La maritologa e la strategia della lavastoviglie

Pubblicato il 16 ottobre 2009 da piattini cinesi

Tom Cruise le ha costruito una dependance con giardino nelle sede di Scientology, Katie Holmes e Victoria Beckam hanno venduto tutte le borse Hermès per pagare le sue consulenze.
E invece noi, grazie a Piattins, ce l’abbiamo aggratis.
Stiamo parlando della nostra maritologa: la dottoressa Luce Del Fallo.

- Buongiorno Luce, e bentornata a Veremamme

- Buongiorno Piattins, sono molto contenta di essere di nuovo qui. So che l’ultima volta ci sono stati tanti commenti, anche diversi mariti vi hanno scritto

- E sì, è vero. Moltissimi. Pare che la “sindrome da uomo ombra” sia molto diffusa ultimamente, ti risulta?

- Mi risulta eccome. Gli uomini non capiscono come mai dopo il matrimonio le soavi fanciulle di cui si sono invaghiti, che fino a pochi mesi prima erano intelligenti, spiritose e disponibili sessualmente, si trasformino in orrende megere pronti ad assaltarli appena mettono il naso dentro casa

- Non lo capiscono ma dovrebbero capirlo. Sarà pure un po’ colpa loro, o no?

- Sì Piattins, tu hai ragione, in principio. Ma vedi…gli uomini sono tendenzialmente pigri, l’idea di porsi delle domande alle quali si deve rispondere con più di tre parole, la possibilità anche remota di dover rinunciare a una sola delle loro abitudini, e soprattutto lo spauracchio di una conversazione profonda con una donna li rende fragili, maldestri, spaventati.

- E quindi?

-    E quindi preferiscono rendersi invisibili, rientrano a casa tardi dal lavoro, sviluppano una dipendenza affettiva dal portatile e scaricano compulsivamente video e musica, restando chiusi per ore nel bagno come se fosse una specie di bunker antiatomico. Voi vi preoccupate che si siano fatti un’amante e invece loro sono lì che guardano i video di Checco Zalone, o di Zoro, se sono politicamente impegnati.

-   E’ un quadro poco incoraggiante, Luce. Ma che si può fare?

-    Guarda Piattins, come sai nei miei seminari cerco di insegnare agli uomini a comprendere e decodificare i significati nascosti del linguaggio delle donne, in modo da sapere come reagire senza doversi nascondere.

-    Ci fai un esempio?

-    Ma certo volentierissimo. Prendiamo un esempio classico, la frase “a casa devo sempre fare tutto da sola”.

-    E quali sono i significati nascosti?

-    Non ci sono, questa frase in genere corrisponde a verità, perché sono pochissimi gli uomini che danno veramente una mano nelle faccende. Il problema è come reagire.

-    Ma scusa, che vuol dire come reagire? Se la frase è vera non basta aiutare in casa?

-    Ma no, certo che no, Piattins. 9 volte su 10 quando un uomo si propone per aiutare una donna con la quale convive la risposta è “meglio che io faccia da sola, tanto tu non sei capace”. Molto disturbante, in effetti.

-    Ma lui non potrebbe chiedere di imparare?

-    Sì potrebbe ma non è facile. Innanzitutto c’è un problema di visione. Non so se lo sai ma gli uomini hanno uno spettro visivo diverso da quello delle donne

-    Come uno spettro visivo diverso?

-    Ti spiego. Mettiamo che tu mandi tuo marito al supermercato a comprare la verdura. Tu gli dici comprami un broccolo e un cavolfiore. Lui va, si avvicina al banco delle verdure e gli viene il panico. Lui non vede né broccoli né cavolfiori, lui vede roba verde che spera che tu non gli metta nel piatto con la scusa che fa bene. Se ti va bene ti porta a casa la rughetta e una bottiglia di chinotto.

-    Ma dai Luce, ormai ci scrivono il nome vicino alle verdure….

-    Lo so ma loro nel panico da ortaggio non riescono a leggere, gli si incriccano i neuroni cognitivi. Non parliamo poi di quando devono vestire i bambini. Mettile i leggins blu con il miniabito verde acqua. Conosco uno che ha preferito fuggire in Indonesia piuttosto che chiedere alla moglie cos’erano i leggins. Certi uomini non reggono lo stress.

