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Rifletti con la Coach

Pubblicato il 27 settembre 2009 da Flavia

Buone notizie…

Sto lavorando a MOM COACH, un progetto in collaborazione con Dol’s e Coaching & Training Strategy Group, che sarà presentato al Mom Camp di Roma il 17 ottobre. Allora quale migliore occasione per scalare di marcia e portare il Coaching VereMamme a un livello superiore, che farsi affiancare come collega e mentore da una donna piena di risorse, un’esperta competente e simpatica come Ioia Rocco?

Rifletti con la Coach” è la nostra nuova rubrica, che darà la possibilità a tutti  di raccontare dei casi e porre delle domande. La coach, a sua volta, non vi darà una ricettina con la soluzione ma risponderà invitandovi a riflettere su aspetti che magari non avevate notato o inavvertitamente avevate sottovalutato, aiutandovi quindi a vedere il problema sotto una prospettiva diversa. Proviamo? Andate qui.

Naturalmente il Coaching VereMamme continua con il suo stile narrativo un po’ dissacrante. Per questo c’è la nostra Piattini Cinesi, esperta – anche lei, e in tanti altri modi – di ribaltamenti di punti di vista.

3 Risposte per “Rifletti con la Coach”

  1. marilde scrive:

    Letto tutto, link compresi. Ed è un’ottima iniziativa. Spiegavi la differenza con la psicoterapia, e su questo vorrei solo aggiungere che la psicoterapia stessa si divide in settori diversi alcuni dei quali comprendono sistemi di indagine sul profondo, con riferimenti al passato, alla storia personale, e altri settori nei quali si privilegia l’indagine sul qui e ora e sul futuro. Scrivo questo perché mi è capitato di notare in alcuni psicoterapeuti una insofferenza verso questa non distinzione. Io, come arteterapeuta, disciplina giovane e pressoché sconosciuta, sono abituata alla confusione in merito, gli psicoterapeuti meno. E alcuni si infastidiscono. E’ molto più frequente di quanto si immagina il dibattito degli addetti ai lavori su "quale terapia migliore? ( dibattito noiosissimo). Non credo affatto che ci sia una terapia, un sostegno, una tecnica migliore di un’altra. Credo piuttosto che ognuno di noi benefici di più di una piuttosto che. E spesso non è la tecnica, ma la persona che usa quella tecnica che fa la differenza. E la cosa bella sarebbe potersi permettere diverse modalità. Sono approcci diversi, tutti utili ad avere una migliore conoscenza di sé. Quel che hai scritto del coaching mi piace molto e spero di conoscere Ioia Rocco a Roma.

  2. Ioia Rocco scrive:

    Cara Marilde, concordo pienamente su tutto ciò che hai scritto. Purtroppo quando si cerca di sintetizzare il rischio è proprio l’imprecisione. E non sai quanto soffro pure io di questo. Bene, chiedo scusa a tutte le psicoterapeute che per questa mia sintesi si possono essere risentite.
    Spero di poter approfondire il dibattito in occasione del MomCamp a Roma, con un po’ più di tempo ;-)

  3. Ioia Rocco scrive:

    Aggiungo: anche io non uso un unico modello di coaching, mi faccio "ispirare" dal coachee. Ognuno ha un proprio modo di organizzare i suoi pensieri, di approcciare le questioni… ed io scelgo il loro.


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