Dal coccing al coaching, ovvero come nel caos si possano trovare direzioni

Pubblicato il 18 ottobre 2009 da Flavia

Sono stati due giorni molto intensi, come mi aspettavo. La presentazione (che ho messo qui) con Marilde venerdì, ha offerto punti di vista e dibattiti interessanti sulla maternità anche ad un salentino divertito, l’unico uomo in una sala piena di donne (e del resto, la location….).

Preannunciata da diversi articoli, la nostra presentazione di sabato al Mom Camp si è rivelata più caotica e faticosa del previsto, ma del resto è stata solo un punto di partenza. Presto vi comunicheremo gli ulteriori sviluppi concreti e le iniziative specifiche di MoMCoach. Per ora trovate la presentazione qui. Gli spunti che più mi hanno colpita, nati anche dalla sessione di coaching di gruppo con cui abbiamo concluso la giornata, sono stati questi.

- gli appelli di Luisa Pogliana (autrice di Donne senza guscio) e di Anna Maria Mori (autrice di Nove per Due) alla forza delle donne di cambiare una cultura del lavoro (tutta italiana) ottusamente presenzialista;

- l’osservazione realistica di Flaminia Fazi sulla formazione necessaria per le aziende ma anche per le mamme. Perchè una mamma libera professionista si organizza e riprende le sue attività, mentre una dipendente, dopo magari due anni, dice “non ce la faccio”? Mai per generalizzare, solo per capire.

- La richiesta di Paola Liberace di tutelare anche la volontà di chi vuole trascorrere più tempo con i propri bambini con una pluralità di soluzioni per le famiglie (il che per me è una scelta positiva consapevole ben diversa dal negativo “non ci riesco a riprendere full time, non ce la faccio”. Che poi ci sia chi vuole rimanere a casa più a lungo e quelle come me che impazziscono dopo sei mesi, è un’altra storia);

- La passione e la visione della propria vita come flusso in divenire ed equilibrio di desideri, supportata da mappe e diagrammi in vero stile Procter, da Maria Pia De Caro di Working Mothers Italy, arrivata per l’occasione da Bruxelles. La mia domanda fondamentale infatti resta sempre quella: ami davvero il tuo lavoro? Allora ce la puoi fare, sempre.

- La tendenza al vittimismo, allo spaesamento, al lamento, che va sostituita con un atteggiamento più aperto alle alternative e più determinato sui propri obiettivi. Questo secondo me è il contributo immediato che il coaching può dare ad ognuna di noi, e gli effetti si vedono subito.

Tutti punti di vista molto diversi eppure molto complementari. Mentre riflettevo faticosamente su questo tra chiacchiere nelle retrovie e palloncini che scoppiavano (ammetto la mia debolezza: il casino durante le presentazioni mi innervosisce assai), Piattini mi ha dato l’illuminazione finale col suo coccing (trovate la presentazione qui), teoria della ricomposizione creativa dei cocci. Per cui ho visto chiaramente le due anime di VereMamme: Piattini al Coccing, per mamme creative e  imprenditrici di sè che imparano con l’arte dell’ironia, e  Ioia al Coaching, per mamme che vogliono sviluppare una maggiore consapevolezza di sè e dei propri obiettivi. (Ed io al couching mentre loro lavorano, direbbe qualcuno.)

L’altra anima epassione di VereMamme, il marketing della Conversazione, ha trovato intanto una vera casa in The Talking Village, che vi presenterò tra pochissimo. Potrebbe anche servire a raccogliere l’invito di Marco Massarotto ad allargare il Mom Camp ad iniziative gestite da noi.  Ecco come 48h di caos possono generare nella testa anche visioni produttive e direzioni da seguire. Speriamo.

 

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2 Risposte per “Dal coccing al coaching, ovvero come nel caos si possano trovare direzioni”

  1. Isa scrive:

    Brave, ragazze! great presentations! loved the mind map & the irony of Piattins (as always;)
    Hope that the outcomes will be all’altezza delle vostre aspirazioni e dei vostri sforzi! avete tutta la mia ammirazione (e il mio sopporto psicologico! :-)

  2. Silvietta scrive:

    ci ho messo un po’ ad arrivare in fondo, fino alla Flavia sdraiata sul suo Couch, come diceva Repubblica, ma quel che più importa è che ora ho le idee più chiare sulla mia strategia (no al presenzialismo tout court) e su che cosa ho bisogno dalla coach …
    mò costruisco la domanda, poi torno ;-)

    grazie di tutto, come sempre,
    s.


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