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Sulla maternità. Suggerite

Pubblicato il 11 ottobre 2009 da Flavia

Sono davvero onorata di essere tra gli ospiti dell’incontro con Marilde, venerdì a Trastevere. Ecco la locandina:

Locandina che mi ha causato non pochi problemi di indentità quando mi hanno chiesto “cosa faccio” (a Roma dicesi anche “come t’antitoli”). Ho azzardato qualche definizione che prendeva una mezza paginetta, e allora ho dovuto sintetizzare, con risultati discutibili. Il giorno dopo su LinkedIn ho cambiato ancora ..titoli, su Slideshare ho scritto ancora altro, e così via. Non è che abbia le idee poco chiare, no, è che penso che in contesti diversi funzionino linguaggi diversi. (Qualcuno ultimamente mi ha fatto notare che sono molto brava a “raccontarmela”, voi che ne dite).

Insomma, come è capitato prima di me a Piattini qui e ad Italian Mom qui, comincio a chiedermi come organizzare il mio intervento. Ecco, appunto: in realtà volevo dire, cosa cacchio racconto proprio io alla Casa Internazionale delle Donne in una manifestazione dedicata ai libri, tra psicologhe ostetriche e scrittrici? L’esperienza è inedita: mai partecipato ad un incontro-dibattito. Le presentazioni più emozionanti erano di solito del tipo: io ti racconto cosa è successo usando dei numeri, ti dico cosa penso che significhino fatti e numeri, cosa abbiamo imparato e cosa penso che dobbiamo fare. Tu mi dici che sei d’accordo con me e mi approvi il piano, oppure  mi dici di tornare a casa e rifare tutto daccapo. Capirete che qui, alle prese con riflessioni su modelli culturali e via dicendo (basta vedere cosa abbiamo combinato nell’ultimo Blog Cafè), dovrò essere un tantino più fluida. Ma il meglio che mi riesce, facendo mentalmente le prove, è un trattore un po’ fluido.

Vediamo, comunque: pensavo di parlare del nostro blogging, del significato che ha per me Veremamme, del coaching, pensavo di leggere questo e di citare le iniziative concrete che facciamo accadere.

Ma alla fine credo che la cosa più giusta sia chiedere a voi: di cosa vi piacerebbe che parlassi?

23 Risposte per “Sulla maternità. Suggerite”

  1. Wonderland scrive:

    Ciao Flavia, purtroppo ho un impegno importante proprio quel giorno ma spero di liberarmi in tempo. Visto quello che stai facendo potresti raccontare secondo te in che modo è possibile che un coaching aiuti le madri a colmare, o meglio, a gestire questa solitudine. Ovvero che lacune esistono nell’attuale confronto con la maternità trasmesso in modo "innato" dalla cultura odierna e quali strumenti sarebbero invece mutuabili da altre discipline/training. In fondo, come si sottintende da VM, il coaching esiste per tutti tranne che per le mamme.
    Poi ecco, detto così sembra il monologo di robocop, se ci metti del pathos è meglio.

  2. Flavia scrive:

    ottimo, grazie, mi servono proprio suggerimenti così. attendo altri

  3. M di MS scrive:

    Secondo me, dovresti giocare il ruolo della evangelist. Raccontare a chi non sa niente di veremamme e di mommyblogging non tanto che deve aprire un blog (perchè non è detto che serva a chiunque), piuttosto che cosa si dicono le madri in rete, che cosa non si dicono, quali nuove tematiche stanno emergendo. Anche il tema della quasi assenza dei padri che sta recentemente venendo fuori per es.. Oppure le dinamiche relazioni: se sono diverse dai rapporti fisici, se riproducono schematismi o li rompono. L’aspetto più markettaro lo lascerei da parte.

