pant pant arrivo… e ora vediamo se mi sono capita…

Pubblicato il 14 settembre 2009 da Silvietta

Ho letto il post di Grillo arrivandoci di link in link, come spesso capita e non l’ho trovato particolarmente interessante.

Un tempo avevo l’abitudine di seguire il blog, perché riporta interviste interessanti o qualche spunto per ridere (amaro).

In questo caso, però, la proposta non mi ha assolutamente preso. Intendo dire, parla di scambio di cose usate. Sinceramente non è una cosa per cui ho bisogno di un blog o di aderire a un social network: ci sono i negozi, i passaparola, ebay..!!

E sono andata oltre.

Poi ho visto il messaggio di Flavia e ho iniziato a leggere i vari commenti. Oggi mi decido a scrivere perché mi ha particolarmente colpito il post che Giuliana ha dedicato a Mariela ma anche quello di AleBegoli. Insomma, fatico a starvi dietro ma arranco.

 

Sinceramente io non provo tanto sdegno.

- Forse il nome è un po’ “rubato” ma sinceramente non mi tocca più di tanto. Mi spiego meglio: per me non è – al momento – fondamentale fregiarmi del titolo mamma2.0. Molto più importante è condividere delle cose con questo mezzo con persone che sento affini. O anche no, ma che possono insegnarmi qualcosa, farmi guardare un problema da un nuovo punto di vista.

 

- Il “furto” di Grillo è un’occasione che va sfruttata per farci conoscere? Ma, boh. Quoto Monica “Per quel che mi riguarda eviterei il gioco delle rettifiche, sarebbecome dire ” le mamme 2.0 sappiamo noi cosa sono/siamo noi” finendo perciò per renderci di nuovo uno standard, una categoria, stereotipo dal quale, mi pare, invece vorremmo uscire. “

E poi, sinceramente mi sembra una scelta individuale. Se che so il 5% delle 1500 mamme blogger si riconosce in quel lancio, in quell’idea, perchè si dovrebbe ribadire una diversità?

A me verrebbe da continuare per una strada autonoma. Quoto Raperonzolo: “Grillo lo si può tenere presente, ma deve essere lui a bussare a questa porta, non noi ad accodarci a qualcosa che già ci appartiene.”

Quindi bisogna capire dove porta questa strada autonoma. Che sarà gioco forza plurale, piena di voci diverse. Però forse democratica.

 

- Mi piace molto quello che scrive Giuliana “ forse il mio non capire deriva proprio da questo: chi siamo “noi”, chi sono “gli altri”? la cosa più importante che ho imparato dall’attività di blogger è proprio la possibilità di non dovermi necessariamente riconoscere in qualcosa che viene dall’alto, un’appartenenza di qualunque genere.” Mi piace la sottolineatura dall’alto perchè sono assolutamente convinta che se davvero 1500 blogger dovessero trovare un argomento su cui possono esprimere un parere comune – per quanto nicchia di nicchia di nicchia – decidessero di dare un messaggio univoco e costruito a 1500 mani sarebbe un messaggio potentissimo, “dal basso” ma decisamente virulento.

 

- Mi ritrovo, quindi, se non capisco male sia nell’idea di Panzallaria che nella proposta di MMS. Apriamo sui contenuti, sviscerando quello che davvero ci sta a cuore e che fa parte della vita. Per me è fresco, però seguendo di Ondaluna erano seguiti vari commenti ecc. che portavano a pensare di aprire un’angolo dell’ostetricia. E perchè no, dell’allattamento. O dell’abbandono de puerperio. E poi… via così, crescendoci dietro.

Perchè, come dice Lorenza “La forza del web 2.0 sta, e Grillo è uno degli esempi più lampanti, nella possibilità di essere un canale alternativo nel quale scambiarsi idee non pre-confezionate: non faremo la rivoluzione del Pil scambiandoci passeggini.”

 

. Pragmaticamente si ritorna sempre lì, allora, alla domanda chiave di MAMMA CATTIVA: è il caso di FARE? Vogliamo promuovere dei cambiamenti? Perchè il punto, dice MC è “ ci ritroviamo sempre tra noi, a ridirci le stesse cose, mentre quelle da convincere .. sono a casa”. Ecco, a me intanto sembra già fondamentale, mi basta – per ora – ma sono in un momento particolare, la bimba è piccola gli ormoni ancora in sconquasso – spizzicare qui e là ragioni che mi fanno essere forte delle mie scelte. Anche quando muoio dalla stanchezza. Ma realmente mi basta? Non lo so. Però penso che il migliore cambiamento lo si attua dimostrando che è fattibile essere diverse. Senza estremizzare. (ripenso a quando ho scritto dei pannolini lavabili). E forse, ma mi sembra faccia sempre parte dell’area wiki, moltiplicando le occasioni di ricerca interlocutori.

- Per chiudere, per quanto riguarda la considerazione di Raperonzolo “la vera anima che vibra dietro i nostri blog è quella di esserci presentate soprattutto come persone che, attraverso l’esperienza materna, cercano di capire, inquadrare, fare il punto sul proprio ruolo in ambito familiare, sociale, lavorativo, creativo, utilizzando poi questo punto di partenza per considerazioni più generali su società e istituzioni.” mi ha così colpito che ho dovuto scriverci un post!

 

Insomma:

confusa – quanto basta,

indignata – poco,

al lavoro – sempre,

con idee – tante,

disponibile – al momento si…

2.0? per ora …

 

a presto a tutte,

silvietta

http://qualcosastacambiando.blogspot.com

2 Risposte per “pant pant arrivo… e ora vediamo se mi sono capita…”

  1. Flavia scrive:

    bellissimo intervento, direi che ti sei capita eccome :)
    grazie per aver seguito un filo fino a qui, anche grazie ai contributi delle altre che hai citato.
    Aspettiamo quelli di chiunque altro vorrà passare; e intanto proveremo a tirare le fila e a fare qualche proposta per aprire una nostra strada, come dici. Io credo davvero che possiamo unire le nostre voci. Di certo una cosa che ho sposato in questi giorni leggendovi con molto piacere, è che non deve essere una strada di polemiche/rettifiche e così via…ma che serva a spostare la riflessione ad un livello superiore.

  2. Silvietta scrive:

    grazie Flavia, della lettura e dell’incoraggiamento. Continuo a leggere e a seguirvi. Mi sembra che di elementi su cui si è unite ce ne siano molti. Già solo l’ultimo blogstorming di Genitoricrescono sulla scuola sta trascinando una ventata di rivoluzioni non indifferenti. a presto, s.


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