-    Ma.. stress…c’è davvero motivo di essere stressati?

-    Be sai, dietro alcuni rimproveri si nasconde una sindrome da rosicamento da onnipotenza, una sindrome più diffusa di quanto non si pensi. Accusare l’altro di essere incapace rafforza il nostro ego, anche se così si rischia di rinunciare a una condivisione dei compiti, se pur parziale. Si preferisce insomma un beneficio a breve termine piuttosto che uno duraturo a lungo termine, che però bisogna conquistarsi, perché insegnare ad un uomo ad essere responsabile in casa a volte può essere davvero duro, specialmente se non c’è stata una buona formazione durante l’infanzia.

-    E quindi cosa consigli agli uomini in questi casi?

-    La strategia della lavastoviglie.

-    La strategia della lavastoviglie? E che cos’è?

-    Come non lo sai? Eppure ne ha parlato anche Desian in un post qualche settimana fa. La applica il 90% dei mariti italiani che hanno letto i miei libri. È una strategia semplicissima che consiste nel dedicarsi a una sola attività casalinga ma svolgendola in modo talmente scrupoloso da diventare dei veri esperti del settore. Può essere la manutenzione dei fili elettrici, la pulizia del lavello, lo spurgo del water ma la più diffusa è sicuramente il caricamento della lavastoviglie. Gli uomini caricano benissimo la lavastoviglie e ne fanno addirittura una bandiera di genere: loro sono razionali, geometrici, ordinati e sfruttano al meglio lo spazio. Questo permette sia di difendersi in caso di attacco, al grido di “ma io carico la lavastoviglie!” sia di attaccare rinfacciando alla moglie che l’ultima volta ha mescolato le tazze da latte con quelle da caffè. Un errore imperdonabile.

-    Capisco, e mi sembra tutto molto interessante. Ma scusami. Hai detto che la applica il 90% dei mariti italiani che leggono i tuoi libri. E l’altro 10 %?

-    L’altro 10 % è più conservatore. Preferisce adottare la vecchia strategia sessista che consiste nel troncare il discorso chiedendo “ma che c’hai le tue cose?” e poi chiudersi in bagno con l’i-phone.

20 Risposte per “La maritologa e la strategia della lavastoviglie”

  1. my scrive:

    ehi si
    la lavastoviglie è un incubo
    anche a casa mia

    brava piattins ;-)

  2. M di MS scrive:

    Grande!
    Io vengo puntualmente interrotta mentre carico la lavastoviglie, una cosa veramente irritante. Da qualche tempo a questa parte dopo la cena vado in salotto con i bambini e a lui lascio non solo la lavastoviglie, ma anche sparecchiare, mettere in ordine e – udite udite – scopare (sì, ma non sempre)!
    Per l’uomo il parallelismo caricare lavastoviglie-caricare macchina è evidente, ecco perchè piace. Per, cara la mia Luce del Fallo, mi devi spiegare una cosa: perchè Marito non pulisce mai i coperchi e me li lascia lì vicino ai fornelli? Li considera forse troppo grandi per la lavastoviglie?

  3. Raperonzolo scrive:

    Geniale, piattini. Verissimo. Noi la lavastoviglie non ce l’abbiamo, ma anni fa, a lui British, ho insegnato a fare il caffé espresso. Ci si dedica con una cura scrupolosissima, scientifica, certosina da anni e anni. Ormai si considera un guru della moka e della macchina da espresso. Perfino nei bar a Roma sorseggia e dice, "non male, buono quasi quanto il mio". Ecco, bisogna dargli un’attività casalinga che possa esaltargli l’ego.

  4. Arianna scrive:

    Oddio! E chi non ha la lavastoviglie?!

  5. worldwidemom scrive:

    è che porca miseria io c’ho pire da ridire sul suo sistemare la lavastoviglie.
    comunque GENIALE. come sempre piattins!

  6. lastaccata scrive:

    Hi!Hi!Hi! Sto soffocando nelle lacrime ( non di gioia, la mia è amara ilarità). Mio marito è lo specialista della lavastoviglie. Ne carica una ogni due giorni con geometrica precisione pensando di aver così risolto il problema della pace nel mondo ( e nella nostra famiglia). Ma, come soleva dire la mia tata svizzera, meglio di un calcio nei co@@ni!
    Grazie a Piattini, oggi avevo proprio bisogno di sorridere.