  4. pontitibetani scrive:

    ho aggiunto un commento al wiki di raperonzolo, sbagliando sede della risposta ma volevo postarla qui, insomma era il mio constributo.
    ma lo pubblico anche sul mio blog, tanto per dinamizzare il tutto …

  5. Arianna scrive:

    Oddio Flavia, vorrei tanto esserti utile, ma appena sento la parola "discorso" o "convegno" o "dibattito" mi viene il blocco psicologico, manco dovessi intervenire io anziché tu… ho bazzicato per qualche forum prettamente "mammesco" ultimamente, è incredibile, ho trovato un sacco di gente che non sa neanche cosa sia un blog, e io che pensavo che ormai fosse una cosa sotto gli occhi di tutti… quindi ecco, calcola che può anche essere che il pubblico che incontrerete non conosca per niente queste dinamiche, quindi se parli di blog, seppur brevemente, parti dalle basi, spiegando di cosa si tratta… magari prima chiedi, sapete cos’è un blog? I temi "importanti" li lascio a voi, io non sono molto brava in questo! In bocca al lupo, hai tutta la mia solidarietà!

  6. marilde scrive:

    stasera intervengo con calma, per ora ti dico che in precedenti situazioni la presenza di blogger è stata apprezzatissima. Chi non sapeva cosa era un blog, chi lo sapeva in modo parziale. Pare incredibile ma ancora tanti non conoscono questo strumento e le sue potenzialità.

  7. Isa scrive:

    direi che il tuo programma va benissimo com’è. Parlare del blogging, di VM e del coaching. (magari accennerei all’iniziativa TTV, ma forse non è il luogo/momento adatto?!)
    In bocca al lupo!

  8. Flavia scrive:

    grazie a tutte! sto prendendo nota…

  9. Mamma Cattiva scrive:

    Siediti in mezzo a loro e non davanti a loro. Accorcia le distanze anche nel linguaggio perché il messaggio che deve passare è che stai parlando una stessa lingua, stai usando un codice comune. Non sempre si riesce a far capire che siamo nella stessa barca. Ci sono quelle che riescono e quelle che non riescono. "Le altre" sono quelle che ce la fanno, "io" sono quella che "non ce la posso fare".
    In bocca al lupo. Vorrei essere nella claque ma ultimamente sono ovunque meno dove vorrei essere…il che è tutto dire.

  10. Raperonzolo scrive:

    Mi sento onorata :-)

  11. Wonderland scrive:

    Ma io non parlavo dell’aspetto markettaro del coaching, tutt’altro. Io parlerei invece proprio dell’aspetto psicologico, ovvero: gli strumenti – emotivi, pratici, psicologici – si danno per scontati. Perchè esiste questa cultura della capacità innata di fare la madre – che è un mito assoluto e irreale? Ecco che allora che le mamme aprono blog, si confrontano, cercano di cambiare le cose…
    Ecco, questo ora che ci penso magari lo dico al MomCamp ;)

  12. Flavia scrive:

    credo che MdMs si riferisse al MIO aspetto markettaro, cioè il mio (altro!) lavoro e le iniziative come Talking Village… che giustamente non riguardano molto il tema del convegno, anche se si può accennare all’idea, tra noi coltivata, di far nascere le cose dal basso.
    (scusate la pessima forma ma stamattina ho la testa contorta e infatti non riesco a cmbinare molto)

  13. M di MS scrive:

    Sì, infatti è come dice Flavia. Tra l’altro io e te wonder abbiamo postato insieme, quindi il tuo post non l’avevo nemmeno letto;)

  14. elisabetta scrive:

    ho a lungo osservato la locandina. non che voglia dire tutto. nè che tutti i partecipanti si sentiranno cosi.
    ma forse l’unica cosa che mi viene da dire è che le mamme avranno bisogno di un gran calore, di sentire che non sono sole (banale ma essenziale) ma, piu che altro, cosa c’è di molto pratico che le può aiutare per uscire dal melmone. il tuo aiuto può essere veramente prezioso perchè offrirai un approccio sicuramente diverso (nel senso di complementare) a quello di psicoterapeuti ed ostetriche.
    perchè in fondo nel mondo che racconterai c’è anche un sacco di spazio per il sorriso e dio sa quanto una mamma in difficoltà ne ha bisogno.
    in bocca al lupo (avevo scritto "al pupo"… ups lapsusss)

