche ore dal parto il cellulare suonava in continuazione…Io poi faccio un lavoro molto bello, ma particolare, mi occupo di diritto di famiglia, e il rapporto con i clienti è naturalmente ancora più intenso che in altri settori (e ne scrivo sul mio blog http://www.storiedifamiglie.blogspot.com). Così ogni tanto, quando torno dall’ufficio e mi trovo a fare il bagno alle bimbe, e intanto devo rispondere "Avvocato, mio marito non riporta i bimbi…" mi dico che non ce la faccio. Poi,però, come tutte vado avanti. Certo sarebbe importante una vera politica che aiuti le mamme, la famiglia, cosa che in Italia, checchè se ne dica e parli, non c’è!

  19. Continuo a ringraziarvi tutte. La benzina adesso siete voi, statene certe.
    Risposte:
    @ farmciaserrage. Io ho lavorato fino all’ultimo minuto. Peccato che avrei dovuto partorire 43 iorni dopo! Tanto ho fatto che ho avuto un distacco di placenta, quindi mi hanno aperto la pancia e un dottore ha tirato fuori il Nano. I clienti mi hanno chiamato per tutto il puerperio, alcuni per gli auguri, altri per dire "dottorè, ma quando torni?".. lavoro a Bari, tanto per la cronaca.
    @bianca: com’è vero quello che dici, TU CI DEVI ESSERE: non ci sono natale, Malattie, vacanze…

  20. farmaciaserrage scrive:

    Non avevo dubbi sulla modalita’ dell’ ultimo giorno , io sono stata messa a "riposo" forzato di tutti e 4 se non volevo correre rischi maggiori .Dopo il parto trascorsi ben 3 giorni di sosta ho ripreso portandomi dietro i piccoli il posto di "combattimento".
    Peccato che la distanza tra Bari e Genova sia considerevole per mandarti clienti,sono certa che Flavia avra’ qualche brillante idea di supporto.

  21. Ponyo scrive:

    Grazie per questa ventata di aria fresca. Sono architetto, madre di un duenne, in continuo bilico tra lo spiccare il volo in studio, volo che non spicco mai: anche oggi interrotta riunione importante per recuperare il mio nano febbricitante all’asilo.
    Niente nonni.
    E’ dura, durissima, ma ce la devo fare.
    Come avete detto, se c’è la passione, il lavoro non deve essere abbandonato.

  22. emma ricci scrive:

    "Mamma senza paracadute" è il titolo di un bellissimo romanzo italiano sulla maternità che consiglio a tutte. Vi lascio una citazione (a memoria):

    "Prima d’ora ho camminato anch’io nel mondo. Ho percorso molte strade, alcune mi hanno portata lontano. Ma questa è l’unica che porta dentro di me" da ‘Mamma senza paracadute’

  23. Flavia scrive:

    @ponyo ed Emma, grazie e benvenute…

  24. emma scrive:

    ‘Mamma senza paracadute’ è il titolo di uno splendido romanzo di Lidia Castellani, appena uscito da TEA, un romanzo su come affrontare la maternità partendo da zero.. è assolutamente divertente e allo stesso tempo molto poetico, da leggere perchè fa riflettere e poi è scritto troppo bene, l’ho sottolineato quasi tutto, fatemi sapere, emma


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