  7. piattinicinesi scrive:

    ragazze mi fate morire nei commenti, da quello che dite capisco se ci ho preso o se vaneggio. ma gli uomini che dicono? aspetto i loro commenti.
    e delle verdure, non mi dite niente? comunque la nostra Luce ha ragione, un po’ li stressiamo, poi porelli hanno paura a fare le cose per paura di essere criticati….

  8. Flavia scrive:

    sì bisogna continuare….. per capire, per non morire dietro i muri di incomunicabilità…. per esempio perchè litighiamo quando c’è da caricare la macchina e di fronte al suo "non c’entra" io ci faccio entrare tutto comunque infischiandomene del’ordine; oppure perchè quando non sappiamo trovare un posto non si ferma a chiedere a qualcuno. perchè….perchè….

  9. Isa scrive:

    lol … allora, io un’idea ce l’avrei… ;) invece di cercare di capire perché, cerchiamo di adeguarsi…tanto lo sapiamo che uomini e donne sono di due pianeti diversi ! :)
    x il caricamento della macchina, al suo "non c’entra", rispondigli una cosa tipo "non ti preoccupare tesoro, vedrai che ci faccio entrare tutto" (anche se devi sederti sull’ultimo pezzo x tutto il viaggio!!) :-))) x le indicazioni per strada, prova questa: non devi litigare per fermarvi a chiedere, fallo senza discuterne: al primo semaforo rosso, abbassa il finestrino e chiedi alla prima persona che ti tocca "scusi, mi puo’ dire dove si trova…….aaaaaah (sono due le possibilità: o ti fa finire la frase e anche sentire la risposta anche quando il semaforo cambia al verde… o se ne infischia e dunque le "aaaaah"!) LOOOOL
    ok, basta, mi fermo qui, prima di entrare in un delirio ;)
    xxx

  10. Laura scrive:

    confermo: non abbiamo la lavastoviglie, ma i piatti, a casa nostra, "li vuol lavare LUI" (benedetto quello spot, forse Flavia ha ragione…). E’ una strategia a piu’ livelli, parti con una cosa (i piatti), poi ne aggiungi altre, lui si sente specializzato, efficientissimo e soprattutto rassicurato nel loro ego. L’escalation, ovviamente deve seguire il criterio del "do ut des" (non siamo mica dilettanti qui..), ma una volta conquistato un gradino, mai retrocedere!
    Avvertenza: ricordarsi, se non vuoi trovare la casa allagata, di svuotare il vassoietto dello scolapiatti (quello no, è troooppo difficile…)

  11. piattinicinesi scrive:

    da noi la macchina è come la lavastoviglie, la carica lui. ma lo fa davvero meglio di me. esprit de géometri contro esprit de finesse.
    ma chissene, io sono molto fiera del mio esprit fino e poi odio caricare la lavastoviglie….

  12. M di MS scrive:

    Ribadisco: ma sono vreamente la sola ad avere un marito che non pulisce i coperchi??? Cosa dice Freud?

  13. Flavia scrive:

    M di MS, non mi provocare. se dopo che lui ha bevuto io riordino e sposto il suo bicchiere che era rimasto lì bene in vista, dopo venti minuti non viene riutilizzato quello spostato (impssibile vederlo!!!) ma ne compare un altro pulito nello stesso punto. Ma io per esempio odio lavare la moka. faccio i piatti e lascio lì la moka. Freud anche per me?

  14. lastaccata scrive:

    Cara Flavia, suggerirei un pellegrinaggio di massa sulla tomba di Freud in cerca di risposte… Io, ad esempio, sono capace di pulire il pavimento con la lingua o di lucidare a specchio il piano d’acciaio della macchina del gas. Ma, esattamente come te, svengo al pensiero di pulire la Moka. Eppure non sono pigra! Che significherà questa idiosincrasia per l’igiene della moka?

  15. Flavia scrive:

    bah, cara Staccata, forse significa solo che ci fa schifo la posa del caffè… il cui significato freudiano mi sfugge, ma preferisco non sapere!!!!

  16. mammaemigrata scrive:

    questo post è divertentissimo e ci ho riconosciuto perfettamente il mio Pisolo, che ogni volta che può mi fa notare la sua supremazia nell’arte del caricamento della lavastoviglie :-D
    Non leggo né partecipo a questo sito quanto vorrei, ma gli ho assegnato un premio che troverete sul mio blog!!!!