  15. Silvietta scrive:

    Flavia, ciao, scusa se dirò cose già scritte… inquesta settimana tra desian, l’wiki di rapè, i tuoi post, VM è diventato un fiume e io sono indietro di km…

    insomma.. di che vorrei sentire parlare..?

    ripenso a come e perché ti ho conosciuta, a mammaimperfetta e mi viene da dirti questo (vedendo anche chi parlerà al tuo fianco)…
    io ero discretamente attrezzata (culturalmente, psicologicamente) al parto e al post partum. ero informata e sostenuta dal mio compagno.

    non ho avuto baby blues ma avrei saputo come reagire.

    sono invece rimasta spiazzata dallo tsunami della gestione del tempo. (e vabè anche dal dolore delle ragadi e dall’ignoranza ancora universalmente presente nei consultori …), quindi per me è stato ed è fondamentale riflettere su di me e come gestisco – ORA – la mia vita, ora che è come se avessi una vita in più da gestire.

    per questo adoro ogni riflessione su un uso intelligente del tempo e delle risorse (te ne cito una di MC: "una volta scoperto che un microonde mi serviva solo per scaldare il biberon non l’ho comprato" …). Perché io sono sempre io, con i miei lavori, interessi, sogni. E il fatto che ora accompagni alla vita la pulce non "annienta" il resto … :-)

    spero sia un appunto comprensibile

    un abbraccio a presto
    silvietta

  16. caiacoconi scrive:

    io spero di non avere intoppi ed esserci
    cosa vorrei sentire?
    credo che ci saranno due tipi di pubblico: mamme blogger e mamme non blogger, tutte accomunate dalla lettura del libro di marilde, quindi in qualche maniera in contatto con quella parte dell’essere donne che ha bisogno di confrontarsi, com-prendersi e capirsi. e credo che il tuo intervento come mammablogger possa vertere proprio su quello che in più noi abbiamo rispetto alle non blogger: una rete d’ascolto, che nella vita reale spesso manca. la differenza che trovo online è la delicatezza, la mancanza di giudizio, l’ascolto vero senza l’ansia di prevaricare. ovviamente ci sono le dovute eccezioni, ma online c’è una specie di selezione naturale per cui ci si sceglie e restano in contatto solo questo genere di mamme qui.
    non so se può essere uno spunto utile, comunque non vedo l’ora di conoscerti ;)

  17. valewanda scrive:

    Ciao Flavia. Dunque, vedo sopra che ti sono state già suggerite tante cose, io ne aggiungo un’altra. Spesso quando si diventa mamme, improvvisamente il nostro ruolo è quello, appiccicato addosso da tutti, e basta. Si tende a "planare" la conversazione su argomenti che riguardano i pargoli, al parco, in giro, all’asilo, al telefono, e così via. Cerca di evidenziare che noi mamme in rete, tra le altre cose, vogliamo affermare il nostro essere donne, persone, non solo mamme, per quanto il nostro universo sia cambiato. Sottolinea che in rete gli scambi avvengono su tematiche varie, perché noi stesse ci poniamo problematiche varie, oltre ad interrogarci su come essere "brave" (o cattive?) madri. Spero di essere stata chiara.Un abbraccio, Vale

  18. LGO scrive:

    Ho aggiunto un commento sul blog di pontitibetani, forse è un po’ OT.
    In bocca al lupo per sabato :-)

  19. ecco che se la metafora è parchetto o web mi viene in mente il rilancio di desian, non pensabile o possibile davanti allo scivolo … ma in rete è anche agibile una discussione ….

  20. piattinicinesi scrive:

    mia carissima, tu devi sederti e raccontare di te, del tuo tir, della tua esperienza di mamma e di come hai avuto voglia di condividerla su web, come è andata, come sta andando e cosa ti ha insegnato.
    e poi finalmente andiamo a farci una birra

  21. Flavia scrive:

    ok, fuw fuw, sono quasi pronta. grazie a tutte di nuovo per gli input. spero di poterli degnamente esprimere!

  22. Isa scrive:

    mi raccomando, attenta alla voce stavolta, eh! :-))

  23. Flavia scrive:

    e naturalmente, mi sono raffreddata! :)


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