  17. marzia scrive:

    e’ terribile leggere che gli uomini sono tutti cosi’ uguali e tremendi… e poi se ne vanno in giro a ripetere che loro i loro figli li amano… ma le mogli.. ah noo.. di quelle farebbero tutti a meno… ma per quei figli loro che fanno con il loro razionale e preciso pragmatismo… io e il mio piccolino passiamo ore ad aspettare di uscire, di mangiare, di fare qualsiasi cosa… perche’ lui sta sempre facendo qualcosa di essenziale per noi, per la famiglia… con una meticolosita’ talmente assurda…ore ore a acatalogar documenti, si,… incastrare ordinatamente valige nel bagagliaio, caricare la famosa lavastoviglie…ripetendo … ah se non ci fossi io… premesso che non c’è mai.. ma possibile che non veda? che non si accorga di tutto quello che c’è da fare per dare da mangiare, lavare, vestire, ADDORMENTARE e far giocare il piccolo? no…lui deve occuparsi di cose piu’ essenziali.. e vi giuro quali siano non l’ho ancora capito in tre anni.,.. ma se tutti gli uomini sono cosi’ meglio stiano in ufficio anche fino a mezzanotte… da soli si fatta tutto meglio

  18. Flavia scrive:

    nb questo post è stato citato in un forum, che si chiama malvestite.net :)
    ora, ci preme sottolineare, questo post è una satira. La maritologa fa parte delle fantasie malate della sciagurata che scrive su Veremamme che risponde al nome, che è tutto un programma, di PIattini Cinesi. Il suo scopo è curarci dalle nostre nevrosi attraverso la loro estremizzazione. i risultati..ehm…sono soggettivi!

  19. lastaccata scrive:

    Adoro le fantasie malate della sciagurata che scrive su Veremamme alias Piattini Cinesi. Geniale il suo curare le nevrosi iperbolizzando le situazioni tragicomiche nelle quali , chi più e chi meno, ci ritroviamo tutte. Io ho fatto di questo quasi una ragione di vita e una ragione di scrittura. Una bella risata aiuta a vivere meglio e, perchè no, a trarre spunto oppure coraggio per risolvere alcune situazioni.
    I risultati sono sempre soggettivi perchè, viva Dio, ci contraddistingue la diversità. L’ ‘umorismo, a mio avviso, dovrebbe essere un linguaggio universalmente comprensibile. Anche se alcuni non riescono a decifrarlo. Purtroppo…

  20. desian scrive:

    Povero Freud: lui faceva le pentole, ma non i coperchi… così gli scappò detto che quelle stesse ragazze, che prima sembravano così intelligenti, carine, spiritose e sessualmente disponibili, dopo fanno la ceretta come il cambio di stagione dell’armùar: due volte l’anno. Ma il povero Freud non si intendeva di armùar. Di "sessualmente", un po’ di più e lui pensa che l’ego maschile viene alimentato in giovane età (dei maschietti in questione) da quelle stesse ragazze nel frattempo diventate mamme che per una sorta di riflesso condizionato (condizionato?! e da cosa!?!? mah…) continuano più spesso di quanto crediamo (e di quanto siete disposte ad ammettere) a sottostare a un modello culturale pregresso e duro duro duro a morire. Poi ci si mettono anche i babbi che, qualcuno almeno, ha la fissa dell’educare i maschi da maschi: fare cose da maschi, giocare al calcio, tiro con l’arco, lotta greco-romana-cinese-austro-ungarica, scalare un monte, matare un toro. Perché un maschio è un maschio è un maschio. E poi si finisce davanti ad una birra ghiacciata, babbo e figlio maschio, ad imparare le tre parole che ti serviranno nella vita per parlare con le donne. Se ne trovi una che abbia voglia di ascoltarti…

    Insomma, povero Freud: stracciato dalla maritologa con un nome che è tutto un programma (ma Piattins dimmi dove tieni il genio. Avrai mica una lampada? No, ferma, scherzavo! Lo so, lo so che il genio sei tu…), chissà come la caricava lui la lavastoviglie? E i coperchi li avrà lasciati accanto al lavello o… sul divano?
    p.s.: stasera mi girava nonsense……………


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